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Martedì, 27 Ottobre 2009: Accadde Oggi Emanuele Galesi, GdB
Cittadinanza,
la Lega torna sul test d’ingresso
la Lega torna sul test d’ingresso
Il deputato Girelli con Caparini e Rolfi
Regole sulla costruzione delle moschee, divieto di utilizzo del burqa quando rende irriconoscibile la persona e test di cittadinanza per gli stranieri che intendono acquisirla. Tre temi che la Lega Nord ha da tempo messo al centro dei propri messaggi politici, tre temi che il Carroccio torna a porre sul banco delle sue attività in Parlamento. Andrea Girelli, deputato lodigiano della Lega, in una tappa della sua «tournée» in varie cittadine del Nord, ha visitato ieri la sede provinciale di via Voltolina accompagnato dal collega Davide Caparini, dal vicesindaco di Brescia, Fabio Rolfi, e dal segretario provinciale del Carroccio, Stefano Borghesi. Un incontro-conferenza stampa servito a «proporre ai cittadini e ai media l’impegno della Lega sull’ordine pubblico, la sicurezza, la tutela e la salvaguardia della legalità», ha spiegato Borghesi. Oltre naturalmente a tornare sui cavalli di battaglia del partito in una fase che prelude alla campagna elettorale per le regionali di marzo.
Così, la Lega ha giocato d’anticipo, mandando messaggi anche agli alleati: «Avete mai sentito parlare di cittadinanza breve, diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, voto agli stranieri alle amministrative o ora di religione islamica nel programma del centrodestra?» si è chiesto Girelli, riferendosi alle aperture del presidente della Camera, Gianfranco Fini, su questi argomenti. «Non possiamo rimanere solo noi della Lega di fronte agli impegni del programma, c’è bisogno di un momento di riflessione». Una riflessione che dovrebbe comprendere, secondo la Lega, «un’indagine conoscitiva di ciò che viene detto nelle moschee» condotta attraverso le testimonianze di magistrati, forze dell’ordine, mediatori culturali e più in generale coloro che frequentano le moschee e sono disposti a collaborare. L’indagine avrebbe «fini legislativi», ovvero farebbe da preludio a una serie di provvedimenti del Parlamento sulla realtà islamica in Italia. «Servirà a sapere anche cosa si dice di noi italiani» sottolinea Girelli.
E sempre in tema di moschee, la Lega intende proporre un disegno di legge che ne regoli la costruzione, ad esempio ponendo una distanza minima «di 500 metri da un campanile». «Qualcuno dirà che è un segno di intolleranza, ma questa norma l’ho copiata dall’Egitto, dove le leggi sulla costruzione delle chiese cristiane sono così restrittive da renderne impossibile la realizzazione - prosegue Girelli -. È questione di reciprocità». Oltre a questo, si parla dell’obbligo degli imam di iscriversi ad un registro, o albo, e di fare i loro discorsi ai fedeli in italiano. Rispetto al burqa, il divieto del suo utilizzo rientra nella proposta depositata il 2 ottobre di modifica della Legge 152/1975 in materia di ordine pubblico e riconoscibilità delle persone, che proibisce l’uso «di ogni mezzo che non renda visibile l’intero volto».
Caparini ha insistito sulla necessità di istituire un test da sostenere prima di concedere la cittadinanza ad uno straniero «per verificare l’accettazione delle regole e delle norme, la conoscenza della lingua e della cultura». Per Fabio Rolfi, infine, «la Lega fornisce a livello nazionale strumenti agli enti locali per risolvere i problemi legati alla nascita di moschee e centri islamici, che spesso vengono realizzati in appartamenti o esercizi commerciali».














































