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Martedì, 15 Dicembre 2009 Cecilia Bertolazzi, GdB
Caritas-Cgil per i «nuovi poveri»
Consegnati ieri dal segretario della Camera del lavoro Marco Fenaroli al direttore Giorgio Cotelli 50mila euro La cifra, raccolta in un mese e mezzo, servirà per sostenere il microcredito sociale e i pacchi di alimentari
MUTUO SOCCORSO
Aumenta la richiesta di aiuto
Il primo assegno, al quale si spera ne seguiranno altri, andrà a sostegno in parte per le forme di lotta più dure nella difesa dei posti di lavoro e, in parte, la maggiore, a sostegno delle iniziative Caritas, dal micro credito ai pacchi alimentari. «L’impoverimento del reddito dei lavoratori è sotto gli occhi di tutti - ha detto Fenaroli - le tredicesime, come si apprende a livello nazionale, valgono la metà rispetto agli anni passati. Il fenomeno sarà pesante anche a Brescia, senza contare che sono già a quota 45 milioni le ore di cassa integrazione, per 26.500 lavoratori a zero ore».
Una stima puntuale del peso e delle ripercussioni in termini di numero di lavoratori effettivi che devono tirare avanti con 715 euro netti al mese (il corrispettivo della cassa integrazione) non è ancora possibile averla, resta ferma, però, la costatazione di una crescente domanda di aiuto. Anche i pensionati soffrono. Per molti l’acquisto dei generi alimentari diventa una difficoltà insormontabile, specie a fronte di un aumento reale dei prezzi, superiore all’incremento delle pensioni. L’insieme di queste emergenze crea una povertà sempre più diffusa. «Nell’ultimo periodo sono stati almeno 250 coloro che si sono rivolti a noi - aggiunge Damiano Galletti, della segreteria Cgil - e a soffrire maggiormente sono gli stranieri, con una percentuale del 60%».
Quella mano fraterna
Sempre in fatto di cifre, anche la Caritas ha provveduto a fornirne, a cominciare dai pacchi viveri. «Fino a poco tempo fa c’era la richiesta di 15mila pacchi - ha iniziato il direttore Cotelli - credo che adesso ce ne vorranno almeno 40mila. Stiamo lavorando anche per aumentare i pasti al giorno della mensa Menni. In questi giorni, infatti, la richiesta arriva a 130 pasti, numero ben superiore ai 70 di qualche tempo fa. Anche il punto logistico, il magazzino Ottavo Giorno, con due mesi di attività, manda segnali da super lavoro».














































