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Domenica, 20 Dicembre 2009 gdb
TURNI DISATTESI
Ho letto sul Giornale di Brescia di domenica la lettera di una mamma che mi ha colpita, forse perché fino a che non si sentono le testimonianze degli altri non ci si rende bene conto di quel che passa chi ci sta vicino. Mi riferisco alla lettera della ragazza che pur di non perdere il posto va a lavorare anche il giorno di Natale e sicuramente andrà anche a S. Stefano, Pasquetta, 2 Giugno ecc. ecc. e naturalmente tutte le domeniche.
Io non sono madre, sono figlia e moglie, e lavoro in uno dei tanti centri commerciali della provincia di Brescia. I problemi sono tanti, c’è poco lavoro e questo porta chi ce l’ha a sopportare ogni cosa. La cosa più triste è che era stato detto, anche pubblicato dal Giornale di Brescia nel maggio del 2009 se non ricordo male, che c’era l’obbligo da parte delle aziende di far stare a casa a turno ogni dipendente una domenica al mese e che ci sarebbero stati anche dei controlli per verificare che venisse fatta rispettare questa cosa.
Sono passati 7 mesi e di quella famosa domenica che avrebbe permesso a tutti/e quelle come me di passare almeno una domenica al mese con il proprio marito o magari perché no con i propri familiari, nemmeno l’ombra. Sia io che le mie colleghe ci eravamo già organizzate per girare il mondo intero in un giorno, e invece niente, se ne fregano un po’ tutti, dalla responsabile di negozio ai titolari dell’azienda e a chi dovrebbe controllare un po’ i cedolini paga di tutti/e noi, anche perché per paura delle conseguenze nessuno ha il coraggio di denunciare a voce alta a chi di competenza questa cosa, e intanto chi decide per noi sta a casa il sabato, la domenica ogni festività e si fa tutti i ponti...
Io mi devo rassegnare a fare quello della tangenziale che mi porta in negozio. Quindi non ci rimane altro da fare che «ringraziare» di avere un lavoro, con la speranza che un giorno qualcuno si decida a dare un po’ di respiro a tutti. Buon Natale.
Lettera firmata
Commercio e riposi domenicali
Ho letto sul Giornale di Brescia di domenica la lettera di una mamma che mi ha colpita, forse perché fino a che non si sentono le testimonianze degli altri non ci si rende bene conto di quel che passa chi ci sta vicino. Mi riferisco alla lettera della ragazza che pur di non perdere il posto va a lavorare anche il giorno di Natale e sicuramente andrà anche a S. Stefano, Pasquetta, 2 Giugno ecc. ecc. e naturalmente tutte le domeniche.
Io non sono madre, sono figlia e moglie, e lavoro in uno dei tanti centri commerciali della provincia di Brescia. I problemi sono tanti, c’è poco lavoro e questo porta chi ce l’ha a sopportare ogni cosa. La cosa più triste è che era stato detto, anche pubblicato dal Giornale di Brescia nel maggio del 2009 se non ricordo male, che c’era l’obbligo da parte delle aziende di far stare a casa a turno ogni dipendente una domenica al mese e che ci sarebbero stati anche dei controlli per verificare che venisse fatta rispettare questa cosa.
Sono passati 7 mesi e di quella famosa domenica che avrebbe permesso a tutti/e quelle come me di passare almeno una domenica al mese con il proprio marito o magari perché no con i propri familiari, nemmeno l’ombra. Sia io che le mie colleghe ci eravamo già organizzate per girare il mondo intero in un giorno, e invece niente, se ne fregano un po’ tutti, dalla responsabile di negozio ai titolari dell’azienda e a chi dovrebbe controllare un po’ i cedolini paga di tutti/e noi, anche perché per paura delle conseguenze nessuno ha il coraggio di denunciare a voce alta a chi di competenza questa cosa, e intanto chi decide per noi sta a casa il sabato, la domenica ogni festività e si fa tutti i ponti...
Io mi devo rassegnare a fare quello della tangenziale che mi porta in negozio. Quindi non ci rimane altro da fare che «ringraziare» di avere un lavoro, con la speranza che un giorno qualcuno si decida a dare un po’ di respiro a tutti. Buon Natale.
Lettera firmata














































