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CASO DE MAGISTRIS: Agg.to continuo
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Messaggio CASO DE MAGISTRIS: Agg.to continuo 
 
Domenica, 13 Gennaio : 2008 14:19

CALABRIA, CHIARAVALLOTI
INDIFFERENTE ALLE ACCUSE DI DE MAGISTRIS


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CATANZARO - "Le accuse di De Magistris mi lasciano perfettamente tranquillo e indifferente". Lo ha detto l'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, commentando la notizia, riportata stamane da alcuni giornali, secondo cui la Procura di Salerno sta indagando su magistrati e uomini politici la cui attività avrebbe avuto per obiettivo la delegittimazione del pm Luigi De Magistris, attualmente sotto processo da parte del Csm.

L'ex governatore calabrese sarebbe indagato per minaccia aggravata in relazione ai contenuti di alcune sue telefonate. "Già altre volte - ha aggiunto Chiaravalloti - le iniziative di De Masgistris si sono rivelate clamorosi flop per non parlare dei successi che ha ottenuto in sede giudiziaria. La Procura di Salerno, sempre secondo quanto viene oggi riportato da alcuni quotidiani, indagherebbe con le ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari e calunnia nei confronti di magistrati della Procura di Catanzaro (tra questi il procuratore Lombardi, l'aggiunto Murone, il presidente del Tribunale del Riesame, Rinardo); l'attuale coordinatore regionale di Forza Italia e senatore dello stesso partito Giancarlo Pittelli.

La Procura di Salerno da mesi sta svolgendo indagini per competenza ex art.11 dopo una serie di denunce incrociate dei magistrati del capoluogo calabrese. I vertici della Procura campana sono stati anche ascoltati recentemente dal Csm. Domani davanti alla sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli riprenderà il processo a carico di De Magistris che sarà ascoltato lunedì prossimo al termine dell'audizione dei vertici della Procura di Catanzaro.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
Ultima modifica di Redazione il Sab 06 Dic, 2008 17:40, modificato 2 volte in totale 
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Messaggio DE MAGISTRIS: RIPRENDE IL PROCESSO, INGOGNITA SOSPENSIONE 
 
Domenica, 13 Gennaio : 2008 19:42

DE MAGISTRIS: RIPRENDE IL PROCESSO,
INGOGNITA SOSPENSIONE


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ROMA - Due giorni fa la sezione disciplinare del Csm aveva bocciato la richiesta di sospendere il procedimento a carico del pm di Catanzaro Luigi De Magistris, in attesa che si concludessero, almeno in fase di indagini preliminari, i fascicoli aperti dalla procura di Salerno e scaturiti da denunce incrociate tra il magistrato e i suoi colleghi di Catanzaro.

Ora quella richiesta potrebbe essere reiterata dalla difesa del magistrato, alla luce di quanto trapelato sulle inchieste dei pm di Salerno, che avrebbero messo sotto indagine tra gli altri magistrati che sono o che sono stati al vertice degli uffici giudiziari di Catanzaro, il vice capo dell'ispettorato del ministero della Giustizia Gianfranco Mantelli , il senatore di Forza Italia Gianfranco Pittelli. Il difensore di De Magistris, Alessandro Cirscuolo, in vista dell'udienza di domani, non si sbilancia: "Sto studiando la situazione; in astratto la richiesta si può reiterare, ma non posso anticipare nulla".

A Palazzo dei marescialli più d'uno ritiene possibile la ripresentazione dell'istanza, motivata due giorni fa da Criscuolo con la circostanza che i fatti su cui si fonda il procedimento disciplinare a De Magistris - chiamato a rispondere di violazione dei suoi doveri e delle regole di procedura nella conduzione delle inchieste Toghe Lucane, Why not e Poseidone - coincidono con quelli su cui stanno indagando i pm di Salerno.

Tanto più, visto che gli stessi magistrati salernitani, il 9 gennaio scorso hanno fatto sapere al Csm di essere per alcuni filoni vicini alla conclusione delle indagini. Il fatto che la sezione abbia già respinto l'istanza di sospensione, presentata tra le questioni preliminari, cioé prima di entrare nel merito, non pregiudica niente: se durante il processo dovesse emergere la coincidenza tra le vicende disciplinari e penali, il tribunale delle toghe potrà sempre disporre il "congelamento" o dell'intero procedimento o di singoli capi di accusa, spiegano a Palazzo dei marescialli.

Domani il processo ricomincerà con le testimonianze dell'ex procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, degli aggiunti Salvatore Murone e Mario Spagnolo e del capitano deicarabinieri Pasquale Zaccheo, disposte a sorpresa - senza cioé che lo avessero chiesto né l'accusa né la difesa- dalla sezione disciplinare. Solo al termine ci sarà l'interrogatorio di De Magistris, che ha già fatto sapere di essere pronto, se sarà necessario, a opporre il segreto investigativo.

CHIARAVALLOTI INDIFFERENTE ALLE ACCUSE DI DE MAGISTRIS
"Le accuse di De Magistris mi lasciano perfettamente tranquillo e indifferente", ha detto l'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, commentando la notizia secondo cui la Procura di Salerno sta indagando su magistrati e uomini politici la cui attività avrebbe avuto per obiettivo la delegittimazione del pm Luigi De Magistris, attualmente sotto processo da parte del Csm.

L'ex governatore calabrese sarebbe indagato per minaccia aggravata in relazione ai contenuti di alcune sue telefonate. "Già altre volte - ha aggiunto - le iniziative di De Magistris si sono rivelate clamorosi flop per non parlare dei successi che ha ottenuto in sede giudiziaria. La Procura di Salerno, sempre secondo quanto viene riportato da alcuni quotidiani, indagherebbe con le ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari e calunnia nei confronti di magistrati della Procura di Catanzaro (tra questi il procuratore Lombardi, l'aggiunto Murone, il presidente del Tribunale del Riesame, Rinardo); l'attuale coordinatore regionale di Forza Italia e senatore dello stesso partito Giancarlo Pittelli.

La Procura di Salerno da mesi sta svolgendo indagini per competenza ex art.11 dopo una serie di denunce incrociate dei magistrati del capoluogo calabrese. I vertici della Procura campana sono stati anche ascoltati recentemente dal Csm.

ISPETTORATO DEL MINISTERO ANNUNCIA UNA DENUNCIA
"Quando saranno conosciuti i contenuti dell'indagine della procura di Salerno, la dirigenza dell'ispettorato e personalmente il dott. Mantelli presenteranno denuncia per calunnia nei confronti di quanti hanno strumentalmente propalato false accuse", annuncia l'ispettorato del ministero della Giustizia riguardo le notizie di stampa, "che con sospetta concomitanza rispetto all'avvio del procedimento disciplinare nei confronti del dott. De Magistris, riguardano l'apertura presso la procura di Salerno di un'indagine per abuso d'ufficio anche a carico del vice capo dell'Ispettorato generale, dott Gianfranco Mantelli, per gli accertamenti relativi, tra l'altro, alle modalità di conduzione dell'inchiesta denominata Toghe Lucane".


ndr: se interessati al caso, si consiglia una ricerca con la chiave de magistris (senza virgolettare)
 





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Messaggio Re: CASO DE MAGISTRIS: Agg.to continuo 
 
Venerdì, 18 Gennaio : 2008

De Magistris, chiusa l'inchiesta:
resta a Catanzaro, non sarà pm

 
Il magistrato rifiuta l'interrogatorio: «Così rischierei di violare il segreto»


Il pm negli uffici del Csm
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CATANZARO - Luigi De Magistris può restare a svolgere il suo lavoro negli uffici giudiziari di Catanzaro, ma senza esercitare più le funzioni di Pm. È la richiesta avanzata stamane dal Pg di Cassazione, Vito D’Ambrosio, al termine della sua requisitoria davanti alla sezione disciplinare del Csm. Il trasferimento dalle funzioni di De Magistris, secondo il Pg, deve avvenire subito poichè «sussistono ancora le esigenze cautelari, la situazione a Catanzaro non è affatto rasserenata». In merito, inoltre, alla sanzione da infliggergli, D’Ambrosio ha richiesto la perdita di anzianità pari ad 8 mesi.

