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Brixia Sviluppo, i fondi e i dubbi (repliche)
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Brixia Sviluppo, i fondi e i dubbi (repliche)
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  Sabato, 19 Dicembre 2009    m.l. GdB


COLLEGATA:
«La nuova Brescia dovrà essere europea»



Brixia Sviluppo, i fondi e i dubbi  

Lunedì in Consiglio comunale l’aumento di capitale della Spa da 10 a 13,5 milioni di euro Le critiche dell’opposizione. Ma sensibilità diverse emergono anche nella maggioranza

Roberto Toffoli,
consigliere comunale del Pdl

ImageLunedì il Consiglio comunale discuterà l’aumento di capitale di Brixia Sviluppo, la spa di Palazzo Loggia che si occupa di attività immobiliare e promozione commerciale: la delibera di Giunta che andrà in votazione prevede il passaggio da 10 a 13,5 milioni di euro. Un sostanzioso finanziamento che - sulla base del piano di intervento illustrato dal presidente Riccardo Franceschi - permetterà alla controllata del Comune di andare oltre l’«operazione ex Oviesse» e di intervenire lungo l’asse corso Mameli - corso Gardibaldi con l’acquisto di spazi commerciali oggi vuoti e con il loro affidamento a nuovi operatori economici da sostenere.

I nodi della nuova capitalizzazione, del ruolo strategico di Brixia Sviluppo e del suo rapporto con il Consiglio comunale hanno fatto tappa ieri pomeriggio alla commissione consiliare Bilancio, davanti alla quale l’assessore Fausto Di Mezza ha ricordato come l’obiettivo dell’intervento della controllata sia «provocare la rinascita di quella parte di città compresa fra la caserma Randaccio, corso Garibaldi e la Pensilina di largo Formentone. Fondamentale la presenza di un operatore pubblico, che sia in grado di attuare interventi magari in perdita sul piano del conto economico ma utili sul piano della ricaduta sociale».

Il passaggio dell’aumento di capitale è stato criticato con forza dal Partito democratico (ne riferiamo qui a lato), ma il confronto in commissione Bilancio ha fatto emergere qualche diversità di accento anche all’interno della stessa maggioranza che sostiene il sindaco Paroli. Ad aprire il dibattito in tal senso un intervento di Roberto Toffoli (Pdl): «Ampiamente condivisibili le finalità che ci hanno portato a dar vita a questa controllata. Mi rimangono però alcuni interrogativi che riguardano il ruolo che il pubblico può assumere. Un operatore immobiliare come Brixia Sviluppo che acquista negozi vuoti e che li cede in affitto a prezzi politici a nuovi operatori economici non rischia di drogare il mercato? Se il Comune aiuta un giovane negoziante cosa potrà pensare il commerciante della porta accanto che magari tira la cinghia da anni?».

Un sostegno pieno alla spa presieduta da Riccardo Franceschi è arrivato invece dal capogruppo leghista Nicola Gallizioli: «Purtroppo nella nostra città negli anni scorsi ci sono stati interventi comunali che hanno turbato il mercato, come la chiusura delle ZTL o l’apertura del centro commerciale Freccia Rossa. L’intervento di Brixia Sviluppo può fare bene a questa città». «Le preoccupazioni di Toffoli sono in buona parte condivisibili - ha rilanciato il capogruppo Pdl Achille Farina - e proprio perché abbiamo ampiamente sostenuto l’utilità di Brixia Sviluppo mi sento oggi di auspicare che il Consiglio comunale, in tutte le sue componenti, possa esercitare fino in fondo il proprio ruolo di programmazione. Forse oggi siamo arrivati a questo confronto in Commissione con il fiato un po’ corto in vista del Consiglio di lunedì».

