CLIMA:
PIANETA IN CRISI, DRAMMATICO RAPPORTO ONU
PIANETA IN CRISI, DRAMMATICO RAPPORTO ONU
ROMA - L'uomo si conferma come il più terribile predatore fra gli animali, ma presto potrebbe non avere più risorse per sostenersi. Il quadro non proprio ottimista l'ha dipinto l'Unep, l'agenzia dell'Onu per l' ambiente, che nel suo ultimo rapporto presentato a Nairobi sottolinea come negli ultimi vent'anni tutti gli indicatori dello stato di salute dell'ambiente siano peggiorati, mentre dal canto suo l"animale uomò ha aumentato il suo benessere di un terzo. "Ci sono stati abbastanza avvertimenti fino a questo momento - ha dichiarato il direttore dell'Unep Achim Steiner - spero che questo sia quello finale. La distruzione sistematica delle risorse naturali ha raggiunto un punto tale per cui la stessa sostenibilità dell'economia è in discussione, e i nostri figli potrebbero non riuscire a pagare il conto delle nostre azioni".
Sono tre i principali problemi che l'umanità deve affrontare secondo il rapporto:
- CAMBIAMENTI CLIMATICI: "Lo spettro dei cambiamenti climatici - recita il documento - è la peggiore minaccia per il 21esimo secolo". Il riscaldamento globale peggiora infatti secondo gli esperti tutti gli altri problemi. Secondo i dati presentati, i livelli di anidride carbonica in atmosfera sono cresciuti di un terzo dal 1987. Da qui a metà del secolo, fa notare il rapporto, bisogna ridurre le emissioni del 50%.
- POPOLAZIONE: dal 1987 gli abitanti del pianeta sono aumentati di un terzo, così come la ricchezza pro-capite media passata da 6mila a 8mila dollari. Questo si è riflettuto su un aumento della pressione sulle risorse naturali:In Asia, ad esempio, la disponibilità d'acqua è passata da 1700 metri cubi l'anno a persona a 907, e la previsione è che diventino 420 entro la metà del secolo. In forte crescita è la domanda di energia, salita globalmente del 19% dal 1987. Nello stesso arco di tempo lo sfruttamento agricolo del suolo è passato da 1,8 tonnellate prodotte per ettaro a 2,5, con conseguenze sull'erosione e sull'inquinamento dovuto ai fertilizzanti. Già ora, fa notare il rapporto, la nostra 'impronta ambientale', cioé la quantità di pianeta sfruttata da una singola persona è 22 ettari, mentre la Terra può sopportarne fino a 16. Questo dato è destinato però a peggiorare, anche per la previsione di una popolazione della Terra pari a nove miliardi di persone entro il 2050.
- BIODIVERSITA': l'effetto combinato dell'aumento della popolazione e dei cambiamenti climatici è devastante per la biodiversità. La velocità con cui le specie animali si estinguono è 100 volte più alta di vent'anni fa, e ormai sono a rischio il 30% degli anfibi, il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli. Negli oceani i banchi di pesci ormai esauriti sono passati dal 15 al 30%, e le popolazioni considerate sovrasfruttate sono raddoppiate, e ora sono il 40%. La richiesta di più terre da coltivare per sostenere la popolazione porta alla distruzione di habitat fondamentali per gli animali, come le foreste.
Sono tre i principali problemi che l'umanità deve affrontare secondo il rapporto:
- CAMBIAMENTI CLIMATICI: "Lo spettro dei cambiamenti climatici - recita il documento - è la peggiore minaccia per il 21esimo secolo". Il riscaldamento globale peggiora infatti secondo gli esperti tutti gli altri problemi. Secondo i dati presentati, i livelli di anidride carbonica in atmosfera sono cresciuti di un terzo dal 1987. Da qui a metà del secolo, fa notare il rapporto, bisogna ridurre le emissioni del 50%.
- POPOLAZIONE: dal 1987 gli abitanti del pianeta sono aumentati di un terzo, così come la ricchezza pro-capite media passata da 6mila a 8mila dollari. Questo si è riflettuto su un aumento della pressione sulle risorse naturali:In Asia, ad esempio, la disponibilità d'acqua è passata da 1700 metri cubi l'anno a persona a 907, e la previsione è che diventino 420 entro la metà del secolo. In forte crescita è la domanda di energia, salita globalmente del 19% dal 1987. Nello stesso arco di tempo lo sfruttamento agricolo del suolo è passato da 1,8 tonnellate prodotte per ettaro a 2,5, con conseguenze sull'erosione e sull'inquinamento dovuto ai fertilizzanti. Già ora, fa notare il rapporto, la nostra 'impronta ambientale', cioé la quantità di pianeta sfruttata da una singola persona è 22 ettari, mentre la Terra può sopportarne fino a 16. Questo dato è destinato però a peggiorare, anche per la previsione di una popolazione della Terra pari a nove miliardi di persone entro il 2050.
- BIODIVERSITA': l'effetto combinato dell'aumento della popolazione e dei cambiamenti climatici è devastante per la biodiversità. La velocità con cui le specie animali si estinguono è 100 volte più alta di vent'anni fa, e ormai sono a rischio il 30% degli anfibi, il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli. Negli oceani i banchi di pesci ormai esauriti sono passati dal 15 al 30%, e le popolazioni considerate sovrasfruttate sono raddoppiate, e ora sono il 40%. La richiesta di più terre da coltivare per sostenere la popolazione porta alla distruzione di habitat fondamentali per gli animali, come le foreste.














































