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Cinque anni di stupri e violenze: il mostro romeno non va ma
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Sabato 14 Febbraio : 2009 Cronacaqui.it

Insieme al branco, nel 2005, rapinava e seviziava le coppiette. Ieri ci ha riprovato

Cinque anni di stupri e violenze:
il mostro romeno non va mai dentro

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MILANO 14/02/2009 - Come cinque anni fa, ha preso di mira una cop­pia di fidanzati, deruban­doli e minacciandoli. Come cinque anni fa, ha spaccato i vetri della loro auto in un parcheggio iso­lato, sempre lo stesso. Come cinque anni fa, ha tentato di scappare prima dell’arrivo dei carabinie­ri, rifugiandosi in un cam­po nomadi poco distante. Il branco, Alin Arghir Ciucur, rom romeno di 21 anni, non l’ha mai lascia­to. Arrestato nel 2005 do­po il tragico stupro di gruppo di una studentes­sa di 22 anni aggredita in via Chopin mentre si era appartata in auto con il suo fidanzato, Alin Arghir Ciucur è tornato a colpire. Alle sue spalle precedenti penali di ogni sorta: furto, sequestro di persona, ra­pina e violenza sessuale di gruppo. Eppure per lui, all’epoca dei primi arresti ancora minorenne, solo sette mesi di carcere e qualche periodo in una comunità di recupero. Poi di nuovo libero, a ripetere gli stessi crimi­ni.

LE COINCIDENZE
Ha scelto lo stesso par­cheggio di via Mezzanot­te, a due passi dal cimite­ro di Chiaravalle, Alin Ar­ghir Ciucur, per portare a segno la sua ultima rapi­na. Lo stesso spiazzo di terra abbandonato dove lui e i suoi amici, che gli investigatori avevano so­prannominato allora “ il branco delle coppiette”, la notte del 5 giugno del 2005 rapinarono due fi­danzati e dopo aver chiu­so lui nel bagagliaio stu­prarono a turno lei.
Una violenza bestiale che scatenò, a Milano, un im­patto emotivo senza pre­cedenti. Alin Arghir Ciu­cur, allora 16enne, fu uno dei primi del branco a essere scovati dagli uomi­ni della Squadra Mobile di Milano. Si era rifugiato in una baracca dell’ac­campamento nomadi vi­cino all’abbazia di Chiara­valle. Proprio lui vuotò il sacco sulla “ banda delle cop­piette”, che aveva portato a segno almeno sette altri colpi sempre nella stessa zona di Milano. E’ lungo il curriculum cri­minale del romeno: nel 2004 è stato identificato e denunciato per furto per ben due volte e poi porta­to in una comunità protet­ta per minori.
Nel 2005, appunto, a Mi­lano, viene arrestato per lo stupro di gruppo di via Chopin. E’ minorenne, e i giudici decidono per lui l’affidamento in una co­munità per minori a Schio ( Vicenza). Dal novembre 2006 al giugno 2007 scon­ta una breve parentesi di carcere a San Vittore. Poi nuovo a Schio fino al di­cembre 2008, e infine a una comunità di Cagliari fino al 16 gennaio scorso. Poi torna a Milano, a baz- zicare sempre le stesse zone.

L’ULTIMA RAPINA
Proprio lì, due sere fa, insieme a un complice, prende di mira la Toyota Yaris su cui si era apparta­ta una coppia di fidanzati, 30 anni lei e 26 lui. I romeni tentano di rapi­narli ed è solo grazie alla prontezza e alla forza del 26enne che non ci riesco­no e che uno dei due viene arrestato. Il sospetto è che Alin Ar­ghir Ciucur e il suo com­plice, se non fossero stati fermati in tempo, avreb­bero ripetuto lo stesso ter­ribile copione di cinque anni prima.

Il racconto

«Ho temuto seriamente
per la vita della mia ragazza»


 «Non so neppure io dove ho trovato la forza di reagire in maniera così energica. So solo che ho avuto paura per la vita della mia fidanzata, ho temuto potessero farle davvero del male e ho deciso che non gliel’avrei permesso». D. R., 26 anni, è un ragazzo alto un metro e 85 centimetri, corporatura robusta. E’ stato anche grazie al suo fisico massiccio che è riuscito a bloccare il romeno 21enne re­sponsabile la scorsa notte davanti all’abbazia di Chiaraval­le di una tentata rapina.

Un atto eroico, il suo, che ha permesso ai carabinieri della Compagnia Monforte di fermare (per l’ennesima volta) Alin Arghir Ciucur, già responsabile nel 2005 di altre rapine ai danni delle coppiette e dell’efferato stupro di gruppo di una studentessa di 22 anni. La coppia, 26 anni lui e 30 anni, che secondo il loro racconto si frequentano da qualche mese, si era appartata a bordo della Toyota Yaris della ragazza a pochi passi dall’abbazia di Chiaravalle. Ad un tratto i due romeni hanno tentato di forzare il bagagliaio dell’auto. La coppia se n’è accorta e la ragazza, al posto di guida, ha avviato il motore.

Per la fretta e la tensione, però, è andata a sbattere contro un marcia­piede pochi metri più avanti. I romeni li hanno raggiunti, e dopo aver spaccato il vetro dell’auto hanno intimato ai due fidanzati di consegnare loro soldi e cellulare, minacciando di avere con sé una pistola. Il 26enne, quindi, ha deciso di affrontare i due malviventi. E’ sceso dall’auto e si è scara­ventato contro uno di loro, Alin Arghir Ciucur, mentre l’altro è riuscito a scappare. Poco dopo allartati dalla ragazza, sono arrivati i carabinieri. Durante lo scontro M.D. ha ripor­tato alcune contusioni alla mano: guarirà in una dieci giorni. «Ho reagito solo perché ho temuto seriamente che potes­sero fare del male alla mia ragazza - ha detto - le cose potevano davvero finire peggio»

 





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