|
Pagina 10 di 10
|
Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
| Autore |
Messaggio |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Domenica, 20 Settembre 2009: Accadde Oggi dall'inviato MEO PONTE
L'arnese da cucina è stato al centro dell'udienza di oggi. Il tecnico, in aula, parla di lama "non incompatibile". Poi aggiunge: "Come milioni di altre al mondo"
Bomba del perito sul processo Meredith
"Il coltello non è quello dell'omicidio"
Il dottor Cingolani spiega: "Al giudice l'ho fatto capire. Non ho le prove tecniche per affermarlo, ma sono convinto che non lo sia"
In aula si discute sul coltello
PERUGIA - Lo proteggono come se fosse una santa reliquia. Custodito in una busta di plastica e poi chiuso in una scatola di cartone con tanto di scritta "evidence", ("prova"), è sorvegliato da due poliziotte. Durante l'inchiesta, quando era analizzato nei laboratori della Polizia Scientifica, era impossibile osservarlo da vicino, non solo per i consulenti di parte ma anche per i periti del gip. E anche oggi, nell'aula della Corte d'Assise testimoni e avvocati devono sottostare al rigido protocollo previsto per l'esame delle prove di più delicate per poterlo guardare: mascherina e guanti in lattice ed estrema attenzione a non contaminarlo.
LE IMMAGINI DEL COLTELLO
Precauzioni che appaiono ridicole, dato che ormai è certo che quel coltello sequestrato a casa di Raffaele Sollecito e su cui la polizia scientifica ha rilevato tracce biologiche di Meredith Kercher e di Amanda Knox non è l'arma usata per uccidere la studentessa inglese ammazzata la sera del 1 novembre 2007 in via della Pergola 7 a Perugia. Per rendersene contro basta ascoltare le deposizioni dei tre periti sentiti nell'udienza di oggi dai giudici della Corte d'Assise perugina. In aula sono infatti comparsi i professori Giancarlo Umani Ronchi, Mariano Cingolani e Anna Aprile, gli unici a ricoprire il ruolo di "periti" nell'inchiesta di Perugia. I tre erano stati infatti nominati a suo tempo dal gip Claudia Matteini (autrice dell'ordinanza con cui indicava Patrick Lumumba, ora parte lesa, come autore materiale del delitto) e avevano esposto le conclusioni delle loro analisi in un incidente probatorio. La loro deposizione che è stata richiesta dall'avvocato Giulia Bongiorno, il legale di Raffaele Sollecito rilancia i dubbi sulla fondatezza delle accuse contro lo studente di Giovinazzo e la sua ex fidanzata americana, Amanda Knox, in carcere dal novembre 2007.
Mariano Cingolani, parlando del coltello, ripete quello che ha già detto durante l'incidente probatorio. Ovvero che quel coltello è "non incompatibile" con le ferite. Una doppia negazione inesistente non solo nella letteratura di medicina legale ma anche nella lingua italiana che sinora ha permesso di poter ancora indicare quel coltello da cucina come l'arma usata per uccidere Meredith. Però ora aggiunge: "Come non sono incompatibili tutti gli altri coltelli monofilari". Come a dire tutti i coltelli del mondo che abbiamo una lama ad un solo filo. In più, fuori dall'aula, lo stesso Cingolani, dice: "Vuol sapere se è l'arma del delitto? No, e l'ho detto anche ai giudici in qualche modo. Non avendo però i dati tecnici per poterlo affermare in aula abbiamo dovuto ricorrere a questa formula della "non incompatibilità". Ecco tutto".
Il professor Giancarlo Umani Ronchi è ancora più critico su come è stata condotta l'inchiesta. "Ci hanno chiesto di stabilire l'ora della morte - spiega - ma sono stati commessi inizialmente errori clamorosi. A partire dalla mancata analisi thanatologica del cadavere da parte del primo medico legale intervenuto sulla scena del delitto. Il dottor Luca Lalli è arrivato in via della Pergola 7 alle 14 ma ha dovuto aspettare che fossero effettuati i rilievi della Polizia Scientifica prima di poter esaminare il cadavere. Cosa che ha fatto il giorno dopo, alle 13. Dodici ore dopo quindi con un ritardo le cui conseguenze sono facili da intuire. Ora si cerca di datare la morte di quella povera studentessa attraverso l'analisi dello svuotamento dello stomaco. Un dato che in medicina legale è l'ultimo da esaminare perché soggetto a troppe variabili. E, ritornando al coltello, è impossibile stabilire se quello indicato sia o meno l'arma del delitto dato che non si conosce la dinamica dell'aggressione".
L'unica ad avallare in parte la tesi dell'accusa è la dottoressa Anna Aprile che pur non riuscendo ad affermare senza ombra di dubbio che Meredith sia stata oggetto di violenza carnale spiega: "Ci sono tracce di un rapporto sessuale consumato poco prima della morte. Se consenziente o meno non è possibile dirlo attraverso i dati tecnici". La dottoressa però specifica che comunque una violenza carnale non lascerebbe segni evidenti negli organi genitali di una vittima. Dando di fatto ragione al pm Manuela Comodi (bravissima nel mettere in difficoltà i consulenti delle difese) che sotto una diretta minaccia qualsiasi volontà viene annullata.
Ciò che però è evidente è che il processo di Perugia si sta avvitando sulle indagini scientifiche. Come già successo per il caso di Cogne, si spera in questo modo di dribblare le lacune dell'inchiesta tradizionale. Venerdì però il consulente della difesa di Sollecito, il professor Francesco Vinci, ha dimostrato che le orme di scarpe rilevate sulla scena del crimine e attribuite dalla Scientifica allo studente di Giovinazzo appartengono in realtà a Rudy Guede, già condannato a 30 anni con il rito abbreviato.
Nonostante i dubbi e l'assenza di prove certe (non c'è traccia di rapporti tra Rudy, Amanda e Raffaele, movente e dinamica sono tutt'ora avvolti nel mistero) l'esito del processo appare scontato e la condanna all'ergastolo di Amanda e Raffaele sembra essere inevitabile. E' probabile che per dissipare i dubbi il presidente della Corte d'Assise Giancarlo Massei sia costretto a commissionare una perizia (almeno sul coltello e sul dna trovato sul gancetto del reggiseno di Meredith repetertato con quaranta giorni di ritardi rispetto alla scoperta del cadavere) come d'altronde aveva suggerito il gup Paolo Micheli quando aveva rinviato a giudizio Amanda e Raffaele. Perizia che comunque sarà chiesta dalle difese degli imputati.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#136 Dom 20 Set, 2009 00:09 |
|
 |
fromor
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 1293
Età: 78 Residenza: Rosarno (RC)
Utente #: 29
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Domenica, 20 Settembre 2009: Accadde Oggi
Ancora una volta ad uscirne male sono proprio le forze investigative che hanno effettuato le indagini!
