Sabato, 24 Marzo 2007- 17:35
CASA ED EVASIONE, CONTROLLI IN 3D
ROMA - Arrivano le super-foto dagli aerei che non solo immortalano tetti e verande ma ricostruiscono in maniera dettagliata, quasi in terza dimensione, volumetrie e spazi, lasciando intendere il numero e l'ampiezza dei locali e il loro utilizzo. Addio dunque alla casetta ristrutturata ma accatastata come stalla o granaio, nella convinzione che i controlli porta a porta non è mai semplice farli.
"Le nuove tecnologie - ha spiegato in Parlamento il direttore dell'Agenzia del Territorio, Mario Picardi - consentono ortofoto ed immagini territoriali ad alta risoluzione che supportano l'attività di accertamento, spesso senza necessità di sopralluogo". L'Agenzia del Territorio dunque affila le armi contro l'evasione fiscale sulla casa e mette in campo tutti gli strumenti a disposizione.
L'obiettivo è il recupero di Ici ed altre tasse non pagate: solo l'anno scorso l'evaso accertato sulla casa è stato di quasi un miliardo di euro. Il mattone ha invece portato complessivamente nelle casse dell'erario, sempre nel corso del 2006, oltre 39 miliardi di euro, in crescita sui 34 del 2005. La parte del leone la fa l'Ici con il 29% di questo gettito complessivo che riguarda sia Stato che enti locali. I controlli dell'Agenzia partiranno da terreni, edifici ex rurali, fino ad arrivare a quei fabbricati del tutto sconosciuti al catasto.
"Sulla base di una sperimentazione di fotoidentificazione, attraverso ortofoto sovrapposte a mappe catastali", secondo quanto riporta un documento del Territorio, si stima che siano circa 600.000 i fabbricati-fantasma, quelli che nei faldoni del catasto sono del tutto sconosciuti. Ci sarebbero anche tre milioni e 600 mila fabbricati definiti 'rurali' che invece hanno ora una diversa utilizzazione e che dunque potrebbero risultare edificio di campagna essenzialmente per fini fiscali.
A premere l'acceleratore sugli accertamenti è stata in particolare l'ultima Finanziaria che ha anche stabilito un riordino delle unità immobiliari presenti in stazioni ed aeroporti. Si tratta di 60 mila fabbricati, questi almeno quanti ne calcola l'Agenzia del Territorio, censiti in categoria 'E' (esenti dall'Ici, per intenderci) che invece sono negozi, uffici, e banche e per i quali dunque, dopo la riclassificazione, si dovrà pagare l'imposta comunale sugli immobili.
Proseguirà invece anche quest'anno - secondo quanto scritto nel piano di attività dell'Agenzia illustrato qualche giorno fa alla Commissione Finanze del Senato - la revisione del classamento, sia per le zone che magari una volta erano popolari e che oggi sono raffinati quartieri dal caro-mattone, sia per singole unità dove magari si è realizzato qualche ampliamento o miglioramento ma che ai fini dell'Ici non risulta.
"Le nuove tecnologie - ha spiegato in Parlamento il direttore dell'Agenzia del Territorio, Mario Picardi - consentono ortofoto ed immagini territoriali ad alta risoluzione che supportano l'attività di accertamento, spesso senza necessità di sopralluogo". L'Agenzia del Territorio dunque affila le armi contro l'evasione fiscale sulla casa e mette in campo tutti gli strumenti a disposizione.
L'obiettivo è il recupero di Ici ed altre tasse non pagate: solo l'anno scorso l'evaso accertato sulla casa è stato di quasi un miliardo di euro. Il mattone ha invece portato complessivamente nelle casse dell'erario, sempre nel corso del 2006, oltre 39 miliardi di euro, in crescita sui 34 del 2005. La parte del leone la fa l'Ici con il 29% di questo gettito complessivo che riguarda sia Stato che enti locali. I controlli dell'Agenzia partiranno da terreni, edifici ex rurali, fino ad arrivare a quei fabbricati del tutto sconosciuti al catasto.
"Sulla base di una sperimentazione di fotoidentificazione, attraverso ortofoto sovrapposte a mappe catastali", secondo quanto riporta un documento del Territorio, si stima che siano circa 600.000 i fabbricati-fantasma, quelli che nei faldoni del catasto sono del tutto sconosciuti. Ci sarebbero anche tre milioni e 600 mila fabbricati definiti 'rurali' che invece hanno ora una diversa utilizzazione e che dunque potrebbero risultare edificio di campagna essenzialmente per fini fiscali.
A premere l'acceleratore sugli accertamenti è stata in particolare l'ultima Finanziaria che ha anche stabilito un riordino delle unità immobiliari presenti in stazioni ed aeroporti. Si tratta di 60 mila fabbricati, questi almeno quanti ne calcola l'Agenzia del Territorio, censiti in categoria 'E' (esenti dall'Ici, per intenderci) che invece sono negozi, uffici, e banche e per i quali dunque, dopo la riclassificazione, si dovrà pagare l'imposta comunale sugli immobili.
Proseguirà invece anche quest'anno - secondo quanto scritto nel piano di attività dell'Agenzia illustrato qualche giorno fa alla Commissione Finanze del Senato - la revisione del classamento, sia per le zone che magari una volta erano popolari e che oggi sono raffinati quartieri dal caro-mattone, sia per singole unità dove magari si è realizzato qualche ampliamento o miglioramento ma che ai fini dell'Ici non risulta.
ndr: UN'UNICA NOTA: E per controllare anche le costruzioni abusive?, no?














































