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Coppia aggredita a Guidonia (Roma),... (sviluppi)
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Coppia aggredita a Guidonia (Roma),... (sviluppi)
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Venerdì, 23 Gennaio : 2009

Coppia aggredita a Guidonia (Roma),
in cinque stuprano la ragazza

La violenza all'una di notte in una stradina isolata

ImageROMA - Dopo la donna stuprata alla fermata del bus un altro episodio di violenza in provincia di Roma. Hanno prima picchiato e chiuso nel bagagliaio lui, poi in cinque hanno violentato a turno la sua fidanzata. È successo questa notte a Guidonia dove una coppia è stata aggredita da cinque uomini, forse dell’Est. La violenza è avvenuta intorno all’una: i fidanzati si era appartati in auto in una stradina isolata quando è sono stati avvicinati dai malintenzionati che prima hanno violentemente malmenato il giovane di 24 anni e lo hanno chiuso nel portabagagli e poi hanno stuprato a turno la ragazza di 21 anni. La giovane è stata medicata all’ospedale Pertini di Roma.

Sull’accaduto stanno indagando i Carabinieri della compagnia di Tivoli. «Si tratta di fatti molto gravi che richiedono un maggior controllo del territorio» ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Il titolare del Viminale ha ricordato che «abbiamo dispiegato 3.000 militari nelle città con eccellenti risultati, è stato avviato il processo di realizzazione di sistemi di sicurezza urbana, come la videosorveglianza: occorre continuare ed intensificare l’azione. Nei prossimi giorni- ha spiegato Maroni- farò una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza per dare avvio alla seconda fase dei militari nelle città, che partirà il 4 febbraio. Vogliamo capire come disporre meglio i soldati, visto che c’è un’ottima collaborazione con i sindaci e in particolare con il sindaco di Roma, dove ci sono tante realtà particolari». Intanto i carabinieri hanno avviato una vasta operazione di controllo. Gli uomini dell'Arma stanno setacciando campi abusivi, baracche e ruderi frequentati o abitati da stranieri.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Messaggio Guidonia, è caccia agli stupratori 
 
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Sabato, 24 Gennaio : 2009 Il Tempo

Lui nel portabagali e lei violentata

Guidonia, è caccia agli stupratori

Hanno stuprato lei e chiuso il fidanzato nel portabagli dell'auto. Un'arancia meccanica. Di notte, per un'ora, ai confini della capitale. Loro erano cinque belve, quattro a volto coperto, ancora una volta tutti stranieri, di nuovo dell'Est europeo.

Caccia agli stupratori
Image Le due vittime: un'impiegata di 21 anni, un operaio di 24. Intorno alla mezzanotte di ieri a bordo di una piccola utilitaria i due si erano appartati in una via sterrata di Guidonia, grosso comune dell'hiterland. In città la violenza si sta estendendo come una macchia scura, incontrollabile: l'altra sera lo stupro di una signora scesa dal bus alla periferia romana, a Capodanno un'altra vittima a una megafesta cittadina, e ancora, nella stessa notte, ai Castelli romani e sul litorale di Ladispoli.

La storiaccia di Guidonia comincia alle 23,30 circa. I due ragazzi si fermano in via Selciatella: è buia, sterrata, abituale ritrovo di coppiette, taglia i campi in due, nella zona ci sono pochi cascinali sparsi. A un tratto l'assalto. Armati di cacciavite e coltello, i cinque arrivano a piedi e infrangono il vetro dello sportello sul lato passeggero. Quattro hanno il passamontagna, uno no. A tratti parlano tra di loro, in lingua straniera e in italiano stentato. Rapinano i fidanzati di pochi euro e dei due cellulari. Tolgono loro pure le scarpe. Prendono lui a schiaffi e pugni, poi lo trascinano nel portabagagli. Conoscono bene la zona, non si trovavano lì per andare a dormire in qualche baracca, con quell'armamentario probabilmente volevano proprio rapinare coppiette. Tant'è che quasi mezz'ora prima due fidanzati hanno denunciato lo stesso agguato della banda.