Ricordo le interessantissime trasmissione di Corrado Augias da cui sistematicamente emergeva una cattiva indagine operata nell'immediatezza dei fatti con trascuratezza di particolari e/o accertamenti basilari (e direi scontati ... che avrebbe fatto qualsiasi cittadino non "addetto ai lavori" incaricato di capirci qualcosa) e con radicarsi di convincimenti personali di qualche investigatore che si sarebbe fatto scannare piuttosto che regredire da un suo asserto o convincimento.
Ad un certo punto sembra che non "si cerci IL COLPEVOLE" , ma semplicemente si cercano prove probatorie contro "il dichiarato colpevole"!
Ma allora mi chiedo: ci sono sempre ed eternamente errori di indagini, ma si è parlato ed osannato tanto questo nostro corpo investigativo, lo si è descritto come il migliore del mondo e poi? cade miseramente su errori o trascuraztezze banali?
Inconcepibile!
Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi
|
#137 Dom 20 Set, 2009 06:56 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Sabato, 26 Settembre 2009: Accadde Oggi
Meredith: pc Sollecito su internet
la notte del suo arresto
Furono consultate sull'Ansa le notizie sull'omicidio
- Nella notte tra il 5 e il 6 novembre 2007, quando Sollecito e Knox furono arrestati,il pc del giovane si collego' con il sito Ansa. Furono consultate le notizie sull'omicidio di Meredith. Lo ha sostenuto davanti alla Corte d'assise di Perugia Antonio D'Ambrosio, consulente informatico della difesa di Sollecito. Il quale ha spiegato che risulterebbe interazione umana dalle 22.22 del 5 novembre alle 9.24 del giorno dopo. Quella notte Sollecito e la Knox erano in questura.
La Stampa ha scritto: Il consulente informatico: qualcuno navigò mentre lui era in questura
Il pc di Sollecito collegato a Internet
la notte in cui Raffaele fu arrestato
PERUGIA - Il pc di Raffaele Sollecito, che si trovava nella sua abitazione, si collegò a Internet la notte in cui lui e Amanda Knox vennero arrestati, quando erano già in questura, secondo uno dei consulenti della difesa del giovane pugliese per il quale tale attività potrebbe avere portato alla cancellazione di file anche della sera dell’omicidio di Meredith. Dati che proverebbero che Sollecito era a casa sua e non sulla scena del delitto. «Nessuna traccia di cancellazione di dati e orari comunque compatibili con l’omicidio» invece secondo l’avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher. Si chiude così, con un confronto sul computer portatile di Sollecito, l’esame dei testimoni sentiti per 41 udienze davanti alla Corte d’assise di Perugia. Le parti si ritroveranno il 9 ottobre per esaminare le richieste di integrazione probatoria che si annunciano particolarmente consistenti dalle difese intenzionate a chiede nuove perizie sulle tracce di Dna e sul coltello considerato l’arma del delitto.
Oggi, intanto, Antonio D’Ambrosio, uno dei consulenti dei legali di Sollecito, ha sostenuto che sul computer portatile del giovane venne registrata «interazione» dalle 22.22 del 5 novembre del 2007 alle 9.24 del giorno successivo, collegandosi tra l’altro all’una e alle 2.47 con le notizie relative all’omicidio Kercher presenti sul sito dell’Ansa. «Nessuna ipotesi su chi possa essere stato a collegarsi, ma abbiamo fornito un dato oggettivo» ha detto l’avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito, secondo il quale «quella interazione ha provocato la perdita di alcuni dati». Come quelli - per il legale - relativi ai film «Il favoloso mondo di Amelie» e «Stardust» che il giovane ha sostenuto di avere visto insieme alla Knox il primo novembre nell’orario in cui Mez veniva uccisa. D’Ambrosio ha anche parlato di un’interazione di quattro secondi con la home page della Apple rilevata 58 minuti dopo mezzanotte del 2 novembre. In aula, oggi, anche la genetista Sara Gino, consulente della difesa Knox, che ha riproposto la questione della contaminazione delle tracce di Dna. «Il rischio esiste e va preso in considerazione» ha sottolineato.
Ora il processo si avvia alla sua fase finale e forse per questo oggi Amanda è stata notata nel gesto scaramantico di incrociare le dita in aula. «Siamo stati molto fortunati perchè sono emersi dati oggettivi che hanno escluso ogni responsabilità di mio figlio in questa terribile vicenda» è stato il commento su quanto successo finora di Francesco Sollecito, il padre di Raffaele. Ma di bilancio «assolutamente positivo» ha parlato anche l’avvocato Maresca da sempre convinto della ricostruzione accusatoria.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#138 Sab 26 Set, 2009 20:42 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Sabato, 21 Novembre 2009 La Stampa
Perugia, il Pm: "Amanda ha covato
a lungo il suo odio per Meredith"
L'accusa: «La ragazza quella sera ha compiuto la sua vendetta». Poi l'affondo: «Basta demonizzazioni e pressioni sul lavoro dei giudici»
Amanda Knox, accusata con Sollecito
dell'omicidio di Meredith
PERUGIA - La sera del primo novembre del 2007, per Amanda Knox era arrivato il momento di «vendicarsi di quella smorfiosa» di Meredith Kercher con la quale abitava da pochi mesi ma che considerava «troppo seria e morigerata». Così la giovane di Seattle la uccise insieme al suo ex fidanzato Raffaele Sollecito e a Rudy Guede «in un crescendo incontrollato di violenza», anche sessuale. È il quadro delineato oggi davanti alla Corte d’assise di Perugia dal pm Giuliano Mignini nella sua requisitoria nel processo alla studentessa di Seattle e al giovane pugliese. Il magistrato che ha coordinato fin dall’inizio gli accertamenti della polizia ha parlato per oltre sette ore. Ha ricostruito nel dettaglio l’indagine condotta dalla squadra mobile di Perugia, dallo Sco e dalla scientifica. Ha elencato i nomi dei testimoni e le circostanze da loro riferite. Ha parlato di un «processo mediatico nel quale sono svaniti i nodi centrali» di quello svolto in aula, rivendicando come l’inchiesta abbia ricevuto «plurimi e costanti conferme» degli indizi di colpevolezza, dal gip alla Cassazione.
