LA RICERCA. Un’indagine dell’Istat, commissionata dall’Aci, ha messo in evidenza le dieci arterie più «incidentate» della nostra provincia
Brescia, strade che uccidono
di Eugenio Barboglio
È vero, le strade delle vacanze, come ha «scoperto» l’Aci, sono le più pericolose. Quelle che a contare gli incidenti in un anno - quello preso in considerazione dall’ultimo studio commissionato all’Istat, è il 2005 - sopravanzano tutte le statali e le provinciali d’Italia. Ma Brescia, che non è attraversata da direttrici di transito turistiche, riesce comunque a strappare tristi primati di incidentalità. Nettunense, Romea, Pontina, Jonica, sono queste le strade killer per eccellenza. Portano al mare. Ma la Padana superiore, la 45 bis, la Goitese, la Sebina, non terminano su alcun litorale, non sono la via obbligata di chi vuol stendersi una settimana al sole. Eppure fanno vittime e contribuiscono a fare della nostra provincia la nona nel Paese per incidenti stradali e addirittura la quarta per mortalità. Il dato è: 4040 incidenti e 137 morti nel 2005. Provincia vasta, la nostra, chi lo nega, dove le auto sono quasi più delle patenti, ma Napoli, per avere una misura, ha registrato lo stesso anno, otto morti in meno e la Mantova un terzo di incidenti.
L’INDAGINE dell’Automobile club arriva a formulare una media nazionale dell’incidentalità, che è di 0,70 per chilometro. Prende in considerazione tutte le statali ed ex statali del Paese. E mostra, strada per strada, quale sia il grado di incidentalità e di mortalità. Un elenco lunghissimo, una ricerca che decreta che Brescia vanta dieci arterie oltre la media. Dieci statali e provinciali in cui in 12 mesi i sinistri sono anche più di uno per chilometro.
SVETTA la Padana superiore, la provinciale 11 che taglia longitudinalmente tutta la provincia, da Palazzolo fino a Sirmione. Su questo asfalto - dice lo studio dell’Istat - si sono verificati 739 sinistri (1,73 al chilometro), il che la pone al 72esimo posto in Italia. Bisogna arrivare fino al 101esimo per trovare un’altra strada bresciana, la 45 bis che, come noto, è divisa tra Anas e Provincia. È una Provinciale dalla città al confine con Cremona e una Statale, laddove prende anche il nome di Gardesana occidentale. Questa arteria ha «visto» 218 scontri (1,41 per km), tallonata dalla 572 di Salò con 30 incidenti ma un quoziente di 1,36 che la colloca al 106esimo posto. Quindi la 510 per il lago d’Iseo con 63 incidenti (1,33) e la Goitese con solo 10 ma 1,32 per chilometro.
Seguono la 235 di Orzinuovi: 117 incidenti (1,18) E la 567 del Benaco (1,12): entrambe provinciali; e una statale, la 42 del Tonale, che taglia in due la Valcamonica con 244 incidenti (1,41). La Tre Valli sale invece dalla Valtrompia e registra uno 0,85, pari a 80 incidenti. La posizione? Al 207. Normale, nel senso che è sotto la media di poco, la Lenese e via via tutte le altre.
MA L’ANALISI non si ferma qui. Tocca anche altri aspetti del fenomeno-incidente, decisa a mettere a fuoco il quando, il come, il perchè si verifichi. E questo vale anche per le strade bresciane più a rischio, con una premessa: la percentuale maggiore è sempre sulle strade urbane: 2845 su 4040 - e 246 sono accaduti in autostrada. Detto questo, Istat e Aci osservano che la gran parte dei sinistri non ha una causa catalogabile. Tra quelle catalogabili, però emergono la distrazione (818 incidenti, l’11,52 per cento) e ancor più il mancato rispetto dei segnali (1.024, il 14,43 per cento), più della velocità, che è stata fatale 621 volte e più di alcool e droghe. E quando c’è di mezzo un pedone? Una volta su due è corresponsabile anche lui. E come sono questi incidenti? I più sono scontri laterali, o frontali-laterali: quasi la metà. Non sorprendono i dati sulle età degli incidentati, che occupano soprattutto la fascia dai 18 ai 29 e dai 30 ai 54 anni, con prevalenza dei più giovani se lo scontro avviene di notte. Quanto al giorno della settimana, il venerdì e il sabato.
