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Castellammare: Pedofilia, 9 anni ai due orchi
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In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".

Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.

Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.

Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:

"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"

Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:

“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)


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Domenica 14 Giugno : 2009 Image : di Dario Sautto     StabiaChannel.it

Castellammare:

Pedofilia, 9 anni ai due orchi

Madre e zio hanno abusato per anni della piccoli che oggi ha soli 7 anni.

La Corte d'Appello di Napoli ha confermato le accuse ricevute dai due orchi stabiesi in Primo Grado ed ha inasprito la pena. Per la mamma 46enne e lo zio 53enne ci saranno 9 anni ciascuno da scontare in un carcere di massima sicurezza. I due orchi sono stati ritenuti responsabili di violenze sessuali ai danni di una bambina che adesso ha solo 7 anni. La piccola, figlia della 46enne e nipote del 53enne, per diversi mesi ha subito gravissime violenze sessuali dai due tremendi orchi, finché qualcuno a scuola non si è accorto che la bambina aveva chiari ed inconfondibili segni sul corpo che potevano richiamare solamente alla pedofilia. "Abbiamo avuto bisogno di accurate perizie di professionisti - racconta Luigi Alfano, legale della piccola - sia in campo medico che nell'analisi di alcune registrazioni". Infatti, in questo caso è stato necessario anche analizzare le registrazioni delle telefonate tra i due pedofili che organizzavano gli appuntamenti tra Castellamare di Stabia, Torre Annunziata e Napoli, ai quali partecipavano anche altri parenti che abusavano della bambina. Incontri raccontati dalla piccola che, adesso, sotto shock, non parla più. "Hanno rovinato la vita di una bambina indifesa e senza colpe - dice l'avvocato Alfano - per questo i giudici hanno avuto una mano più pesante nei loro confronti. Adesso abbiamo dovuto affidare la piccola ad un centro specializzato nel recupero di bambini che hanno subito violenze sessuali". In una casa di recupero di Benevento, la bambina sta riprendendo a parlare, anche se i traumi subiti sono stati tanti. Infatti, secondo quanto stabilito, la piccola ha subito diverse violenze: dagli esami medici è emerso una realtà tragica e sconvolgente. "Digitatio, palpatio, fellatio - spiega il legale della bambina - la piccola ha subito davvero di tutto. I suoi racconti sono stati crudi, spesso interrotti da silenzi e da lunghi pianti. È stato tremendo portare avanti questa causa, ma almeno abbiamo avuto una giusta condanna per i due orchi". Gli incontri avvenivano nelle abitazioni dei due, a Castellammare o a Torre Annunziata, e in una sola occasione a Napoli a casa di alcuni amici. In alcuni casi sono stati girati filmati che sono stati sequestrati e visionati durante le indagini. Al primo arresto avvenuto due anni fa, sono seguiti i domiciliari fino alla condanna in Primo Grado a 5 anni; in appello, la pena è salita a 9 anni ciascuno di reclusione, che i due stanno già scontando in un carcere di massima sicurezza. Adesso è stato anche richiesto un indennizzo da due milioni di euro. Luigi Alfano, "Avvocato on the road" si occupa di casi particolari con il suo sportello legale antiviolenza, antibullismo, antistalking, antimobbing, a favore degli indigenti e dei cosiddetti invisibili, presso uno sportello aperto il giovedì dalle 17 alle 19, all'English Inn di Sorrento, al Corso Italia. Proprio a lui si sono rivolte le maestre della bimba quando si sono accorte dell'accaduto. "Adesso il mio interesse maggiore - conclude Alfano - è che la piccola abbia modo di potersi riprendere dai gravi danni neuropsichiatrici subiti e poter trascorrere una vita tranquilla".

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Domenica 14 Giugno : 2009

Da marcare e rimarcare che le intercettazioni telefoniche sono state di estrema importanza e che le istituzioni che indagano su questi ed altri fatti, stanno chiedendo a gran voce di non far passare la legge che le limita e le esclude per questo tipo di reati.

Le norme sulle intercettazioni aiuteranno i pedofili a beffare la polizia.
Lettera del segretario dell'Anm. Il Pm cita l'esempio del rapimento di un bambino per spiegare come la nuova legge legherebbe le mani agli inquirenti


di GIUSEPPE CASCINI*

Caro direttore, in una cittadina del Nord Italia scompare un bambino di otto anni. Stava tornando da scuola, ma non è mai arrivato a casa. La polizia avvia le indagini. Alcuni testimoni riferiscono di aver visto nei giorni precedenti una persona sospetta nei pressi della scuola. Ne forniscono una descrizione. Corrisponde a quella di un soggetto già condannato in passato per detenzione di materiale pedo-pornografico. La polizia avvia le indagini e scopre che l'uomo non è a casa e non si è presentato al lavoro.
La polizia comunica al magistrato le informazioni acquisite e propone di effettuare indagini tecniche:
a) Acquisizione dei tabulati del telefono intestato al sospetto;
b) Acquisizione dei tabulati del traffico telefonico transitato sulla cella nei pressi della scuola nella settimana precedente al rapimento.

