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SPORT in ITALIA e nel MONDO :: Ciclismo: Giro d'Italia 2009 (il giro del centenario)
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Ciclismo: Giro d'Italia 2009 (il giro del centenario)
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Domenica 10 Maggio : 2009  GIORGIO VIBERTI, INVIATO A VENEZIA, La Stampa

Cavendish vola, Boonen frana

L’inglese maglia rosa al Giro. Tom nei guai in Belgio per cocaina
    
Cavendish compirà 24 anni il 21 maggio
ImageMentre il Lido di Venezia veste di rosa l’inglese Mark Cavendish e lo consacra nuovo fuoriclasse del ciclismo mondiale, in Belgio un altro fenomeno delle due ruote, il fiammingo Tom Boonen, rischia di chiudere anzitempo la carriera per essere caduto ancora una volta nel tranello della cocaina.

Il Giro d’Italia del Centenario, partito ieri con una cronometro a squadre un po’ condizionata dalle bizzarrie del vento, è cominciato nel segno del team Columbia che ha fatto transitare per primo sul traguardo il suo giovane astro Cavendish, ventitreenne dell’Isola di Man, già dominatore a sorpresa lo scorso marzo della Milano-Sanremo. Nella squadra americana corre anche l’italiano Marco Pinotti, che è campione tricolore a cronometro e infatti ieri si è caricato sulle spalle i compagni per tentare il colpaccio rosa. Alla fine Pinotti, che ha una laurea in ingegneria gestionale, parla tre lingue e a 33 anni non ha certo bisogno della bici per immaginarsi una professione futura, sperava di poter tagliare lui la linea d’arrivo per primo e vestire così la maglia di leader, già indossata nel 2007. Invece il team Columbia gli ha preferito in extremis Cavendish, perché è giovane, bello, simpatico e molto talentuoso. «Ringrazio Pinotti di avermi lasciato passare per primo sul traguardo», ha detto per stemperare la polemica, ma con un certo imbarazzo, il fresco padrone del Giro, che entra così nella storia: primo corridore inglese in maglia rosa.

Consoliamoci col fatto che Cavendish si è scoperto campione in Italia, dove vive (a Quarrata, nel Pistoiese) e si allena da quando nel 2005 debuttò fra i professionisti. Aveva scoperto la bici con le bmx e poi le mountain bike, scegliendo persino di lavorare in banca per pagarsi le trasferte delle corse. Passato alla pista, ha conquistato addirittura 2 titoli iridati nell’americana prima di dedicarsi alla strada dove è già fra i big degli sprinter grazie ai consigli dell’ex velocista tedesco Erik Zabel, vincitore di 4 Milano-Sanremo. Con quello di ieri, Cavendish è arrivato a 52 successi da professionista, fra i quali 4 tappe al Tour e 3 al Giro che fra oggi e domani potrebbero diventare 5 in altrettante frazioni molto adatte agli spinter. Nel frattempo potrà aggiungere, sul chopper Harley Davidson che si sta facendo costruire, anche qualche fregio rosa oltre ai colori dell’iride e al logo della Sanremo 2009.

Per un astro che sorge, un’altra stella del ciclismo rischia di tramontare per sempre. Tom Boonen, ventottenne fiammingo (assente al Giro d’Italia), è infatti risultato positivo, per la seconda volta, alla cocaina in un test fuori competizione effettuato lo scorso 26 aprile, due settimane dopo il terzo trionfo nella Parigi-Roubaix (davanti a Pozzato). Per la giustizia sportiva non rischia alcuna pena (la positività non è stata riscontrata in gara), ma il suo team Quick Step lo ha sospeso e il Giro di Svizzera gli ha chiuso le porte in faccia. La stessa cosa potrebbe fare anche il prossimo Tour de France, come del resto avvenne già l’anno scorso e per lo stesso motivo. Proprio la recidiva rischia di costare carissimo a Boonen dal punto di vista penale, fino a 5 anni di carcere. E non meno gravi potrebbero essere le conseguenze morali e di immagine. «Tom è a terra - ha confermato il suo avvocato Tom Deleu -. Non so davvero come andrà a finire». Una triste storia, simile a quella di altri campioni ostaggio della cocaina, da Maradona a Pantani, dalla Hingis a Mutu, Iuliano, Flachi, Pagotto, Bachini, Carrozzieri. Una zona grigia: più vizio che doping.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Domenica 10 Maggio : 2009  dall'inviato MAURIZIO CROSETTI, La Repubblica

La rivincita di Ale-jet
"Mi sono ripreso il mio"

Grande volata di Petacchi per superare Cavendish. Lo scorso anno escluso dal Giro per squalifica. "Sono giorni che penso a come batterlo, mi sono ripreso quello che mi avevano tolto"

    * Astuzia e potenza di Luigi Panella

ImageTRIESTE - C'è un corridore che non vince soltanto, quando vince, ma strappa gli avversari dalla sua ruota. Si chiama Alessandro Petacchi ed è tornato. Assente al Giro dell'anno scorso per squalifica, ora dice: "Mi sono ripreso quello che mi hanno tolto". Per farlo, ha sminuzzato il più forte velocista del mondo, la maglia rosa Mark Cavendish, nientemeno. C'era un modo solo per riuscirci: "Anticiparlo, e poi non farmi più rimontare". Ma occorreva una potenza disumana, perché l'inglese possiede gli ultimi cinquanta metri più esplosivi del gruppo, anzi del pianeta. Non per nulla lo chiamano "cannonball". Eppure Petacchi non ha patito tutta quella nitroglicerina in forma di muscolo: avanti ai 300 metri e poi, scodando, spingendo, sforzando, strappando, sempre in testa. Fino a tagliare il traguardo facendo il gesto di Luca Toni quando segna un gol, cioè la mano che pare svitare l'orecchio destro. Invece la palla di cannone ha tirato fuori una parolaccia in eurovisione, proprio sulla riga bianca, però dopo mezzo minuto è andato a cercare Petacchi per stringergli la mano e ammettere: "Non potevo batterlo, stavolta era più forte lui".