In chiusura una proposta dell’assessore Di Mezza: «Trovo condivisibile la richiesta che nel consiglio della spa sia rappresentata anche la minoranza, perché possa effettuare il suo ruolo di controllo e perché il presidente Franceschi sia meno solo. Mi impegno a sollecitare in tal senso un confronto interno alla Giunta»




Per il Pd è «un attacco alla trasparenza democratica»
«Una gravissima ferita inferta alla trasparenza democratica. Un soggetto che turba gli equilibri del mercato utilizzando risorse pubbliche e svuotando il ruolo del consiglio comunale». Questo, per il Pd, rappresenta la spa Brixia Sviluppo. Da qui la decisione di un ricorso al Tar per dichiararne l’illegittimità.

Le motivazioni sono state spiegate ieri da Emilio Del Bono, capogruppo del Pd in Loggia, dai consiglieri comunali Aldo Boifava, Luigi Gaffurini e Aldo Rebecchi, da Mario Sileo, consigliere della Est, e dagli avvocati Piergiuseppe Caldana e Fabio Negrini, che hanno seguito il ricorso. «Abbiamo sempre contestato la delibera di costituzione di Brixia sviluppo per questioni politiche e di legittimità dell’atto - spiega Del Bono -. La società, amministrata di fatto dal Comune attraverso la giunta e dotata di un capitale che ammonta a 13 milioni di euro si occupa dell’acquisto e della vendita di immobili sul mercato con una fortissima invadenza nelle competenze del consiglio comunale». Secondo Caldana «Brixia Sviluppo con la sua attività scippa una prerogativa dell’assemblea consiliare. La sua costituzione è inoltre contraria alla Finanziaria 2008 perché il suo operato non rientra nelle attività considerate legittime per società create dal Comune». Un ultimo punto riguarda «l’oggetto sociale, talmente ampio da avere tratti di vaghezza assoluta».

«A breve - annuncia Del Bono - faremo ricorso anche alla Corte dei Conti. L’ex Oviesse è stata acquistata e ne è stata poi modificata la destinazione d’uso, la sede della Circoscrizione Est è stata comprata per trattativa diretta e senza perizia, la società si appresta all’acquisto di negozi sfitti e 600mila euro sono stati destinati all’acquisto di aree fuori dal Comune per i Sinti». ch. c.

 





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  Domenica, 20 Dicembre 2009    Cecilia Bertolazzi, gdb


«Brixia Sviluppo, false polemiche»
  
Il sindaco Paroli rispedisce al Partito democratico tutte le critiche mosse alla spa «Il Consiglio comunale non si svuota di ruoli, la società si muove in piena autonomia»

Comunque contro. È così che il Partito democratico appare al sindaco Adriano Paroli che ieri mattina in Loggia insieme al suo vice Fabio Rolfi e all’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza ha voluto rispondere alle polemiche sollevate dall’opposizione per «impedire che la gente si faccia idee sbagliate sulla funzione di Brixia Sviluppo. Siamo stupiti di parole e toni così fuori luogo. L’atteggiamento del Pd non aiuta né la città né il lavoro che stiamo portando avanti. Ormai abbiamo capito che il partito è contro qualsiasi nostra azione: dal progetto per le Torri alla sede unica per il Comune, dalla cittadella dello sport al patto di stabilità e che decide di muoversi solo a colpi di ricorsi in tribunale» ha esordito il primo cittadino.

