Accusano il Comune: «Pochi controlli e troppi permessi di transito dentro le mura venete»
Centro storico, i comitati protestano
«Fermiamo il transito delle automobili per avere l’aria pulita»
Nel week end dedicato all’arte, con le Giornate di primavera Fai, il Comitato per la salute, la rinascita e la salvaguardia del centro storico, insieme a Cittadine e cittadini per la Nona circoscrizione richiamano l’attenzione sul problema dell’inquinamento: la salvaguardia dei tesori artistici e monumentali della città - dicono - parte dall’aria pulita, perché niente come le sostanze inquinanti emesse dai tubi di scarico delle automobili è in grado di corrodere i monumenti e minacciarne la sopravvivenza.
Lo scontento diffuso fra gli aderenti ai due comitati civici riguarda, più complessivamente, l’intero piano della mobilità e del risanamento ambientale, ritenuti a tutt’oggi falliti, sia nel centro storico che nel resto della città.
«Le zone a traffico limitato mancano di controllo nel 90 per cento degli accessi, perché le telecamente del vigile elettronico, disposte solo in alcune vie di ingresso al centro, sono facilmente eludibili con accessi laterali, che hanno ormai disegnato una viabilità alternativa - dice Maurizio Bresciani del Comitato per la salvaguardia del centro storico -. Come se non bastasse, i vigili in carne ed ossa sono praticamente scomparsi dal centro, diventato una zona franca priva di qualsiasi forma di controllo».
Anche il «cuore della città», quell’area individuata all’interno delle ZTL per rafforzare i luoghi di maggiore interesse storico, è già stato drasticamente limitato, dal momento che è stata esclusa via Musei, su cui affaccia tutta l’area archeologica, oltre a corso Mameli e corso Garibaldi.
L’elenco dei motivi di protesta è stato presentato anche in Prefettura. «Abbiamo avuto rassicurazioni che le istituzioni sono attente al problema, e hanno avviato dei tavoli per dare risposte alle questioni sollevate - spiega Pietro Morandi del Comitato per la salvaguardia del centro storico -. Si tratta di un segnale positivo, ma aspettiamo di vedere cose concrete».
Mentre i livelli di inquinamento rilevati dalla centralina del Broletto sono fuori dai parametri europei in media due giorni su tre, le due realtà impegnate sul fronte della salvaguardia cittadina propongono alcune misure ritenute indispensabili per la tutela ambientale e la mobilità sostenibile del centro storico: fra queste il posizionamento di vigili elettronici su tutti gli accessi al centro, una maggiore presenza della polizia municipale, il blocco della circolazione entro le mura venete per i veicoli fuoristrada, la soppressione del tagliando «gratta e sosta»per diminuire e non aumentare, le fonti responsabili dell’inquinamento.
Viene proposto, inoltre, il ritorno alla vecchia suddivisione del centro storico «a spicchi», assegnando ai residenti il permesso di circolare nella specifica zona di domicilio. Lisa Cesco
Lo scontento diffuso fra gli aderenti ai due comitati civici riguarda, più complessivamente, l’intero piano della mobilità e del risanamento ambientale, ritenuti a tutt’oggi falliti, sia nel centro storico che nel resto della città.
«Le zone a traffico limitato mancano di controllo nel 90 per cento degli accessi, perché le telecamente del vigile elettronico, disposte solo in alcune vie di ingresso al centro, sono facilmente eludibili con accessi laterali, che hanno ormai disegnato una viabilità alternativa - dice Maurizio Bresciani del Comitato per la salvaguardia del centro storico -. Come se non bastasse, i vigili in carne ed ossa sono praticamente scomparsi dal centro, diventato una zona franca priva di qualsiasi forma di controllo».
Anche il «cuore della città», quell’area individuata all’interno delle ZTL per rafforzare i luoghi di maggiore interesse storico, è già stato drasticamente limitato, dal momento che è stata esclusa via Musei, su cui affaccia tutta l’area archeologica, oltre a corso Mameli e corso Garibaldi.
L’elenco dei motivi di protesta è stato presentato anche in Prefettura. «Abbiamo avuto rassicurazioni che le istituzioni sono attente al problema, e hanno avviato dei tavoli per dare risposte alle questioni sollevate - spiega Pietro Morandi del Comitato per la salvaguardia del centro storico -. Si tratta di un segnale positivo, ma aspettiamo di vedere cose concrete».
Mentre i livelli di inquinamento rilevati dalla centralina del Broletto sono fuori dai parametri europei in media due giorni su tre, le due realtà impegnate sul fronte della salvaguardia cittadina propongono alcune misure ritenute indispensabili per la tutela ambientale e la mobilità sostenibile del centro storico: fra queste il posizionamento di vigili elettronici su tutti gli accessi al centro, una maggiore presenza della polizia municipale, il blocco della circolazione entro le mura venete per i veicoli fuoristrada, la soppressione del tagliando «gratta e sosta»per diminuire e non aumentare, le fonti responsabili dell’inquinamento.
Viene proposto, inoltre, il ritorno alla vecchia suddivisione del centro storico «a spicchi», assegnando ai residenti il permesso di circolare nella specifica zona di domicilio. Lisa Cesco














