Tappa nervosa, con un finale in circuito, e un'ondulazione costata cara a Ivan Basso in ritardo di 13 secondi al traguardo: s'è preso paura in mezzo al gruppo, dopo una caduta è rimasto dietro. Brutto segno per il favorito del centesimo Giro d'Italia.
Ma oggi è il giorno di "Ale jet". Commosso, alla fine: "Dedico il successo a mio figlio Alessandro junior, che proprio oggi compie un anno, e a mia moglie Annachiara, del resto è anche la festa della mamma". La sua volatissima non è nata per caso: "Da due giorni pensavo a come battere Cavendish, e non ripetere la beffa della Sanremo. Sapevo di potercela fare solo rischiando, restando in testa dall'inizio alla fine del rettilineo. Quando vinco, posso farlo solo con le gambe e non con la scaltrezza, perché le scorrettezze proprio non mi riescono, io sono un velocista che ha paura di cadere". Non appartiene, Petacchi, alla vasta schiera degli sprinter mattoidi, gli originali, i bizzarri come Cavendish, quello che spara le volate a bocca aperta e denti di pescecane, e alla fine c'è sempre un urlo, o una parolaccia.

Ale Petacchi aveva vinto l'ultima volta a Milano, nel 2007, nella tappa conclusiva. Ora fa di conto: "Ci sono cinque, sei arrivi adatti a me in questo Giro però tutto è possibile, non esistono traguardi scontati perché è una corsa nervosissima. Dovrò meritare le altre volate, anche se mi sento grandi gambe". Lui non è una palla di cannone. E' un cannone tutto intero.

 





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Messaggio Bis di Petacchi, nuova maglia rosa 
 
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Lunedì 11 Maggio : 2009 La Stampa

Bis di Petacchi, nuova maglia rosa

+ Il Coni inibisce per due anni Valverde

Il corridore spezzino ha preceduto lo statunitense Farrar e Gavazzi: «Sono in ottima condizione». Cavendish attardato da una caduta

L'arrivo vittorioso di Petacchi a Trieste
ImageVALDOBBIADENE - Alessandro Petacchi ha vinto la terza tappa del Giro d’Italia, da Grado a Valdobbiadene, di 198 chilometri. Lo sprinter spezzino della Lpr si è imposto in volata, bissando il successo ottenuto ieri nella seconda frazione.

Grazie alla vittoria odierna, Petacchi conquista anche la maglia rosa. Mark Cavendish, leader della classifica generale prima della tappa odierna, non ha potuto prendere parte alla volata. Il britannico dell’Isola di Man è rimasto attardato dopo una maxi-caduta che ha coinvolto un nutrito gruppo di corridori a circa 10 km dal traguardo. Il velocista del team Columbia, secondo ieri al traguardo, non è riuscito a rientrare e ha perso la maglia rosa.

Secondo al traguardo si è piazzato lo statunitense Tyler Farrar della Garmin Slipstream. Terzo Francesco Gavazzi della Lampre. Seguono Dario Cataldo della Quick Step e Damiano Cunego della Lampre. In classifica generale, Petacchi guida davanti a Farrar, attardato di 8".

I principali uomini da classifica, fra i quali Ivan Basso e Lance Armstrong, sono giunti con il primo gruppo. Alessandro Petacchi si gode il secondo successo consecutivo al Giro d’Italia sottolineando la sua grande condizione.

«Penso di aver fatto un bel numero oggi, penso di essere andato veramente forte», ha detto Petacchi a Rai Sport dopo il successo nella terza frazione della corsa rosa, con una volata vincente sul traguardo di Valdobbiadene.
«Sulle salite sono rimasto sempre davanti, avevo buone sensazioni. Quando ho visto l’arrivo ci ho creduto - ha detto ancora Petacchi - perché non ho più visto Cavendish dopo il primo giro. Ho tenuto duro il più possibile e sono riuscito a fare una grande volata, e farla dopo una salitella non è come in pianura. Ho dimostrato di avere un’ottima condizione».
Petacchi ha anche sottolineato l’importanza della sua squadra: «I ragazzi sono stati veramente grandi, questa maglia rosa è frutto del lavoro di squadra e di un grande Petacchi», ha concluso lo spezzino.

 





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Messaggio Giro: Di Luca, uno sprint per la vittoria 
 
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Martedì 12 Maggio : 2009  Adolfo Fantaccini

Di Luca, uno sprint per la vittoria

ImageSAN MARTINO DI CASTROZZA - E sono tre. Dopo avere vinto con Alessandro Petacchi la 2/a (a Trieste) e la 3/a (a Valdobbiadene) tappa del 92/o del Giro d'Italia di ciclismo, la Lpr Brakes-Farnese Vini di Fabio Bordonali ha continuato la sua serie positiva: sulla prima montagna è toccato a Danilo Di Luca il compito di allungare la serie positiva della Lpr.