Ruoli, funzioni e obiettivi
Nessun «attacco alla trasparenza democratica» - come aveva affermato Emilio Del Bono venerdì nel dare conto dell’azione di ricorso al Tar che avrà il compito di verificare la legittimità di Brixia Sviluppo - secondo Paroli. «Nessuno dei consiglieri si deve sentire defraudato dalle proprie competenze - continua il sindaco - la società in questione lavora in piena autonomia e va intesa al pari di Brescia Mobilità, con una funzione che, in questo caso, riguarda la rivitalizzazione del centro, attraverso il ritorno di esercizi commerciali gestiti da italiani, nella zona di corso Mameli, Largo Formentone, via San Faustino».
Anche i ruoli all’interno della controllata sono chiari. «Avevamo previsto dentro Brixia sviluppo un posto da destinare all’opposizione, ma ora riteniamo che non sia più il caso di destinarlo, dato il ricorso al Tar» ha precisato il sindaco.
Secondo il vicesindaco Rolfi l’atteggiamento del Pd «dimostra l’incapacità di affrontare i temi della città come quello del rilancio del centro, che noi cerchiamo di risolvere attraverso il recupero del patrimonio immobiliare sfitto. Queste polemiche ideologiche e fumose sono indice di mancanza di volontà politica, la stessa dimostrata negli anni di gestione Corsini». Rolfi ha proseguito il discorso illustrando quanto finora portato avanti attraverso Brixia Sviluppo. «Si è condotta l’operazione San Polino. Dove ci si era dimenticati di inserire servizi, noi abbiamo previsto la sede della Circoscrizione, la sede dell’anagrafe decentrata, della Polizia locale, della scuola di Polizia: un’operazione molto più vasta di quel che è stato riferito in Commissione. Aggiungo poi che se anche un domani dovesse passare la legge per l’abolizione delle circoscrizioni, resterà, in ogni caso, la presenza di servizi di primo piano in un quartiere come quello di San Polino».

Il secondo obiettivo centrato dalla spa presieduta da Riccardo Franceschi riguarda la realizzazione di abitazioni per i Sinti che lasceranno così via Orzinuovi. «La chiusura dei campi nomadi rientra nei nostri indirizzi di gestione, è nei nostri piani così come tutti sanno, dal momento che gli obiettivi sono passati in Consiglio comunale a inizio mandato. Ora, la realizzazione di microcampi per i Sinti consentirà loro di avere un’area di proprietà, a Brescia Sviluppo comporterà un ritorno economico, perché la stessa area sarà venduta ai Sinti e soprattutto interromperà l’ingiustificata spesa per l’area di via Orzinuovi, dato che, per esempio, solo per un rinnovo di un contratto di guardinia sulle casette vuote ci sono stati chiesti 60mila euro per due mesi».

Ex Oviesse, grande opportunità
Anche l’operazione Oviesse rientra nelle sfide della controllata, così come ha ricordato Di Mezza.
«Brixia Sviluppo si muove in autonomia all’interno del compito che le è stato dato, quello di far ripartire il centro storico, perseguendo vantaggi sociali ed economici. Nel caso dell’ex Oviesse il Comune ha acquistato un immobile per 8milioni e 700mila euro che dei privati trasformeranno in un polo del gusto dopo essersi sobbarcati le spese di ristrutturazione. La licenza resterà di proprietà comunale e lo stesso Comune parteciperà al fatturato dell’attività. È un’operazione vantaggiosa sì o no? Che sarà capace di portare molti più benefici di quanto non ha portato il riordino del Carmine».

 





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  Martedì, 22 Dicembre 2009    Massimo Lanzini, gdb


> “ LA NUOVA BRESCIA DOVRA’ ESSERE PIU’ EUROPEA” ??!!


Brixia Sviluppo, dal Pdl voti e cautele  

La maggioranza approva l’aumento di capitale, ma dai banchi degli ex Forza Italia anche qualche preoccupazione
Paroli: «Strumento eccezionale per una situazione eccezionale».
Del Bono: «È illegittimo, esautora il Consiglio»


I locali vuoti dell’ex Oviesse di corso Mameli, che ora attendono una nuova stagione commerciale
«Uno strumento eccezionale per una situazione eccezionale come il rilancio del centro storico», sottolinea il sindaco Adriano Paroli. «Uno strumento illegittimo che compie operazioni immobiliari e di indirizzo urbanistico senza il mandato del Consiglio comunale», replica il capogruppo Pd Emilio Del Bono. Brixia Sviluppo - società nata un anno fa e presieduta dal leghista Riccardo Franceschi - torna a dividere il Consiglio comunale. Che ieri pomeriggio ha approvato l’aumento di capitale della Spa (da 10 a 13,5 milioni di euro) al termine di un dibattito che alla ferma contrarietà delle opposizioni - dal Pd a Laura Castelletti, a Sinistra arcobaleno - ha fatto registrare anche le preoccupazioni arrivate dai banchi del Pdl.

