Convegno «La violenza tra le mura “amiche”»
di MARILENA COLAGIACOMO
ORGANIZZATO dalla Struttura di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia Tropicale, con il Patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Lazio, si svolgerà questa mattina alla Villa Comunale di Frosinone il Convegno «La violenza tra le mura “amiche”» sugli abusi, gli oltraggi, le violenze fisiche e sessuali sulla donna in ambito domestico.
In Italia sono circa 7 milioni le donne che nel corso della vita hanno subito minacce maturate in violenze fisiche, sessuali e psicologiche, e per 3 milioni di queste l’evento è accaduto dietro la porta della propria abitazione, anche quando erano in attesa di un bambino (11,2%).
Donne vittime di un comportamento violento nella propria abitazione, con conseguenze fisiche al punto da richiedere per il 24% dei casi, il ricorso a cure mediche, al ripetuto abuso sessuale, il 62,5% dei 500 mila stupri in Italia avviene in casa; non contando le intimidazioni da parte del convivente per ridurre l’equilibrio psicologico con lo scopo di logorare l’autonomia della compagna. Basta un nulla, un gesto, uno sguardo, per scatenare la «punizione», e se non è sufficiente su di lei anche su ciò che è più caro ad una madre: i figli.
In Italia i parenti uccidono più della mafia: sommando i due fenomeni, su 10 omicidi 6 sono tra le mura domestiche.
Il medico raccoglie spesso per primo i segnali di una conversione di tensioni psicologiche in sintomi fisici, il 93% delle donne vittime di abusi in casa non denuncia né rivela ad altri la sua condizione. Studi sanitari individuali hanno rilevato problemi profondi danni a livello gastrico con spasmi ed emorragie, infezioni vaginali con conseguenze anche sessuali; analisi psichiche hanno messo in evidenza le difficili tensioni della personalità con gravi disturbi mentali dalla depressione per il 35,1% dei casi, alla devastata autostima di se stesse per il 48,5%, fino a coltivare idee di suicidio per il 12,1%. Sono le conseguenze su pazienti italiane e straniere, (soprattutto dai Paesi dell’Est europeo e dal Sud America), e nei problematici legami delle coppie miste, fino alle donne vittime di tratta, sottoposte alla punta estrema della violenza.
Un convegno sulla violenza dietro le mura domestiche si rivela appropriato nel 2007, Anno Europeo delle Pari Opportunità con la finalità di elevare nel Rispetto la negazione di ogni tipo di violenza. Su tale principio si realizza l’incontro con medici, psicologi, rappresentanti dell’Ordine pubblico ed amministratori pubblici, che riporteranno il confronto tra le diverse realtà locali e le loro azioni sul territorio nel dialogo con le realtà sociali associative del campo, per un lavoro partecipato e condiviso.
Al convegno che si terrà presso la villa Comunale a Frosinone prenderanno parte tra gli altri: Alessandra Mandarelli, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Margherita Gerunda, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, Aldo Morrone, Istituto San Gallicano, e Fernando Ferrauti, direttore del Dipartimento 3D della Asl di Frosinone.OS@%@
In Italia sono circa 7 milioni le donne che nel corso della vita hanno subito minacce maturate in violenze fisiche, sessuali e psicologiche, e per 3 milioni di queste l’evento è accaduto dietro la porta della propria abitazione, anche quando erano in attesa di un bambino (11,2%).
Donne vittime di un comportamento violento nella propria abitazione, con conseguenze fisiche al punto da richiedere per il 24% dei casi, il ricorso a cure mediche, al ripetuto abuso sessuale, il 62,5% dei 500 mila stupri in Italia avviene in casa; non contando le intimidazioni da parte del convivente per ridurre l’equilibrio psicologico con lo scopo di logorare l’autonomia della compagna. Basta un nulla, un gesto, uno sguardo, per scatenare la «punizione», e se non è sufficiente su di lei anche su ciò che è più caro ad una madre: i figli.
In Italia i parenti uccidono più della mafia: sommando i due fenomeni, su 10 omicidi 6 sono tra le mura domestiche.
Il medico raccoglie spesso per primo i segnali di una conversione di tensioni psicologiche in sintomi fisici, il 93% delle donne vittime di abusi in casa non denuncia né rivela ad altri la sua condizione. Studi sanitari individuali hanno rilevato problemi profondi danni a livello gastrico con spasmi ed emorragie, infezioni vaginali con conseguenze anche sessuali; analisi psichiche hanno messo in evidenza le difficili tensioni della personalità con gravi disturbi mentali dalla depressione per il 35,1% dei casi, alla devastata autostima di se stesse per il 48,5%, fino a coltivare idee di suicidio per il 12,1%. Sono le conseguenze su pazienti italiane e straniere, (soprattutto dai Paesi dell’Est europeo e dal Sud America), e nei problematici legami delle coppie miste, fino alle donne vittime di tratta, sottoposte alla punta estrema della violenza.
Un convegno sulla violenza dietro le mura domestiche si rivela appropriato nel 2007, Anno Europeo delle Pari Opportunità con la finalità di elevare nel Rispetto la negazione di ogni tipo di violenza. Su tale principio si realizza l’incontro con medici, psicologi, rappresentanti dell’Ordine pubblico ed amministratori pubblici, che riporteranno il confronto tra le diverse realtà locali e le loro azioni sul territorio nel dialogo con le realtà sociali associative del campo, per un lavoro partecipato e condiviso.
Al convegno che si terrà presso la villa Comunale a Frosinone prenderanno parte tra gli altri: Alessandra Mandarelli, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, Margherita Gerunda, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, Aldo Morrone, Istituto San Gallicano, e Fernando Ferrauti, direttore del Dipartimento 3D della Asl di Frosinone.OS@%@
martedì 22 maggio 2007














































