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Martedì, 9 Dicembre : 2008
DE MAGISTRIS,
"INTESA TRA PG PASSO IMPORTANTE"
"INTESA TRA PG PASSO IMPORTANTE"
SALERNO - Le inchieste Why Not della Procura di Catanzaro e quella di Salerno su presunti illeciti legati sempre alle inchieste del Pm De Magistris proseguiranno nelle rispettive competenze della procura calabrese e di quella campana. L'impasse è stata sbloccata grazie ad un doppio dissequestro degli atti compiuto innanzitutto dalla Procura generale di Catanzaro e successivamente da quella di Salerno, in seguito all' intesa raggiunta tra i responsabili dei due uffici giudiziari.
La complessa mediazione tra la Procura generale di Catanzaro e la Procura della Repubblica di Salerno, dopo l' intervento del Procuratore Generale della Cassazione per trovare una via d' uscita in linea con le indicazioni del Capo dello Stato, è stata svolta per due giorni dal procuratore generale di Salerno Lucio di Pietro. Il procuratore generale ha convocato il procuratore di Salerno Luigi Apicella e un delegato del procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli. L'impasse giurisdizionale, che aveva bloccato entrambe le inchieste, secondo quanto si è appreso, non consentiva alcuna scappatoia legale. A quanto si è appreso la mediazione del procuratore generale di Pietro avrebbe convinto i vertici delle due procure in conflitto a trovare tale accordo. La Procura di Salerno potrà quindi acquisire copia degli atti che interessano la propria indagine e quella di Catanzaro continuare gli accertamenti sulle inchieste Why Not e Poseidone.
NAPOLITANO, "INTESA TRA PG PASSO IMPORTANTE" - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, informa una nota del Quirinale, ''ha vivamente apprezzato la comunicazione ricevuta dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione dell'intesa, tempestivamente promossa dallo stesso Procuratore Generale, raggiunta tra le Procure di Catanzaro e di Salerno. La risoluzione, assunta dagli organi di vertice degli Uffici giudiziari nell'esercizio delle attribuzioni previste dalle disposizioni vigenti - prosegue la nota - costituisce un significativo passo verso il superamento della grave situazione di paralisi delle rispettive funzioni processuali creatasi a seguito dell'aspro contrasto tra le due Procure''.
I procuratori generali di Catanzaro e Salerno hanno raggiunto una intesa 'per superare la paralisi della funzione processuale''. Lo afferma la Procura Generale della Cassazione in una nota in cui si dice che in un incontro svoltosi ieri a Salerno tra i magistrati dei due uffici inquirenti si è svolto un incontro "che ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, della 'condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione''.
Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Vitaliano Esposito ha informato oggi, con una nota, il Presidente della Repubblica dell' intesa raggiunta tra i responsabili dei due uffici giudiziari. ''In attuazione dell' Alto auspicio espresso nel comunicato della Presidenza delle Repubblica il 4 dicembre scorso a che gli organi di vertice dell' ordine giudiziario volessero assumere 'specifiche iniziative dirette a superare la paralisi della funzione processuale' - spiega il comunicato della Procura Generale della Suprema Corte, firmato dal segretario Pasquale Ciccolo - il giorno successivo sono convenuti, nell' ufficio del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, i Procuratori Generali di Catanzaro e Salerno; che entrambi consapevoli della estrema delicatezza e gravita' della situazione venutasi a determinare, hanno raggiunto con grande senso di responsabilita' istituzionale, una intesa per superare tale situazione; che l'intesa si e' poi concretizzata in un incontro, svoltosi a Salerno nella giornata di ieri, tra i magistrati dei due uffici inquirenti, che ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, delle 'condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione''.
[*]
COMINCIATE AL CSM AUDIZIONI PM CATANZARO
Al via la seconda giornata di audizioni al Csm sullo scontro in atto tra le procure di Salerno e Catanzaro. La Prima Commissione di Palazzo dei marescialli ascolta oggi i pm dei due uffici che si sono reciprocamente indagati: al centro della guerra il fascicolo "Why not", che venne avocato al pm Luigi De Magistris, e che è stato prima sequestrato il 2 dicembre scorso con una perquisizione clamorosa al palazzo di giustizia calabrese dalla procura di Salerno e due giorni dopo contro-sequestrato, con un altro atto senza precedenti, da quella di Catanzaro. I primi ad essere sentiti dai consiglieri sono i pm di Catanzaro, Domenico De Lorenzo, Alfredo Garbati e Salvatore Curcio. Tutti e tre sono titolari dell' inchiesta Why Not e firmatari del provvedimento di controsequestro. Curcio, inoltre, é il pm che il 2 dicembre scorso sarebbe stato costretto a denudarsi nella perquisizione compiuta a casa sua su ordine della procura di Salerno, secondo quanto denunciato al Csm dal Pg di Catanzaro Enzo Jannelli. Una circostanza smentita nei giorni scorsi dal legale dei pm salernitani, e che è certo la Commissione vorrà approfondire. Nel pomeriggio toccherà ai pm di Salerno titolari del procedimento in cui i colleghi di Catanzaro sono accusati di aver fermato le indagini di De Magistris,e che a loro volta sono finiti sotto inchiesta per abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio. Si tratta di Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani. Ma saranno sentiti anche altri quattro pm che con loro parteciparono al sequestro: Patrizia Gambardella, Roberto Penna, Vincezo Senatore e Antonio Centore, che si occupò della perquisizione a casa di Curcio.
