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Mercoledì 25 Febbraio : 2009 di Umberto Eco
Con Eco è un altro Medioevo
Di quell'epoca, il Medioevo, apparentemente così lontana noi usiamo ancora in gran parte l'eredità. Pur conoscendo ormai altre fonti di energia, usiamo ancora i mulini ad acqua e a vento, già noti agli antichi, e in Cina o in Persia, ma che solo dopo il Mille vengono introdotti e perfezionati in Occidente. E pare che di quel legato si debba fare buon uso ora che, con la crisi del petrolio, si sta riconsiderando seriamente l'energia eolica.
Il Medioevo molto apprende dalla medicina araba, ma nel 1316 Mondino de' Liuzzi pubblica il suo trattato di anatomia ed esegue le prime dissezioni anatomiche di corpi umani, dando inizio alla scienza anatomica e alla pratica chirurgica nel senso moderno del termine.
I nostri paesaggi sono ancora costellati da abbazie romaniche e le nostre città conservano maestose cattedrali gotiche dove i devoti vanno ancor oggi a seguire le funzioni religiose.
Il Medioevo inventa le libertà comunali e un concetto di libera partecipazione di tutti i cittadini ai destini della città e ancora oggi nei palazzi di quei comuni risiedono le nostre autorità cittadine. In queste città nascono le università: la prima appare, sia pure in forma embrionale, nel 1088 a Bologna, ed è la prima volta che una comunità di professori e studenti, i primi dipendendo economicamente dai secondi, si costituisce al di là del controllo sia dello Stato che della Chiesa.
Nascono nelle stesse città varie forme di economia mercantile e prende origine la banca, insieme alla lettera di credito, e pertanto l'assegno e la cambiale. Ma infine sono le invenzioni medievali che ancora usiamo come se fossero cosa del nostro tempo: il camino, la carta che sostituisce la pergamena, i numeri arabi adottati nel XIII secolo con il 'Liber Abaci' di Leonardo Fibonacci, la partita doppia, con Guido d'Arezzo il nome delle note musicali - e qualcuno elenca anche bottoni, mutande, camicia, guanti, cassetti dei mobili, pantaloni, carte da gioco, scacchi, i vetri alle finestre. Nel Medioevo iniziamo a sederci a tavola (i Romani mangiavano sdraiati), a usare la forchetta, e appare l'orologio a scappamento, diretto antenato dei nostri orologi meccanici.
Viviamo spesso ancora delle diatribe tra Stato e Chiesa, sperimentiamo in forme diverse il terrorismo mistico degli entusiasti di un tempo, dal Medioevo abbiamo ereditato l'ospedale, e le nostre organizzazioni turistiche si ispirano ancora alla gestione delle grandi vie di pellegrinaggio.
Il Medioevo, ispirandosi alle ricerche degli Arabi, ha prestato molta attenzione all'ottica, e Ruggero Bacone dichiarava che essa era la nuova scienza, destinata a rivoluzionare il mondo: "Questa scienza è indispensabile allo studio della teologia e al mondo (...). La vista ci mostra tutta la varietà delle cose, e per essa ci si apre la via a conoscere tutte le cose, come risulta dall'esperienza". E sono gli studi di ottica, insieme all'esperienza dei maestri vetrai, che portano all'invenzione quasi casuale, e dalle origini alquanto oscure (chi parla di Salvino degli Armati, nel 1317, chi risale al Duecento con frate Alessandro della Spina), di qualcosa che da allora non è fondamentalmente mutato: gli occhiali.
A parte l'uso che ancora ne facciamo, gli occhiali hanno avuto un'altra influenza di enorme portata sullo sviluppo del mondo moderno. Ciascun essere umano tende, dopo i quarant'anni, a soffrire di presbiopia, e in un'epoca in cui si compitavano manoscritti, e per metà della giornata alla luce di una candela, si può considerare che dopo una certa età l'attività di un uomo di studio declinasse paurosamente. Con gli occhiali non solo gli uomini di studio, ma anche chi si dedicava ad attività commerciali e artigianali, hanno prolungato e aumentato le proprie capacità di applicazione. È come se le energie intellettuali di quei secoli si fossero di colpo raddoppiate, se non decuplicate. Se pensiamo a quanto ha giovato allo sviluppo scientifico americano il fatto che poche decine di scienziati ebrei, fuggendo il nazismo, fossero venuti ad arricchire la scienza e la tecnica del Nuovo Continente (in fin dei conti a costoro, in gran parte, è dovuta la scoperta dell'energia atomica e le sue applicazioni), ci facciamo una pallida idea di che cosa abbia significato l'invenzione degli occhiali. (...)














