I cinque salgono sull'auto e percorrono la stradina per una cinquantina di metri più avanti infilandosi in una traversa a sinistra. Immobilizzano la giovane e a turno la violentano. Ai carabinieri lei stessa racconta quell'incubo. «Si sono avventati su me e il mio ragazzo con una furia disumana, ho provato a urlare, a resistere, a cacciarli ma ero terrorizzata e poi improvvisamente mi è mancata la forza fisica. Speravo che volessero rapinarci - continua - poi si sono scambiati qualche parola ed è stato l'abisso, ho urlato con quanto fiato avevo in gola. Poi ho capito che nessuno poteva sentirmi. Ho chiuso gli occhi e ho sperato che tutto finisse il più presto possibile». Il ragazzo è sconvolto dal caldo-freddo dentro di sé: cerca di mantenere la calma per dare forza alla compagna ma è pieno di rabbia e sensi di colpa per non essere riuscito a difenderla.

Dopo la violenza, i cinque fuggono a piedi. La ragazza è quasi svenuta. Passano diversi minuti prima che si riprenda. Poi ce la fa. Scende dall'auto e libera il ragazzo. Devono dare l'allarme. La vettura però s'impantana nel fango. Devono proseguire a piedi, scalzi. È un'odissea. Davanti hanno un faro: l'insegna di un hotel in lontananza. Ci arrivano. Si mette in moto la macchina dei soccorsi. Arrivano carabinieri di Guidonia e ambulanza del 118. E l'1,30. I due vengono portati all'ospedale romano Sandro Pertini: sono medicati con 20 giorni di prognosi ciascuno. La tappa successiva è la caserma di Guidonia: raccontano l'arancia meccanica. I militari li trasferiscono poi al Nucleo investigativo di via In Selci dove i due provano a descrivere il volto dell'unica belva che era a volto scoperto. S'è fatta l'alba. Parte la battuta del territorio. I carabinieri, coordinati dal comandante del Gruppo Frascati, il colonnello Rosario Castello, setacciano le baracche dei campi di via di Salone, Collefiorito, Campo Limpido, l'ex Stacchini. Arriva un'unità cinofila (il cane si chiama Bondi, è un pastore tedesco di 7 anni). Giungono anche i militari del Ris: la speranza è che i cinque abbiano lasciato le loro impronte digitali nell'abitacolo. In tutto sul campo è schierato un esercito di circa 150 carabinieri. Alla fine in caserma a Guidonia vengono portati una ventina di romeni. Saranno sotto torchio fino a sera: molti sospetti, nessuna prova. La caccia alla banda di stupratori è ancora aperta.

 





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Messaggio Confessa uno dei criminali romeni: "L'abbiamo violentat 
 
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Giovedì, 29 Gennaio : 2009 Quotidiano.net

Guidonia: le rivoltanti PAROLE degli animali IN GALERA

Confessa uno dei criminali romeni:
"L'abbiamo violentata per divertirci"

È la dichiarazione del romeno di 21 anni, il più giovane del branco: "Avevamo rapinato altri due giovani che si erano appartati lì vicino. Avevamo deciso di violentare la ragazza, ma il fidanzato era troppo grosso: non ci stava nel bagagliaio. Così abbiamo cambiato obiettivo"

ImageROMA, 29 GENNAIO 2009 - «Avevamo bevuto, avevamo deciso che ci saremmo divertiti: uno di noi l’ha violentata due volte quella ragazza. Ci avevamo già provato, quella sera. Poche ore prima avevamo tentato di aggredire un’altra coppietta, ma era andata male». È la confessione del romeno di 21 anni , il più giovane del branco, fermato per lo stupro di Guidonia.

«Poche ore prima - dice nell’interrogatorio - avevamo rapinato altri due giovani che si erano appartati lì vicino. Avevamo deciso di violentare la ragazza, ma siamo stati costretti a lasciar perdere perchè la loro auto, una Ford Ka, era troppo piccola: non saremmo riusciti a chiudere il suo ragazzo nel bagagliaio».

