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CASO: Don Peter Gschnitzer, Bolzano - Sviluppi
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steve
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 CASO: Don Peter Gschnitzer, Bolzano - Sviluppi
 = News con documentazione video
Mercoledì, 08 Ottobre : 2008 Agr Corriere.it
Bolzano: pedopornografia,
indagato parroco
BOLZANO - Indagato per detenzione di materiale pedopornografico il parroco di Castelbello in val Venosta, in provincia di Bolzano. Sul computer e nell'appartamento del sacerdote, il cinquantaseienne Peter Gschnitzer, sono state trovate numerose foto raffiguranti minorenni in pose erotiche. Il caso e' stato scoperto da un tecnico informatico. A fine settembre, il prete aveva portato il suo pc in laboratorio per farlo riparare. Sul disco fisso il tecnico avrebbe trovato vari file con immagini pedopornografiche e ha subito informato le forze dell'ordine. In una successiva perquisizione nell'appartamento del parroco sarebbero stati trovati una decina di album fotografici sempre con lo stesso tipo di immagini. L'inchiesta dovra' ora stabilire se queste foto sono state oggetto di scambi.
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#1 Mer 08 Ott, 2008 16:01 |
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steve
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 Re: Bolzano. Don Peter Gschnitzer indagato per pedopornograf
 = News con documentazione video
Giovedì, 09 Ottobre : 2008 Espresso
Nell’appartamento in canonica sequestrati album con decine di foto oscene con minori
Foto pedofile,
indagato un parroco
Don Peter Gschnitzer di Castelbello Ciardes tradito dalla memoria del proprio computer. La segnalazione alla magistratura è giunta dai tecnici a cui il pc era stato affidato per un guasto BOLZANO. Ancora un sacerdote inquisito in Alto Adige per questioni legate alla sfera sessuale. Dopo il caso don Carli (che pende ancora in Cassazione) e quello relativo alla condanna in primo grado di Hansjörg Rigger di Bressanone, sono nuovamente le presunte inclinazioni pedofile ad inguaiare un religioso in provincia di Bolzano. Sul registro degli indagati della Procura della Repubblica è infatti stato iscritto il parroco di Castelbello Ciardes. Si tratta di Peter Gschnitzer di 56 anni. Nel suo computer i carabinieri della zona hanno rinvenuto una serie di fotografie pedopornografiche. La successiva perquisizione nell’appartamento del prete, in canonica, ha permesso di scoprire altre foto oscene con protagonisti minorenni.
Da parte della Curia altoatesina per il momento non c’è stata alcuna reazione ufficiale. Sino a ieri a tarda sera il sacerdote non risultava rintracciabile.
La vicenda, comunque, risale ad una quindicina di giorni fa e per il momento il sacerdote è ancora al suo posto nella piccola parrocchia della val Venosta. E’ stato un guasto tecnico al computer personale del sacerdote a permettere agli inquirenti di scoprire le passioni segrete e maniacali, sotto il profilo sessuale, del sacerdote. In effetti sarebbe stato lo stesso prete a consegnare il proprio computer ad un tecnico per procedere ad una riparazione.
Il religioso non aveva messo in preventivo che le foto inserire nella memoria potessero essere notate. In effetti sarebbe stato proprio il tecnico a segnalare ai carabinieri la presenza nella memoria elettronica dell’apparecchiatura di immagini di sesso con minorenni.
La segnalazione ha indotto carabinieri e magistratura ad intervenire in tempi piuttosto rapidi. In effetti di lì a pochi giorni è scattato il blitz nella canonica e nell’abitazione privata del sacerdote. I sospetti avrebbero trovato piena conferma. Peter Gschnitzer è infatti stato trovato in possesso di altro materiale fotografico proibito.
Si tratta di fotografie stampate, messe su carta e custodite in alcuni album personali del sacerdote. Anche in questo caso le immagini riguarderebbero situazioni pornografiche con il coinvolgimento di minorenni. Tutto il materiale è stato sequestrato ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procuratore Cuno Tarfusser ha già disposto una serie di accertamenti per cercare di stabilire se vi sia stata cessione o scambio con altri soggetti delle foto pedofile sequestrate. Un accertamento tecnico non certo fine a se stesso.
Il codice penale, infatti, non solo punisce la detenzione di materiale pedopornografico (con pene previste sino a tre anni di reclusione) ma prevede conseguenze ancora più severe per chi fa commercio o cede anche a titolo gratuito a terzi immagini realizzate grazie allo sfruttamento sessuale di minorenni. Per il momento il sacerdote non è stato interrogato dalla Procura della Repubblica.
