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Domenica, 13 Dicembre 2009
CLIMA: Riscoprire i prodotti nazionali
Bastano semplici accorgimenti nella vita di tutti i giorni
Clima: Coldiretti, con spesa responsabile ogni famiglia può tagliare fino a 1000 kg di Co2
Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre al minimo gli imballaggi, fare acquisti di gruppo, riciclare le buste, ottimizzare il consumo di energia, evitare piatti e bicchieri di plastica sono alcuni dei comportamenti suggeriti per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici
"Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre al minimo gli imballaggi, fare acquisti di gruppo, recarsi alla spesa riciclando le buste, ottimizzare il consumo di energia nella conservazione e nella preparazione dei cibi, evitare di apparecchiare con piatti e bicchieri di plastica sono, insieme alla raccolta differenziata" sono alcuni dei comportamenti suggeriti dal decalogo della Coldiretti per assumere "responsabilita' nei confronti delle generazioni future".
"Infatti -sottolinea la Coldiretti- acquistando prodotti locali e di stagione ogni famiglia puo' ridurre di mille chili le emissioni di gas ad effetto serra, ma ulteriori risparmi possono essere ottenuti con l'utilizzo di sportine riciclabili e attraverso altri semplici accorgimenti in cucina con pentole e frigoriferi a basso impatto energetico".
Secondo l'analisi della Coldiretti, "ogni pasto percorre mediamente quasi duemila chilometri prima di giungere sulle tavole e la distribuzione commerciale dei prodotti alimentari, con i lunghi trasporti e le inefficienze di natura logistica". Questa situazione "e' -continua la Coldiretti- tra le principali responsabili su scala globale dell'emissione di gas a effetto serra".
"In Italia -continua- la possibilita' di fare acquisti 'a chilometri zero' e' offerta dall'esistenza di 60.700 frantoi, cantine, malghe e cascine dove e' possibile comperare direttamente, ai quali si aggiungono circa i 500 mercati degli agricoltori (farmers market) di Campagna Amica aperti dalla Coldiretti nell'ambito del progetto per 'una filiera agricola tutta italiana' nelle piccole e grandi citta'".
Nel mercato di Campagna Amica del Circo Massimo a Roma, sottolinea Coldiretti, e' previsto ad esempio l'utilizzo di buste biodegradabili e compostabili realizzate in amido di mais, la vendita di latte con distributore automatico e bottiglia in vetro riutilizzabile, la raccolta differenziata dei rifiuti, il compostaggio dei rifiuti organici (scarti alimentari), l'illuminazione del Mercato con lampade ad alto risparmio energetico e la consegna prodotti a domicilio con bici 'cibo in bici'.
"Sul sito www.campagnamica.it -ricorda la Coldiretti- e' disponibile una mappa delle imprese agricole che vendono direttamente i prodotti distinti per provincia, ma anche un elenco dei mercati dei produttori attivi nelle diverse citta'". E laconfederazione degli imprenditori agricoli detta, punto per punto, il decalogo della spesa 'salva-clima'.
Chiaro il decalogo della Coldiretti per la spesa salva-clima secondo il quale innanzitutto bisogna "preferire l'acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti, ma anche scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la conservazione". Quindi bisogna "ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore, come nei mercati di campagna amica della Coldiretti, per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti". E non solo.
Per Coldiretti, infatti, serve anche "privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi come i distributori automatici di latte; acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantita' di cibo consumato; fare acquisti di gruppo, anche in condominio, per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa; riutilizzare le borse per la spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica".
Infine bisogna secondo Coldiretti, "ottimizzare l'energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto; evitare di servire a tavola con piatti e bicchieri di plastica che consumano energia e inquinano l'ambiente; fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti".