L'abruzzese, che ha dedicato il successo alla popolazione dell'Abruzzo che soffre e patisce dopo il terremoto del 6 aprile scorso, per un paio di secondi, non è riuscito ad indossare la maglia rosa (dopo averla conquistata definitivamente nel Giro 2007), che fino a stamattina risiedeva sulle spalle del compagno di squadra Alessandro Petacchi. La casacca di leader della classifica generale della corsa a tappe, che quest'anno celebra il centenario, è invece finita ad uno svedese di 25 anni, Thomas Lovkvist, 38 anni dopo che il connazionale Gosta Pettersson si aggiudicò il Giro del 1971, davanti a Herman Van Springel, ed a 26 anni di distanza dall'impresa di Tommy Prim che si vestì di rosa dopo essersi aggiudicato il prologo a cronometro di Brescia (12 maggio 1983).

Di Luca è stato magnifico, andandosi a prendere una vittoria che sembrava saldamente nelle mani del colombiano Mauricio Soler, protagonista di uno scatto a circa un km dal traguardo ed ormai quasi convinto di poter festeggiare il successo. Il tutto senza però fare i conti con l'abruzzese che ha stretto i denti ed ha tirato fuori tutta la rabbia che aveva in corpo. Questa 4/a tappa ha fornito alcune importanti indicazioni: che la Lpr è una squadra contro la quale bisognerà fare i conti fino alla fine; che Damiano Cunego, se vuole ottenere un risultato importante, dovrà osare di più (oggi è stato comunque sfortunato sull'ultimo strappo, dopo che gli è scivolato un piede dal pedale); che Ivan Basso è in buona forma; che Lance Armstrong non è imbattibile, dal momento che, negli ultimi metri, ha accusato una piccola crisi, cedendo alcuni secondi (15") ai rivali. Se attaccato seriamente, re Lance può davvero rimanere solo e barcollare su queste salite arrivate troppo presto per la sua condizione attuale.

La tappa di domani, da questo punto di vista, potrà aiutare a decodificare altri scenari di una corsa che ormai è entrata nel vivo. La frazione odierna, oltre che per la prevedibile bagarre finale, è stata caratterizzata dalla solita maxi-fuga, avviata al km 9 grazie all'iniziativa di Bellotti, Viganò, Stannard, De Bonis, Voigt e Martinez. Il vantaggio dei fuggitivi è cresciuto con il passare dei km, fino a toccare i 7'20", poi è sceso con l'arrivo delle salite. Sul Croce d'Aune, al km 119,7, sono transitati per primi Bellotti e De Bonis, quindi Voigt a 25", Martinez a 2'42", Viganò e Stannard a 3'35", infine il gruppo a 4'15".

Sull'ultima salita, quella che portava a San Martino di Castrozza, la fuga si è esaurita; l'ultimo a cedere è stato Voigt, ripreso dal gruppo a soli 2,5 km dal traguardo. Di Luca ha pure forato, mentre scalava il Croce d'Auna, ma questo contrattempo non è bastato a frenare il suo impeto. L'abruzzese, che era stato squalificato per la frequentazione con Santuccione, ma assolto dall'accusa di doping, adesso rischia di ritrovare anche una maglia rosa sull'Alpe di Siusi, dove domani la battaglia appare scontata.

 





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Messaggio Vince Menchov, Di Luca maglia rosa 
 
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Mercoledì 13 Maggio : 2009 La Stampa

GIRO D'ITALIA - I PRIMI VERDETTI DELLA CORSA ROSA

Vince Menchov,
Di Luca maglia rosa
    
Il russo trionfa nello sprint in salita.
Secondo l'italiano: "Il Giro è lungo".
Armstrong crolla e perde tre minuti.
Basso tiene il ritmo, Cunego in crisi


ImageALPE DI SIUSI - Il Giro alla rovescia, che ha fretta di salire sulle Dolomiti già alla quinta tappa, ha già i suoi primi verdetti. Se la vittoria di Denis Menchov sull’Alpe di Siusi e la maglia rosa di Di Luca alla fine sono soltanto istantanee della prima settimana di fatica, la corsa rosa di Damiano Cunego e Armstrong rischia di finire già nell’album dei ricordi.

Perché mentre il russo della Rabobank regolava l’abruzzese sul traguardo, c’era chi cercava di portare a termine dignitosamente l’ascesa conclusiva della quinta frazione, vedendo evaporare i sogni di una vittoria finale. A fare la differenza però non è stato né Menchov né Di Luca, bensì Ivan Basso che sembra essersi lasciato davvero alle spalle i due anni di squalifica per doping terminati lo scorso ottobre. Il varesino ha guidato il gruppetto dei migliori in salita, imponendo il proprio ritmo oltre a distacchi che per Cunego e Armstrong ammontano rispettivamente a 2’39" e 2’58". «Sapevo che avrei potuto perdere 2 minuti, ne ho persi tre ma alla fine va bene lo stesso - ha commentato il texano - La salita è stata molto dura ed io sto cercando di recuperare dal mio incidente. Penso che la prima metà di questo Giro mi servirà per recuperare».

Chi non ha alcuna intenzione di aspettare è Danilo Di Luca, che in classifica ora è al comando con 5 secondi sullo svedese Thomas Loevkvist e 1’07" su Ivan Basso (ottavo). L’abruzzese, però, non si fa illusioni: «Oggi nel finale eravamo in tanti, a dimostrazione che questo giro sarà duro, lungo e difficile, con tanti avversari» le sue parole poco dopo aver tagliato il traguardo. «Se sono più in forma del 2007? No, sono più o meno su quella strada, per me l’importante è questo. Ora cerco di godermi un po questa maglia, penso alla cronometro e poi vedremo». Tra i rivali più accreditati annovera di diritto lo stesso Menchov, che oggi con la vittoria ha lanciato un segnale chiaro ai suoi avversari: «Può vincere, quest’anno si è preparato meglio dello scorso anno, ci crede di più. È un percorso che gli si addice molto, anche la cronometro può essere a suo vantaggio».

