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Cosentino Connection (aggiornamenti)
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voma
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 Re: Cosentino Connection (aggiornamenti)
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Mercoledì, 2 Dicembre 2009 di Leandro Del Gaudio, il mattino
Cosentino, gip rigetta revoca arresto:
«Può ancora raccogliere i voti del clan»
NAPOLI (2 dicembre) - Ha ancora peso politico e poco importa se la Eco4 abbia chiuso da anni i battenti. Ha influenza territoriale, spessore, carisma buono ad azionare in qualunque momento il rapporto ipotizzato dagli inquirenti e riassunti nella frase «voti contro favori».
Sono queste le motivazioni che spingono il giudice a rigettare la richiesta di revoca della misura cautelare a carico del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino.
Da Eco4 a Impregeco. Chiaro il ragionamento del gip Raffaele Piccirillo. Che nelle motivazioni del rigetto dell’istanza di revoca riflette sulle cessate esigenze cautelari, come sostenuto dalla difesa. Due i punti sostenuti dal parlamentare: il cambiamento della legge elettorale che oggi prevede la presentazione di un listino bloccato; lo stop alle attività di Eco4, società mista attiva nella prima parte del decennio in corso, controllata dai fratelli Sergio e Michele Orsi. Due punti che non convincono il gip Piccirillo, per il quale il potere e l’influenza del sottosegretario di Tremonti sono pressoché immutati. Ha peso politico da spendere sul territorio campano, indipendentemente dal cambio di sistema elettorale, ma anche dalla cessata attività della società mista finita nel ciclone giudiziario. Tanto che diventa esplicito il riferimento alla Impregeco.
Guida: Vassallo mi disse che... È l’ultima accusa che piove sul capo di Cosentino. È un verbale di Luigi Guida, il boss della Sanità passato dal 2001 alla guida del clan Bidognetti. Secondo il pentito, in Eco4 «Cosentino, Bidognetti e i fratelli Orsi erano una cosa sola». Una conoscenza de relato, dal momento che lo stesso boss pentito racconta di aver appreso della presunta convergenza tra il politico e la Eco4 in modo indiretto. È qui che Guida cita la fonte diretta dell’inchiesta su Cosentino, vale a dire l’imprenditore-pentito Gaetano Vassallo, oltre a fare riferimento ad altri nomi noti della galassia imprenditoriale del settore rifiuti, da Bernardo Cirillo a Gaetano Cerci e Giosué Fioretto. Spiega Guida in un recente interrogatorio: «Quando presi le redini del clan, siamo nel 2001, provai ad estromettere gli Orsi dalla gestione di Eco4, ma mi accorsi che non era possibile, perché capii che dietro di loro c’era la mano di Cosentino. Che era una cosa sola con Orsi e Bidognetti». Inevitabile la replica della difesa del parlamentare. Spiega il penalista Stefano Montone, che assiste il candidato in pectore alla Regione assieme al collega Agostino De Caro: «Le valutazioni di Guida sono per ampia parte de relato, in assenza di riscontri oggettivi. In un gioco di rimandi, Guida cita Vassallo che in questa vicenda è fonte primaria. Non c’è altro. Non comprendiamo - aggiunge l’avvocato napoletano - le ragioni di un’ordinanza che doveva solo verificare l’avvenuto superamento della presunzione della pericolosità dell’indagato e che invece si dilunga su rivelazioni di collaboratori in assenza di dati concreti». Anche su quest’ultimo punto, la difesa non ci sta: «Nella sua ordinanza, il gip valorizza dichiarazioni per le quali si segnala comunque l’esigenza di procedere ad approfondimenti investigativi».
La valutazione di Guida. Non ha ancora ultimato i 180 giorni, sei mesi che lo Stato assegna a chi sceglie di collaborare con la giustizia per raccontare quanto in suo possesso. Passato dalle batterie di fuoco del rione Sanità al clan Bidognetti, Guida potrebbe diventare decisivo per le indagini sui rapporti tra politica e camorra, passando per l’ampia fetta metropolitana che lega l’hinterland napoletano a quello casertano.