A suo parere, De Magistris va considerato responsabile, dal punto di vista disciplinare, di nove delle incolpazioni a lui ascritte, dall’omessa vigilanza per evitare fughe di notizie sulle indagini da lui condotte, alla mancata informazione al suo superiore, l’allora procuratore capo Mariano Lombardi, di alcuni atti compiuti nel corso delle indagini. Per il Pg, invece, De Magistris va prosciolto dall’accusa di aver seminato sospetti infondati su alcuni colleghi del suo ufficio e per irregolarità in un provvedimento emesso nell’ambito dell’inchiesta sulle toghe lucane.


In precedenza De Magistris, sempre nell’ambito del processo disciplinare in corso a suo carico al Csm, non si era sottoposto all’interrogatorio da parte dello stesso Pg, così come era previsto. Intervenuto stamane nell’udienza pubblica a Palazzo dei Marescialli, il magistrato ha spiegato il suo diniego perchè, ha affermato, «violerei il segreto istruttorio» dato che sono ancora in corso le indagini aperte dalla Procura di Salerno su diversi esposti riguardanti l’ufficio giudiziario di Catanzaro. «A Salerno ho reso oltre trenta verbali, l’ultimo due giorni fa - ha detto - non intendo violare il segreto ma voglio permettere alla Procura di Salerno di ricostruire i fatti».

Redazione ha scritto: 
ndr: A chi volesse reperire facilmente tutti gli articoli inerenti (o connessi) all'argomento (o passare ad “altri/o”), si consiglia di utilizzare i menù di guida / indice reperibili e selezionabili in: Home Page.
A seguire riportiamo, comunque, il link per l’Archivio/Indice completo degli “articoli” di quest’Area più quelli di altre (facilmente affini) di modo che, volendo, possiate selezionarle anche da qui:
Nel rimarcare che, una volta entrati in un Menu/Indice, in testa allo stesso troverete anche i link per tutte le altre categorie, consigliamo anche, a chi fosse già registrato, di entrare loggandosi. Potrà così far uso anche di:

 





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Messaggio DE MAGISTRIS: ESCO DA QUESTA VICENDA A TESTA ALTA 
 

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Lunedì, 14 Luglio : 2008

DE MAGISTRIS:
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ESCO DA QUESTA VICENDA A TESTA ALTA


(AGI) - Catanzaro, 14 lug. - "Esco da questa vicenda a testa alta, anche se molto amareggiato. Le modalita' con le quali si e' svolto il processo disciplinare e l'esito di uno dei procedimenti presso la procura di Salerno, rendono comunque evidente a tutti come stanno le cose". Lo ha detto all'Agi il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Luigi de Magistris, in riferimento alla decisione della Cassazione, che ha respinto il suo ricorso contro le decisioni del Csm. L'organo di autogoverno della magistratura ha disposto il trasferimento di sede e funzioni del magistrato nell'ambito del procedimento disciplinare avviato a suo carico in relazione alla gestione di alcune importanti inchieste, mentre la Procura di Salerno, competente territorialmente su vicende riguardanti i magistrati del distretto di Catanzaro, aveva chiesto nei mesi scorsi il proscioglimento sul piano penale rispetto alle accuse mossegli, evidenziando un clima di ostilita' che si sarebbe creato nel palazzo di giustizia della citta' calabrese nei suoi confronti. De Magistris si dice comunque pronto a continuare la sua opera di magistrato. "Non farei una scelta diversa - dice - rispetto a quanto ho fatto finora. Vale la pena di impegnarsi per la legalita' e la giustizia. Anche se cio' significa pagare un prezzo, la sera, alla fine della giornata, ci si puo' guardare allo specchio senza vergognarsi. Dedichero' i prossimi mesi - afferma ancora il magistrato - alla ricostruzione della verita' su tutta la vicenda e alla fine, ne sono certo, tutto questo sara' per me soltanto un brutto ricordo e non si potra', ad un certo punto, che procedere alla revisione di tale ingiusto processo disciplinare".

 





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Messaggio Re: CASO DE MAGISTRIS: Agg.to continuo 
 
Salomonica la decisione dei giudici che hanno dichiarato inaccettabile il ricordo di De Magistris perchè fuori termini!

Dare torto a De Magistris avrebbe creato una sollevazione popolare dal momento che tutti sono (anzi siamo!) convinti che il PM non avesse violato nessuna norma e che le indagini stavano ormai prendendo un sentiero "increscioso" per molti "personaggi"; assolverlo sarebbe stato ugualmente pericoloso perchè avrebbe creato una sollevazione non popolare ma ... di chi può dare molti fastidi, come si è visto per il caso De Magistris e della Forleo (ma anche in moltissimi altri casi).

Quindi ... non rimaneva che cercare un "vizio di forma" e non esprime un giudizio imbarazzante!  
      


W l'Italia!

 





Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi
 
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Messaggio Re: CASO DE MAGISTRIS: Agg.to continuo 
 
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Martedì,  2 Dicembre : 2008

Caso De Magistris, nuova bufera
Avvisi ai magistrati di Catanzaro

    
Gli inquirenti sospettano illeciti nelle procedure che tolsero varie indagini all'ex sostituto procuratore: «Presunto piano per delegittimarlo»

L'ex sostituto procuratore Luigi De Magistris
ImageCATANZARO - Perquisizioni, sequestri e notifiche di avvisi di garanzia. Una nuova bufera giudiziaria si abbatte sui magistrati di Catanzaro. Il tutto ordine della Procura della Repubblica di Salerno, nell’ambito delle indagini, in corso ormai da più di un anno, sull’inchiesta ormai nota come «caso De Magistris».

In Calabria sono giunti diversi magistrati della Procura campana, fra cui il procuratore capo Luigi Apicella, ed i due sostituti procuratori della Repubblica Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, fin dall’inizio titolari delle diverse inchieste sorte relativamente alle indagini portate avanti negli ultimi anni dall’allora sostituto procuratore in servizio a Catanzaro, ora in servizio a Napoli. Le perquisizioni ed i sequestri, con contestuale notifica dei relativi decreti, sono indirizzati a molti magistrati in servizio nel capoluogo di regione, e sono stati eseguiti dai magistrati di Salerno, da decine di carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Salerno, nonchè da poliziotti della Digos dela questura salernitana.