L'acquisizione serve sia per confermare la presenza del sospetto davanti alla scuola sia per individuare altri telefoni nella sua disponibilità;
c) Acquisizione dei tabulati del traffico telefonico della anziana madre del sospetto per individuare altri telefoni nella sua disponibilità;
d) Acquisizione dei tabulati del traffico telefonico sull'utenza della famiglia del bambino e intercettazione delle utenze;
e) Intercettazione del telefono del sospetto;
f) Intercettazione del telefono della madre del sospetto;
Il pubblico ministero ricevuta la comunicazione iscrive il nome del sospetto nel registro degli indagati per il delitto di cui all'art. 605 del codice penale (sequestro di persona: pena massima otto anni) e comincia a studiare le richieste della polizia alla luce delle nuova legge sulle intercettazioni:
a) I tabulati del telefono del sospetto non si possono fare. La legge richiede gravi indizi di colpevolezza che in questo caso mancano. Ci sono indizi, ma non sono gravi.
b) I tabulati del traffico della cella (che potrebbero confermare la presenza del soggetto sul luogo e quindi rendere grave il quadro indiziario) non si possono fare perché la legge consente l'acquisizione dei tabulati solo nei procedimenti contro ignoti e al solo fine di identificare le persone presenti sul luogo del reato o nelle immediate vicinanze di esso. In questo caso perché il procedimento è a carico di una persona identificata; comunque non si potrebbero estrarre i tabulati dei giorni precedenti al rapimento.
c) L'acquisizione dei tabulati della madre è comunque vietata perché sottoposta allo stesso regime delle intercettazioni: si possono fare solo in presenza di gravi indizi di colpevolezza, requisito che per la madre del sospetto certamente manca.
d) L'acquisizione dei tabulati delle utenze della persona offesa è possibile con il loro consenso, ma solo nei procedimenti contro ignoti, non in quelli, come in questo caso, a carico di persone identificate. Per la stessa ragione non possono essere intercettate le utenze.
e) Il telefono del sospetto non è intercettabile perché mancano i gravi indizi di colpevolezza.
f) Il telefono della madre non è comunque intercettabile.

Il pubblico ministero comunica al commissario di polizia il risultato del suo studio. "Dunque non possiamo fare nulla?", chiede il commissario. "Dobbiamo tornare ai vecchi metodi di indagine". "Bene", risponde il commissario, "allora convochiamo qui la madre e le chiediamo dove si trova il figlio e se non ci risponde la arrestiamo per favoreggiamento, così vediamo se lui viene fuori". "Niente da fare, commissario", spiega paziente il pubblico ministero, "i prossimi congiunti dell'indagato non sono obbligati a testimoniare e non rispondono di favoreggiamento".

Una settimana dopo le indagini hanno una svolta. Un testimone ha visto il bambino salire su una macchina, ricorda il modello e i primi numeri di targa. La polizia verifica che il modello e i numeri di targa corrispondono all'auto del sospetto. Gli indizi di colpevolezza ora sono gravi. Il commissario torna dal pubblico ministero a chiedere tabulati e intercettazioni.

Il pubblico ministero emette subito i decreti di urgenza. Poi fa fare copia integrale degli atti di indagine e dispone che un'auto parta immediatamente per portare il tutto nella sede del capoluogo del distretto, a circa 150 km di distanza, perché il provvedimento deve essere convalidato dal tribunale in composizione collegiale entro 48 ore e al tribunale va trasmesso l'intero fascicolo. L'autista del commissario, un agente di polizia, si offre di portare lui il fascicolo che, per mancanza di fondi e di personale, non arriverebbe mai a destinazione in tempo.

I tabulati del telefono confermano la gravità del quadro indiziario. Il sospetto ha passato molte mattine davanti alla scuola. Le intercettazioni non producono però risultati. Probabilmente il sospetto ha cambiato telefono. Il commissario propone di intercettare tutte le persone con le quali il sospetto ha parlato durante gli appostamenti per arrivare al nuovo numero. Il pubblico ministero spiega che la nuova legge non consente l'intercettazione di persone diverse dall'indagato.

Dopo una settimana una nuova svolta. Una impiegata di un negozio di telefonia ha riconosciuto il sospetto dalla foto pubblicata sui giornali e ricorda di avergli venduto un telefono pochi giorni prima del rapimento. Controllando gli archivi del negozio la polizia individua la nuova utenza. Il pubblico ministero emette subito un decreto di urgenza poi guarda l'autista del commissario che senza dire una parola prende il voluminoso fascicolo e parte alla volta del capoluogo del distretto.