Per una definizione più precisa del capo d’imputazione sarà in effetti importante attendere l’esito degli accertamenti sui contatti e collegamenti con altre persone via internet.(09 ottobre 2008)
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#2 Gio 09 Ott, 2008 14:26 |
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steve
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 Re: CASO: Don Peter Gschnitzer, Bolzano - Sviluppi
 = News con documentazione video
Mercoledì, 08 Ottobre : 2008 http://www.vb33.it/news/ti1223564245.htm
Sospeso dalla Curia don Peter Gschnitzer accusato di pedofilia
"La diocesi di Bolzano-Bressanone condanna decisamente ogni forma di pedofilia". Lo fa sapere in un comunicato stampa la Curia di Bolzano - Bressanone dopo la notizia dell’iscrizione sul libro degli indagati di don Peter Gschnitzer,56 anni,parroco di Castelbello Ciardes , accusato di possesso di foto pedopornografiche , annunciando la sospensione del prete dalla sua funzione.
"Si presume comunque l'innocenza dell'accusato", scrive ancora l’amministratore diocesano don Josef Matzneller .
"Qualunque abuso è inaccettabile. Per quanto riguarda le accuse contro Peter Gschnitzer la Curia confida nell'opera della giustizia che verificherà la loro fondatezza. Anche se si presume l'innocenza dell'accusato, per il momento il parroco don Peter Gschnitzer non seguirà più le parrocchie di Maragno-Castelbello e Ciardes". Intanto il pm Igor Secco ha disposto degli accertamenti sul computer del parroco . Il perito dovrà verificare l'esatto contenuto del disco fisso mentre l'inchiesta dovrà, tra l'altro, stabilire se le foto con minorenni in atteggiamenti espliciti sono state solo scaricate oppure anche diffuse o scambiate.
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#3 Gio 09 Ott, 2008 21:23 |
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steve
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 Re: CASO: Don Peter Gschnitzer, Bolzano - Sviluppi
Giovedì 19 Febbraio : 2009
Chiusura indagini per don Peter.
Secondo la procura non ci sarebbero dubbi che don Peter era coinvolto in un traffico di materiale pedopornografico ritrovato anche nel computer dell'ex parroco di Castelbello Ciardes (sospeso dalla curia).
I magistrati avrebbero accertato che il p.c. era nella esclusiva disponibilità del prete.
Il prete è difeso da uno degli avvocati di don Giorgio Carli, prete di Bolzano condannato per pedofilia in appello (in attesa di verdetto in Cassazione).
Secondo la difesa del prete gli album a contenuto pedopornografico sarebbero una raccolta di pubblicazioni di interesse scientifico e sociale.
Alto Adige ha scritto: Nel computer le prove dello scambio di foto
Alto Adige — 18 febbraio 2009 pagina 28 sezione: PROVINCIA
MERANO. Le indagini e le perizie tecniche predisposte dalla procura della repubblica di Bolzano non lascerebbero spazio a dubbi di sorta. Don Peter Gschnitzer, 56 anni, l’oramai ex parroco di Castelbello Ciardes (il sacerdote è stato sospeso dal servizio su disposizione della Curia), era coinvolto in un traffico di materiale pedo pornografico, immagini che otteneva in gran parte utilizzando internet e che custodiva in album fotografici e in cartelle, ordinatamente catalogate, nella memoria del suo personal computer. Il procuratore Igor Secco in queste ore ha inviato un avviso di chiusura indagini. L’odiosa vicenda risale allo scorso settembre, quando i carabinieri avevano bussato alla casa parrocchiale di Castelbello Ciardes in Venosta con un mandato di perquisizione. In canonica, durante quel controllo, erano stati scoperti album fotografici contenenti foto oscene con protagonisti minorenni. Precedentemente, analoghe immagini erano state scoperte nella memoria del computer del religioso. La brutta storia, infatti, aveva preso il via in maniera quali casuale: il parroco si era rivolto ad un negozio di riparazione di materiale elettronico in quanto il suo computer non funzionava. Il tecnico che vi aveva messo le mani, non senza sconcerto, aveva notato le cartelle di file con catalogate foto oscene di minori, che avevano evidenziato le devianze segrete del prete, ed aveva avvertito i carabinieri. Evidentemente, il parroco non aveva messo in preventivo il fatto che le foto conservate nella memoria del pc potessero essere notate. Sulla scorta di quanto appurato dai carabinieri, mentre dopo alcuni giorni di imbarazzo la Curia decideva di sospendere il sacerdote, in via prudenziale, dall’incarico nel