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Mercoledì, 22 Ottobre : 2008
Bresciano, classe 1935, laureato in giurisprudenza con lode nel 1957. Giuseppe Frigo, candidato alla carica di giudice della Corte costituzionale, è avvocato penalista e professore di diritto processuale penale comparato ed europeo presso la facoltà di giurisprudenza alla Statale di Brescia. È uno dei padri del giusto processo, riforma da lui fortemente voluta quando era presidente dell'Unione delle camere penali (tra il settembre 1998 e il settembre 2002) organismo cui sono associate 126 Camere penali distribuite su tutto il territorio nazionale, con un numero complessivo di circa ottomila avvocati penalisti iscritti. Nell'ambito della Stessa Ucpi ha ricoperto anche altri incarichi.
È stato più volte chiamato al ministero della Giustizia a far parte di Commissioni consultive come quella per la legge-delega relativa al codice di procedura penale e redigenti del codice di procedura penale e delle norme di attuazione attualmente in vigore. Nell'ambito degli incarichi del Ministero é stato relatore o correlatore sui testi normativi concernenti: l'esercizio dell'azione civile nel processo penale, il difensore, le investigazioni difensive, l'udienza preliminare, l'istruzione dibattimentale, il recupero dell'oralità nel dibattimento.
Quanto alla sua attività professionale (iscritto nell'albo dei procuratori legali di Brescia dal 1960, in quello degli avvocati dal 1966 e in quello degli avvocati cassazionisti dal 1974) si ricorda, tra l'altro, l'assistenza fornita ai familiari di Giuseppe Soffiantini, vittima di uno dei più lunghi e drammatici sequestri di persona della storia italiana. Ha studi legali in Brescia e in Roma. Esercita la professione forense con predilezione per le cause di diritto penale dell'impresa (diritto penale societario, diritto penale fallimentare, diritto penale dell'ambiente, diritto penale del lavoro) e di diritto penale tributario, pur essendo costante il suo impegno anche nelle cause penali «classiche».
Svolge, peraltro, attività professionale in tutta Italia, anche in qualità di consulente di imprese o gruppi di imprese di livello nazionale. È stato membro del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e Procuratori di Brescia e per quindici anni anche componente della Commissione esaminatrice per gli esami di abilitazione alla professione di procuratore legale nel distretto della Corte d'appello di Brescia. Nel 1993 gli é stato affidato il patrocinio davanti alla Corte costituzionale delle ragioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano in due conflitti di attribuzione - rispettivamente con il Senato della Repubblica e con la Camera dei deputati - promossi in relazione al diniego delle autorizzazioni a procedere nei confronti di due parlamentari (Bettino Craxi e Severino Citaristi), nell'ambito dell'indagine comunemente nota con la denominazione di «Mani pulite».Nel 1996 avanti la Corte costituzionale ha difeso il Governo degli Stati Uniti d'America, intervenuto in una questione sulla legittimità dell'estradizione verso quel Paese per delitti puniti con la pena capitale. Giuseppe Frigo è anche una "vecchia" conoscenza del Sole 24 Ore con il quale collabora dal 1988 e poi con Guida al Diritto quale esperto in materia penale e processuale penale.
È stato più volte chiamato al ministero della Giustizia a far parte di Commissioni consultive come quella per la legge-delega relativa al codice di procedura penale e redigenti del codice di procedura penale e delle norme di attuazione attualmente in vigore. Nell'ambito degli incarichi del Ministero é stato relatore o correlatore sui testi normativi concernenti: l'esercizio dell'azione civile nel processo penale, il difensore, le investigazioni difensive, l'udienza preliminare, l'istruzione dibattimentale, il recupero dell'oralità nel dibattimento.
Quanto alla sua attività professionale (iscritto nell'albo dei procuratori legali di Brescia dal 1960, in quello degli avvocati dal 1966 e in quello degli avvocati cassazionisti dal 1974) si ricorda, tra l'altro, l'assistenza fornita ai familiari di Giuseppe Soffiantini, vittima di uno dei più lunghi e drammatici sequestri di persona della storia italiana. Ha studi legali in Brescia e in Roma. Esercita la professione forense con predilezione per le cause di diritto penale dell'impresa (diritto penale societario, diritto penale fallimentare, diritto penale dell'ambiente, diritto penale del lavoro) e di diritto penale tributario, pur essendo costante il suo impegno anche nelle cause penali «classiche».
Svolge, peraltro, attività professionale in tutta Italia, anche in qualità di consulente di imprese o gruppi di imprese di livello nazionale. È stato membro del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e Procuratori di Brescia e per quindici anni anche componente della Commissione esaminatrice per gli esami di abilitazione alla professione di procuratore legale nel distretto della Corte d'appello di Brescia. Nel 1993 gli é stato affidato il patrocinio davanti alla Corte costituzionale delle ragioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano in due conflitti di attribuzione - rispettivamente con il Senato della Repubblica e con la Camera dei deputati - promossi in relazione al diniego delle autorizzazioni a procedere nei confronti di due parlamentari (Bettino Craxi e Severino Citaristi), nell'ambito dell'indagine comunemente nota con la denominazione di «Mani pulite».Nel 1996 avanti la Corte costituzionale ha difeso il Governo degli Stati Uniti d'America, intervenuto in una questione sulla legittimità dell'estradizione verso quel Paese per delitti puniti con la pena capitale. Giuseppe Frigo è anche una "vecchia" conoscenza del Sole 24 Ore con il quale collabora dal 1988 e poi con Guida al Diritto quale esperto in materia penale e processuale penale.
ATTUALMENTE, tra l'altro, è il coordinatore del pool di avvocati che difendono gli accusati di pedfilia nel processo seguito ai casi accaduti all'asilo "SORELLI" di Brescia.
In prima istanza è riuscito a far assolvere tutti i suoi assistiti (diretti ed indiretti) utilizzando a pieno la sua "bravura" e tutti i possibili cavilli giuridici.
Ora è impegnato in appello..













