Il filone investigativo a cui fanno riferimento i provvedimenti odierni è relativo a presunti illeciti che saebbero stati commessi nelle procedure di avocazione delle inchieste "Poseidone" e "Why Not" sottratte all’allora pm titolare, De Magistris. Il procedimento è condotto da un pool di magistrati di Salerno che stanno indagando su presunti illeciti che sarebbero stati commessi per ostacolare le inchieste avviate dallo stesso De Magistris, oggi in servizio a Napoli, a seguito del trasferimento disciplinare disposto dal Csm ed avviato su input dell’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che fu indagato dallo stesso De Magistris nell’inchiesta "Why not". La posizione del Guardasigilli venne in seguito archiviata, su richiesta del pool di magistrati cui fu affidato il caso dopo l’avocazione al titolare De Magistrs. In precedenza anche l’inchiesta cosiddetta "Poseidone" fu tolta al sostituto procuratore De Magistris, ed ora gli inquirenti di Salerno ritengono che quelle avocazioni, ed i vari altri presunti illeciti che sarebbero stati commessi in quel periodo, siano state messe in atto da vari magistrati in sevizio a Catanzaro al fine di frenare l’attività investigativa del pm.

De Magistris, infatti, risulta parte offesa nel procedimento, in cui sono contestati reati che complessivamente vanno da diverse ipotesi di concorso in corruzione in atti giudiziari, a diversi casi di concorso in abuso d’ufficio, favoreggiamento, e falso ideologico, a più ipotesi di calunnia e diffamazione, sempre a danno del pm napoletano. Le perquisizioni, disposte in abitazioni ed uffici, riguardano molti magistrati, ma anche loro parenti, nonchè professionisti ed imprenditori. Tra questi ultimi Antonio Saladino, già alla guida della Compagnia delle opere della Calabria, e fra i principali indagati di "Why not". Per quanto riguarda i magistrati, invece, destinatari delle perquisizioni sono molti di coloro i quali si sono occupati delle due inchieste tolte a De Magistris: il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore Curcio, cui fu assegnato il caso "Poseidone" dopo la revoca della delega al pm napoletano, nonchè successivamente parte del pool titolare di "Why not"; l’ex procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi; il procuratore aggiunto vicario di Catanzaro Salvatore Murone; l’avvocato generale presso la Corte d’appello di Catanzaro Dolcino Favi; il sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello di Catanzaro Alfredo Garbati, coordinatore del pool assegnatario di "Why not" dopo l’avocazione a De Magistris; il sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello di Catanzaro Domenico De Lorenzo, che fa parte dello stesso pool. Gli indagati sono comunque di più, ed un’informazione di garanzia è stata emessa anche nei confronti del procuratore generale presso la Corte d’appello di Catanzaro Vincenzo Iannelli.

 





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Mercoledì,  3 Dicembre : 2008 La Repubblica

ROMA - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ha disposto accertamenti preliminari sulla inchiesta che riguarda i magistrati di Catanzaro. Alfano ha incaricato l'Ispettorato Generale di svolgere gli accertamenti "chiedendo al Procuratore generale di Salerno di acquisire ogni utile dato conoscitivo. Questo al fine di verificare, all'esito, l'eventuale sussistenza di condotte rilevanti sotto il profilo disciplinare". L' iniziativa del Guardasigilli - è detto in una nota - si riferisce alla nota di ieri del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Catanzaro "con la quale si segnalavano le perquisizioni e i sequestri eseguiti dalla Procura della Repubblica di Salerno in merito ai procedimenti cosiddetti 'Why not' e 'Poseidone' ".

Il ministro della Giustizia: "Verificare condotte rilevanti sotto il profile disciplinare"
Continuano le indagini in procura. Bloccate le inchieste Why Not e Poseidone


De Magistris, Alfano avvia accertamenti
Il pg di Catanzaro: "Il nostro ufficio vilipeso"


I giudici di Salerno vogliono far luce su un presunto tentativo di delegittimare l'ex pm
Il Csm apre una pratica. Mancino: "Non so nulla di un mio presunto coinvolgimento"


La perquisizione alla procura di Catanzaro
ImageCATANZARO - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha disposto accertamenti preliminari sulla inchiesta che riguarda i magistrati di Catanzaro. Alfano ha incaricato l'Ispettorato Generale di svolgere gli accertamenti "chiedendo al Procuratore generale di Salerno di acquisire ogni utile dato conoscitivo. Questo al fine di verificare, all'esito, l'eventuale sussistenza di condotte rilevanti sotto il profilo disciplinare".

L'iniziativa del Guardasigilli - è detto in una nota - si riferisce alla nota di ieri del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Catanzaro "con la quale si segnalavano le perquisizioni e i sequestri eseguiti dalla Procura della Repubblica di Salerno in merito ai procedimenti cosiddetti 'Why not' e 'Poseidone' ".

Perquisizioni che avevano suscitato una durissima reazione da parte del procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, che aveva detto: "Il nostro ufficio è stato vilipeso". Intanto sono proseguite anche oggi a Catanzaro, negli uffici della procura, le attività di polizia giudiziaria disposte dalla magistratura di Salerno nell'ambito dell'inchiesta su un presunto complotto ai danni dell'ex pm Luigi De Magistris. Le inchieste Why Not e Poseidone sono state bloccate e sulla vicenda è stato aperto un fascicolo al Csm.

Il pg Jannelli ha definito "scandaloso ed eversivo" il decreto di perquisizione e sequestro. "Ho scritto alle istituzioni - ha aggiunto il procuratore generale, prima di prendere parte alla consueta riunione del mercoledì del Consiglio giudiziario - ed attendo una risposta. Fino ad allora non farò nessuna dichiarazione".

Ieri un centinaio fra carabinieri e poliziotti avevano eseguito perquisizioni e sequestri nella procura generale e nella procura della Repubblica di Catanzaro, sia negli uffici che nelle abitazioni di diversi indagati, tra cui sette magistrati. I titolari dell'inchiesta vogliono far luce su un presunto tentativo di delegittimare l'ex pm Luigi De Magistris.

I magistrati di Salerno hanno anche emesso avvisi di garanzia verso altri otto loro colleghi per accuse che, a vario titolo, vanno dal falso ideologico all'abuso d'ufficio, alla corruzione in atti giudiziari. Tra gli indagati ci sono lo stesso procuratore generale, il procuratore della Repubblica aggiunto ed il titolare dell'inchiesta Poseidone.

Nell'inchiesta salernitana è coinvolto anche il deputato del Pdl Giancarlo Pittelli ed il giudice del Tribunale Bruno Arcuri, nella sua qualità di componente del Consiglio giudiziario di Catanzaro. Perquisite anche le abitazioni di un commercialista e di un imprenditore di Cosenza che però non sarebbero indagati.

L'inchiesta, partita dalle denunce di De Magistris (trasferito a Napoli dal Csm), ruota intorno all'avocazione dell'inchiesta Why not e della revoca di quella Poseidone sull'utilizzo di fondi comunitari e nazionali. Provvedimenti che, insieme alla successiva gestione delle inchieste, secondo i magistrati salernitani sarebbero serviti a "fermare De Magistris, danneggiare lui, consulenti tecnici e persone informate sui fatti, ostacolare le inchieste, smembrarle, disintegrarle e favorire taluni indagati".

