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Broletto, trattative romane [* con nota di Red] (sviluppi)
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 Broletto, trattative romane [* con nota di Red] (sviluppi)
Mercoledì 1 Luglio : 2009 Adalberto Migliorati, GdB
Red. Stan ha scritto: Broletto, trattative romane ????? a questo punto, due sono le parole che ti salgono alle labbra: inutile ed inutili.
Inutile chiedersi cosa ci fanno e a cosa servano i "politici" locali (fatta salva l'occupazione di una poltrona ed il percepirne lo stipendio... e i benefits vari)
Inutili perché. a quanto si evince, sarà ROMA a decidere su chi (e come) comanderà ANCHE nella nostra provincia. Ed allora: a che cavolo servono i nostri locali salvo, appunto, che ad occupare una poltroncina, percepirne lo stipendio e .... ed eseguire gli ordini che vengono da Roma?
POVERA Brescia! E dire che i leghisti hanno sempre tuonato contro Roma, poi ci sono andati, si sono insediati e .... ecco che ora Brescia diventa protettorato di Roma ed è posto sotto la sua tutela. Brescia leonessa d'Italia? Macché. Ormai solo gattina miagolante o, alla meglio, cucciolina di cojote ma nemmeno di quelli "puri" che uno potrebbe dire: vabbé, siam cojote ma almeno abbiamo il pedigree, siam di razza! No, qui siamo a livello di willy il cojote, ricordate? quello a cui non riesce mai niente ... ed allora ecco che si corre a Roma, a piangere e a questuare dal "papi". Che triste fine!
Cordialità, Stan
Broletto, trattative romane
Oggi nella capitale un nuovo incontro tra esponenti di Pdl e Lega sulla Giunta provinciale L’obiettivo è trovare un’intesa che consenta lo svolgimento del Consiglio convocato sabato
Il sindaco Paroli, l’assessore Arcai,
il presidente Molgora, il
vicesindaco Rolfi
Dopo lo sbarramento pesante delle artiglierie, il lavoro di raccordo da pontieri: oggi, a Roma, Pdl e Lega tornano a sentirsi sulla vicenda del Broletto. L’obiettivo? Trovare un’intesa che consenta sabato un tranquillo svolgimento - dal punto di vista della maggioranza - della seduta inaugurale del Consiglio provinciale. Un’intesa che eviti la non partecipazione dei consiglieri del Pdl e il varo del Governo provinciale senza sancire palesemente vincitori e vinti. Ragionevole a parole, più complesso da concretizzarsi: bisognerà combinare i numeri degli assessori con i contenuti degli assessorati. Il tutto verificato con la leggibilità politica dell’accaduto.
Il lavoro dei pontieri
A Roma si trovano, per gli impegni parlamentari, il presidente eletto, l’on. Daniele Molgora, il vicepresidente in pectore, l’on. Giuseppe Romele, la coordinatrice provinciale del Pdl, l’on. Viviana Beccalossi, il segretario della Lega lombarda, l’on. Giancarlo Giorgetti, il sindaco di Brescia, l’on. Adriano Paroli, il ministro bresciano, l’on. Mariastella Gelmini, ed altri che possono dare una mano, nel segno del consiglio.
La valutazione corrente di quanto fin qui accaduto è che ciascuno abbia posto sul tavolo della trattativa il massimo della richiesta di parte per arrivare ad una mediazione condivisa: la Lega la riduzione degli assessori in Giunta provinciale e la loro assegnazione paritaria; il Pdl la continuità con l’impostazione della Giunta Cavalli e una distribuzioni degli assessori a suo vantaggio, che equilibri l’attribuzione del presidente al Carroccio. La soluzione di convergenza sarà nel numero degli assessori o anche nella incisività delle deleghe assegnate?
L’ipotesi che sabato si vada ad una seduta priva di metà maggioranza - va tenuto presente che i due partiti concorrono nella conduzione della Loggia - viene considerata altamente improbabile, a patto che a nessuno scappi il piede su brusche accelerazioni che provochino tamponamenti. Anche mentre si fa filtrare il rumore dei tamburi di guerra, si assicura che canali di dialogo continuano ad essere tenuti aperti e che il contesto romano potrebbe agevolare la ricerca della quadratura del cerchio.
