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Martedì 14 Luglio : 2009 Francesca Sandrini, GdB
Calcio e Padania,
il Consiglio s’infiamma
il Consiglio s’infiamma
Interpellanza del Pd sulla diossina a San Polo e proteste tra il pubblico. Ma ad accendere gli animi è il sostegno del Comune al torneo delle nazioni non riconosciute: l’opposizione abbandona l’aula
Diossina a San Polo: proteste e risposte
Più tardi, comunque, sarà lo stesso Partito democratico - in un’interpellanza cui si arriva dopo qualche rumorosa sollecitazione da parte del pubblico, ma rigorosamente secondo l’ordine del giorno - a porre in Consiglio una serie di domande sulla presenza di diossina a San Polo. Interrogativi ai quali l’assessore all’Ambiente, Paola Vilardi, risponde punto per punto. In quale data il Comune avuto comunicazione della situazione? «Il 5 maggio 2009». Perché sono trascorsi tanti giorni prima della riunione del Tavolo tecnico e a chi compete riunirlo? «Non al Comune: lo ha convocato la Provincia». Il sindaco, in qualità di responsabile della salute dei cittadini, intende prendere provvedimenti nei confronti dei responsabili del ritardo della comunicazione? «Al momento non è previsto alcun provvedimento, in quanto abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte dell’Arpa». Che cosa pensa di fare il sindaco per garantire la salute dei cittadini? «Il 21 luglio ci sarà un incontro con l’Asl e tutti gli enti competenti per valutare le azioni che anche l’Amministrazione comunale potrà intraprendere nell’ambito delle sue competenze. Poi, presumibilmente entro il 24 luglio, sarà convocato l’Osservatorio permanente sull’Alfa Acciai».
Replica Valter Muchetti: «Il grosso problema è che l’Arpa non ha le risorse e gli strumenti per funzionare in una realtà come quella bresciana. Il sindaco, che è a Roma anche per difendere la brescianità, chieda più soldi per l’Arpa di Brescia». Intanto, tra il pubblico, qualcuno sbotta: «Non esiste una proposta concreta del Consiglio comunale».
Il Pd abbandona il Consiglio
«Abbandoniamo il Consiglio comunale - esordisce il capogruppo del Partito democratico, Emilio Del Bono - perché il finanziamento da parte dell’Amministrazione comunale a un’iniziativa propagandistica della Lega è il terzo esempio di malcostume politico, dopo l’assegnazione di fondi per sistemi di videosorveglianza a due assessori e la concessione del patrocinio e dell’uso di piazza della Loggia per il concorso "Miss Padania"». Poco prima, in aula, il collega Alberto Martinuz aveva criticato i «7mila euro dati dal Comune al Comitato Padania, organizzatore della manifestazione, del quale è manager Renzo Bossi, figlio di Umberto»; ed espresso preoccupazione che «la Loggia si trasformi sempre più nella "dependance" della sede della Lega Nord di Milano». Gli aveva risposto l’assessore allo Sport, Massimo Bianchini, smentendo una serie di circostanze - tra le quali un finanziamento da parte di A2A - e precisando che il contributo non sarebbe andato alla Lega, ma alla federazione di squadre nazionali non riconosciute dalla Fifa che organizza la Viva World Cup, manifestazione calcistica internazionale. «L’Amministrazione comunale - aveva spiegato ancora Bianchini - ha concesso il proprio patrocinio e fissato in 7mila euro il tetto massimo del finanziamento; il Rigamonti è stato messo a disposizione gratuitamente».
«La Lega si paghi le sue iniziative»
«Si è trattato di un’iniziativa palesemente di propaganda politica: la Lega può fare tutte le manifestazioni che vuole, ma se le paghi da sé anziché usare il denaro dei cittadini», aveva replicato Del Bono evocando la «moralizzazione» e suscitando la dura reazione del consigliere leghista Alessandro Bizzaro. Il capogruppo del Pd lo ripete ai giornalisti, così come richiama il fatto di non aver ancora ricevuto - a 45 giorni dalla richiesta, contro il Regolamento del Consiglio comunale e la legge - gli atti amministrativi relativi alla concessione del patrocinio a «Miss Padania». «Ci occupiamo delle cose in apparenza piccole come delle grandi - continua Del Bono - con serietà e rigore, mentre a Palazzo Loggia è entrata l’ideologia», anche se «apprezziamo il gesto politico degli assessori Arcai e Labolani che non hanno partecipato al voto della delibera di Giunta sulla Viva World Cup».
E mentre Carla Bisleri si dice «preoccupata per gli sperperi di chi ha respinto la nostra proposta di un fondo anti-crisi per le famiglie», Donatella Albini (Sinistra Arcobaleno) denuncia - prima di andarsene a sua volta - «il disprezzo delle regole democratiche». Così, nei banchi dell’opposizione, resta soltanto Luciano Cantoni della Lista di Laura Castelletti (ieri assente), che commenta: «Concordiamo per quanto riguarda gli atti amministrativi, ma abbandonare il Consiglio ci pare eccessivo».














