Sono state prese in considerazione anche le condzioni meteo e si scopre che la nebbia ha tradito 28 volte in gennaio e la pioggia ha colpito sprattutto a ottobre e ad aprile: 72 e 60 incidenti sono colpa sua.
L’INDAGINE dell’Automobile club arriva a formulare una media nazionale dell’incidentalità, che è di 0,70 per chilometro. Prende in considerazione tutte le statali ed ex statali del Paese. E mostra, strada per strada, quale sia il grado di incidentalità e di mortalità. Un elenco lunghissimo, una ricerca che decreta che Brescia vanta dieci arterie oltre la media. Dieci statali e provinciali in cui in 12 mesi i sinistri sono anche più di uno per chilometro.
SVETTA la Padana superiore, la provinciale 11 che taglia longitudinalmente tutta la provincia, da Palazzolo fino a Sirmione. Su questo asfalto - dice lo studio dell’Istat - si sono verificati 739 sinistri (1,73 al chilometro), il che la pone al 72esimo posto in Italia. Bisogna arrivare fino al 101esimo per trovare un’altra strada bresciana, la 45 bis che, come noto, è divisa tra Anas e Provincia. È una Provinciale dalla città al confine con Cremona e una Statale, laddove prende anche il nome di Gardesana occidentale. Questa arteria ha «visto» 218 scontri (1,41 per km), tallonata dalla 572 di Salò con 30 incidenti ma un quoziente di 1,36 che la colloca al 106esimo posto. Quindi la 510 per il lago d’Iseo con 63 incidenti (1,33) e la Goitese con solo 10 ma 1,32 per chilometro.
Seguono la 235 di Orzinuovi: 117 incidenti (1,18) E la 567 del Benaco (1,12): entrambe provinciali; e una statale, la 42 del Tonale, che taglia in due la Valcamonica con 244 incidenti (1,41). La Tre Valli sale invece dalla Valtrompia e registra uno 0,85, pari a 80 incidenti. La posizione? Al 207. Normale, nel senso che è sotto la media di poco, la Lenese e via via tutte le altre.
MA L’ANALISI non si ferma qui. Tocca anche altri aspetti del fenomeno-incidente, decisa a mettere a fuoco il quando, il come, il perchè si verifichi. E questo vale anche per le strade bresciane più a rischio, con una premessa: la percentuale maggiore è sempre sulle strade urbane: 2845 su 4040 - e 246 sono accaduti in autostrada. Detto questo, Istat e Aci osservano che la gran parte dei sinistri non ha una causa catalogabile. Tra quelle catalogabili, però emergono la distrazione (818 incidenti, l’11,52 per cento) e ancor più il mancato rispetto dei segnali (1.024, il 14,43 per cento), più della velocità, che è stata fatale 621 volte e più di alcool e droghe. E quando c’è di mezzo un pedone? Una volta su due è corresponsabile anche lui. E come sono questi incidenti? I più sono scontri laterali, o frontali-laterali: quasi la metà. Non sorprendono i dati sulle età degli incidentati, che occupano soprattutto la fascia dai 18 ai 29 e dai 30 ai 54 anni, con prevalenza dei più giovani se lo scontro avviene di notte. Quanto al giorno della settimana, il venerdì e il sabato.
Sono state prese in considerazione anche le condzioni meteo e si scopre che la nebbia ha tradito 28 volte in gennaio e la pioggia ha colpito sprattutto a ottobre e ad aprile: 72 e 60 incidenti sono colpa sua.














