A rispondere è proprio il corridore della Rabobank: «Questo Giro mi piace tantissimo, - ha assicurato - sto bene e per ora penso a lottare per la migliore posizione possibile. Armstrong in difficoltà? Certo che da lui ci si aspetta sempre di tutto, ma era molto difficile, soprattutto dopo la caduta. Non poteva essere al 100 per 100». Domani il Giro sconfinerà in Austria con la sesta frazione da Bressanone a Brixen-Mayrhofen per 248 km di corsa. Una tappa piuttosto mossa che si presta ai tentativi di fuga: sul percorso sono previsti due gran premi della montagna, l’ultimo dei quali a 45 km dal traguardo.
GIRO D'ITALIA - I PRIMI VERDETTI DELLA CORSA ROSA
Vince Menchov, Di Luca maglia rosa
    
Il russo trionfa nello sprint in salita.
Secondo l'italiano: "Il Giro è lungo".
Armstrong crolla e perde tre minuti.
Basso tiene il ritmo, Cunego in crisi
ALPE DI SIUSI
Il Giro alla rovescia, che ha fretta di salire sulle Dolomiti già alla quinta tappa, ha già i suoi primi verdetti. Se la vittoria di Denis Menchov sull’Alpe di Siusi e la maglia rosa di Di Luca alla fine sono soltanto istantanee della prima settimana di fatica, la corsa rosa di Damiano Cunego e Armstrong rischia di finire già nell’album dei ricordi.

Perché mentre il russo della Rabobank regolava l’abruzzese sul traguardo, c’era chi cercava di portare a termine dignitosamente l’ascesa conclusiva della quinta frazione, vedendo evaporare i sogni di una vittoria finale. A fare la differenza però non è stato né Menchov né Di Luca, bensì Ivan Basso che sembra essersi lasciato davvero alle spalle i due anni di squalifica per doping terminati lo scorso ottobre. Il varesino ha guidato il gruppetto dei migliori in salita, imponendo il proprio ritmo oltre a distacchi che per Cunego e Armstrong ammontano rispettivamente a 2’39" e 2’58". «Sapevo che avrei potuto perdere 2 minuti, ne ho persi tre ma alla fine va bene lo stesso - ha commentato il texano - La salita è stata molto dura ed io sto cercando di recuperare dal mio incidente. Penso che la prima metà di questo Giro mi servirà per recuperare».

Chi non ha alcuna intenzione di aspettare è Danilo Di Luca, che in classifica ora è al comando con 5 secondi sullo svedese Thomas Loevkvist e 1’07" su Ivan Basso (ottavo). L’abruzzese, però, non si fa illusioni: «Oggi nel finale eravamo in tanti, a dimostrazione che questo giro sarà duro, lungo e difficile, con tanti avversari» le sue parole poco dopo aver tagliato il traguardo. «Se sono più in forma del 2007? No, sono più o meno su quella strada, per me l’importante è questo. Ora cerco di godermi un po questa maglia, penso alla cronometro e poi vedremo». Tra i rivali più accreditati annovera di diritto lo stesso Menchov, che oggi con la vittoria ha lanciato un segnale chiaro ai suoi avversari: «Può vincere, quest’anno si è preparato meglio dello scorso anno, ci crede di più. È un percorso che gli si addice molto, anche la cronometro può essere a suo vantaggio».

A rispondere è proprio il corridore della Rabobank: «Questo Giro mi piace tantissimo, - ha assicurato - sto bene e per ora penso a lottare per la migliore posizione possibile. Armstrong in difficoltà? Certo che da lui ci si aspetta sempre di tutto, ma era molto difficile, soprattutto dopo la caduta. Non poteva essere al 100 per 100». Domani il Giro sconfinerà in Austria con la sesta frazione da Bressanone a Brixen-Mayrhofen per 248 km di corsa. Una tappa piuttosto mossa che si presta ai tentativi di fuga: sul percorso sono previsti due gran premi della montagna, l’ultimo dei quali a 45 km dal traguardo.

 





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Messaggio Sesta tappa, vince Scarponi dopo una fuga di quasi 200 chilo 
 
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Giovedì 14 Maggio : 2009 La Stampa

GIRO D'ITALIA

Sesta tappa, vince Scarponi dopo
una fuga di quasi 200 chilometri
    
Di Luca ha conservato la maglia rosa con un vantaggio invariato (5") sullo svedese Lovkvist

Michele Scarponi in una foto di archivio
ImageMAYRHOFEN - Michele Scarponi (Diquigiovanni Androni) ha vinto per distacco la sesta tappa del 92/o Giro d’Italia di ciclismo, la Bressanone-Mayrhofen im Zillertal (Austria), lunga 248 km. È il primo successo al Giro per il corridore di Jesi.