Per la Procura di Salerno l'iscrizione nel registro degli indagati dell'allora ministro Clemente Mastella, che poco prima aveva chiesto il trasferimento di De Magistris, era "corretta e doverosa" e la richiesta di archiviazione fatta dalla Procura generale, e accolta dal gip, "illecita". Così come sarebbero stati illegali le archiviazioni disposte da Curcio in Poseidone per alcuni indagati tra i quali Pittelli, il generale della guardia di finanza Walter Cretella Lombardo, l'ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti, e il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. Secondo i magistrati campani, in sostanza, c'era una "patologica attività di interferenza in un disegno corruttivo teso a favorire, tra gli altri, Antonio Saladino, Giancarlo Pittelli, e Mastella".

Dopo il sequestro degli atti delle due indagini disposto dalla procura di Salerno, sono bloccate le inchieste Why Not e Poseidone. I fascicoli delle due inchieste, sequestrati in originale, sono stati conservati in una stanza al primo piano dove ha sede la procura generale di Catanzaro ed alcuni carabinieri di Salerno, rimasti nel capoluogo calabrese, stanno provvedendo ad indicizzare tutte le carte.

Il Csm ha aperto una pratica sulla vicenda dei magistrati di Catanzaro. Lo ha reso noto il vicepresidente dell'organo di autogoverno dei magistrati, Nicola Mancino, spiegando che il fascicolo è stato affidato alla prima commissione di Palazzo dei Marescialli. La pratica riguarda sia le notizie di stampa, ha spiegato Mancino, sia la lamentela avanzata dal procuratore generale di Catanzaro al Csm. Mancino ha anche reso noto di aver chiamato ieri il procurate generale di Salerno per avere notizie sull'accaduto. "Io comunque non ne so nulla", ha aggiunto Mancino sul suo presunto coinvolgimento in uno dei filoni dell'inchiesta condotta dalla Procura di Salerno.

 





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Giovedì,  4 Dicembre : 2008

CASO DE MAGISTRIS- LA POLEMICA

Mancino: se screditato posso lasciare
Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino

    
Il vicepresidente del Csm avverte: «Neppure l'ombra di un sospetto»
Totale la solidarietà del plenum


ImageROMA - «Il giorno in cui una campagna di stampa dovesse incidere sulla mia autonomia non ho difficoltà a togliere l’incomodo». Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, in apertura del plenum di questa mattina, riferendosi alle notizie secondo le quali sarebbe coinvolto in una inchiesta a Salerno sul caso De Magistris. «Non vorrei avere sulla mia persona neppure l’ombra di un sospetto - ha detto Mancino - il giorno che dovesse accadere non avrei esitazione a lasciare. Ho sempre operato al servizio delle istituzioni e sono venuto al Csm per cercare di conciliare politica e magistratura, probabilmente me ne andrò senza aver raggiunto questo obiettivo, ma ciò dipende anche da quello che si muove all’esterno del Csm. Io, quando ero ministro dell’Interno, ho appreso come bisogna mantenere i rapporti politici all’interno di culture diverse».

«Non ho mai telefonato a Saladino, la chiamata partita da uno dei miei numeri di telefono è stata fatta da un’altra persona, da un rappresentante di Comunione e liberazione, Angelo Arminio, che nel 2001 era nella schiera dei miei collaboratori». ha esordito Mancino, in apertura del plenum ribadendo di non aver mai avuto rapporti con l’imprenditore Antonio Saladino.

«Nel 2001», ha ricordato ancora Mancino, «ho cessato di fare il presidente del Senato, e quel collaboratore ha smesso di far parte della mia segreteria». Inoltre, a quel tempo «De Magistris non era ancora destinato a Catanzaro», ha osservato il vicepresidente del Csm, «dove è andato solo nel 2002. Si fa tanto clamore, dunque -ha concluso- per una telefonata che non ho fatto». Lo solidarietà del plenum è stata assoluta. «Dobbiamo un apprezzamento alla sensibilità mostrata da Mancino, non ne avevamo bisogno - ha detto il togato di Magistratura Democratica, Livio Pepino, - eravamo ampiamente consapevoli che l’operazione in atto, attraverso gli attacchi al vicepresidente, mira a colpire tutti noi. Bisogna avere grande rigore e trasparenza con una risposta dura che ci porta a non farci intimidire». Passata l’amarezza, ha aggiunto Giuseppe Berruti, rappresentante di Unicost, «Mancino capirà che la sua missione è quella di questo consiglio, che riuscirà a reggere in questo momento difficile. Si rifiuta da parte di giudici il controllo sul processo e si cercano vie surrettizie per colpire chi controlla. Ciò determina un attacco furibondo nei confronti dei sistemi tradizionali, che sono fragilissimi e possono crollare sotto il peso della delegittimazione. I grandi poteri di controllo, però, servono nei momenti limite della democrazia come è questo».

 





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Giovedì,  4 Dicembre : 2008

DE MAGISTRIS: GUERRA PROCURE,
NAPOLITANO CHIEDE GLI ATTI


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Sette magistrati della Procura di Salerno, fra cui il procuratore capo Apicella, sono indagati dalla Procura generale di Catanzaro che ha bloccato con un provvedimento di sequestro, gli atti che erano stati sequestrati dalla Procura di Salerno. Il provvedimento di sequestro e' stato firmato dal procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, e dai sostituti Garbati, De Lorenzo e Curcio.
''La Procura generale di Catanzaro ha sempre operato nella legalita' e nell'autonomia e non poteva rimanere ferma davanti ad un'offesa. Si trattava del rispetto dell'ordine giudiziario'', ha spiegato il Pg Jannelli.

I magistrati di Salerno sono indagati nell'ambito di un'inchiesta avviata dalla Procura generale di Catanzaro relativa al sequestro della documentazione delle indagini Why Not e Poseidone eseguito martedi' scorso dai magistrati campani a Catanzaro.

Al momento non si sono apprese le ipotesi di accusa nei confronti dei magistrati di Salerno. Oltre al sequestro degli atti delle due inchieste, i pm della Procura di Salerno hanno eseguito anche numerose perquisizioni nei confronti di magistrati della Procura generale e della Procura di Catanzaro. L'inchiesta della Procura di Salerno e' scaturita dalle denunce fatte dall'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, circa l'avocazione dell'inchiesta Why Not da parte della Procura generale.

PG CATANZARO, REAGITO A PROVVEDIMENTO EVERSIVO
''A Catanzaro oggi e' accaduto che i magistrati della Procura generale hanno reagito ad un atto, proveniente dalla Procura di Salerno, finalizzato alla destabilizzazione e all'eversione dell'istituzione dello Stato''. Lo ha detto il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli. ''C'e' stato un attacco inaudito - ha proseguito Jannelli - all'esercizio giurisdizionale cosi' come non era mai accaduto nella storia. Si e' cercato di espropriare un processo in corso a questa Procura''.

"Se si entra nella mia Procura e si commettono dei reati è ovvio che noi siamo competenti a intervenire". Lo ha detto il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli, circa il provvedimento di sequestro degli atti delle inchieste Why Not e Poseidone sequestrati dalla Procura di Salerno. "Nei nostri uffici - ha aggiunto - è stato commesso un abuso e una interruzione dell'attività di un pubblico ufficio. Il provvedimento adottato oggi è la conseguenza di quanto accaduto nella nostra Procura. Noi abbiamo agito sempre nella legalità e non potevamo rimanere fermi davanti ad una offesa di questo genere. Ne andava del rispetto dell'ordine giudiziario".