Per il pm la «chiave» della vicenda è stata nel furto simulato - in base alla ricostruzione accusatoria - con l’effrazione alla finestra della camera di una delle coinquiline italiane di Knox e Kercher (assenti la sera del delitto). «Un chiodo al quale sono state appese le difese degli imputati ma caduto fragorosamente» ha detto Mignini il quale si è quindi soffermato sulle accuse rivolta dall’americana a Patrick Lumumba (poi prosciolto ogni addebito). «Ha accusato consapevolmente un innocente dell’omicidio di Meredith - ha affermato il magistrato - e mentre languiva in carcere nè lei nè la madre che ne aveva raccolto le confidenze hanno mosso un dito».
Secondo la ricostruzione del pm la sera del primo novembre la Knox aveva un appuntamento con Guede, che conosceva e si era invaghito di lei, per questioni legate alla marijuana della quale entrambi facevano uso. Con lui - ha spiegato il pm - si dove recare nella casa di via della Pergola ma poi ai due si unì anche Sollecito. In casa si trovava già la Kercher. «Non sappiamo con certezza - ha detto Mignini - cosa intendessero fare i tre nell’abitazione ma è possibile che ci sia stata una discussione, poi degenerata, tra Mez e Amanda per i soldi scomparsi o forse la studentessa inglese era contrariata per la presenza di Guede. La Knox, Sollecito e l’ivoriano, sotto l’influsso degli stupefacenti e forse dell’alcol, decidono comunque di porre in atto il progetto di coinvolgere Mez in un pesante gioco sessuale. Amanda ha covato odio per Meredith ed era venuto il momento di vendicarsi di quella ’smorfiosà». Troppo «seria e morigerata per i suoi gusti» - è la ricostruzione dell’accusa - e l’accusava di «scarso ordine e pulizia». Un’aggressione avvenuta nella camera della vittima e cominciata dalla Knox e Sollecito mentre Guede era in bagno. Secondo il pubblico ministero l’ivoriano è arrivato poco dopo e ha partecipato a un «crescendo incontrollato, inarrestabile, di violenza e gioco sessuale», cui l’inglese non voleva partecipare, «convinto che in tal modo compiacerà Amanda perchè oramai tra i due ragazzi è una gara per i favori della ragazza di Seattle».
Nella ricostruzione del pm è stata la Knox a spingere Meredith verso la parete della camera e a sbatterle la testa contro una parete. Sempre lei - ipotizza l’accusa - a colpirla al collo con un coltello (mentre un altro era impugnato da Sollecito). Il giovane pugliese è invece accusato di avere tenuto ferma la vittima, ma anche di averle strappato il gancetto del reggiseno, e Guede di avere abusato sessualmente. «Tre furie scatenate» li ha descritti il pm. Ricostruzione «suggestiva ma senza elementi probatori» per la difesa della Knox.
Domani il quadro accusatorio sarà completato dall’altro pm Manuela Comodi che si soffermerà sugli aspetti scientifici dell’inchiesta. Poi la richiesta di condanna che, visti i reati constatati, potrebbe essere anche quella dell’ergastolo.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#139 Sab 21 Nov, 2009 07:46 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Sabato, 21 Novembre 2009 La Stampa
Omicidio Meredith,
oggi le richieste del pm per Raffaele e Amanda
MULTIMEDIA
FOTOGALLERY: Perugia, i sorrisi di Amanda in aula
Il pm: «A loro carico prove scientifiche inconfutabili».
Ma gli imputati continuano a proclamarsi innocenti
Amanda Knox in aula con la felpa dei Beatles
PERUGIA - È ripreso stamani davanti alla Corte d’assise di Perugia la requisitoria dei pm nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher. A prendere la parola è stata il sostituto procuratore Manuela Comodi, che così ha cominciato la sua requisitoria: esistono «prove scientifiche inconfutabili e sovrapponibili» a carico degli imputati: questo è quanto è emerso dalle indagini. Il magistrato ha poi sottolineato che non è stato leso alcun diritto delle difese. «L’unico diritto leso - ha detto la Comodi - è stato quello della polizia scientifica e della postale a vedere riconosciuto il loro lavoro». Il pm ha quindi cominciato a parlare dei dati relativi alle celle telefoniche esaminati nell’indagine. Anche oggi Sollecito e la Knox, che si proclamano innocenti, sono entrambi in aula.
Nell’aula della Corte d’assise di Perugia ieri Amanda ha indossato la sua ormai solita felpa rossa con le facce dei Beatles. A differenza del passato il suo volto è apparso però da subito teso e lo sguardo è rimasto a lungo fisso sul pm. Poi le lacrime, sommesse, quando il magistrato ha descritto l’omicidio di Meredith Kercher e l’ha accusata delle violenze. Il suo ex fidanzato Raffaele Sollecito ha invece trascorso gran parte della giornata leggendo una memoria scritta dai suoi difensori. Quasi assorto. Senza praticamente mai girarsi verso il pubblico ministero accanto a lui. Tra i due giovani accusati del delitto, al quale si proclamano innocenti, ci sono stati pochi sguardi. Dopo avere pianto, però, la Knox ha lasciato per qualche attimo l’aula e quando è rientrata ha rivolto un cenno con la testa al giovane pugliese quasi a volerlo rassicurare.
«Non è stata una giornata più dura di quella dell’udienza preliminare - ha detto al termine dell’udienza l’avvocato Carlo Dalla Vedova, uno dei difensori dell’americana - ma ovviamente non fa piacere sentirsi accusata di un omicidio così grave. Amanda ha pianto, ma è una ragazza che ha 20 anni, è in carcere e in attesa di giudizio. Tutto questo l’ha logorata e oggi ha fatto trasparire un minimo di emozione». Per il resto la giovane di Seattle ha assistito alla requisitoria del pm Giuliano Mignini guardando quasi di continuo verso il magistrato. Lo ha ascoltato senza ricorrere all’interprete al suo fianco e prendendo qualche appunto dei passaggi che più la riguardavano. Quando però il pubblico ministero l’ha accusata delle violenze subite da Mez gli occhi di Amanda sono rimasti fissi davanti a sè, bassi. È apparsa ancora più tesa, ha pianto e durante una pausa è stata abbracciata dall’avvocato Maria Del Grosso, uno dei suoi difensori, alla quale ha appoggiato la testa sulla spalla. Poi, scortata dalla polizia penitenziaria, ha lasciato per qualche attimo l’aula, con gli occhi arrossati e i capelli sciolti (all’arrivo li aveva invece raccolti in una piccola coda con un fermaglio). È sembrata in qualche modo rinfrancata e ha anche trovato il modo di scambiare un mezzo sorriso con un altro dei suoi difensori, l’avvocato Luciano Ghirga.