La relazione di Di Mezza
Ad aprire il confronto è stata la relazione dell’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza. «Brixia Sviluppo è una società interamente partecipata dal Comune che si muove in autonomia come un soggetto privato (da questo punto di vista non vedo differenze con Brescia Mobilità o Brescia Musei) e chiamata ad operare prevalentemente in ambito immobiliare. È uno strumento operativo per tradurre in pratica le linee programmatiche del governo cittadino ed è scorretto sostenere che esautora il Consiglio comunale delle sue funzioni».

Tra le attività finora sostenute dalla spa ci sono l’acquisto dell’ex Oviesse (8,7 milioni di euro) per la realizzazione di una «boutique del gusto», l’acquisto (4,8 milioni) di una piastra da 2.000 metri quadri a Sanpolino da destinare anche agli uffici di Circoscrizione e posto di Polizia, la trattativa per un’area in provincia di Mantova (600mila euro il valore dell’intervento) dove realizzare casette che saranno poi cedute con un meccanismo di riscatto ai Sinti oggi residenti in via Orzinuovi.

«Qualcuno di voi - ha detto Del Bono rivolgendosi ai consiglieri della maggioranza - ha per caso discusso e votato in quest’aula operazioni come l’acquisto della sede della Est, peraltro attuata senza perizia sul valore dell’immobile? O come l’investimento per il trasferimento di Sinti? No. Anche voi come tutti i consiglieri lo avete appreso solo dalla stampa. La verità è che qui il Consiglio comunale non ha alcun potere di controllo. Siamo di fronte ad un profilo di estrema delicatezza. Aggravato dal fatto che attraverso Brixia Sviluppo il Comune opera sul mercato immobiliare come un privato mantenendo però la possibilità dell’ente pubblico di modificare la destinazione d’uso degli immobili. Ma così si falsa il mercato».

Il sindaco Paroli ha respinto le accuse: «Nessun esproprio delle funzioni di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’obiettivo è riportare in centro storico alcune attività commerciali e artigianali tradizionali, Brixia Sviluppo è lo strumento adatto. Uno strumento moderno». C’è poi il tema della presenza di un rappresentante dell’opposizione nel consiglio della società: «Prospettiva condivisibile verso la quale avevamo espresso una concreta disponibilità - ha ricordato Paoli - ma che francamente mi sembra incompatibile con la scelta del Pd di presentare al Tar un ricorso contro la Spa».

«Da parte nostra nessuna intenzione di ritirare il ricorso», ha replicato dai banchi del Pd Luigi Gaffurini: «Siamo convinti della illegittimità di questo strumento, il cui presidente parla da pianificatore degli sviluppi urbanistici della città. Nel caso dell’Oviesse poi il Comune ha assicurato al negozio una licenza per vendita alimentari che non potremo dare ad altri operatori in casi analoghi. Così si falsa la concorrenza».

Il sostegno della Lega
Pieno sostegno a Brixia Sviluppo è arrivato dal capogruppo leghista Nicola Gallizioli: «La società risponde al Consiglio, che ogni anno col bilancio previsionale ne approva le linee di indirizzo. E poi, se parliamo di turbativa del mercato penso lo siano state molto di più l’istituzione delle ZTL o la nascita del Freccia Rossa alle porte del centro». E se il capogruppo Udc Andrea Bonetti affianca il sostegno alla delibera con la sollecitazione ad un maggior collegamento tra società e Consiglio comunale («La commissione Bilancio può essere il teatro di un confronto con il presidente Franceschi che vada anche al di là della semplice approvazione del bilancio»), il consigliere Pdl Roberto Toffoli si è detto «a favore della delibera, della società e dei suoi obiettivi, ma trovo rischioso e difficilmente compatibile con le mie convinzioni liberali che il Comune acquisiti immobili commerciali per poi locarli a condizioni agevolate. Forse era meglio riservare i contributi per le giovani coppie che cercano casa in centro, perché è solo portando clienti in zona che si rilancia il commercio».