«Così quando abbiamo visto la Fiesta l’abbiamo fatto -prosegue il romeno- abbiamo bloccato il ragazzo e lo abbiamo chiuso dietro. Poi, a turno, abbiamo violentato la donna dentro l’auto. Io gliel’avevo detto che era una follia, avevo detto di non farlo. Nessuno mi ha dato retta». Il romeno ha poi aggiunto: «Siamo scappati a piedi, ma avevamo preso i telefonini e le chiavi della macchina. Abbiamo capito solo dopo che i carabinieri ci cercavano in tutta la zona, siamo rimasti nascosti e nel frattempo organizzavamo la fuga».
 

ATTENTATO CONTRO UNA MACELLERIA

Una bomba carta è esplosa contro la serranda di una macelleria di proprietà di un cittadino rumeno. E’ avvenuto la notte scorsa a Villalba di Guidonia, un piccolo comune nei pressi della località dove è avvenuto lo stupro di una 21enne il 22 gennaio scorso, ad opera di un gruppo di rumeni. La serranda è rimasta divelta e i vetri sono andati in frantumi. Non si registrano feriti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno eseguendo i rilievi.

 





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Sabato, 31 Gennaio : 2009

Stupro Guidonia:
due romeni ai domiciliari

> La denuncia dei Radicali:   romeni pestati in cella

Image
ROMA - I due romeni accusati di aver favorito la latitanza dei 4 connazionali accusati dello stupro avvenuto a Guidonia, vicino a Roma, hanno ottenuto ieri pomeriggio gli arresti domiciliari in casa di alcuni parenti in nord Italiaia perché "sono incensurati e hanno a disposizione gli alloggi dove poter applicare le ordinanze di custodia emesse in sede di convalida il 29 gennaio".

ROMA
I due romeni accusati di aver favorito la latitanza dei 4 connazionali accusati dello stupro avvenuto a Guidonia, vicino a Roma, hanno ottenuto ieri pomeriggio gli arresti domiciliari nel nord Italia. Secondo quanto appreso, dopo l’ udienza di convalida di due giorni fa il gip di Tivoli Cecilia Angrisani ha disposto nel tardo pomeriggio di ieri gli arresti domiciliari per i due romeni perchè «sono incensurati e hanno a disposizione gli alloggi dove poter applicare le ordinanze di custodia emesse in sede di convalida il 29 gennaio». Proprio in nord Italia, probabilmente in Veneto, erano diretti i due romeni accusati di favoreggiamento e due loro connazionali accusati dello stupro fermati dai carabinieri al casello autostradale di Tivoli.

Intanto i radicali denunciano pestaggi nei confronti dei sei rumeni arrestati tra lunedì e martedì scorsi a Guidonia, dopo l’episodio di rapina e violenza sessuale. Rita Bernardini, deputata Radicale-Pd, e Sergio D’Elia, segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino hanno visitato il carcere di Rebibbia. «Abbiamo potuto constatare è che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti che ci hanno portato ad effettuare la visita ispettiva. Su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra. Altri due - si legge in una nota - avevano gli occhi pesti, ma affermavano, uno di essere caduto e l’altro di essersi picchiato da solo per la disperazione». «Da quanto abbiamo potuto ascoltare - affermano gli esponenti politici - il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei Carabinieri di Guidonia. Del resto, non ci sentiamo di escludere che i sei rumeni abbiano subito ulteriori maltrattamenti, seppure di minore intensità e violenza fisica, anche al momento dell’ingresso a Rebibbia».

«Proprio nei casi di reati del tipo in questione - commentano - riteniamo che la forza e la credibilità delle istituzioni risieda nel rispetto più rigoroso della legalità e del rispetto dei diritti umani delle persone accusate. Su questi fatti i deputati radicali presenteranno oggi stesso un’interrogazione urgente ai ministri della Difesa e della Giustizia».

 





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