Teso è apparso anche Sollecito. Il giovane ha trascorso gran parte della giornata leggendo attentamente una memoria dei suoi difensori. Maglione color ciclamino e pantaloni marroni, ha preso posto vicino a uno dei suoi difensori, l’avvocato Luca Maori, al quale ha detto di avere provato «fastidio» per le accuse che gli ha rivolto il pm Mignini che gli stava praticamente accanto. In aula il padre, Francesco, e la figlia maggiore. «È stato Raffaele a chiedere alla sorella di esserci - ha spiegato Francesco Sollecito - e lei verrà ancora».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#140 Sab 21 Nov, 2009 11:15 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Sabato, 21 Novembre 2009 La Stampa
IL PROCESSO
Omicidio Meredith,
i pm chiedono l'ergastolo per Raffaele e Amanda
«Nove mesi di isolamento diurno per la Knox e due per Sollecito».
L'americana: non odiavo Mez. La sentenza a inizio dicembre
Amanda Knox ascolta in aula le richieste dell'accusa
PERUGIA - La condanna all’ergastolo per Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher è stata chiesta dai pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi. I magistrati hanno così concluso la loro requisitoria davanti alla Corte d’assise di Perugia.
A formulare la richiesta di ergastolo in aula è stato il pm Mignini. Si tratta del magistrato che ha seguito l’indagine fin dall’inizio. Il pubblico ministero ha inoltre chiesto che la Knox venga condannata a nove mesi di isolamento diurno e Sollecito a due mesi. Sollecito e la Knox si proclamano estranei al delitto. La sentenza è attesa nei primi giorni di dicembre. Per l’omicidio di Meredith Kercher è stato già condannato a 30 di reclusione, con il rito abbreviato, Rudy Guede. Nel processo d’appello a suo carico il pm ha chiesto la conferma della condanna. Anche Guede si è proclamato innocente. Al termine della requisitoria il processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox è stato rinviato a venerdì prossimo per l’ intervento delle parti civili. Poi parleranno le difese. La sentenza è attesa intorno al 4-5 dicembre.
Nel corso della requisitoria, il sostituto procuratore Manuela Comodi aveva dichiarato: esistono «prove scientifiche inconfutabili e sovrapponibili» a carico degli imputati: questo è quanto è emerso dalle indagini. Il magistrato ha poi sottolineato che non è stato leso alcun diritto delle difese. «L’unico diritto leso - ha detto la Comodi - è stato quello della polizia scientifica e della postale a vedere riconosciuto il loro lavoro».
«Meredith era mia amica e non la odiavo. È assurda l’idea che volessi vendicarmi di una persona che era stata gentile con me», ha detto Amanda prendendo la parola per una breve dichiarazione spontanea davanti alla Corte d’Assise di Perugia dopo la richiesta di condanna all’ergastolo avanzata dai Pubblici Ministeri. La giovane di Seattle ha parlato in italiano ed è apparsa commossa. «Non ho avuto - ha detto ancora Amanda - alcun rapporto con Rudi. Quello che ho sentito negli ultimi due giorni è pura fantasia, non è la realtà».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#141 Sab 21 Nov, 2009 17:11 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Lunedì, 30 Novembre 2009 La Stampa
PROCESSO DI PERUGIA
Bongiorno: "Amanda come Amelie"
MULTIMEDIA
FOTOGALLERY: Processo Perugia In scena il Bongiorno-show
La Knox come la protagonista de "Il favoloso mondo di Amelie": «Guarda la gente con occhi di una bimba, spontanea e imprudente»
L'avvocato Giulia Bongiorno,
difensore di Raffaele Sollecito
PERUGIA - È cominciata l’arringa dell’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher davanti alla Corte d’assise di Perugia. Accanto a lei il giovane pugliese accusato del delitto insieme ad Amanda Knox.
Per l’avvocato Giulia Bongiorno Amanda Knox è la «Amelie di Seattle», una ragazza che «guarda la gente con gli occhi di una bambina, sprizza energia ed ha un approccio con la vita spontaneo ed imprudente». Il legale ha così richiamato la protagonista del film «Il favoloso mondo di Amelie» alla quale i suoi amici paragonano la giovane americana. Lo stesso video che la Knox e Raffaele Sollecito hanno sostenuto di avere visto nelle ore in cui Meredith Kercher veniva uccisa. Nel corso della sua arringa la Bongiorno ha dedicato molto spazio alle dichiarazioni rese dalla Knox in questura nella notte in cui è stata arrestata. «Ad Amanda - ha sottolineato - è stato negato il diritto al silenzio».
La Bongiorno ha poi ricordato che la Knox, venti anni all’epoca, era appena arrivata in Italia, non parlava italiano e non conosceva le leggi. «Sembra così strano - ha chiesto la Bongiorno riferendosi ancora agli interrogatori con la polizia - che sia caduta in disperazione, abbia messo a verbale cose non vere e poi non abbia avuto il coraggio di cambiarle?. Dovete decifrare Amanda». Il legale ha quindi detto che la Knox è stata descritta dall’accusa come una «squartatrice». «Ma a me - ha affermato - viene difficile pensarla così. Io la penso come gli amici di Amanda e cioè che lei guarda il mondo con gli occhi di Amelie».
Passando poi a parlare del suo assistito, Raffaele Sollecito, la Bongiorno ha sostenuto che la ricostruzione accusatoria «ha il sapore dell’opera incompiuta dove manca la parte essenziale» ha detto l’avvocato Giulia Bongiorno. Il legale ha sottolineato che manca infatti la prova della conoscenza tra il giovane e Rudy Guede. «È certo - ha detto la Bongiorno - che i due non si conoscevano al momento del delitto. L’unico elemento che li lega è il capo d’imputazione». Riferendosi a quella che ritiene l’incompiutezza della ricostruzione accusatoria, il legale ha citato il verso di una canzone di Sergio Endrigo: «era una casa tanto carina ma senza tetto e senza cucina».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#142 Lun 30 Nov, 2009 19:40 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Meredith: parla difesa Amanda Knox Legale, assolvetela e rid
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Giovedì, 3 Dicembre 2009
CRONACA
Meredith: parla difesa Amanda Knox Legale,
assolvetela e ridatele la vita
Dopo le repliche della parti, probabilmente da venerdì la camera di consiglio
* : L'arringa: Amanda e' acqua e sapone
* Photostory: Meredith, difesa Knox in aula
Aamnda Knox
PERUGIA - "Ridate la vita ad Amanda Knox assolvendola dai reati che le sono stati contestati, nel ricordo di Meredith": l'avvocato Luciano Ghirga, difensore di Amanda Knox, ha chiuso così la sua arringa davanti alla corte d'assise di Perugia. Il legale ha chiesto per Amanda Knox l'assoluzione "per non aver commesso il fatto dall'accusa di omicidio". "Ve la chiedono - ha detto ancora Ghirga - i genitori di Amanda (che ha quindi indicato con un gesto della mano ndr). Non il partito di Seattle e non il clan Knox, ma due genitori disperati, Curt Knox e Edda Mellas". Il processo proseguirà nel pomeriggio con l' inizio delle repliche da parte dei pm. Gli interventi proseguiranno anche domani mattina e l'inizio della camera di consiglio è previsto - ha annunciato il presidente della corte - venerdì mattina intorno alle 10.
