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Venerdì, 12 Dicembre : 2008
CERVELLO: AREE DIVERSE
PER DELITTO E CASTIGO
PER DELITTO E CASTIGO
ROMA - Ecco dove affondano le radici della giustizia nel cervello: 'Delitto e Castigo', trovano sede in due aree neurali differenti, una decide sulla colpevolezza dell'individuo, l'altra sulla punizione da infliggergli. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Neuron un'area del cervello, razionale, ovvero la corteccia dorsolaterale prefrontale destra si occupa di 'decidere' sulla colpevolezza o innocenza di una persona, altre più legata alle emozioni e al districarsi nei rapporti sociali, amigdala e corteccia cingolata, decidono invece la pena.
Lo studio è stato diretto su un gruppo di volontari da René Marois, a neuroscientist from the Department of Psychology, and Owen Jones, della Vanderbilt University a Nashville, Tennessee. La terza parte imparziale, cioé il giudice, è usata nei nostri sistemi legali per stabilire la responsabilità e determinare una pena appropriata, spiega Marois. "Poco si sa però sulle origini e sui meccanismi neurali sottostanti la nostra capacità di prendere decisioni legali imparziali", questo studio comincia dunque a svelare dove nasce il senso della giustizia e la capacità di amministrarla.
Gli esperti hanno proposto ai volontari una serie di scenari di crimini e chiesto loro di stabilire colpevolezza o innocenza e di determinare una pena congrua. Quando si tratta di decidere sulla colpevolezza, la corteccia dorsolaterale prefrontale destra si attiva e lo fa tanto più intensamente quanto maggiore é la certezza che l"imputatò sia colpevole. Quando si tratta invece di stabilire una pena si accendono aree molto meno razionali legate alle emozioni, segno che nella decisione della pena si tiene conto anche di attenuanti, si entra nei panni del reo per capire cosa lo ha portato a commettere il crimine. La scoperta mostra quindi che i nostri sistemi giudiziari affondano le loro radici nel modo di funzionare del cervello.
Lo studio è stato diretto su un gruppo di volontari da René Marois, a neuroscientist from the Department of Psychology, and Owen Jones, della Vanderbilt University a Nashville, Tennessee. La terza parte imparziale, cioé il giudice, è usata nei nostri sistemi legali per stabilire la responsabilità e determinare una pena appropriata, spiega Marois. "Poco si sa però sulle origini e sui meccanismi neurali sottostanti la nostra capacità di prendere decisioni legali imparziali", questo studio comincia dunque a svelare dove nasce il senso della giustizia e la capacità di amministrarla.
Gli esperti hanno proposto ai volontari una serie di scenari di crimini e chiesto loro di stabilire colpevolezza o innocenza e di determinare una pena congrua. Quando si tratta di decidere sulla colpevolezza, la corteccia dorsolaterale prefrontale destra si attiva e lo fa tanto più intensamente quanto maggiore é la certezza che l"imputatò sia colpevole. Quando si tratta invece di stabilire una pena si accendono aree molto meno razionali legate alle emozioni, segno che nella decisione della pena si tiene conto anche di attenuanti, si entra nei panni del reo per capire cosa lo ha portato a commettere il crimine. La scoperta mostra quindi che i nostri sistemi giudiziari affondano le loro radici nel modo di funzionare del cervello.














