Il 29enne marchigiano Scarponi, vincitore quest’anno della Tirreno-Adriatico, si è imposto dopo 193 km di fuga, iniziata dopo circa 50 km in compagnia di Bonnafond, Gatto, Klostergaard e Kiryienka e chiusa poi in solitaria. Scarponi e Kiriyenka sono rimasti da soli sull’Hochkrimml, il secondo Gpm della giornata.
A nulla sono valsi i coraggiosi e ripetuti tentativi di Garzelli di riportarsi sui due battistrada. Kiriyenka, prima alle prese con una foratura e poi in preda ai crampi, ha perso contatto mentre Scarponi è riuscito ad amministrare il vantaggio sul gruppo.
Al secondo posto, con un distacco di 32”, è giunto Boasson Hagen (Nor, Columbia), terzo Allan Davis poi Pozzato, quarto. A 36” il gruppo della maglia rosa. Lance Armstrong è arrivato sul traguardo con un distacco di circa 1’20”.

Danilo Di Luca ha conservato la maglia rosa di leader della classifica generale: invariato il vantaggio (5") sullo svedese Lovkvist. Terzo l’australiano Rogers a 36", poi Leipheimer a 43” e Menchov a 50”. Basso è sesto a 1’08”.

Domani la settima tappa, 244 km da Innsbruck a Chiavenna.

 





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Messaggio Boasson Hagen vince la settima tappa 
 
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Venerdì 15 Maggio : 2009  La Stampa

 GIRO D'ITALIA

Boasson Hagen
vince la settima tappa

Alessandro Bertolini prova la fuga solitaria, ma si arrende nel finale.
Di Luca sempre in rosa


L'arrivo vincente di Edvald Boasson Hagen
ImageCHIAVENNA - Il norvegese Edvald Boasson Hagen ha vinto la settima tappa del Giro d’Italia, la Innsburck-Chiavenna di 244 km. Il corridore del Team Columbia si è imposto in 5h56'53'' - in uno sprint ristretto a 5 corridori. Boasson Hagen è arrivato al traguardo con Alessandro Bertolini (Diquigiovanni), il sudafricano Robert Hunter (Barloworld), il russo Pavel Brutt (Katusha) e con David Viganò (Fuji Servetto).

A scatenare la bagarre nella fase finale della giornata è stato Bertolini, scattato a 35 km dall’arrivo. Il 37enne corridore della Diquigiovanni ha guadagnato un margine di un minuto prima di essere raggiunto dagli altri 4 atleti a circa 10 km dal traguardo. Il quintetto ha tenuto un ritmo elevato e regolare nella fase finale della frazione, mantenendo un vantaggio di almeno 30 secondi sul gruppo. Bertolini ha provato a sorprendere i compagni di fuga a 700 metri dalla conclusione della tappa. Boasson Hagen ha risposto prontamente e ha chiuso a braccia alzate davanti a Hunter.

L’abruzzese Danilo Di Luca (Lpr) conserva la maglia di leader della classifica generale.

 





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Messaggio Horrillo cade nella scarpata: è grave L'ottava tappa al biel 
 
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Sabato 16 Maggio : 2009 La Stampa

GIRO D'ITALIA

Horrillo cade nella scarpata: è grave
L'ottava tappa al bielorusso Siutsou

Volo di 70 metri per il ciclista spagnolo. Di luca chiude terzo e mantiene la maglia rosa

Pedro Horrillo Munoz
ImageROMA - È ricoverato in condizioni critiche presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo il ciclista spagnolo Pedro Horrillo Munoz, scivolato in una scarpata per circa 70 metri oggi nel corso dell’ottava tappa del Giro d’Italia. Horrillo Munoz, che corre per il team Rabobank, è stato trasportato in ospedale da un elicottero della centrale operativa del 117 di Bergamo, che ha recuperato l’atleta in località Culmine San Pietro. Le condizioni del corridore, che non sarebbe in pericolo di vita, sono giudicate critiche ma stabili.

Horrillo Munoz è stato intubato sul posto dagli operatori del 118, che lo hanno trovato cosciente individuando immediatamente un trauma cranico, un trauma toracico e varie fratture, di cui una esposta al femore. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato il Soccorso Alpino, che tra l’altro ha provveduto a liberare la zona da alcuni alberi per consentire il recupero del paziente con il verricello, e l’ambulanza dei Volontari di Brembilla.

Il bielorusso Kanstantin Siutsou del team Columbia-High Road ha vinto per distacco l’ottava tappa del Giro d’Italia, disputata sui 209 chilometri di media montagna da Morbegno (Sondrio) a Bergamo. Siutsou ha preceduto nettamente il gruppo degli inseguitori, che ha visto Danilo Di Luca (Lpr) chiudere al terzo posto in volata e conservare la maglia rosa.

 





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Messaggio Giro, il gruppo rallenta per protesta E Cavendish vince la 
 
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Domenica 17 Maggio : 2009 La Stampa

NONA TAPPA DEL GIRO D'ITALIA

Giro, il gruppo rallenta per protesta
E Cavendish vince la tappa in volata

Di Luca conserva la maglia rosa

ImageROMA - Mark Cavendish del team Clumbia-High Road ha vinto in volata la nona tappa del Giro d’Italia, disputata a Milano su un percorso cittadino di 163 chilometri. Danilo Di Luca del team Lpr ha conservato la maglia rosa di leader della classifica generale. Il britannico allo sprint ha preceduto l’australiano Allan Davis della Quick Step e lo statunitense Tyler Farrar della Garmin-Slipstream. Quinto, invece, Alessandro Petacchi (Lpr-Farnese), già vincitore di due frazioni in questa edizione del Giro.