DIFESA KNOX, AMANDA FECE TILT IN QUESTURA PERUGIA - La notte del 5 novembre del 2007, quella dell'arresto, Amanda Knox "fece tilt" in questura "al termine di quattro giorni di stress". Lo ha detto l'avvocato Luciano Ghirga, uno dei difensori della giovane americana, nella sua arringa davanti alla Corte d'assise di Perugia. Il legale ha parlato delle dichiarazioni rese dalla giovane di Seattle che riferì inizialmente di essersi trovata nella casa del delitto insieme a Patrick Lumumba, poi prosciolto e ora costituito parte civile nei suoi confronti per il reato di calunnia. Secondo Ghirga non c'era però "l'intenzione diretta" di accusare il musicista congolese e quindi manca volontà. Ghirga ha così chiesto l'assoluzione su questo capo d'imputazione "perché il fatto non costituisce reato". Il legale ha parlato di "coartazione morale non fisica" subita dalla Knox. Riguardo all'ipotesi di movente sessuale del delitto avanzata dagli investigatori, Ghirga ha parlato di "scontro tra le donne della squadra mobile e Amanda". "Noi non abbiamo sfidato nessuno - ha aggiunto - ma Amanda è stata vittima di un meccanismo che l'ha stritolata".
DIFESA KNOX, SU DI LEI 'FALLO DA CARTELLINO ROSSO' - E' stato un "fallo da cartellino rosso" avere sentito Amanda Knox in questura senza legale la notte dell'arresto secondo il difensore della giovane americana Luciano Ghirga. Dopo essere ricorso a un paragone calcistico, il legale ha parlato di "omissione gravissima che non riusciamo a sopportare". "Perché - ha aggiunto - dobbiamo spiegarla ad Amanda e ai genitori. Altro che partito di Seattle". "Soffriamo per quello che è successo a Meredith - ha sottolineato Ghirga - ma anche per il futuro di Amanda". Il difensore dell'americana ha poi sottolineato di "non avere mai creduto" che il coltello indicato dall'accusa come arma del delitto sia stato effettivamente usato per uccidere la Kercher. "Non ci credevamo prima - ha detto Ghirga - e non ci crediamo ora dopo quanto sentito nel processo". Il legale ha poi parlato di "involontaria contaminazione" delle tracce di Dna della Knox e della vittima trovato sulla lama e ricavato da quantità "estremamente esigue" di materiale.
Meredith, verso la verità
Finisce il processo sull'omicidio a Perugia
Gli imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito
Assassini freddi e crudeli incastrati da prove ''inconfutabili'', o ragazzi acqua e sapone al loro primo amore, travolti da uno ''tzunami mediatico'' e da un'accusa pesantissima ma ''incompiuta'', perche' ''senza movente e senza riscontri certi''?. Per Amanda Knox, l'Amelie di Seattle, e Raffaele Sollecito, lo studente d'informatica laureatosi ingegnere in prigione, e' arrivato il giorno della verita', dopo due anni di carcere e 11 mesi di udienze. La corte d'Assise di Perugia venerdi' entrera' in camera di consiglio e quando uscira' dovra' dire se sono stati loro o no ad aver ucciso il 2 novembre di due anni fa la studentessa inglese Meredith Kercher. Assieme a Rudy Guede, l'ivoriano che ha scelto il rito abbreviato e che e' gia' stato condannato a 30 anni di carcere: il ''coinvitato di pietra'' del processo l'ha definito il pm Giuliano Mignini.
Certo e' che quella della giuria popolare non sara' una decisione facile : condannare due ragazzi di 25 e 22 anni all'ergastolo significa distruggere per sempre la loro vita; assolverli vorrebbe dire sconfessare non solo l'intera inchiesta ma anche i giudici che prima di loro si sono espressi: il Gip che ha convalidato la custodia cautelare in carcere, quelli del tribunale del Riesame che non hanno accolto le loro istanze di scarcerazione, quelli che hanno condannato Rudy in primo grado e anche quelli della Cassazione. E sono proprio le sentenze precedenti uno degli aspetti su cui ha puntato la procura di Perugia per sostenere la colpevolezza dei due, rivendicando le ''plurime e costanti conferme'' avute dai tribunali. Assieme alle prove scientifiche ''inconfutabili'', che collocano i due ex fidanzatini nell'appartamento di via della Pergola la sera in cui Meredith fu uccisa: il Dna di Amanda e di Mez sulle macchie di sangue repertate nel bagno, il profilo genetico della studentessa di Seattle assieme a quello di Mez su un coltello da cucina trovato dagli investigatori nella casa di Raffaele Sollecito, il Dna dello studente barese sul gancetto del reggiseno di Meredith. Per i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi e' chiara anche la dinamica dell'omicidio. Quella sera i tre arrivarono a casa in via della Pergola, dove c'era gia' la giovane inglese. ''Non sappiamo con certezza che intenzioni avessero - dice Mignini - ma e' possibile che ci sia stata una discussione, poi degenerata, tra Mez e Amanda per i soldi scomparsi. O forse la studentessa inglese era contrariata per la presenza di Guede''.
