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Pianeta giustizia: Casi, sentenze e stato :: CASSAZIONE: OMICIDIO, GELOSIA NON E' AGGRAVANTE
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CASSAZIONE: OMICIDIO, GELOSIA NON E' AGGRAVANTE
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Martedì 5 Maggio : 2009

CASSAZIONE: OMICIDIO,
GELOSIA NON E' AGGRAVANTE

ImageROMA - Il movente della "gelosia morbosa" é uno "stato passionale, causa frequente di delitti anche gravissimi", ma non può essere considerato "un'aggravante per futili e abbietti motivi". Lo ribadisce la Cassazione che ha confermato la condanna a 14 anni per omicidio della Corte d'Assise d'Appello di Milano nei confronti di un immigrato che aveva ucciso la moglie. Same U. nel 2006 dopo l'ennesima scenata di gelosia aveva ucciso la moglie con un coltello da cucina. Condannato dal Tribunale di Milano per omicidio, la Corte d'Appello aveva rideterminato la pena escludendo l'aggravante per futili motivi.

Nel ricorso in Cassazione il procuratore aveva chiesto un nuovo processo che tenesse conto dell'aggravante sostenendo che l' uomo aveva più volte minacciato di morte la moglie "se solo l'avesse vista con altri uomini", perché la considerava una "cosa propria". L'omicidio era stato, quindi, lo "sfogo di un desiderio anomalo di possesso in esito ad un lungo periodo di molestie".

Da qui i futili motivi che avrebbero dovuto portare ad una condanna più lunga. La prima Sezione Penale della Cassazione, nella sentenza n.18187, ha ricordato, però, come questa aggravante si determini quando il delitto è causato da uno "stimolo esterno così lieve, banale e sproporzionato, rispetto alla gravità del reato, da apparire per la generalità delle persone, assolutamente insufficiente a provocare l'azione delittuosa, tanto da poter considerarsi più che una causa determinante l'evento un pretesto per dare sfogo all'impulso criminale". Non é così per la gelosia, secondo i supremi giudici, che anche per la "coscienza collettiva non è tale da costituire una ragione inapprezzabile di pulsioni illecite".

 





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