Per salvare il pianeta,
un invito a riscoprire i prodotti nazionali
un invito a riscoprire i prodotti nazionali
Coldiretti: anche i cibi di Natale inquinano, ecco la lista nera dei meno 'sostenibili'
In testa le ciliege e le pesche del Cile: per averli si spreca energia e il lungo viaggio che devono fare per arrivare sulle nostre tavole contribuisce all'emissione di gas ad effetto serra
- Anche i cibi maggiormente gettonati a Natale possono inquinare. Le ciliegie e le pesche dal Cile, i mirtilli argentini e l'anguria dal Brasile salgono, nell'ordine, sul podio della top ten dei cibi che sulle tavole nazionali delle feste sprecano energia, inquinano il Natale e contribuiscono all'emissione di gas ad effetto serra a causa dei lunghi trasporti che subiscono per arrivare in Italia. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti che, in occasione della Conferenza dell'Onu sui cambiamenti climatici di Copenhagen, ha presentato la lista nera dei consumi di Natale per contribuire con stili di vita sobri e responsabili a salvare il pianeta.
"E' stato calcolato che - sottolinea la Coldiretti - un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per piu' di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l'anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei".
"Il consumo durante le feste di Natale di prodotti fuori stagione provenienti di migliaia di chilometri di distanza e' - sottolinea la Coldiretti - una tendenza snob in forte ascesa che concorre a far saltare il budget dei cenoni con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte a quelli di mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine Made in Italy e appare del tutto ingiustificata perche' si tratta spesso di prodotti poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti ad un grado di maturazione incompleto per poter resistere a viaggi di migliaia di chilometri percorsi su mezzi inquinanti che liberano nell'aria gas ad effetto serra".
Secondo la Coldiretti "la voglia di cambiamento o il bisogno di stupire gli ospiti nei banchetti natalizi o di fine anno possono essere soddisfatte dalla riscoperta dei frutti meno 'diffusi' ma nazionali come cachi e fico d'India o antiche varieta', dalla mela limoncella alla pera madernassa, che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti, rimandando alla giusta stagione il consumo di ciliegie, anguria, asparagi o fagiolini".
Tra i prodotti piu' diffusi che rischiano di inquinare il Natale "ci sono anche - continua la Coldiretti - le noci della California, le more dal Messico, il salmone dall'Alaska, gli asparagi dal Peru', i meloni dal Guadalupe, i melograni da Israele e i fagiolini dall'Egitto".
"Per alcuni di questi prodotti - conclude la Coldiretti - non ci sono solo problemi per motivi ambientali ma ci sono anche perplessita' di carattere sanitario".
In testa le ciliege e le pesche del Cile: per averli si spreca energia e il lungo viaggio che devono fare per arrivare sulle nostre tavole contribuisce all'emissione di gas ad effetto serra
"E' stato calcolato che - sottolinea la Coldiretti - un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per piu' di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l'anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei".
"Il consumo durante le feste di Natale di prodotti fuori stagione provenienti di migliaia di chilometri di distanza e' - sottolinea la Coldiretti - una tendenza snob in forte ascesa che concorre a far saltare il budget dei cenoni con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte a quelli di mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine Made in Italy e appare del tutto ingiustificata perche' si tratta spesso di prodotti poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti ad un grado di maturazione incompleto per poter resistere a viaggi di migliaia di chilometri percorsi su mezzi inquinanti che liberano nell'aria gas ad effetto serra".
Secondo la Coldiretti "la voglia di cambiamento o il bisogno di stupire gli ospiti nei banchetti natalizi o di fine anno possono essere soddisfatte dalla riscoperta dei frutti meno 'diffusi' ma nazionali come cachi e fico d'India o antiche varieta', dalla mela limoncella alla pera madernassa, che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti, rimandando alla giusta stagione il consumo di ciliegie, anguria, asparagi o fagiolini".
Tra i prodotti piu' diffusi che rischiano di inquinare il Natale "ci sono anche - continua la Coldiretti - le noci della California, le more dal Messico, il salmone dall'Alaska, gli asparagi dal Peru', i meloni dal Guadalupe, i melograni da Israele e i fagiolini dall'Egitto".
"Per alcuni di questi prodotti - conclude la Coldiretti - non ci sono solo problemi per motivi ambientali ma ci sono anche perplessita' di carattere sanitario".














