Fatto sta che ''la Knox, Sollecito e l'ivoriano, sotto l'influsso degli stupefacenti e forse dell'alcol, decidono comunque di porre in atto il progetto di coinvolgere Mez in un pesante gioco sessuale''. Un'aggressione con un ''crescendo incontrollato, inarrestabile di violenza e gioco sessuale'' che termina con la morte della ragazza. A sferrare la coltellata mortale, secondo la procura, e' Amanda, che ''voleva vendicarsi di quella smorfiosa troppo seria e morigerata per i suoi gusti'', mentre Raffaele la tiene ferma. E', invece, Rudy a violentarla. ''Mez e' stata uccisa in maniera impressionante da tre furie scatenate'' ribadiscono i pm. Parole, e prove, che le difese dei due imputati hanno tentato di smontare nel corso di 11 mesi. Altro che furie, Amanda e Raffaele, hanno detto gli avvocati rivolgendosi direttamente ai giudici popolari ''erano due ragazzini con una semplicissima storia d'amore'' e che certo ''non pensavano a festini, a Meredith e a Guede''. Due ragazzi acqua e sapone, insomma, cui sono stati ''strappati i sogni'', travolti da uno ''tsunami mediatico'' piu' grande di loro. Tutta l'inchiesta, per i legali, e' piena di ''illogicita''': un' ''opera incompiuta'' in cui mancano ''le parti essenziali'' e i ''riscontri''. Dunque, i due ex fidanzatini non possono che essere assolti. Anche perche', dicono, un colpevole ''gia' c'e''' ed e' Rudy Guede. Le 'prove' portate dalla procura, infatti, non sono tali: il gancetto del reggiseno su cui e' stato trovato il Dna di Raffaele, ''46 giorni dopo esser stato individuato'', ''non e' un reperto genuino'' e l'impronta che lo ha incastrato sulla scena del delitto e' in realta' di Rudy. Senza contare che ''e' una certezza'' che Lele non conoscesse l'ivoriano al momento dell'omicidio. Anche Amanda-Amelie e' innocente perche' c'e' una ''assoluta mancanza del movente'' e c'e' ''il deserto del quadro accusatorio per quanto riguarda la conoscenza tra i tre imputati''. E il ''coltellaccio spropositato'' che secondo l'accusa ha ucciso Mez, non puo' essere l'arma del delitto perche' troppo grande e incompatibile. Alla bella studentessa di Seattle che ha diviso l'opinione pubblica, inoltre, e' stato negato ''il diritto al silenzio'', quando e' stata interrogata in questura senza un avvocato. Saranno i giudici a valutare chi ha ragione e a stabilire se i due ex fidanzati sono killer gelidi o innocenti finiti in un incubo: quel che e' probabile e' che ancora una volta ad Amanda e Lele tocchera' lo stesso destino.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#143 Gio 03 Dic, 2009 00:10 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Lunedì, 7 Dicembre 2009
(articolo recuperato dopo il ripristino di questa mattina a backup del 3 u.s.)
Venerdì, 4 Dicembre 2009 la repubblica
CRONACA
Lo studente ha preso la parola davanti alla Corte d'Assise di Perugia
"Spero ogni giorno che il vero omicida confessi. Ho fiducia nella giustizia"
Sollecito: "Non ho ucciso Meredith
il colpevole mi restituisca la vita"
Battute finali al processo che vede imputati il giovane e Amanda Knox per l'omicidio della Kercher
L'americana: "Ho paura di avere una maschera da assassina forzata sulla mia pelle"
Raffaele Sollecito
PERUGIA - "Non ho ucciso Meredith e non ero in quella casa. Ogni giorno che passa spero che il vero colpevole confessi. Vi chiedo di restituirmi la mia vita": così Raffaele Sollecito quando, questa mattina, ha preso la parola per una breve dichiarazione spontanea davanti alla Corte d'assise di Perugia, aggiungendo di avere "ancora fiducia nella giustizia". Nel pomeriggio ha preso la parola Amanda Knox: "Ho paura di avere una maschera da assassina forzata sulla mia pelle", ha detto la giovane americana.
Battute finali per il processo per la morte della studentessa Meredith Kercher, in cui sono imputati lo stesso Sollecito e la sua ex fidanzata, Amanda Knox. Ieri la difesa della giovane ha concluso l'arringa chiedendo alla Corte di "ridare la vita" alla ragazza, assolvendola. Nella sua replica il pm Mignini ha ribadito la richiesta di ergastolo per i due giovani. Oggi intervento dell'altro pm, Manuela Comodi, delle parti civili, dei difensori e le dichiarazioni finali dei due giovani. Poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio.
Raffaele. "State per decidere della mia vita - ha detto ancora Sollecito ai giudici - e qualsiasi parola dirò sarà meno di quello che sento. Non sto vivendo un incubo, ma sopravvivo a una situazione drammatica. Sono coinvolto in una vicenda assurda di cui non so nulla. Ho ascoltato il pm - ha detto ancora - e non ho ancora capito quale sia il mio ruolo. Sento dire che Amanda ha ucciso Meredith per questioni legate all'igiene e agli uomini. Un quadro che stento anche solo ad immaginare. Vorrei capire perché io ho partecipato all'omicidio. Non trovo i motivi".
Sollecito ha quindi affermato di essere stato dipinto come un "cane al guinzaglio". "Mignini - ha proseguito - ha detto che ero Amanda-dipendente, ma l'avevo conosciuta solo pochi giorni prima del delitto. Ero molto affezionato a lei, ma si trattava di un legame tutto da verificare. Non esiste alcuna dipendenza - ha sottolineato ancora - e se Amanda mi avesse chiesto qualcosa che non condividevo avrei detto no, come mi era già successo con altri miei amici. Figuriamoci se mi avesse chiesto qualcosa di terribile come uccidere una ragazza". "Non sono mai stato un violento - ha concluso Sollecito - non lo sono e non lo sarò mai".
Amanda. "Ho paura di avere una maschera da assassina forzata sulla mia pelle", ha detto Amanda Knox prendendo la parola nel pomeriggio in una dichiarazione spontanea davanti alla corte d'asside di Perugia. La giovane americana è intervenuta al termine delle repliche dei suoi difensori.
La Knox è apparsa visibilmente commossa. Ha parlato, come al solito, in italiano. Nella sua dichiarazione spontanea ha ringraziato "famiglia e amici che mi salvano la vita tutti i giorni". "Ringrazio l'accusa - ha aggiunto - che sta facendo il suo lavoro anche se non capisce. Sta cercando di portare giustizia a una persona tolta dal mondo".
"Mi è venuta in mente - ha detto la Knox - una domanda che ho scritto su foglio bianco: come riesci a stare così tranquilla? Ma io non sono calma. Ho già scritto che ho paura di perdere me stessa e di essere definita come non sono". La giovane di Seattle ha spiegato che dopo due anni di carcere si sente "delusa, triste e frustrata". "Tanti mi dicono - ha proseguito - che se fossero in questa situazione si strapperebbero i capelli e farebbero a pezzi la cella. Io non lo faccio, non mi butto giù, respiro e cerco di trovare il positivo". "Ora - ha sottolineato ancora Amanda - si fa la decisione. Davanti a voi - ha concluso - mi sento vulnerabile".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#144 Lun 07 Dic, 2009 13:06 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Lunedì, 7 Dicembre 2009
(articolo recuperato dopo il ripristino di questa mattina a backup del 3 u.s.)