«Ampiamente condivisibili - ha rilanciato il capogruppo Pdl Achille Farina - gli obiettivi della controllata. Sì all’aumento di capitale. Ma anche la raccomandazione a che sia garantito il massimo coinvolgimento possibile del Consiglio comunale. E a che su un fronte delicato come quello del mercato immobiliare ci si muova con la massima trasparenza».

 





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  Mercoledì, 23 Dicembre 2009    gdb


L’arroganza nelle repliche di Paroli e Rolfi

Sono rimasto francamente stupito dalle repliche del vice sindaco e del sindaco alle critiche del Partito democratico sulla legittimità della società Brixia Sviluppo Spa. Una società voluta dall’attuale maggioranza, il cui compito non è quello di erogare alcun servizio ai cittadini (come prevede il Testo Unico degli Enti Locali per le società dei comuni) ma quello di agire come un operatore immobiliare, con i soldi della collettività. Un operatore che viene lautamente fornito di 13,5 milioni di euro e si mette a comprare immobili e in futuro immagino a vendere. Alcuni acquisti immobiliari sono avvenuti senza alcuna perizia, ne gara, come la nuova sede della Circoscrizione est, con operazioni direttamente gestite dalla società. Siamo di fronte ad un operatore, Brixia Sviluppo Spa, che compra un immobile in centro, l’ex Oviesse, senza alcuna gara e per un valore considerato da molti operatori del tutto spropositato in questa fase di crisi del mercato immobiliare, come ha scritto in modo documentato Cesare Giovanardi, già presidente dell’Istituto autonomo case popolari. Contestualmente all’acquisto viene cambiato per questo immobile il Piano Regolatore, ovvero la destinazione urbanistica. Ma Brixia sviluppo leggiamo dai giornali, sta cercando altri immobili da acquistare in città e si appresta a comprare aree in provincia di Mantova da destinare ai sinti rom presenti in Via Orzinuovi a spese dei contribuenti bresciani!
Tutto questo avviene senza alcun indirizzo del Consiglio comunale, senza alcun controllo da parte dei consiglieri di maggioranza e di minoranza. Non si capisce su indicazione di chi e in quale sede.
Ma ci si rende conto di quanto grave sia politicamente ed amministrativamente questo comportamento? Chi vince le elezioni non è proprietario né dei soldi dei contribuenti né degli immobili, è un amministratore pro tempore. Ci sono nelle repliche del vice sindaco e del sindaco una arroganza, una violenza, una mancanza di cultura democratica che dovrebbe impressionare.
Per queste ragioni di fronte alla assoluta sordità della Giunta siamo costretti a muoverci per via giudiziaria (l’unica volta). Abbiamo fatto ricorso al Tar per contestare la legittimità di questa società sconosciuta al nostro Ordinamento giuridico e considerata anche dall’assessore Di Mezza, amministrativamente fragile. Questa è una Giunta molto improvvida, così è accaduto con il bonus bebè, così accadrà con l’abbattimento di una sola torre di S. Polo al costo di 20 milioni di euro, così accade per Brixia Sviluppo Spa. Un’opposizione democratica ha il diritto-dovere di controllare e denunciare i soprusi, gli errori di un’Amministrazione che non accetta né critiche né suggerimenti. Il Gruppo consigliare del Pd, rappresentato da numerose e qualificate personalità politiche ed amministrative, intende con serietà e rigore svolgere il suo ruolo per il bene della comunità bresciana. Presto appariranno con tutta la loro evidenza i pasticci amministrativi ed i buchi contabili di questa Giunta, e denunciarli ora è un atto di trasparenza democratica di cui sentiamo grande responsabilità.

