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Mercoledì, 23 Dicembre 2009 Franco Armocida, gdb
Centrale turbogas,
gli ambientalisti ricorrono al Tar
gli ambientalisti ricorrono al Tar
I comitati contro il giudizio di compatibilità dell’impianto espresso dai Ministeri dell’ambiente e dei beni culturali
«La centrale a turbogas che A2A sta pensando di costruire nel quartiere Lamarmora, in prossimità degli attuali impianti, non serve per il teleriscaldamento così come per l’energia elettrica. Incrementa, anziché diminuire, le emissioni nocive e contribuisce a mantenere alta l’emergenza sanitaria ed ambientale a Brescia». È quanto sostiene una serie di comitati, rappresentati dal Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia e che rappresenta la sintesi del ricorso al Tar depositato il 18 dicembre scorso dall’avv. Domenico Bezzi contro il giudizio di compatibilità ambientale espresso dai Ministeri dell’ambiente e dei beni culturali sull’impianto. «Non serve per il teleriscaldamento - sostiene Massimo Cerani, per Energetica, uno dei comitati ricorrenti - perché i dati sono in controtendenza rispetto allo scenario del progetto, che indicava in 1.791 GWh la necessità nel 2020. Dai dati forniti dalla stessa A2A risulta che i consumi sono in diminuzione, passando dai 1.159 GWh nel 2005, ai 1.103 nel 2006 e ai 1.056 nel 2007». Per quanto riguarda le necessità di energia elettrica, «già ampiamente fronteggiate dagli attuali impianti, si andrebbe oltre il fabbisogno - sostiene Marino Ruzzenenti, di Cittadini per il riciclaggio - in quanto si tratterebbe di una centrale costruita a fini commerciali, non necessaria, come già riferito dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni a proposito dell’omologo impianto di Offlaga, ma che su Brescia non si è ancora espresso - è stato sottolineato ancora da Ruzzenenti - e su cui anche il sindaco Paroli aveva detto, nel giugno scorso, che "non era necessario e indispensabile" realizzare una nuova centrale nel polo energetico di Lamarmora».
Nel ricorso si sostiene anche la «finzione della presunta riduzione delle emissioni della nuova centrale», perché «le 330 t/anno di ossidi di azoto emesse dal nuovo impianto, sostituirebbero le 82,5, quante ne risulterebbero dalla catalizzazione degli attuali impianti, con un esubero pari a circa 250t/a».
Brescia secondo il rapporto Arpa riferito al 2005 prodotto dai ricorrenti, detiene il «record assoluto in Lombardia delle emissioni pro capite di ossidi d’azoto e di polveri sottili così come ha la percentuale più elevata, a livello nazionale, per decessi causati da tumore sulla totalità degli stessi».














































