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Candido Cannavò
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Domenica 22 Febbraio : 2009 Quotidiano.net

Cannavò,
una vita 'in rosa' e di amore per lo sport

    * Candido Cannavò non ce l'ha fatta: E' morto l'ex direttore della 'Rosa'

Candido Cannavò
(foto da: La Repubblica)

Image
Milano, 22 febbraio 2009 -  Una vita “in rosa”: così Candido Cannavò, storico direttore della Gazzetta dello Sport, tra i volti più popolari dello sport italiano, ha definito la sua esistenza nel titolo della sua biografia, pubblicata nel 2002.

Rosa come il colore della Gazzetta, che ha diretto per 19 anni, facendola diventare il quotidiano sportivo più diffuso d’Europa, in cui teneva ancora la rubrica quotidiana “Fatemi capire”.
La vita in rosa - spiegava Cannavò - per tre motivi. Rosa come la Provvidenza, dopo la mia ‘seconda nascita’, come la chiamo io, sotto il bombardamento a tappeto alleato che il 4 luglio 1943 rase al suolo Catania. Rosa come la ‘Gazzetta’, ovviamente. Rosa come le donne per cui ho sempre avuto grande amore, mia moglie su tutte, ma vorrei citare tutte le campionesse che hanno onorato lo sport italiano, spesso ancora più amate e seguite dal pubblico dei colleghi maschi”.

Nato a Catania il 29 novembre del 1930, Cannavò ha iniziato la sua carriera come giornalista sportivo a 19 anni nel quotidiano “La Sicilia”, occupandosi di sport ma anche di problemi sociali e di costume. La sua collaborazione con la Gazzetta dello Sport è iniziata nel 1955, quando è stato ingaggiato come corrispondente: per il quotidiano è stato inviato speciale e ha seguito, tra l’altro, alcuni Mondiali di calcio, dieci Olimpiadi e moltissimi Giri d’Italia. Nel luglio del 2005 ha festeggiato il 50esimo anniversario della sua prima firma sul giornale.

Nel 1981 è diventato vicedirettore, poi condirettore e nel 1983 è succeduto a Gino Palumbo come direttore responsabile del quotidiano. È rimasto in carica fino al 2002, quando è stato sostituito da Pietro Calabrese. Durante la sua carica, la Gazzetta dello Sport si è consolidata come maggiore giornale italiano, ha iniziato la pubblicazione del settimanale Sportweek e ha aperto il sito web.

Famoso per il suo impegno sportivo, Cannavò si è anche occupato di altri temi, come i problemi della società: da quando ha smesso di dirigere la Gazzetta ha pubblicato la sua biografia “Una vita in rosa” e tre saggi di successo, che narrano la situazione delle prigioni italiane, dei disabili e dei senzatetto: “Libertà dietro le sbarre”, “E li chiamano disabili”, “Pretacci”.

Nel 1996, durante i Giochi di Atlanta, il Cio gli ha conferito l`ordine olimpico. Nel 1998 ha ricevuto il Premio Ischia per il giornalismo. Il suo primo libro, il best seller “Una vita in rosa”, ha ottenuto nel 2003 il Premio Cianciano, sezione autobiografia, e il secondo, “Libertà dietro le sbarre”, nel 2004 ha ricevuto un riconoscimento speciale nell`ambito del premio letterario e giornalistico Ernest Hemingway.

Nelle note di copertina di “Una vita in rosa” l’avvocato Gianni Agnelli scrisse: “Prima ancora delle imprese atletiche, delle medaglie o dei record di velocità, questo libro ha il merito di parlare innanzitutto di uomini, conosciuti e descritti da Candido Cannavò fin da quando, poco più che ragazzo, decise di fare il giornalista, abbandonando un destino che lo voleva medico. Non sapremo mai ciò che ha perduto la medicina, ma sappiamo quanto ci ha guadagnato lo sport, e noi con lui”.

 





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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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