Emilio Del Bono
Capogruppo del Partito democratico in Loggia

 





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  Giovedì, 31 Dicembre 2009   Paola Gregorio  gdb


> Ex Oviesse (dossier)


Ex Oviesse, lavori al via da febbraio  

Brixia Sviluppo, controllata comunale, ha accolto la proposta di restyling da parte del gruppo Martini di Rovereto Il gestore pagherà un canone di 145mila euro annui nel primo triennio, in seguito si aggiungerà il 2,3% del fatturato

 Il bando chiuso a novembre ha rivelato il nome del gestore unico dell’ex Oviesse di corso Mameli. La proposta presentata dal Gruppo Martini di Rovereto ha incontrato l’apprezzamento di Brixia Sviluppo, la controllata comunale che ha acquistato il palazzone vuoto da anni affacciato su Largo Formentone.

I lavori all’interno dei sei piani, tre interrati e altrettanti fuori terra di cui Brixia Sviluppo rimarrà proprietaria - del restyling si deve occupare il Gruppo Martini - dovrebbero cominciare a inizio febbraio. Il compito del gruppo con sede a Rovereto sarà quello di trasformare il vecchio edificio, secondo il progetto presentato dallo stesso gestore unico e accolto da Brixia Sviluppo, in un polo delle golosità e delle specialità locali.

Il presidente di Brixia Sviluppo, Riccardo Franceschi, ha colto l’occasione per aggiornare la stampa sulla vicenda «Ex Oviesse», nell’ambito del bilancio dell’attività 2009 della controllata di Palazzo Loggia. Un bilancio di cui la scelta di dare nuova vita all’immobile di corso Mameli costituisce un capitolo importante.

Una gestione lunga nove anni
La gestione dell’immobile è stata affidata al Gruppo Martini, che ha quattro punti vendita in Trentino, cui vanno ad aggiungersi altre attività del settore dell’intrattenimento e della ristorazione, con la formula dell’affitto di ramo d’azienda.
«In sostanza - hanno spiegato Franceschi e il suo vice Gianbattista Bruni Conter - il gestore ha in affitto un ramo d’azienda costituito dall’immobile e dalla licenza commerciale. Il contratto avrà una durata di nove anni e al termine comunque la licenza commerciale rimarrà in carica a Brixia Sviluppo».

Il funzionamento del canone di affitto è stato suddiviso in tre trienni. «Il canone d’affitto sarà di 145mila euro all’anno per il primo triennio, e dal secondo anno terrà conto dell’aggiornamento Istat - ha aggiunto Bruni Conter -. Dal quarto anno, il canone di affitto sarà composto oltre che dai 145mila euro annuali, sempre aggiornati Istat, di una parte variabile pari al 2,3% del fatturato. Per questa parte variabile - ha aggiunto- il gestore dovrà corrispondere comunque un minimo di 70mila euro annuali per il secondo triennio e di 100mila euro dal settimo al nono anno di contratto. Questo ci porterà ad avere una redditività sul totale del costo pagato da Brixia Sviluppo del 4% e in questo modo riusciremo a ripagare l’investimento per l’acquisto dell'immobile in 25 anni».

L’arcipelago del gusto
A Brescia, nel cuore della città, sorgerà dunque un «arcipelago del gusto». Il progetto di restyling dell’ex Oviesse articolerà l’arcipelago dei sapori e dei profumi in spazi diversificati, disposti su tre livelli più il seminterrato, dove sarà ospitato una sorta di after hours. Proprio qui gli avventori potranno incontrarsi sorseggiando vino e assaporando cibi etnici e altre delizie. A piano terra, troverà posto un «food market», che adotterà la logica dei grandi mercati dei prodotti freschi tipici delle nostre città. L’arcipelago di botteghe e corner shop diversi, con aromi, spezie, profumi sarà al primo piano, mentre per il livello due è stato pensato un «meeting space», spazio dedicato agli approfondimenti, ai libri, alle lezioni e ai meeting.

 





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