NAPOLITANO: CASO SENZA PRECEDENTI, GRAVI IMPLICAZIONI ISTITUZIONALI
Napolitano ha chiesto al Pg di Salerno gli atti, in merito al caso De Magistris. Secondo il capo dello Stato si tratta di una vicenda senza precedenti che ha gravi implicazioni istituzionali.

MANCINO: SE CI FOSSERO OMBRE SU DI ME, ME NE ANDREI
"Non vorrei che su di me ci fosse l'ombra del sospetto". Se un'eventualità del genere dovesse accadere "non esiterei ad andarmene". E' il vice presidente del Csm Nicola Mancino a dirlo, dopo la pubblicazione di notizie di stampa su un suo possibile coinvolgimento nell'inchiesta della Procura di Salerno sul tentativo di delegittimare l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris.

 "Se una campagna di stampa dovesse incidere sulla mia autonomia, non esiterei a togliere l'incomodo - ha aggiunto Mancino - ho sempre operato al servizio delle Istituzioni".

''Sento il bisogno di confessarvi che vivo uno stato di amarezza dopo la lettura di notizie di stampa secondo cui la Procura di Salerno avrebbe aperto un fascicolo a mio carico''. Il vice presidente Nicola Mancino ha messo a nudo il suo stato d'animo con i consiglieri del Csm. E sempre in modo diretto si e' detto pronto a farsi da parte: ''E' giusto non avere alcuna ombra di sospetto: se ne sorgesse qualcuno non avrei esitazione a togliere l'incomodo''; un concetto ribadito poco dopo: ''il giorno in cui una campagna di stampa dovesse incidere sulla mia autonomia di Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, so qual e' il mio dovere''. ''Sono stato e resto al servizio delle istituzioni'' ha assicurato il vice presidente che ha ricordato il suo impegno da presidente del Senato e da ministro dell'Interno per il mantenimento di ''corretti rapporti politici nel rispetto delle culture e degli schieramenti diversi''; e l' obiettivo che sta perseguendo al Csm ''di conciliare politica e magistratura''. Quindi un richiamo alle parole del Capo dello Stato, che di nuovo ''recentemente ha sottolineato la necessita' del dialogo, anche nella diversita'; purche', io aggiungo, ci sia buona fede''.

INDAGINE CATANZARO FORSE ANDRA' A NAPOLI O ROMA
La procura di Catanzaro, che ha iscritto nel registro degli indagati i sette magistrati della procura di Salerno, potrebbe essere tenuta a 'spogliarsi' dell'inchiesta in questione (art. 11 codice procedura penale) e a trasmettere gli atti alla procura di Napoli. Competente ad indagare sulle 'toghe' di Salerno e' infatti l'autorita' giudiziaria partenopea. Ma la questione rischia di farsi ingarbugliata anche sotto questo profilo e non e' escluso che Catanzaro (o Napoli in seconda battuta) trasmetta le carte a Roma. A Napoli, infatti, si trova ora Luigi De Magistris, in qualita' di giudice al tribunale del riesame, dopo il trasferimento che gli e' stato inflitto nei mesi scorsi dal Csm. Ebbene - e' il ragionamento fatto in queste ore da piu' parti - se le contestazioni ai sette magistrati di Salerno saranno considerate unicamente in relazione alle perquisizioni sui colleghi calabresi, allora la competenza dell'indagine avviata da Catanzaro spettera' a Napoli, perche' sotto questo profilo De Magistris non risulta persona offesa dalle perquisizioni ne' indagato. Diversamente, se sara' valutato anche il fatto che De Magistris e' parte offesa e denunciate nel procedimento connesso a quello che ha portato alla perquisizione degli uffici giudiziari di Catanzaro, allora competente ad indagare sulle 'toghe' di Salerno dovrebbe essere la procura di Roma.

ANM PREOCCUPATA, IN GIOCO CREDIBILITA'
''Oggi siamo sgomenti e preoccupati per quanto sta accadendo. Cio' che e' in gioco e' la credibilita' della funzione giudiziaria''. Lo sottolineano il presidente dell' Anm Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini, che chiedono a ''tutti'' ''il rigoroso rispetto delle regole''.

''Ci sara' tempo per una compiuta valutazione del merito delle singole vicende sulla base della conoscenza degli atti e delle loro motivazioni'' dicono Palamara e Cascini. Ma ''in questo delicato momento non possiamo che chiedere a tutti il massimo senso delle istituzioni e il rigoroso rispetto delle regole unico fondamento dello svolgimento della funzione giudiziaria''.

Berlusconi, COSE CHE NON DEVONO ACCADERE - Quanto sta avvenendo tra le Procure di Catanzaro e Salerno "sono cose che non devono accadere". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, aggiungendo che "su ciò che sta avvenendo nella magistratura credo che il Csm si appresti ad intervenire".

VELTRONI: SOLIDARIETA'A MANCINO, BENE NAPOLITANO - "Intendo manifestare piena solidarietà e stima al vicepresidente del Csm Nicola Mancino, cha ha svolto e svolge il suo alto e difficile incarico con equilibrio e senso delle istituzioni, in questo momento in cui é oggetto di una fuga di notizie incontrollata e priva di qualsiasi riscontro", afferma Walter Veltroni segretario del Pd. "L'autorità giudiziaria - aggiunge - svolga fino in fondo il suo lavoro ma lo faccia con equilibrio e in modo da salvaguardare la segretezza delle indagini impedendo così la delegittimazione dell'operato delle persone, delle istituzioni e anche della magistratura. E va sottolineata l'importante solidarietà giunta al vicepresidente Mancino dall'intero Csm". "Per tutti questi motivi - prosegue Veltroni - appare importante e positiva l'iniziativa assunta dal presidente Napolitano, che ha chiesto chiarimenti alla Corte d'Appello di Salerno. Questo al fine di garantire, come è nei suoi compiti istituzionali, il regolare funzionamento dell'attività giudiziaria oggi messo in forse e la totale trasparenza e correttezza delle iniziative della magistratura, specie in presenza di atti d'indagine che presentano, come dice il Quirinale, 'aspetti di eccezionalita', con rilevanti implicazioni di carattere istituzionalé".

SCIOPERO AVVOCATI CATANZARO
Gli avvocati di Catanzaro hanno proclamato uno sciopero per protestare contro le perquisizioni fatte dai pm di Salerno negli uffici della Procura generale e della Procura della Repubblica del capoluogo. L'iniziativa si articolerà con l'astensione da tutte le udienze, dalle 11 alle 11,30, domani 5 dicembre, il 9 e l' 11 dicembre.

LA LETTERA DEL QUIRINALE
Atti e informazioni sulla vicenda De Magistris sono stati chiesti dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, al Procuratore Generale presso la Corte di appello di Salerno. La richiesta e' stata avanzata su preciso mandato del capo dello Stato, Giorgio Napolitano dopo la decisione di sequestrare atti di inchieste condotte dall'ex pm della procura di Catanzaro De Magistris ora in servizio a Napoli. Questo il comunicato del Quirinale: ''Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra, su incarico del Presidente Giorgio Napolitano, ha oggi inviato al Procuratore Generale presso la Corte di appello di Salerno, dott. Lucio Di Pietro, la seguente lettera: 'La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno ha effettuato ieri perquisizioni e sequestri nei confronti di magistrati e uffici della Procura Generale presso la Corte di appello di Catanzaro e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di quella citta'. Tali atti di indagine, anche per le forme e modalita' di esecuzione, hanno avuto vasta eco sugli organi di informazione, suscitando inquietanti interrogativi. Inoltre, in una lettera diretta al Capo dello Stato, il Procuratore generale di Catanzaro ha sollevato vive preoccupazioni per l'intervenuto sequestro degli atti del procedimento cosiddetto 'Why Not' pendente dinanzi a quell'ufficio, che ne ha provocato la interruzione.

