Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
Indice tematico delle sezioni.
e, per un aggiornamento rapido:
(M) Articoli con più fonti - HOME PAGE
Martedì, 29 Dicembre 2009 Chiara Corti, gdb
Circoscrizioni, futuro a rischio
La Finanziaria appena approvata le sopprime a partire dal 2013. Il vicesindaco Rolfi: «C’è tempo per cambiare la legge». Bragaglio (Pd): «L’ultima parola spetta al Comune»
Erano nove, sono cinque, spariranno? Nella foto, la sede della Circoscrizione sud in via Micheli
Circoscrizioni: quale futuro? L’approvazione della Finanziaria 2010 ne ha decretato la soppressione: cosa succederà ora? La questione è controversa.
Partiamo dallo stato delle cose. La norma era contenuta (con le altre inerenti Comuni, Province e Comunità montane) nel Codice delle autonomie, varato dal Governo a novembre e mai calendarizzato in Parlamento. Il tutto è però stato inserito, intorno alla metà di dicembre, nella Finanziaria 2010 dal ministro alla Semplificazione normativa Roberto Calderoli e sono così stati approvati la scorsa settimana (il 22 dicembre) i tagli a Consigli e Giunte comunali e provinciali, insieme alla soppressione delle Circoscrizioni nei Comuni con popolazione inferiore ai 250mila abitanti (articolo 2, comma 176-b), ad eccezione dei capoluoghi regionali.
«Un’esperienza positiva»
La morte delle esperienze circoscrizionali a partire dal 2013 è quindi «al momento legge dello Stato» spiega Fabio Rolfi, vicesindaco e assessore al Decentramento e alla Partecipazione dichiarando la propria contrarietà a questa decisione e auspicando «una modifica da parte del Parlamento prima del 2013. Magari all’atto della conversione in legge proprio del Codice delle autonomie, che dovrebbe essere approvato tra fine gennaio e inizio febbraio».
Pur essendo «d’accordo con la razionalizzazione dei costi e l’eliminazione degli enti inutili», Rolfi spiega infatti come «l’esperienza bresciana si sia sempre rivelata positiva, abbia operato per una vera partecipazione e non abbia causato sprechi di denaro pubblico». Se non ci saranno passi indietro a livello nazionale, il Comune non mancherà di «comunicare la propria contrarietà. La Finanziaria pone un brusco stop al lavoro in atto dopo la riforma che ha portato da nove a cinque le Circoscrizioni e cominceremo anche a pensare a come assicurare un punto di riferimento ai cittadini se davvero verranno meno gli enti decentrati - aggiunge Rolfi -. Si potrebbe mantenere il decentramento dei servizi, mentre per la partecipazione si potrebbero proporre forme di consulta territoriale su base volontaria».
«Hanno rilievo statutario»
La questione però, come si diceva, non è del tutto chiara. «Già la precedente normativa sanciva la non obbligatorietà delle Circoscrizioni e la riforma è stata operata per portare a un taglio dei costi di gestione e a un aumento nel numero di abitanti (si va dai 28.070 della Est ai 44.281 della Sud, ndr)», spiega Claudio Bragaglio, fautore della riforma sotto la Giunta Corsini in qualità di assessore alla Partecipazione, oggi consigliere in Loggia del Pd e vicepresidente della commissione Politiche della sicurezza, vigilanza, decentramento e partecipazione. «Rimane incerta la fase applicativa della normativa, ma le Circoscrizioni bresciane hanno rilievo statutario e quindi il Consiglio comunale può decidere se sopprimerle o mantenerle». Bragaglio ha inoltre chiesto un paio di settimane fa «le dimissioni di Andrea Ghezzi, presidente della commissione che dovrebbe discutere della questione (Sicurezza, vigilanza, decentramento, partecipazione ndr) e che invece non viene convocata dal 22 giugno».
















