Nel corso della frazione odierna la direzione della corsa rosa, circa un’ora dopo la partenza, ha diffuso un comunicato annunciando l’annullamento dei tempi e dei distacchi della tappa odierna «per rendere omaggio alla città di Milano nella tappa che ricorda la partenza dell’avventura del Giro 100 anni fa». Valido, quindi, il solo ordine di arrivo. Nel corso della tappa, inoltre, tutti i ciclisti del gruppo hanno inscenato una protesta per sensibilizzare gli organizzatori della corsa rosa circa le misure di sicurezza del percorso odierno. I corridori, con in testa Di Luca, hanno a lungo tenuto un’andatura ridotta per poi fermarsi in blocco sulla linea del traguardo all’inizio del sestultimo giro. Dopo una breve interruzione i ciclisti hanno ripreso la tappa procedendo a lungo ad andatura turistica.

La protesta dei ciclisti arriva a ventiquattro ore dall’incidente che ha visto protagonista lo spagnolo Pedro Horrillo Gomez, sopravvissuto ad un volo di circa 60 metri in una scarpata. Munoz, che stava percorrendo un tratto di discesa, è uscito stamani dal coma farmacologico deciso dai medici per stabilizzare una situazione definita «molto seria». Il corridore del team Rabobank, soccorso da un elicottero, è ricoverato a Bergamo con fratture multiple ed una grave emorragia polmonare.

 





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Martedì 19 Maggio : 2009 La Stampa

GIRO D'ITALIA

Di Luca stacca tutti
e vince a Pinerolo

La maglia rosa allunga in classifica.
Pellizotti secondo, Menchov è terzo.
Garzelli dà spettacolo, crolla Cunego


Di Luca ancora primo al traguardo
ImagePINEROLO - Danilo Di Luca trionfa nella mitica Cuneo-Pinerolo e consolida la maglia rosa. La decima tappa del Giro d’Italia non presenta le stesse asperità della frazione che 60 anni fa rese leggendaria l’impresa di Fausto Coppi, ma per il "killer" abruzzese quella di oggi è comunque una giornata trionfale.

Nella tappa più lunga dell’edizione del centenario, con la cima Coppi al Sestriere, il leader della Lpr piazza la stoccata decisiva nello strappo ai 3 km dall’arrivo e si lascia tutti alle spalle, guadagnando altri secondi preziosi in generale. Di Luca taglia il traguardo con 9 secondi di vantaggio su Franco Pellizotti (Liquigas), sul russo Denis Menchov (Rabobank) e sull’ultimo re del Tour Carlos Sastre (Cervelo). Ivan Basso (Liquigas), Levi Leipheimer (Astana), Lance Armstrong e Gilberto Simoni arrivano a 29 secondi, Damiano Cunego (Lampre) a un minuto. Ancora più staccato lo svedese-rivelazione Lovkvist. In classifica generale, Di Luca ha 1’20" di vantaggio su Menchov, 1’33" sull’australiano Michael Rogers (Columbia). Leipheimer è a 1’40", Basso a 2’03".

In un’altra giornata triste per la morte di Fabio Saccani, storico motociclista della "corsa rosa" che ha perso la vita in un incidente questa mattina, a movimentare la tappa ci pensa il solito Stefano Garzelli. Il corridore della Acqua e Sapone-Mokambo scatta sul Moncenisio, primo GPM del giorno, transita per primo anche sulla cima del Sestriere e si arrende solo sul Prà S.Martino, dove entra in azione Pellizotti. L’uomo Liquigas mette in crisi alcuni big, soprattutto Cunego ma anche Armstrong, che poi però reagisce e limita i danni. In discesa, Di Luca guida un gruppetto che comprende anche Pellizotti, Sastre, Menchov e Arroyo. Nessuno, però, riesce a rispondere alla maglia rosa nello strappo che decide la tappa. «Era adatta alle mie caratteristiche, sembrava una Liegi-Bastogne-Liegi con quel finale nervoso», dice Di Luca dopo l’arrivo. «Ho fatto una bellissima azione e anche quello di Garzelli è stato un numero eccezionale. Non mi interessava andarlo a prendere, mi bastava fare l’azione che ho fatto per guadagnare qualche secondo importante».

Per Di Luca missione compiuta. E domani undicesima tappa, la Torino-Arenzano di 214 km con il Passo del Turchino nel finale.

 





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Mercoledì 20 Maggio : 2009

GIRO: Di Luca mantiene la maglia rosa

Sprint vincente: il re è Cavendish

Ad Arenzano il britannico s'impone in volata. Rabbia Petacchi: «Non c'è rispetto, troppe irregolarità»

Mark Cavendish (Lapresse)
ImageARENZANO - Senza rivali. Il britannico Mark Cavendish si è imposto nell'undicesima tappa del Giro, la Torino-Arenzano di 214 chilometri. Ha sconfitto in volata lo statunitense Farrar e il nostro Petacchi. Danilo Di Luca mantiene la maglia rosa di leader della classifica generale. Giovedì la dodicesima frazione, una cronometro individuale di 60,6 chilometri con partenza da Sestri Levante ed arrivo a Riomaggiore.

RABBIA PETACCHI - «Non c'è molto rispetto ma va bene lo stesso». Tanta amarezza nelle parole di Petacchi che ha tagliato il traguardo al terzo posto ma non è stato nelle condizioni di fare la volata. «Sempre spallate, anche un po' gratuite, anche quando non servono - aggiunge il corridore della Lpr - Farrar (secondo, ndr) è stato abbastanza scorretto, comunque, l'importante è non cadere».