E quello degli assaltatori
Se i pontieri si dichiarano impegnati a mettere in collegamento e non a trasportare truppe da sbarco che occupino i territori altrui, qualcuno si ritaglia lo spazio di assaltatore? Le opposizioni drizzano le orecchie e tengono accesi i riflettori sulle partite interne al centrodestra. L’Udc è consapevole che, tradizionalmente, nel Pdl ha più attenzioni che nella Lega. Resta la questione, non lieve, di essere in maggioranza col centrodesta in Loggia e al Pirellone, istituzione che nel 2010 viene rinnovata col voto. Il Pd è alle prese con il congresso d’autunno: al momento non c’è un vincitore previsto e chi si schiera lo deve fare a rischio e pericolo delle sue ambizioni future. Si può consentire, il Pd bresciano, incerte scorribande programmatiche trasversali all’attuale schieramento provinciale?
Se sabato tutto filerà secondo copione, la concorrenzialità tra Pdl e Lega resterà nella dialettica tutta interna al centrodestra. Intensa e da monitorare, ma nei tempi medi.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Gio 02 Lug, 2009 07:32, modificato 1 volta in totale
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#1 Mer 01 Lug, 2009 06:42 |
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 Broletto, Roma prefigura l’intesa
Giovedì 2 Luglio : 2009 Adalberto Migliorati, GdB
Broletto, Roma prefigura l’intesa
Nella lunga, doppia seduta nella capitale tra i parlamentari bresciani di Pdl e Lega si confermano le intese e si profila un accordo sulla Giunta provinciale che verrà verificato, calibrato e personalizzato oggi a Brescia
Romele, Cavalli, Molgora:
il Broletto di ieri e quello di domani
Il caminetto romano decide la riservatezza. Non svela ancora gli espliciti segnali che illuminino la scena che si aprirà sabato mattina in Broletto, in occasione della prima seduta del nuovo Consiglio provinciale convocata dal presidente Molgora nell’ultimo giorno utile a sua disposizione. Però intende rassicurare: non c’è l’intesa dettagliata, ma si è operato per renderla praticabile. Si lavorerà a chiudere il tutto - numero di assessori, deleghe, nomi - a Brescia. Da stasera, quando rientreranno i parlamentari, così che sabato, in Broletto, si disveli il volto definito e concordato della Giunta Molgora.
Dai contatti telefonici con Roma, oltre ai silenzi, affiora in serata, dopo un pomeriggio ancora interlocutorio, una valutazione: «Siamo sulla buona strada, per sabato ci sarà la soluzione». Di più, sulla doppia seduta di incontro inframezzata dal voto in aula, non si ottiene. Proviamo a cucire le interpretazioni. Lo sappiamo, in queste vicende l’informazione è usata per lanciarsi segnali tra partiti, verificarne l’effetto, calibrare i comportamenti. Non manca chi suggerisce di uscire dalle sabbie mobili del numero degli assessori provinciali con un’intesa a maglie larghe: quanto non si ottiene in Provincia trovi compensazione in altra sede. Altri sostengono la possibilità di una soluzione tutta interna al Broletto. Perché non si abbiano vincitori e vinti palesi. La forma che interpreta e smussa la sostanza.
Consulto parlamentare
Nella capitale, nella sede del gruppo del Pdl a Montecitorio che consente le interruzioni per i voti in aula, l’incontro coinvolge la pattuglia dei deputati bresciani dei due partiti. L’on. Viviana Beccalossi e l’on. Giuseppe Romele sono direttamente investiti dal ruolo trattativista di coordinatore provinciale e vicecoordinatore provinciale del Pdl. L’on. Romele, inoltre, è l’uomo indicato dal Pdl come vicepresidente della Provincia.