Sabato, 5 Dicembre 2009
DELITTO MEREDITH,
26 ANNI AD AMANDA E 25 A SOLLECITO
Perugia - Dopo oltre 14 ore di camera di consiglio la corte d'assise di Perugia ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.
Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati condannati per l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2007. Ad Amanda sono stati inflitti 26 anni di reclusione, a Raffaele 25 anni
La Repubblica ha scritto: I giudici della Corte d'assise di Perugia hanno condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito rispettivamente a 26 e 25 anni per l'omicidio di Meredith Kercher. I giudici erano entrati in camera di consiglio alle 10.40 di stamattina.
Hanno ascoltato la lettura della sentenza, oltre ai due ragazzi, anche i familiari di Meredith Kercher che sono giunti nel pomeriggio da Londra: il padre John, la madre Arline, la sorella Stephanie e i fratelli Lyle e John. In aula c'erano anche i genitori di Amanda Knox, Curt Knox e Edda Mellas con i rispettivi compagni, Cassandra e Chris, e il padre dello studente di Giovinazzo, il medico urologo Francesco Sollecito e la moglie Mara.
Per Amanda Knox, l'Amelie di Seattle, e Raffaele Sollecito, lo studente d'informatica che si è laureato ingegnere in prigione, il giorno della verità è arrivato dopo due anni di carcere e 11 mesi di udienze.
Era il 2 novembre del 2007 quando Meredith Kercher, una studentessa inglese di 22 anni, è stata trovata morta nella sua camera da letto del casolare di Via della Pergola, a Perugia. A scoprire il cadavere per primi gli agenti della polizia postale che, quando arrivano sul posto, trovano fuori dalla casa Amanda Knox, studentessa di Seattle e il suo fidanzato pugliese Raffaele Sollecito. Agli agenti riferiscono di essere arrivati da poco e di aver notato qualcosa di strano nell'abitazione. Quando la porta della camera da letto di Mez, chiusa a chiave dall'esterno, viene sfondata, il cadavere della ragazza viene trovato disteso a terra, seminudo e coperto da un piumone.
Quattro giorni dopo la polizia ferma per il delitto Amanda, Raffaele e il musicista congolese di 38 anni, Patrick Lumumba Diya Questo ultimo, originario dell'ex Zaire, sposato con una ragazza polacca e padre di un bambino, gestisce a Perugia un pub, 'Le chic' ed è il datore di lavoro di Amanda. Tutti e tre si dichiarano innocenti. A portare in carcere Lumumba le dichiarazioni della studentessa di Seattle che, durante l'interrogatorio in questura, indica il congolese come l'autore del delitto di Mez.
Ma l'undici novembre un docente svizzero che la sera del delitto si trovava nel capoluogo umbro racconta alla polizia di essere stato nel pub di Lumumba la sera del primo novembre del 2007 e conferma l'alibi del musicista congolese che viene così scagionato e rimesso in libertà il venti novembre. Ma entra in scena
Rudy Hermann Guede.
Ventun anni, originario della Costa D'Avorio, Guede è da tempo a Perugia ed è indicato come il 'quarto uomo' implicato nell'omicidio di Meredith Kercher. Gli inquirenti lo accusano di omicidio aggravato in concorso e violenza sessuale. Viene bloccato dalla polizia a bordo del treno Coblenza-Magonza, in Germania. Davanti al viceprocuratore generale di Coblenza Guede si dice innocente ed estraneo al delitto. Il 28 ottobre del 2008, il "convitato di pietra" del processo, come lo ha definito il pm Giuliano Mignini, viene condannato con rito abbreviato a trent'anni di carcere.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#145 Lun 07 Dic, 2009 13:15 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Lunedì, 7 Dicembre 2009
(articolo recuperato dopo il ripristino di questa mattina a backup del 3 u.s.)
Sabato, 5 Dicembre 2009 - FROMOR
Soddisfazione ma anche dolore nell'apprendere la notizia della condanna ad Amanda e Raffaele!
Soddisfazione perchè un delitto atroce, commesso con efferatezza, quello di Meredith, ha avuto giustizia.
Dolore perchè tre giovani vite sono state stroncate da questa condanna che li vede entrare fra le sbarre giovani e li vedrà uscire vecchi e provati!
Evitiamo, se possibile, per carità cristiana, i commenti e le chiose alla sentenza e rispettiamo sia la memoria che la vita finita di Meredith Kercher, sia quelle distrutte di Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede.
fromor
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#146 Lun 07 Dic, 2009 13:18 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Lunedì, 7 Dicembre 2009
(articolo recuperato dopo il ripristino di questa mattina a backup del 3 u.s.)
VOMA - Domenica, 6 Dicembre 2009 il mattino
Hillary Clinton su sentenza Meredith:
"Ascolteremo chi ha preoccupazioni"
Così il segretario di Stato americano sulla condanna ad Amanda Knox per l'omicidio della studentessa inglese
* : Meredith: la sentenza
* L'americana dietro le sbarre sui siti di tutto il mondo
Amanda Knox
ROMA - La condanna di Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher arriva sul tavolo del segretario di Stato americano: dopo le polemiche dei giornali statunitensi e l'intervento della senatrice democratica Maria Cantwell secondo cui la sentenza del tribunale di Perugia che ha condannato la studentessa di Seattle a 26 anni di carcere è viziata da una "evidente mancanza di prove", Hillary Clinton ha annunciato che è pronta ad incontrare chiunque abbia dei dubbi sulla gestione dell'inchiesta.
Il segretario di Stato, intervenuta nella trasmissione 'The Week' della ABC, ha ammesso di non conoscere la vicenda, aggiungendo però che non si sottrarrà ad ascoltare chi nutre preoccupazioni. "Onestamente - ha detto - non ho avuto tempo di prendere in esame la questione, sono stata completamente immersa in ciò che stiamo facendo in Afghanistan" e quindi "non sono in grado di farmi alcuna opinione".