 





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Messaggio Denis Menchov vince la crono delle Cinque Terre 
 
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Giovedì 21 Maggio : 2009

GIRO D'ITALIA

Denis Menchov vince
la crono delle Cinque Terre

Il russo strappa la maglia rosa a Danilo Di Luca, arrivato sesto al traguardo con un distacco di 1'54". L'ex leader soddisfatto: «Mi sono difeso bene»

La nuova maglia rosa Denis Menchov
ImageRIOMAGGIORE - Denis Menchov, vincitore oggi della dodicesima tappa, la cronometro individuale Sestri Levante-Riomaggiore, è la nuova maglia rosa del 92° Giro d’Italia di ciclismo. Alle sua spalle, sul traguardo delle Cinque Terre, l'americano Leipheimer a 20" (che ora è terzo in classifica generale a 40 secondi) e l'azzurro Stefano Garzelli, con un distacco di 1'03". A seguire lo sloveno Janez Brajkovic ad 1’14" e, al quinto posto, Franco Pellizotti ad 1'27" che ha preceduto Danilo Di Luca a 1'54". Deludente Ivan Basso, giunto undicesimo a 2’17".
Lance Armstrong (Astana) ha chiuso in tredicesima posizione a 2’26".

Il russo, 31 anni compiuti il 25 gennaio scorso, che si era già imposto nella quinta tappa sull’Alpe di Siusi, è riuscito così a sfilare la maglia di leader della corsa all’italiano Danilo Di Luca, che l’aveva indossata al termine della quarta tappa, sull’arrivo di San Martino di Castrozza, il 12 maggio scorso.

Ora l'abruzzese è secondo in classifica a 34" dal battistrada, ma non ha perso le speranze di aggiudicarsi il Giro d'Italia. «Mi sono difeso bene, sono contento». Danilo Di Luca non si dispera. «Menchov è andato fortissimo -ammette Di Luca ai microfoni della Rai- ma mi sono difeso bene. È una crono difficilissima, non finiva mai», aggiunge. «Sono partito bene, poi in salita ho fatto un pò di fatica ma sono soddisfatto. L’importante è essere lì a pochi secondi», conclude Di Luca.

Denis Menchov dedica la vittoria nella crono delle Cinque Terre e la maglia rosa al Giro d’Italia allo spagnolo Pedro Horrillo Munoz, suo compagno di squadra protagonista sabato scorso di un terribile caduta nella tappa tra Morbegno e Bergamo, riportando varie fratture. «Dedico questa vittoria a Horrillo, questo successo è per lui», ha detto il russo della Rabobank ai microfoni della Rai. «La cosa più importante oggi - ha aggiunto Menchov - era sfruttare il lavoro fatto in classifica. Era una tappa che mi piaceva moltissimo, una crono importantissima e sono riuscito a vincerla. Ora saranno importantissime anche le prossime tappe, io mi batterò per tenere questa maglia il più a lungo possibile».
Secondo Menchov, Ivan Basso, ora staccato da lui di tre minuti in classifica «rimane comunque tra i favoriti, così come Di Luca e Leipheimer».

LA CLASSIFICA GENERALE:

1. Denis Menchov (Rus) - Rabobank 50h27’17";
2. Danilo Di Luca (Ita) - LPR Brakes + 34";
3. Levi Leipheimer (Usa) - Astana + 40";
4. Franco Pellizotti (Ita) - Liquigas + 2’00";
5. Carlos Sastre (Spa) - Cervelo + 2’52";
6. Michael Rogers (Aus) - Columbia + 2’59";
7. Ivan Basso (Ita) - Liquigas + 3’00";
8. Gilberto Simoni (Ita) - Diquigiovanni + 4’38";
9. Marzio Bruseghin (Ita) - Lampre + 5’26";
10. Thomas Lovkvist (Sve) - Columbia + 5’53".

 





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Messaggio GIRO: VITTORIA ALLO SPRINT DI CAVENDISH 
 
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Venerdì 22 Maggio : 2009  Adolfo Fantaccini

GIRO:
VITTORIA ALLO SPRINT DI CAVENDISH

Image FIRENZE  - Il tris è servito. Mark Cavendish é stato implacabile, griffando anche il traguardo delle Cascine di Firenze. Al termine di una volata non priva di polemiche, e di colpi proibiti, l'inglesino ha battuto ancora una volta Alessandro Petacchi e tutta la schiera degli uomini-jet. Cavendish è letteralmente volato in un rettilineo lungo e largo, ideale per questo tipo di epiloghi, aggiudicandosi uno sprint da manuale, che gli vale il 3/o successo nel Giro d'Italia del Centenario, dopo quelli conquistati domenica scorsa nella Milano-Show e mercoledì ad Arenzano.

Il ragazzo nato nell'Isola di Man ha così messo la freccia e superato Petacchi in quanto a successi ottenuti in questo Giro: Cavendish comanda 3-2 sullo spezzino, che oggi ha ingaggiato un accesissimo duello verbale dopo il traguardo con Tyler Farrar, che aveva già accusato di gravi scorrettezze dopo l'arrivo di Arenzano. Ventiquattro anni, Cavendish, oltre a Petacchi, ha messo in riga tutti gli altri specialisti: da Davis, a Hunter allo stesso Farrar, e domani potrebbe anche non prendere il via da Campi Bisenzio (Firenze), per evitare inutili sofferenze in tappe non proprio adatte alle sue caratteristiche. Trionfatore dell'ultima Milano-Sanremo, Cavendish è anche il corridore che ha vinto di più nel corso della stagione: 11 i successi conquistati finora, ma su tutti spicca appunto la classica di primavera sulla Riviera dei Fiori che, come il Giro, quest'anno ha celebrato il proprio centenario. La tappa di oggi, partita da Lido di Camaiore nel segno di Gino Bartali, non presentava particolari rilievi altimetrici. Tutti in gruppo, poi solite fughe e controfughe: l'arrivo allo sprint era scontato. Nella carovana di corridori in pochi si sono accorti della presenza di Mario Cipollini che ha indossato la divisa d'ordinanza e si è infilato nel gruppo, passando fra le ammiraglie.