Il ministro Mariastella Gelmini è uno dei capi del partito a Brescia: aveva tentato il possibile per mantenere al suo partito l’indicazione del presidente, poi toccata al Carroccio. Invita, raccontano, a non fare figuracce devastanti e trovare la soluzione. Il sottosegretario Stefano Saglia, oltre a rappresentare la componente che fu An dentro il Pdl, ha fama di persona che media quando l’obiettivo è chiaro e condiviso. Il sindaco Adriano Paroli, pure lui accreditato di spirito consociativo in funzione centrodestra, può muovere qualche pedina sulla scacchiera politica bresciana allargata.
La parola torna a Brescia
Per la Lega operano sul campo il presidente on. Daniele Molgora, sottosegretario di Tremonti, e l’on. Davide Caparini, esponente della Valcamonica che nell’organizzazione del Carroccio è provincia autonoma. Molgora, che interviene da solo al secondo tempo dell’incontro, ha carta bianca dai vertici lombardi del partito a condurre in porto l’accordo. Però vuole condividere la soluzione con i suoi in quel di Brescia.
Dopo i fuochi d’artificio delle rispettive richieste ultimative, dall’incontro romano gestito dai bresciani viene offerta l’interpretazione tranquillizzante: non si è chiuso, ma la strada imboccata porta in quella direzione. Fatti gli accordi interpartitici bisogna verificarli al proprio interno. Nella Lega gli aspiranti assessori sono tanti, tutti con carte territoriali da esibire. Il Pdl ha mosso partito e consiglieri a Brescia per sviscerare la vicenda, ha dato un mandato pieno ed impegnativo al suo vertice ora chiamato ad illustrare dove si posiziona l’asticella del possibile accordo.
Il centrodestra non è un unicum
L’accordo si farà. Resta il nodo politico. Si è presentato, e qualcuno lo ha ritenuto effettivamente tale, il centrodestra come un unicum a trazione Pdl. Non è così. Come nei governi di coalizione, nazionale e locali, della Prima e della Seconda Repubblica dove la concorrenzialità interna era aspra, anche in questa Terza Repubblica appena accennata il tentato bipartitismo di Pdl e Pd è fieramente avversato dai rispettivi alleati, che pescano negli elettori di confine.
Se, come accade al Nord, la Lega è ormai diffusamente il reale concorrente del Pdl per il ruolo di maggior partito sul territorio, la volata è lunga e continua. Fin quando si tratta di ripartirsi gli spazi strappati all’altro schieramento, la composizione del mosaico è meno ardua. Ora la concorrenza è su ciò che spetta al centrodestra: attribuirlo agli uni è toglierlo agli altri. La questione della presidenza della Regione Lombardia sarà, in questo senso, carica di significati.
La Lega, a modo suo, prepara il dopo Berlusconi. Conquista voti e rappresentanze istituzionali nel Nord e mette piede oltre il Po, cercando di rinnovare il travaso di voti già di sinistra realizzato nel Lombardo Veneto e mordendo il Pdl. Non bisogna considerare l’alleato come il nemico, ripetono i contendenti, nondimeno la posta è la leadership in territori che si allargano dai Comuni alle Province, dalle Regioni al Governo nazionale.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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#2 Gio 02 Lug, 2009 06:51 |
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 Broletto, sarà Giunta a undici assessori ; A. Migliorati
Venerdì 3 Luglio : 2009 Adalberto Migliorati
Broletto, sarà Giunta a undici assessori
Sei andranno al Pdl, cinque alla Lega. Il presidente Molgora trattiene alcune deleghe. Ulteriori incontri per definire i contenuti dell’intesa
Sarà Giunta provinciale a undici assessori, fatti salvi non preventivati colpi di coda. Sei di marca Pdl, cinque espressi dalla Lega. Con il presidente Daniele Molgora che trattiene nelle sue mani alcune deleghe, si parla del bilancio, in attesa di una successiva attribuzione. L’accordo, delineato nei colloqui a Roma tra i deputati bresciani dei due gruppi, è alla verifica di incontri incrociati che si sono protratti fino a notte fonda e continueranno oggi a Brescia. Dentro il Pdl, dentro la Lega, tra Pdl e Lega. L’intenzione dichiarata è di presentarsi sabato mattina alla prima seduta del Consiglio provinciale con l’intesa realizzata.