paesino della val Venosta, il sostituto procuratore Igor Secco aveva aperto un fascicolo di indagini affidando ad Alessandro Isgrò (uno dei massimi esperti di informatica del nucleo investigativo dei carabinieri) il compito di “svelare” i segreti del computer. Il maresciallo dell’Arma ha potuto appurare come le foto custodite nella memoria del computer sarebbero state ottenute con collegamento internet con un sito della Russia. Più che l’acquisizione di foto, era una sorta di “file sharing” con scambio di immagini pedo pornografiche: il tutto utilizzando una password personale di accesso, elemento che sarebbe una più che eloquente prova di uso del sito e che farebbe cadere l’ipotesi di collegamenti frutto di errore. Gli stessi inquirenti, peraltro, avrebbero accertato che il pc era in esclusiva disponibilità del sacerdote e non sarebbe stato oggetto di intromissioni da parte di terzi. Le foto contenute nel computer sono di una gravità sconcertante e in molti casi farebbero vedere bambini in atteggiamenti sessuali fra di loro. A questo punto, per l’ex parroco, la posizione giudiziaria appare alquanto pesante e nella chiusura delle indagini il sostituto procuratore si rifà all’articolo 604 del codice che prevede sino a tre anni di carcere. Don Peter Gschnitzer, nei giorni della scoperta della vicenda, si era difeso ammettendo di essere entrato, ma solo per errore, nel sito proibito russo. Per tutelarsi, il sacerdote da subito aveva affidato la sua difesa a due legali di primo livello, gli avvocati Alberto Valenti (già difensore di don Giorgio Carli) e Nicola Nettis. Di fronte alla decisione della perizia tecnica disposta dal pubblico ministero, gli avvocati difensori avevano subito risposto provvedendo alla nomina in un consulente di parte ingaggiando Gianfranco Prini, professore di informatica all’università di Milano. La difesa, inoltre, aveva sostenuto che il materiale cartaceo sequestrato al sacerdote nella sua abitazione non sarebbe stato un album di collezione di foto proibite, bensì una semplice raccolta di pubblicazioni di interesse scientifico e sociale, edite da una nota casa editrice.
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#4 Gio 19 Feb, 2009 10:13 |
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steve
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 Re: CASO: Don Peter Gschnitzer, Bolzano - Sviluppi
 = News con documentazione video
Mercoledì, 29 Giugno : 2009
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/145247
BOLZANO: CHIEDE PATTEGGIAMENTO EX PARROCO SOSPESO PER POSSESSO FOTO PEDOPORNOGRAFICHE
Bolzano, 27 giu. - (Adnkronos) - Don Peter Gschnitzer, 56enne ex parroco di Castelbello, in provincia di Bolzano, inquisito dalla magistratura per detenzione di materiale pedopornografico sul proprio computer, ha chiesto di patteggiare una condanna ad un anno e 4 mesi di reclusione. I risultati della perizia web non avrebbero lasciato spazio di manovra alla difesa che dunque ha deciso, nell'interesse del proprio assistito, di avanzare, appunto, la richiesta di patteggiamento. Sara' il giudice delle indagini preliminari, a questo punto, a decidere se la proprosta di condanna patteggiata sia sufficientemente congrua rispetto alla gravita' dei fatti.
Il sacerdote e' gia' sospeso da tempo da ogni incarico religioso e si trova attualmente in cura a seguito di una pesante depressione. Anche per questo gli avvocati difensori hanno deciso di evitare all'indagato lo stress di un processo pubblico.
La storia aveva preso il via in maniera casuale: il parroco, infatti, si era rivolto ad un negozio di riparazione di materiale elettronico per far riparare il proprio computer. Il tecnico aveva rilevato cartelle di file con foto oscene di minori ed aveva avvertito i carabinieri. Nello scorso settembre, i carabinieri avevano bussato alla casa parrocchiale di Castelbello Ciardes in Venosta con un mandato di perquisizione. In canonica, durante quel controllo, erano stati scoperti album fotografici contenenti foto oscene con protagonisti minorenni. Nella memoria del computer del religioso sarebbero state rinvenute foto ottenute con collegamento internet con un sito della Russia. Gli inquirenti avrebbero accertato che, in effetti, si trattava di una sorta di scambio di immagini pedo pornografiche; il tutto utilizzando una password personale di accesso.
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#5 Lun 29 Giu, 2009 10:57 |
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