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Domenica 26 Luglio : 2009 - L'Unità
Chi è Rutigliano
Il quarto uomo in gara al congresso del Partito democratico
Per questo, come Marco Pannella, anche lui escluso ma per incompatibilità, fece ricorso non solo ai garanti ma anche in tribunale civile per farsi riammettere arrivando a minacciare di chiedere la sospensione delle primarie. Questa volta ci riprova con 1.542 sottoscrizioni depositate in tempo utile per tentare di conquistare il vertice del partito con l'obiettivo politico dichiarato dell'unità del centrosinistra.
Nato a Roma e formatosi nella Fgci, nel 1996 Rutigliano si candida al Senato costituendo un soggetto politico di indirizzo europeo: Unità Democratica Sinistra Europea, soggetto politico che poi si schiera a sostegno della candidatura a Sindaco di Roma di Francesco Rutelli. Partecipa alla missione Arcobaleno con una fondazione di volontariato e nel 2007, costituisce l'associazione politico culturale 'Officina Socialè per poi candidarsi alle primarie senza essere, però, ammesso.
Ovviamente sa di non avere alcuna possibilità di successo e punta tutto sulla contrapposizione con i vertici e la burocrazia del Pd, che a suo dire sarebbe refrattaria alle novità. Basterà? Difficile. «Nei piani alti di via del Nazareno - dice - considerano la mia candidatura 'labile speranza e forse è vero, considerando che i primi tre candidati saranno eletti da delegati ... nominati tramite liste bloccate e quindi scelte cadute dall'alto secondo l'ordine di scuderia. Ma se qualcuno pensa anche minimamente che il sottoscritto non faccia sul serio, allora non ha capito nulla di me o non mi conosce abbastanza».
«Se ci facessero parlare non al chiuso di una convenzione da terza internazionale ma agli elettori italiani, solo allora forse -aggiunge il candidato- questi si accorgerebbero che le nostre possibilità tanto labili non sono. La mozione che presenterò al giudizio dell'Assemblea, risponde alle aspettative di un moderno partito d massa. Comprendo perfettamente che il congresso, per come è delineato, non considererà le linee programmatiche, come dovrebbe essere per un partito democratico davvero: in questa convenzione nazionale prevarranno al contrario i protagonismi, le correnti anche se negate, vecchi rancori mai sopiti tra differenti fazioni».
«Ma ci saremo anche noi che non siamo ex di nulla, noi che siamo la novità. Noi che non ci ascolteranno, che ci ghettizzerano: già li sento dire 'noi siamo l'aristocrazia del partito che non mollerà facilmente il poterè. Dobbiamo dunque lottare contro tutto questo e non sarà affatto facile. Forse perderemo la battaglia, ma -conclude Rutigliano- abbiamo la pelle dura dell'orso, siamo abituati a lottare e la 'prima linea non ci spaventa».













