La Giunta dispari che fa pareggiare
Proviamo a leggere la scelta che ci si appresta a compiere: undici assessori invece dei dodici della Giunta Cavalli. Significa andare nella direzione prospettata dal Carroccio di accorpare competenze e diminuire gli incarichi. Undici, inoltre, è un numero dispari che consente alcune interpolazioni.
Il Pdl chiede di avere una presenza maggioritaria in Giunta per riequilibrare il presidente leghista e a riconoscimento del pur risicato consenso elettorale prevalente. La Lega oppone la parità di consiglieri provinciali, il suo peso elettorale preponderante se si scorpora la città, l’indicazione di Molgora correlata all’elezione di Paroli.
In una Giunta a dodici assessori, uno in più significa attestarsi sul sette a cinque. Lo squilibrio si fa doppio. Anche aggiunto il presidente, il rapporto realizzato è di sette a sei. In un assetto che scende a undici l’obiettivo si ottiene con un rapporto di sei a cinque che, contato il presidente, garantisce una assoluta parità in Giunta: sei a sei. Ciascuno vede parzialmente riconosciuto quanto chiede, nessuno incassa un placcaggio.
Va tenuto presente che la Giunta Cavalli era a dodici assessori, ma per le note vicende politiche i due che facevano capo all’Udc - Francesco Mazzoli e Giampaolo Mantelli - sono a disposizione. FI e An contavano insieme su sette assessori, però Enrico Mattinzoli e Valerio Prignachi hanno assunto altri incarichi: Mattinzoli è nel Consiglio di sorveglianza di A2A e Prignachi è presidente di Brescia Mobilità. La Lega aveva il vicepresidente e due assessori.
Ieri il presidente Molgora e la dirigenza leghista, la coordinatrice provinciale del Pdl Viviana Beccalossi e i maggiorenti del Pdl si sono confrontati al loro interno e si sono incontrati tra di loro in Broletto. Il Pdl ha indicato al presidente Molgora i nomi delle persone che intende proporre per la prossima Giunta provinciale e le deleghe che chiede vengano loro assegnate. Incassate queste indicazioni, ieri sera Molgora si è consultato con gli organismi del Carroccio coinvolti nella decisione.
La delegazione del Pdl
Sulle deleghe richieste dal Pdl non si riesce a strappare alcuna indiscrezione, anche se i nomi più gettonati dei possibili assessori, e le materie di cui si sono fin qui occupati, qualche pista la possono lasciare intravedere. Però in politica c’è sempre spazio per le... soluzioni innovative. Sui nomi nessuno ha diramato liste compiute e neppure intende farlo prima che Molgora vi abbia impresso il timbro dell’ufficialità. Spigolando nei diversi ambienti, si delinea un mosaico. Più definito per il Pdl, di profilo più che di nomi per la Lega.
Nella delegazione del Pdl dovrebbero trovare posto quattro assessori che sedevano nella Giunta Cavalli: Mauro Parolini, Alessandro Sala, Corrado Ghirardelli e Gianfranco Tomasoni. Viene dato per nuovo entrante il già consigliere provinciale Fabio Mandelli. Il vicepresidente che si intende affiancare all’on. Molgora è l’on. Giuseppe Romele.
Le scelte della Lega
Il Carroccio è tradizionalmente geloso dei suoi dibattiti interni: scoprirà ufficialmente le carte a decisioni assunte. In queste settimane sono emerse tre istanze: la rappresentanza territoriale, che porta ad attingere a chi ha fatto esperienza di sindaco; le competenze maturate da chi è stato assessore nella Giunta Cavalli; le priorità programmatiche che il presidente Molgora intende portare avanti anche attingendo a persone di piena sintonia.