Un fuori programma gradito e prestigioso. Intorno al km 10 prende corpo la prima fuga: i promotori sono Scarselli, Ignatiev e Schroder. I tre raggiungono oltre 5' di vantaggio, ma non sembrano destinati ad arrivare ai piedi del campanile di Giotto. I primi due, infatti, vengono riassorbiti ad una ventina di km dalla fine, mentre Schroder si arrende ai -5 km. Quindi, lo sprint vincente di Cavendish, le polemiche fra Petacchi e Farrar, lo spettacolo degli oltre 60 km orari. La frazione tutta toscana non cambia nulla nella classifica generale, dove guida sempre il russo Denis Menchov, con 34' di vantaggio su Danilo Di Luca e 40" sullo statunitense Levi Leipheimer. Quarto Franco Pellizotti a 2', quindi lo spagnolo Carlos Sastre a 2'52". La frazione di domani potrebbe un po' cambiare le carte in tavola e permettere a Di Luca, se non di riconquistare quasi subito la maglia rosa, quantomeno di riavvicinarsi al vertice della classifica.

La salita finale di San Luca (Bologna), che in genere viene affrontata nel Giro dell'Emilia, sarà il quinto Gran Premio della montagna di giornata e non va sottovalutata da chi punta alla classifica. Due km di pendenza media fra il 10 ed il 16% possono rappresentare un ostacolo piuttosto duro, soprattutto se affrontato con sufficienza. Non è un tappone dolomitico, ma c'é da giurare che i big s'inventeranno qualcosa. Per dirla alla Basso, ci vuole anche fantasia per vincere un Giro d'Italia, o comunque per alimentare la speranza ed arginare il vento dell'est che da ieri soffia sulla corsa grazie a Menchov. Non uno qualunque.

 





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Messaggio L'australiano trionfa in solitaria e Denis Menchov rimane in 
 
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Sabato 23 Maggio : 2009  La Stampa

Ciclismo - Giro d'Italia
Di Luca spreca, tappa a Gerrans
    
L'australiano trionfa in solitaria
e Denis Menchov rimane in rosa

BOLOGNA - L’australiano della Cervelo Simon Gerrans ha vinto con arrivo solitario la 14a tappa, da Campi Bisenzio a Bologna di 172 km. Denis Menchov rimane in maglia rosa.

ImageGerrans ha preceduto gli altri compagni di fuga, lo svizzero Rubens Bertogliati della Diquigiovanni e Francesco Gavazzi della Lampre. Seguono il russo Evgenj Petrov e l’irlandese Philip Deignan, rispettivamente quarto e quinto al traguardo. La maglia rosa Denis Menchov ha tagliato il traguardo a circa 1’ dal vincitore di giornata, insieme a un gruppo che comprende anche Danilo Di Luca (Lpr) e Franco Pellizotti (Liquigas). Ivan Basso (Liquigas) e lo statunitense Levi Leipheimer (Astana) sono giunti a 3 secondi da Menchov. In classifica generale, il russo è sempre leader con un vantaggio di 34 secondi su Di Luca.

 





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Messaggio Basso stupisce ma vince Bertagnolli 
 
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Domenica 24 Maggio : 2009 La Stampa

Basso stupisce ma vince Bertagnolli

Inutili gli attacchi sul Monte Casale.
Menchov resta in rosa, crolla Simoni


ImageFAENZA - Leonardo Bertagnolli (Diquigiovanni Androni) ha vinto per distacco la 15esima tappa del Giro d’Italia, 161 km da Forlì a Faenza.

Il russo Denis Menchov (Rabobank) ha conservato la maglia rosa di leader della classifica generale. Bertagnolli, in fuga dal km.27 insieme ad altri quindici uomini, ha preceduto il belga Serge Pauwels, il danese Glenn Bak e gli italiani Marco Pinotti e Marco Marzano, giunti a 54 secondi. Il gruppo maglia rosa è giunto a quasi due minuti. Più staccati Lance Armstrong (Astana) e Damiano Cunego (Lampre). Crolla ed esce definitivamente dalla zona classifica Gilberto Simoni.

La tappa si è accesa sul Monte Casale, dove sono entrati in azione Ivan Basso e Stefano Garzelli. L’attacco consente ai due di guadagnare fino a un minuto e 15 secondi sul gruppo maglia rosa, ma è un vantaggio destinato a diminuire. Il ricongiungimento avviene ai meno 15 dal traguardo. Davanti, Bertagnolli si avvia sicuro al successo di tappa ma i "big" arrivano compatti. In classifica generale, Menchov guida con 34 secondi su Danilo Di Luca (Lpr-Farnese) e 43 sullo statunitense Levi Leipheimer (Astana). Franco Pellizotti (Liquigas-Doimo) è quarto a 2’. Seguono lo spagnolo Carlos Sastre (Cervelo) a 2’52" e Ivan Basso (Liquigas-Doimo) a 3’03". Domani è in programma la 16a tappa, 237 km durissimi con partenza da Pergola e arrivo in salita a Monte Petrano.

 





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