Tenendo conto di tutto cio', il Presidente Napolitano mi ha dato incarico di richiederLe la urgente trasmissione di ogni notizia e - ove possibile - di ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti, che - prescindendo da qualsiasi profilo di merito - presenta aspetti di eccezionalita', con rilevanti, gravi implicazioni di carattere istituzionale, primo tra tutti quello di determinare la paralisi della funzione processuale cui consegue - come ha piu' volte ricordato la Corte costituzionale (tra le altre, con le sentenze e le ordinanze n. 10 del 1997, 393 del 1996, 46 del 1995) - la ''compromissione del bene costituzionale dell'efficienza del processo, che e' aspetto del principio di indefettibilita' della giurisdizione'''.

 





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Giovedì,  4 Dicembre : 2008

De Magistris;
Napolitano chiede atti anche a pg Catanzaro


Aspro contrasto tra uffici.Iniziative specifiche da vertice toghe

ImageRoma, 4 dic. (Apcom) - Nuovo intervento dal Quirinale sul caso De Magistris. Il segretario generale Donato Marra ha chiesto, infatti, anche al procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli "ogni utile informazione sulla vicenda". "L'iniziativa assunta dalla Procura generale di Catanzaro a seguito del sequestro di suoi atti processuali disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno ha introdotto - si legge nella nota diffusa dal Quirinale - elementi di ulteriore, grave preoccupazione sul piano delle conseguenze istituzionali, configurando un aperto, aspro contrasto tra Uffici giudiziari". "Pertanto - aggiunge la nota - il segretario generale della Presidenza della Repubblica, che aveva già richiesto, su incarico del capo dello Stato nell'esercizio delle sue funzioni di garanzia, ogni utile informazione sulla vicenda al Procuratore generale di Salerno, ha rivolto analoga richiesta al Procuratore generale di Catanzaro". "Specifiche iniziative dirette a superare la paralisi della funzione processuale, ripristinando le condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione, restano affidate agli organi di vertice dell'ordine giudiziario nell'ambito delle attribuzioni previste dalle disposizioni vigenti", conclude il Quirinale.

 





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Messaggio Convocate toghe di Salerno e Catanzaro 
 
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Sabato, 6 Dicembre : 2008 L'Unione Sarda

Convocate toghe di Salerno e Catanzaro


De Magistris (foto: Ansa)
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Il Consiglio superiore della magistratura ha convocato per domani i capi di Corte e i procuratori di Salerno e Catanzaro. Gli ispettori del ministero della Giustizia dovranno far luce sulla contesa fra le due procure. Al momento nessun atto relativo al sequestro della documentazione dell'inchiesta Why Not è stato trasmesso dalla procura di Catanzaro a quella di Napoli, che è l'ufficio competente a indagare nei confronti dei magistrati del distretto di Salerno
Inchiesta La decisione di ascoltare i magistrati dei due uffici protagonisti dello scontro è stata presa dalla I commissione di Palazzo dei Marescialli riunita oggi in seduta straordinaria. In particolare la commissione, che oggi era presieduta dal togato del Movimento per la Giustizia, Dino Petralia, ha convocato i procuratori di Salerno Luigi Apicella e Catanzaro Antonio Vicenzo Lombardo, il procuratore generale di Salerno Lucio Di Pietro e quello di Catanzaro Enzo Iannelli, e il presidente della Corte d'Appello di Salerno Matteo Casale e quello della Corte d'Appello di Catanzaro Pietro Sirena. Le audizioni cominceranno in mattinata per andare avanti tutto il pomeriggio. "Da parte nostra c'è la massima allerta e attenzione - dice il presidente della prima commissione Ugo Bergamo, laico dell'Udc - non ci possono essere tempi morti".

GLI ATTI DELLE INCHIESTE. Il provvedimento di sequestro emesso dalla Procura generale di Catanzaro nei confronti della Procura di Salerno riguarda solamente gli atti dell'inchiesta Why Not. E' quanto si è appreso stamani negli ambienti giudiziari del capoluogo. Gli atti relativi all'inchiesta Poseidone, invece, anch'essi sequestrati dalla Procura di Salerno, sono esclusi dal provvedimento della Procura generale perché l'inchiesta è condotta dalla Procura della Repubblica. Agli ispettori del ministero della Giustizia sono già arrivate, in formato floppy disc, le carte richieste alla procura generale di Salerno, vale a dire il decreto di circa 1.700 pagine con cui sono stati sequestrati presso gli uffici giudiziari Catanzaro gli atti dell'inchiesta "Why not" e Poseidone di cui era a suo tempo titolare Luigi De Magistris. Una analoga richiesta, vale a dire di conoscere tutti gli atti utili per valutare se in questa "guerra" tra procure vi siano aspetti sanzionabili sotto il profilo disciplinare, è stata girata alla procura generale di Catanzaro, che ieri ha disposto un "contro-sequestro" degli stessi fascicoli. Il Guardasigilli Angelino Alfano, infatti ,- viene spiegato in ambienti del dicastero di Via Arenula - al momento non ha inviato gli ispettori nè a Catanzaro nè a Salerno, ma li ha attivati affinchè, sulla base delle carte ricevute e di quelle che arriveranno, si compiano accertamenti preliminari che potranno risolversi o nell'avvio di un'ispezione vera e propria (con gli "007" di Alfano a Salerno o a Catanzaro), oppure nella decisione del ministro di promuovere già da subito un'azione disciplinare nei confronti di taluni magistrati (potere, questo, di cui è titolare assieme al pg della Cassazione).

JANNELLI. "Questa non è una guerra". Lo ha detto il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, circa le ultime vicende relative ai sequestri degli atti delle richieste Why Not e Poseidone. "Le guerre si fanno in Iraq - ha aggiunto - mentre in Italia ci sono regole che vanno rispettate. Questo non significa che c'è un conflitto. Noi abbiamo controbattuto un provvedimento che era destabilizzante delle istituzioni. Se non avessimo agito in tal modo, nel rispetto del diritto, avremmo commesso una sorta di violazione". "Dopo il messaggio del presidente della Repubblica, che ringrazio pubblicamente, ci ispireremo alle sue parole".  "Il Capo dello Stato ha ribadito - ha aggiunto Jannelli - che le istituzioni sono cose importanti e devono dialogare. E' per questo che ora serve rapportarci alle regole di collaborazione". Il procuratore generale di Catanzaro dopo avere incontrato i giornalisti, ha lasciato il palazzo di giustizia del capoluogo calabrese per recarsi nell'aeroporto di Lamezia Terme da dove è in partenza per Roma. Qui, domani, sarà ascoltato dal Csm. "In genere sono contrario - ha detto Jannelli - a rilasciare dichiarazioni. Mi rendo conto però che in questo particolare momento serve comunicare quanto sta accadendo". "Dopo le parole del Capo dello Stato ora si apre una nuova fase". "Di veleni - ha aggiunto - parlano solamente i giornali. Ci erano state chieste le carte dell'inchiesta Why Not e noi avevamo dato la disponibilità a darle. Una disponibilità espressa tre, quattro, cinque volte, ma dalla Procura di Salerno c'è stato il silenzio che è poi sfociato nel provvedimento di sequestro". "Abbiamo piena fiducia - ha concluso Jannelli - per quanto accadrà ora. Noi continuiamo a lavorare".