La complessa mediazione tra la Procura generale di Catanzaro e la Procura della Repubblica di Salerno, dopo l' intervento del Procuratore Generale della Cassazione per trovare una via d' uscita in linea con le indicazioni del Capo dello Stato, è stata svolta per due giorni dal procuratore generale di Salerno Lucio di Pietro. Il procuratore generale ha convocato il procuratore di Salerno Luigi Apicella e un delegato del procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli. L'impasse giurisdizionale, che aveva bloccato entrambe le inchieste, secondo quanto si è appreso, non consentiva alcuna scappatoia legale. A quanto si è appreso la mediazione del procuratore generale di Pietro avrebbe convinto i vertici delle due procure in conflitto a trovare tale accordo. La Procura di Salerno potrà quindi acquisire copia degli atti che interessano la propria indagine e quella di Catanzaro continuare gli accertamenti sulle inchieste Why Not e Poseidone.
NAPOLITANO, "INTESA TRA PG PASSO IMPORTANTE" - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, informa una nota del Quirinale, ''ha vivamente apprezzato la comunicazione ricevuta dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione dell'intesa, tempestivamente promossa dallo stesso Procuratore Generale, raggiunta tra le Procure di Catanzaro e di Salerno. La risoluzione, assunta dagli organi di vertice degli Uffici giudiziari nell'esercizio delle attribuzioni previste dalle disposizioni vigenti - prosegue la nota - costituisce un significativo passo verso il superamento della grave situazione di paralisi delle rispettive funzioni processuali creatasi a seguito dell'aspro contrasto tra le due Procure''.
I procuratori generali di Catanzaro e Salerno hanno raggiunto una intesa 'per superare la paralisi della funzione processuale''. Lo afferma la Procura Generale della Cassazione in una nota in cui si dice che in un incontro svoltosi ieri a Salerno tra i magistrati dei due uffici inquirenti si è svolto un incontro "che ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, della 'condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione''.
Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Vitaliano Esposito ha informato oggi, con una nota, il Presidente della Repubblica dell' intesa raggiunta tra i responsabili dei due uffici giudiziari. ''In attuazione dell' Alto auspicio espresso nel comunicato della Presidenza delle Repubblica il 4 dicembre scorso a che gli organi di vertice dell' ordine giudiziario volessero assumere 'specifiche iniziative dirette a superare la paralisi della funzione processuale' - spiega il comunicato della Procura Generale della Suprema Corte, firmato dal segretario Pasquale Ciccolo - il giorno successivo sono convenuti, nell' ufficio del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, i Procuratori Generali di Catanzaro e Salerno; che entrambi consapevoli della estrema delicatezza e gravita' della situazione venutasi a determinare, hanno raggiunto con grande senso di responsabilita' istituzionale, una intesa per superare tale situazione; che l'intesa si e' poi concretizzata in un incontro, svoltosi a Salerno nella giornata di ieri, tra i magistrati dei due uffici inquirenti, che ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, delle 'condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione''.
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COMINCIATE AL CSM AUDIZIONI PM CATANZARO
Al via la seconda giornata di audizioni al Csm sullo scontro in atto tra le procure di Salerno e Catanzaro. La Prima Commissione di Palazzo dei marescialli ascolta oggi i pm dei due uffici che si sono reciprocamente indagati: al centro della guerra il fascicolo "Why not", che venne avocato al pm Luigi De Magistris, e che è stato prima sequestrato il 2 dicembre scorso con una perquisizione clamorosa al palazzo di giustizia calabrese dalla procura di Salerno e due giorni dopo contro-sequestrato, con un altro atto senza precedenti, da quella di Catanzaro. I primi ad essere sentiti dai consiglieri sono i pm di Catanzaro, Domenico De Lorenzo, Alfredo Garbati e Salvatore Curcio. Tutti e tre sono titolari dell' inchiesta Why Not e firmatari del provvedimento di controsequestro. Curcio, inoltre, é il pm che il 2 dicembre scorso sarebbe stato costretto a denudarsi nella perquisizione compiuta a casa sua su ordine della procura di Salerno, secondo quanto denunciato al Csm dal Pg di Catanzaro Enzo Jannelli. Una circostanza smentita nei giorni scorsi dal legale dei pm salernitani, e che è certo la Commissione vorrà approfondire. Nel pomeriggio toccherà ai pm di Salerno titolari del procedimento in cui i colleghi di Catanzaro sono accusati di aver fermato le indagini di De Magistris,e che a loro volta sono finiti sotto inchiesta per abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio. Si tratta di Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani. Ma saranno sentiti anche altri quattro pm che con loro parteciparono al sequestro: Patrizia Gambardella, Roberto Penna, Vincezo Senatore e Antonio Centore, che si occupò della perquisizione a casa di Curcio.
















































