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Lunedì, 7 Dicembre 2009
(articolo recuperato dopo il ripristino di questa mattina a backup del 3 u.s.)
TEATRO GRANDE di Brescia
6 e 7 dicembre 2009 ore 21
LOVE IS MY SIN
Sonetti di William Shakespeare
in uno spettacolo di Peter Brook
6 e 7 dicembre 2009 ore 21
LOVE IS MY SIN
Sonetti di William Shakespeare
in uno spettacolo di Peter Brook
Adattamento Peter Brook
Musiche Louis Couperin (1626-1661)
Luci Philippe Vialatte
Direttore di Palcoscenico Jean Dauriac
Con Natasha Parry , Michael Pennington
Accompagnamento musicale Franck Krawczyk
In collaborazione con Marie-Hélène Estienne
Produzione C.I.C.T.
- Théâtre des Bouffes du Nord, Paris
Spettacolo in lingua originale con sopratitoli in italiano – Durata: 50 min
Il 6 e il 7 dicembre 2009 alle ore 21.00 il Teatro Grande di Brescia ospiterà lo spettacolo “Love is my sin” di Peter Brook, celeberrimo regista di fama internazionale che ha portato sulle scene di tutto il mondo spettacoli di altissimo livello qualitativo. L’evento è promosso e finanziato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia e si inserisce in una serie di spettacoli di grande richiamo che il Comune ha deciso di proporre alla città nel periodo pre-natalizio.
La fascinazione umana e misteriosa degli Shakespeare’s Sonnets guadagna nuovamente la scena grazie a Peter Brook e a due appassionati interpreti come Natasha Parry e Michael Pennington, per un viaggio nelle stanze più recondite dell’animo. Nessun dubbio che i 154 Sonnets, scritti a partire dalla fine del Cinquecento, completati durante gli anni della peste a Londra (1606-1610) mentre i teatri erano chiusi e pubblicati nel 1609, siano poesie che a loro modo pretendano la scena, con un discorso lirico che trova sovente i toni del monologo teatrale. Una mise en scène essenziale e le atmosfere musicali – squisite pagine clavicembalistiche di Louis Couperin rese ancora più delicate nell’esecuzione di Franck Krawczyk per fisarmonica e piano elettrico – sono funzionali a Brook per illuminare la forza poetica dei Sonnets attraverso la recitazione e il potere della parola.
Quella di Brescia sarà l’unica tappa in Lombardia del breve tour italiano di questo eccezionale spettacolo che ha avuto la sua prima assoluta a Parigi l’8 aprile 2009 al Théâtre des Bouffes Du Nord, e la sua prima italiana a Roma al Festival RomaEuropa.
NOTE
Testo di Peter Brook
Con questa raccolta che stupisce, penetriamo nella vita segreta di Shakespeare. Scopriamo il suo intimo quotidiano, le sue familiarità, la sua passione, la sua gelosia, le sue colpevolizzazioni, il suo sconforto, e soprattutto il suo interrogarsi sul senso profondo di attrazione per un uomo, per una donna – e soprattutto per l’atto stesso della scrittura.
Non è semplice scegliere tra 154 sonetti. Era necessario emergesse un movimento drammatico. Come, linea guida, ho seguito i quesiti soggiacenti tra due persone. All’inizio, c’è una tranquillità condivisa, poi poco a poco le pene d’amore appaiono: separazione, infedeltà, tradimento, fino al disprezzo della carne. Nell’ultima fase Shakespeare esprime un amore che supera tutto, che si rivela più forte della vecchiaia e della morte.
L’amore resta vincitore del tempo.
Guidati dalla loro lunga esperienza di Shakespeare, Natasha Parry e Michael Pennington si dedicano insieme alla ricchezza di questi testi.
Tuttavia, nessun volume uscì allora e Shakespeare conservò i sonetti nella loro forma manoscritta. Durante l’epidemia di peste che paralizzò Londra tra il 1600 e il 1610 tutti i teatri furono chiusi e la necessità di avere qualche ritorno ha potuto spingere Shakespeare a far editare la collezione dei sonetti.