TRASMISSIONE DEGLI ATTI ALLA PROCURA DI NAPOLI. Sull'eventuale trasmissione alla Procura di Napoli degli atti relativi al sequestro della documentazione dell'inchiesta Why Not, a sua volta sequestrati dalla Procura di Salerno, il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, ha detto che "si tratta di una strategia processuale della quale non intendo parlare". "C'è una strategia - ha aggiunto - in evoluzione. Abbiamo chiesto il sequestro degli atti a Salerno e siamo in una fase di evoluzione perché non sappiamo quale atteggiamento prenderà la Procura di Salerno". "L'inchiesta - ha concluso - intanto non è bloccata e noi assumeremo tutte le soluzioni consentite dalle vie giuridiche. Il sequestro di Salerno non ci impedisce di agire".

COSSIGA. "Non credo che il Pdl coglierà l'occasione, come sarebbe giusto, per presentare una organica riforma della Giustizia che allinei l'ordinamento giudiziario italiano a quello degli altri Stati sul principio del "Rule of law". Farlo sarebbe aggravare la posizione processuale del suo leader sia davanti ai giudici di Milano sia davanti alla Corte costituzionale, l'elenco dei cui giudici basta scorrere per vedere come esisterebbe una strabordante maggioranza a favore dell'Anm". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. "Si deve poi tener conto che dentro il futuro Pdl - osserva Cossiga - esiste una fortissima componente giustizialista da sempre, in coerenza con le idee ispiratrici della sua 'La Russa-identita". Nè vi sarebbe alcuna speranza di trovare un accordo con il Pd, perché della difesa dell'attuale assetto dell'ordinamento giudiziario Veltroni ha fatto un punto fermissimo della sua azione politica. E ciò sia perché da un lato sa che il vero collante del Pd è l'antiberlusconismo e quindi anche il giustizialismo. Sia perché, essendo il ragazzo intelligente e informato sullo stato della gestione dell'inchiesta De Magistris e dell'attività a sostegno di questi da pare della Procura di Salerno egli vede, fallita l'operazione del Parlamento europeo, l'occasione per dare un ulteriore colpo a quella parte del suo partito che sarà critica nei suoi confronti. D'altronde - conclude Cossiga - in questo caso compatterebbe le sue falangi con quelle cattoliche, che sono "giustizialiste" sia per ispirazione ideologica sia perché schierandosi così credono di lavare definitivamente la macchia che sporca le loro vesti: l'appartenenza alla Dc".

AVVOCATI. Gli unici a parlare nel fortino blindato, qual è oggi la Procura di Salerno, sono gli avvocati. Il malumore dei penalisti, per una situazione che potrebbe riverberarsi anche sulla normale attività della giustizia a Salerno si mischia anche però con la soddisfazione di qualcuno. "Ben vengano queste guerre tra magistrati - spiega l'avvocato Vitale Stefanelli uscendo dal Palazzo di Giustizia di Salerno - forse questo sarà l'unico modo per arrivare finalmente ad una riforma della giustizia. E' dai tempi di mani pulite che aspettiamo questa riforma".

 





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Sabato, 6 Dicembre : 2008

DE MAGISTRIS:
PROCURATORE APICELLA, HO COSCIENZA A POSTO


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SALERNO - ''Quando si ha la coscienza tranquilla si e' sereni''. Cosi' il procuratore di Salerno, Luigi Apicella spiega per la prima volta, tramite l'agenzia ANSA, la decisione di effettuare il sequestro degli atti della vicenda De Magistris alla procura di Catanzaro.

''Non abbiamo violato alcuna norma ne' aperto alcun conflitto con la procura generale di Catanzaro, non contestando la competenza di quell'ufficio a trattare il procedimento 'Why Not'''. Cosi' il procuratore di Salerno, Luigi Apicella- in partenza per Roma, dove sara' ascoltato dal Csm- spiega le iniziative adottate dal suo ufficio da cui e' scaturita la cosiddetta guerre tra procure. ''Questa procura della Repubblica - ha disposto il sequestro penale del procedimento Why Not al solo fine di acquisire copia di atti in esso contenuti che, secondo elementi gia' in nostro possesso potevano essere rilevanti in ordine a reati contestati ai magistrati che gestivano quel fascicolo processuale''.

LO SCONTRO FRA PROCURE OGGI AL CSM
 Sono cominciate al Csm le audizioni dei vertici delle procure di Salerno e Catanzaro, protagoniste dello scontro nato sulle indagini dell'ex pm Luigi De Magistris e combattuto a colpi di sequestri del fascicolo "Why not" e scambi di avvisi di garanzia. La Prima Commissione di Palazzo dei marescialli - competente sui trasferimenti d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dei magistrati- sta ascoltando il procuratore generale di Salerno Lucio Di Pietro; e sentirà poi il pg di Catanzaro Enzo Jannelli; entrambi hanno già dovuto fornire ieri i primi chiarimenti sulla vicenda al procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito, che con il ministro della Giustizia Alfano è il titolare dell'azione disciplinare.

 In mattinata- secondo quanto è stato programmato- saranno ascoltati dal Csm anche i presidenti delle Corti di appello di Salerno, Matteo Casale, e Catanzaro Pietro Sirena, mentre nel pomeriggio sarà la volta dei due procuratori Luigi Apicella e Antonio Lombardo. Le audizioni - alle quali partecipano numerosi consiglieri del Csm anche quelli che non fanno parte della Prima Commissione -sono state decise ieri in una riunione straordinaria, all'indomani dell'intervento sulla vicenda del capo dello Stato.

 All'inizio della riunione della prima commissione, il presidente Ugo Bergamo ha ricordato che la seduta è a porte chiuse e secretata. Sul tavolo dei consiglieri del Csm oltre ad una rassegna stampa che riassume tutte le notizie trapelate sullo 'scontro tra le due procure' ci sono 5 fascicoli (3 volumi grossi e due più piccoli) con gli atti del decreto di perquisizione e sequestro disposto il 2 dicembre scorso dalla procura di Salerno nei confronti della procura di Catanzaro in merito alle inchieste Whi not e Poseidone. Non sono arrivati, invece, gli atti e i documenti sulla vicenda da parte della procura di Catanzaro. Tra le audizioni previste, anche quella del pm di Catanzaro Salvatore Curcio.

 





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Messaggio Il procuratore Apicella: "Il sequestro dei documenti fa 
 
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Sabato, 6 Dicembre : 2008

Si sposta a Palazzo dei Marescialli la guerra innescata dagli strascichi
del caso De Magistris. I convocati parlano davanti alla Prima commissione


Scontro tra Procure, al via le audizioni
Il pm di Salerno: "Norme non violate"


Il procuratore Apicella: "Il sequestro dei documenti fatto dopo tante inutili richieste di acquisizione"

  
Una seduta del Csm
ImageROMA - E' un'iniziativa senza precedenti, quella in corso al Consiglio superiore della magistratura: l'organo di autogoverno dei giudici, di fronte alla guerra tra due Procure (Salerno e Catanzaro), ha convocato - e adesso sta ascoltando - i protagonisti della contesa.