Al momento, dunque, Hillary Clinton non ha espresso "alcuna preoccupazione" al governo italiano. Ma, ha aggiunto, "mi incontrerò con la senatrice Caldwell e con chiunque abbia una qualche preoccupazione". All'interessamento per la vicenda annunciato dalla Clinton fa da contraltare l' atteggiamento dei mezzi di informazione americani: è molto probabile che il 'fuoco' dei media contro i giudici italiani non si fermerà qui, con l'obiettivo di fare più rumore possibile in vista dell'appello, già annunciato dalla difesa di Amanda. Anche perché dal punto di vista giuridico non è possibile alcun intervento. Di certo comunque ci sono le parole della senatrice Maria Cantwell, democratica eletta nello stato di Washington, dove vive il clan Knox che anche oggi ha ribadito la delusione per il verdetto: "Eravamo sicuri di una sentenza di innocenza".
Parole pesanti verso i magistrati italiani che in procura a Perugia si stanno già valutando, non escludendo che si possa arrivare a chiedere al Csm un intervento a tutela dei magistrati. Subito dopo la sentenza emessa dalla Corte di Assise di Perugia, la Cantwell ha detto di avere "seri interrogativi sul funzionamento del sistema giudiziario italiano" e non ha escluso che "l'anti-americanismo possa avere inquinato il processo". "Non esistevano prove sufficienti per spingere una giuria imparziale a concludere oltre ogni ragionevole dubbio che Amanda fosse colpevole" ha aggiunto la senatrice. Senza contare che il processo ha messo in evidenza "una serie di difetti nel sistema di giustizia italiano", compresi il trattamento aggressivo dei poliziotti nei confronti di Amanda, il fatto che la giuria non sia stata tenuta in isolamento consentendo così ai giurati di leggere gli articoli sulla vicenda, "la negligenza mostrata dagli inquirenti nella raccolta delle prove".
Dal canto suo, il procuratore Giuliano Mignini che con Manuela Comodi ha condotto le indagini che hanno portato alla condanna, non ha voluto fare commenti, limitandosi a sottolineare: "Quello che avevamo da dire lo abbiamo detto nella requisitoria". "Non è più un problema che ci riguarda, noi abbiamo fatto la nostra parte - ha aggiunto - Ci sono state indagini accuratissime e sono stati quasi venti i giudici che si sono pronunciati in primo grado, accogliendo tutti le tesi avanzate dall'accusa". Del possibile intervento della Clinton ha saputo anche la stessa Amanda, chiusa nel carcere di Capanne. E sempre lei potrebbe essere al centro di una nuova polemica: secondo il 'Corriere dell'Umbrià - con lo pseudonimo di Marie (suo secondo nome) Pace - avrebbe vinto un premio letterario riservato ai detenuti con un racconto dal titolo 'Amore mio' in cui si narra il ferimento di una ragazza in una casa in cui si tiene un festino a base di droga. Gli organizzatori del premio non hanno però confermato la notizia spiegando che tutti i racconti del concorso "sono e devono rimanere assolutamente anonimi".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#147 Lun 07 Dic, 2009 13:22 |
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 19510
Residenza: Italia
Utente #: 39
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Martedì, 22 Dicembre 2009
Meredith, 16 anni a Guede:
pena ridotta in appello
In primo grado era stato condannato a 30 anni
PERUGIA - La Corte d'assise d'appello di Perugia ha ridotto da 30 anni a 16 anni la pena inflitta all'ivoriano Rudy Guede, di 23 anni, dichiarato colpevole anche in secondo grado dell'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto nella città umbra nella notte tra il primo e il 2 novembre 2007. Il processo è stato definito con rito abbreviato.
All'imputato sono state concesse le attenuanti generiche, equivalenti alle aggravanti che gli erano contestate. Per l'omicidio della studentessa inglese sono stati condannati in primo grado, il 5 dicembre scorso, anche Raffaele Sollecito e Amanda Knox, rispettivamente a 25 anni e 26 anni di reclusione.
"Non sono contento perché sono innocente": lo ha detto Rudy Guede uscendo dall'aula dopo la lettura della sentenza della Corte d'Assise D'Appello di Perugia. Uscendo dall'aula Guede si è rivolto verso i suoi amici, che si sono abbracciati al momento della lettura del dispositivo. Si è quindi rivolto verso i giornalisti pronunciando poche parole.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
#148 Mar 22 Dic, 2009 18:17 |
|
 |
fromor
Coordinatore
 Moderatore


Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 1293
Età: 78 Residenza: Rosarno (RC)
Utente #: 29
|
 Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
 = News con documentazione video - [*] News con commento di Red
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Martedì, 22 Dicembre 2009
Non oso entrare nel merito per giudicare il comportamento dei Giudici e dei giurati, ma certamente come appartenente ad un famiglia di giuristi da generazioni, non posso non provare dolore per quanto avviene.
Indubbiamente le prove raccolte sono state (anche qui!) insufficenti, contradditorie ed hanno portato a coclusioni errate che poi hanno avuto vari ritrattamenti.
Anche le due sentenze nei confronti di Guele e di Amanda ed il Sollecito, sono difformi nella quantificazione della pena e, quindi, del grado di responsabilità dei vari soggetti.
La mia considerazione è che se NON si è giunti a conclusioni certe, come si fa a condannare in maniera tanto difforme i tre inputati?
30 anni a Rudy Guede (che poi clamorosamente scendono a 16 in sede di appello) 28 e 29 ai due fidanzatini, ma come si fa a distinguere le responsabilità se non si è giunti a stabilire chi materialmente ha ucciso?
Addirittura una vecchia norma cui si informavano i Giudici in presenza di casi dubbi (non so se etica o giuridica) recitava "In dubbio pro reo"!
Ricordo il famoso omicidio di via Lazio a Roma quando nell'ufficio di un signore egiziono fu ucciso l'amante della moglie di lui.
La loro linea difensiva fu quella di accusarsi reciprocamente con molta determinazione ed acredine per cui non essendosi potuto stabilire chi avesse ucciso furono assolti ambedue che subito dopo scapparono assieme (!) da Roma.
fromor
Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi
|
#149 Mar 22 Dic, 2009 19:17 |
|
 |
|
|
Questo argomento è stato utile?
Questo argomento è stato utile?
| Condividi Argomento |
|
 | | Inserisci un link per questo argomento |
| URL |
|
| BBCode |
|
| HTML |
|
|
Pagina 10 di 10
|
Non puoi inserire nuovi Argomenti Non puoi rispondere ai Messaggi Non puoi modificare i tuoi Messaggi Non puoi cancellare i tuoi Messaggi Non puoi votare nei Sondaggi Non puoi allegare files Non puoi scaricare gli allegati Non puoi inserire eventi calendario
|
|
|
|
|