Lo studio della sintassi, la scelta delle parole e le allusioni degli avvenimenti contemporanei suggeriscono che gli ultimi poemi furono scritti attorno al 1604, il periodo di Misura per Misura, Il Re Lear e Otello.
In piú, la sua lezione internazionale, con attori di lingue e culture diverse, si propone come sconvolgente provocazione, messaggio di pace e di umanità.
NATASHA PARRY ha cominciato la sua carriera all’età di 12 anni nei teatri londinesi. Più tardi, recita con John Gielgud, Alec Guiness, Orson Welles e a Brodway con Rex Harrison, in pièces di autori variegati come Roussin, Anouilh, Giraudoux, Shakespeare, Euripide, Ionesco, Molière, Sophocle, Shaw. Nel 1967 si trasferisce a Parigi dove raggiunge presto il C.I.R.T. (Centre International de Recherche Théâtrale) creato da Peter Brook nel 1970.
In Francia lavora anche con altri registi Andreas Voutsinas per La Nuit de l’Iguane, Jean-Marie Simon nel Cabale et Amour, Francis Huster sel Richard de Gloucester e Maurice Béjart in Les Cinq Nô Modernes.
Lavora di nuovo a delle messe in cena di Peter Brook: Tchin Tchin con Marcello Mastroianni, La Cerisaie con Michel Piccoli e Niels Arestrup oltre a Oh, les Beaux Jours ! che interpreta più di 350 volte in France e nel resto del mondo.
Mantenendo sempre dei legami con l’Inghilterra, recita là, tra le altre, Clytemnestre nell’Electre per la regia di Deborah Warner con la Royal Shakespeare Company, e Gertrude nell’Hamlet messo in scena da Declan Donnellan. Recentemente, a Parigi recita in The Tragedy of Hamlet, seguito da Ta main dans la mienne con Michel Piccoli come partner.
MICHAEL PENNINGTON è uno dei principali attori britannici shakespereani e la sua carriera, che dura da più di quarant’anni, include circa ventimila e più ore trascorse sul palcoscenico recitando Shakespeare per la Royal Shakespeare Company, il National Theatre e la sua compagnia che ha vinto English Shakespeare Company.
FRANCK KRAWCZYK, pianista e compositore, è nato nel 1969 da padre fisarmonicista. I suoi maestri sono stati Serge Petitgirard e Claude Helffer per il piano e Philippe Manoury e Gilbert Amy per la composizione. Scoperto molto presto dal Festival d’Autunno a Parigi, scrive numerose pièces per pianoforte, per violoncello, per quartetti a corde e per ensembles. Riceve il Premio Hervé Dugardin della SACEM (la SIAE francese) a seguito della creazione di RUINES per orchestra nel 2000. Trascrive opere di repertorio (Vivaldi, Chopin, Wagner, Schönberg) per il Choeur Accentus/ Laurence Equilbey oltre che dei brani per MittelEuropa per la violoncellista Sonia Wieder-Atherton. Tra il 2001 e 2008, crea con Christian Boltanski e Jean Kalman, in Francia, in Italia, in Polonia, una decina di spettacoli che fondono musica e installazioni (Bienvenue, O Mensch !, Happy Hours, Plein Jour/ Le Soir/ La Nuit/ Le Matin, Tant que nous sommes vivants, Les Limbes, Freude, Poki my zyjemy…et Gute Nacht). Parallelamente, sviluppa nuove forme di creazione musicale lavorando con spettacoli ad altissimo livello internazionale: per il teatro (Je ris de me voir si belle, 2005 con J. Brochen), per letture (Les Limbes, Absence, avec E. Ostrovski), per il video (Private Joke avec F.Salès), per la danza (Purgatorio-In Visione, 2008 avec Emio Greco et P.C. Scholten). È docente di musica da camera al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Lyon.
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