Si sposta così la linea del fronte nello scontro tra le due Procure, innescata dagli strascichi delle vicende del pm Luigi De Magistris e delle sue inchieste, Why not e Poseidone. Questo perché, con una celerità assolutamente eccezionale rispetto alla prassi, la Prima commissione del Csm - quella dei trasferimenti d'ufficio - sta tenendo le audizioni dei pg di Catanzaro e Salerno (rispettivamente, Enzo Jannelli e Lucio Di Pietro, il primo a essere ascoltato); dei presidenti della due Corti d'appello, Pietro Sirena e Matteo Casale; dei procuratori della Repubblica, Antonio Lombardo e Luigi Apicella.

Interpellato dall'Ansa, a proposito della decisione di sequestrare a Catanzaro gli atti della vicenda De Magistris, il procuratore di Salerno Apicella, ha risposto così: "Quando si ha la coscienza tranquilla si è sereni. Non abbiamo violato alcuna norma né aperto alcun conflitto con la procura generale di Catanzaro, non contestando la competenza di quell'ufficio a trattare il procedimento Why Not". Apicella ha spiegato che la Procura ha disposto il sequestro penale solo per acquisire atti "che potevano essere rilevanti".

"La decisione di effettuare il sequestro dei documenti delle inchieste Poseidon e Why Not con il blitz alla procura di Catanzaro - ha aggiunto - è stata fatta dopo tante inutili richieste di acquisizione di documenti". Il pm di Salerno ha precisato che, se Catanzaro avesse ritenuto la richiesta illegittima, allora avrebbe potuto "fare ricorso al Tribunale del Riesame".

All'inizio della riunione della Prima commissione, il presidente Ugo Bergamo ha ricordato che la seduta è a porte chiuse e secretata. Sul tavolo dei consiglieri del Csm oltre ad una rassegna stampa che riassume tutte le notizie trapelate sul caso, ci sono 5 fascicoli (3 volumi grossi e due più piccoli) con gli atti del decreto di perquisizione e sequestro disposto il 2 dicembre scorso dalla procura di Salerno nei confronti della Procura di Catanzaro. Non sono arrivati, invece, gli atti della Procura di Catanzaro.

Alle audizioni di oggi partecipano numerosi consiglieri, anche quelli che non fanno parte della Prima Commissione. L'iniziativa di convocare i protagonisti dello scontro, come ha spiegato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, "è una decisione autonoma" dell'organo di autogoverno, anche se presa "d'intesa col capo dello Stato": i magistrati convocati dovranno "chiarire nel dettaglio i fatti che hanno portato le due Procure all'aspro confronto".

 





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Messaggio DE MAGISTRIS: MANCINO, "EMERSE COSE SCONCERTANTI" 
 
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Sabato, 6 Dicembre : 2008

DE MAGISTRIS: MANCINO,
"EMERSE COSE SCONCERTANTI"


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ROMA - Sono emerse "cose sconcertanti": questo il giudizio che - a quanto è stato riferito - avrebbe espresso il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, dopo le audizioni dei vertici degli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro.

Sullo scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro la Prima Commissione del Csm deciderà "nel più breve tempo possibile; entro oggi"; "ogni minuto di ritardo è pericoloso". Lo ha detto il presidente della Prima Commissione del Csm Ugo Bergamo.

"La tensione - aggiunge Bergamo - è notevole ed è palpabile anche la sofferenza in conseguenza degli episodi vissuti nella vicenda di Catanzaro che hanno prevaricato l'aspetto processuale".

PM CATANZARO DENUDATI PER PEQUISIZIONI - Avrebbero avuto modalità sconcertanti le perquisizioni ordinate dalla Procura di Salerno nelle abitazioni dei pm di Catanzaro. Alcuni di loro sarebbero stati addirittura denudati, secondo quanto avrebbe riferito al Csm il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli.

PROCURATORE LOMBARDO, COSCIENZA A POSTO
"Noi abbiamo la coscienza a posto e speriamo con oggi di spegnere l'incendio". Così il Procuratore capo di Catanzaro, Antonio Lombardo.

PROCURATORE APICELLA SI DICE TRANQUILLO
''Quando si ha la coscienza tranquilla si e' sereni''. Cosi' il procuratore di Salerno, Luigi Apicella spiega per la prima volta, tramite l'agenzia ANSA, la decisione di effettuare il sequestro degli atti della vicenda De Magistris alla procura di Catanzaro.

''Non abbiamo violato alcuna norma ne' aperto alcun conflitto con la procura generale di Catanzaro, non contestando la competenza di quell'ufficio a trattare il procedimento 'Why Not'''. Cosi' il procuratore di Salerno, Luigi Apicella- in partenza per Roma, dove sara' ascoltato dal Csm- spiega le iniziative adottate dal suo ufficio da cui e' scaturita la cosiddetta guerre tra procure. ''Questa procura della Repubblica - ha disposto il sequestro penale del procedimento Why Not al solo fine di acquisire copia di atti in esso contenuti che, secondo elementi gia' in nostro possesso potevano essere rilevanti in ordine a reati contestati ai magistrati che gestivano quel fascicolo processuale''.

''Se la procura generale di Catanzaro riteneva che la nostra richiesta di acquisizione di documenti dell'inchiesta Why Not era illegittima avrebbe dovuto fare ricorso al Tribunale del Riesame''. Risponde con voce pacata, dietro la scrivana del suo studio al terzo piano del Palazzo di Giustizia di Salerno il procuratore Apicella alle domande dell'ANSA e in particolare replica cosi' all'affermazione del procuratore generale di Catanzaro che aveva bollato come eversiva la richiesta di sequestro degli atti della procura salernitana. Sulla sua scrivania il procuratore ha appena di finito di limare il comunicato stampa, in cui ha precisato le motivazioni del suo ufficio.

 ''Appare opportuno ricordare - scrive il procuratore nella nota - che il nostro sistema processuale penale in conformita' dell'articolo 111 della Costituzione, nel caso di provvedimenti ritenuti illegittimi, garantisce i diritti dei cittadini indagati anche se magistrati con l'impugnazione nelle sedi giudiziarie competenti''. Sedi giudiziarie che il procuratore poi precisa essere ''il tribunale del riesame''.

 





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Sabato, 6 Dicembre : 2008

AGGIORNAMENTO:

» Caso De Magistris, trasferimento per Apicella e Iannelli   
Sabato, 6 Dicembre : 2008 La procedura decisa all'unanimità dalla Prima Commissione del Csm per incompatibilità ambientale e funzionale dei procuratori di Salerno e Catanzaro. Il presidente Ugo Bergamo: ''Tensione palpabile''. Dalle audizioni è emerso che nel corso delle perquisizioni alcuni magistrati catanzaresi sarebbero stati addirittura fatti denudare. Mancino: ''Fatti sconcertanti''  
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» De Magistris: "Così mi stanno imbavagliando"   
Domenica, 7 Dicembre : 2008  CATANZARO - Che la sua vicenda sarebbe diventata un caso, l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, l’aveva intuito già quattro anni fa. Da quando inizia l’inchiesta Poseidone, quella sui depuratori e i finanziamenti pubblici destinati all’Ambiente, nella quale iscrisse come indagato l’ex governatore della Regione Giuseppe Chiaravalloti.  
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ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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