La questione dei numeri si impasta con quella dei nomi e della titolarità delle competenze da assumere. Competenze che palesano i due versi della medaglia: lo spessore dei problemi da affrontare, il tiraggio elettorale che possono alimentare. L’ufficializzazione della squadra di Giunta potrebbe avvenire oggi, oppure spostarsi direttamente alla seduta consiliare di domani.
Le opposizioni
In un contesto non scontato, al momento restano sullo sfondo le opposizioni. L’attesa di eventuali smagliature palesi nella maggioranza di centrodestra avrà bisogno di tempi lunghi e di tematiche specifiche. Forse anche Pd e Udc, per parlare di due forze costitutive della minoranza, hanno bisogno di tempo. Il Pd per celebrare il suo anomalo congresso in più parti, l’Udc per prendere atto del come affronterà le elezioni regionali del 2010.
AMMINISTRARE
La Provincia è al centro di più di un dibattito politico nazionale teso a verificare l’opportunità di ridisegnarne le competenze, magari di eliminarla se non configura una consistente rappresentanza territoriale.
A Brescia l’Amministrazione provinciale è una realtà significativa per vastità del territorio, numero di persone che lo abitano, somma di interventi che promuove. Con la decennale presidenza di Alberto Cavalli ha conquistato una visibilità che non le era abituale, gareggiando con la stessa Loggia.
Lo stile che intende assumere il presidente Daniele Molgora è tutto da scoprire.
Domani Consiglio tra nomine e burocrazia
Una seduta burocratica ma decisiva, e non solo per questioni di ordine politico. Perché quella di domani alle 10 non è semplicemente la prima uscita per il Consiglio provinciale dell’era Molgora. È infatti anche il termine ultimo per gli adempimenti di legge necessari a... dare vita all’organo consiliare. Se non verranno portate a compimento alcune procedure il Consiglio (ma è una pura ipotesi) sarebbe da considerare decaduto, con la conseguente necessità di nominare un commissario.
Tornando alla realtà domani si dovrà procedere alla verifica dell’eleggibilità dei 36 consiglieri. Quindi ci sarà il giuramento del presidente Daniele Molgora e l’elezione del presidente del Consiglio e dei suoi due vice. Quindi, per quello che resta il momento più atteso, sarà comunicata all’aula la composizione della Giunta, con gli assessori e le deleghe. Una volta espletate queste incombenze, ci sarà un mese di tempo per il presidente Molgora per convocare nuovamente il Consiglio ed esporre la proprie linee guida politico-amministrative.
Quanto alla composizione della squadra dei consiglieri, si tratta di un vero... inno alla novità, con 30 volti nuovi su 36 eletti. Il Pdl schiera un plotone composto da undici consiglieri, dei quali soltanto due (ovvero Bruno Faustini, presidente del Consiglio uscente e Isidoro Bertini) sedevano sui banchi del Broletto anche nella precedente legislatura. Stessi numeri per la pattuglia della Lega Nord, col solo Antonio Pagiaro a rappresentare la continuità col precedente gruppo consiliare lumbard.
Passando all’opposizione il Partito democratico potrà contare su otto seggi, con due sole riconferme (Antonella Montini e Pier Luigi Mottinelli) rispetto al quinquennio precedente. In questo caso si è aperto un piccolo giallo dal momento che, inizialmente, al Pd erano toccati 9 consiglieri, poi scesi a otto (con eliminazione dal lotto di Sofia Davolio) secondo una direttiva del Ministero. A beneficiarne è stata l’Italia dei Valori che ha visto salire a due (ovvero Gianpiero De Toni e Francesco Patitucci) i propri rappresentanti. Il Pd comunque ha fatto ricorso sostenendo la necessità di verificare il computo totale delle preferenze e il criterio di attribuzione delle stesse.
Sul versante Udc al candidato presidente Gianmarco Quadrini si affiancheranno due ex assessori, Francesco Mazzoli e Giampaolo Mantelli. A chiudere il cerchio Giulio Arrighini (Lega Padana Lombardia e il Movimento per le autonomie) che mantiene il proprio posto nell’aula consiliare.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#3 Ven 03 Lug, 2009 06:12 |
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