L'utenza è quella giusta. Il sospetto parla con la madre e le racconta del rapimento. La madre cerca invano di convincerlo a liberare il bambino. Purtroppo però la zona da cui chiama è piuttosto vasta ed è impossibile individuare il luogo dove si nasconde. Il sospetto riceve poi telefonate da diverse cabine telefoniche da un uomo che vuole "comprare" il bambino. La polizia propone di estrarre il tabulato delle cabine. Se poi l'uomo ha usato una scheda prepagata si potrebbe estrarre il traffico di quella scheda come si è fatto nell'indagine per l'omicidio del professore Massimo D'Antona. Le altre chiamate potrebbero consentire di identificare l'uomo.

Niente da fare: l'uomo non è identificato e a suo carico non ci sono gravi indizi di colpevolezza.
Passano i giorni; siamo a due mesi dall'inizio delle intercettazioni. Il pubblico ministero non ha ancora trovato il coraggio di dire al commissario che a mezzanotte dovranno staccare i telefoni. Lo vede arrivare trafelato e raggiante: "Dottore, ci siamo!" urla. Gli mostra la trascrizione di una telefonata intercettata quella mattina tra l'uomo sconosciuto e il rapitore. Mentre legge la trascrizione il volto del pubblico ministero diventa sempre più bianco: il rapitore ha accettato di consegnare all'uomo il bambino, ma la telefonata si conclude così: "Chiamami domani e ti dirò dove venire".

*L'autore, pubblico ministero a Roma e segretario nazionale dell'associazione nazionale magistrati, ha applicato a un caso concreto la nuova disciplina delle intercettazioni e dimostrato come la nuova legge renda le indagini più difficili e meno efficaci

(la repubblica 12 febbraio 2009)


E se non basta, vi invito a rileggere l'intervista rilasciata dal partito olandese dei pedofili. Anche loro sono contro le intercettazioni perchè violano la privacy! davvero viene da vomitare a leggere queste parole ma i nostri politici, si sà, hanno molto pelo sullo stomaco e poi non hanno tempo per leggere!!
Evito di dire quello che penso!


MINORI. PARTITO PEDOFILI OLANDESE: SESSO LIBERO CON DODICENNI
INTERVISTA A KLAUSCONDICIO, CON ATTACCO A MUSSOLINI E FRATTINI
(DIRE) Roma, 23 feb. - Si schierano contro le intercettazioni sulla pedofilia, perche' violano "la privacy", annunciano che alle prossime elezioni politiche olandesi conquisteranno due seggi, criticano la "repressiva" Unione europea, si sentono "discrimanti come gli omosessuali", spiegano che "contattare bambini online non e' reato", si dichiarano favorevoli alla "liberalizzazione delle droghe leggere" e sostengono la campagna "Sesso libero con dodicenni e pornografia libera a sedici anni".
Sono queste alcune delle perle rilasciate a Klaus Davi dai rappresentanti del partito dei Pedofili olandese (escluso dal parlamento alle ultime elezioni nel 2006), nell'ambito di un'inchiesta sulla pedofilia realizzata per la trasmissione "KlausCondicio".
"Il nostro sogno? Sesso libero con i minori di tutto il mondo", confessanno concordi i due leader del partito dei Pedofili olandese, Ad Van Der Berg e Marthijn Uittenbogaard, sottolineando che "un bambino a dodici anni dovrebbe avere il diritto di scegliere cosa fare della sua vita sessuale".
Negli anni '90 era cosi', aggiungono i due esponenti, "poi una legge ha imposto la soglia per il sesso consensuale con adulti a sedici anni, da allora sono iniziati i problemi". Per questo "nel nostro programma poniamo il limite di utilizzo di minorenni in film pornografici a 16 anni e auspichiamo che vedere materiale hard online non sia piu' reato. Non c'e' nulla di male nel vedere delle foto" Tra gli altri punti all'ordine del giorno per il partito dei pedofili olandese c'e' certamenente quello di "liberalizzare le droghe tra i dodicenni, perche' questo permetterebbe un maggior controllo", sottolinea Ad Van Der Berg, aggiungendo che "noi siamo per la totale liberta', purche' non danneggi gli altri. E crediamo anche che la pubblica nudita' sia una di queste liberta'".
Dopo aver criticato l'azione repressiva della Ue, che "ha troppo potere sugli Stati Membri", il partito dei pedofili accusa anche alcuni rappresentanti di casa nostra. In particolare Alessandra Mussolini, che "parla a vanvera", visto che "non esiste alcun dato scientifico che confermi che il sesso tra adulti consenzienti e quello con minori siano due cose differenti", e il ministro degli Esteri Franco Frattini, che "attaccandoci (aveva chiesto al primo ministro olandese di proibire la costituzione del partito pro-pedofilia, Ndr) ha dimostrato di essere contro la democrazia".
Riguardo invece alla situazione italia, infine, "in Italia ci sono piu' di 100 mila persone che pratichino la pedofilia clandestinamente", rivela Marthijn Uittenbogaard, presidente del partito dei Pedofili, concludendo che nel nostro paese "negli anni'90 abbiamo avuto tanti contatti con italiani, ed ogni anno accorrevano numerosi alla nostra conferenza internazionale qui ad Amsterdam".
(Gim/ Dire) 11:32 23-02-09  

 





Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
 
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