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#16 Mer 02 Dic, 2009 09:53 |
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 Re: Cosentino Connection (aggiornamenti)
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Giovedì, 10 Dicembre 2009 di Yasmin Inangiray
> Campania, l'emergenza rifiuti (dossier)
Cosentino: Camera vota su arresto
Pdl si mobilita, si' da Pd e Idv. Udc, liberta'di coscienza
Nicola Cosentino
ROMA - Dopo il no della Giunta per le Autorizzazioni, toccherà oggi all'Aula della Camera esprimersi a scrutinio segreto sulla richiesta della procura di Napoli di arrestare Nicola Cosentino, sottosegretario all' Economia e candidato in pectore del Pdl per la regione Campania, accusato di rapporti con la camorra nell'inchiesta sui rifiuti. In realtà, i deputati dovranno esprimersi due volte su Cosentino. La mattina sulla richiesta di arresto, nel pomeriggio sulle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni. L'esito delle votazioni, a sentire i capannelli degli esponenti della maggioranza in Transatlantico, appare scontato. La richiesta della procura partenopea dovrebbe essere respinta, così come sarebbero bocciate le mozioni che impegnano il governo a fare a meno del sottosegretario.
Ma, al di là dell' aspetto formale, la votazione su Cosentino ha significative ricadute politiche nella maggioranza e in particolare nel Pdl dove i giudizi sul sottosegretario al Tesoro sono da tempo uno motivi di discussione con la cosidetta pattuglia dei 'finiani'. Il presidente della Camera, infatti, ha detto chiaro da settimane che la candidatura di Cosentino in Campania è del tutto inopportuna. Altra cosa, però, è il giudizio sulla richiesta di arresto. Per questo, domani il voto non dovrebbe riservare sorprese. Nel Pdl, infatti, tutti sembrano avere l'obiettivo di evitare nuove fibrillazioni. La presidenza del gruppo, piuttosto, è preoccupata di garantire il massimo delle presenze in Aula. Per questo, ha inviato a tutti i deputati un sms con l'avviso che non saranno tollerate assenze ingiustificate. I fedelissimi di Cosentino ostentano sicurezza, arrivando ad ipotizzare che contro la richiesta di arresto si conteranno a scrutinio segreto più voti di quelli della maggioranza.
"Non vi saranno né agguati, né imboscate da parte di quel vasto mondo che proviene dalla storia della destra politica italiana", è la convinzione di Amedeo Labocetta, deputato campano del Pdl che lancia anche un avvertimento a chi nei giorni scorsi ha mostrato forti perplessità sul sottosegretario: "Se qualche intransigente di facciata, eletto nel Pdl, volesse tirare qualche colpo mancino, nascondendosi vigliaccamente nell'anonimato della segretezza del voto, non compirebbe solo un atto ignobile, ma farebbe un favore alla sinistra italiana". La chiusura del 'caso' rappresenterebbe per la maggioranza un problema in meno in vista della composizione del puzzle della candidature alle regionali. Una delle ipotesi che circola nel Pdl, infatti, è che, incassata la fiducia di tutti i deputati del suo gruppo e davanti a una richiesta di Silvio Berlusconi, Cosentino sia pronto a fare un passo indietro nella corsa al posto di Governatore.
Diverso, invece, l'atteggiamento sulla vicenda che terranno le forze di opposizione. Il Pd, dopo una riunione del gruppo della Camera, voterà a favore della richiesta di arresto. Stessa linea da parte dell'Italia dei Valori. Mentre l'Udc ha lasciato ai sui deputati libertà di coscienza. Ciascun gruppo di opposizione, poi, sosterrà la sua mozione per le dimissioni di Cosentino dal governo. Caso a parte è poi quello del deputato radicale del Pd Maurizio Turco che in Giunta, lo scorso 25 novembre, si astenne. L'esponente radicale punta l'indice contro il regolamento della Camera che gli impedisce di presentare una propria relazione di minoranza (essendoci già quella del Pd) e si appella a Fini, chiedendo il rispetto del diritto di agire senza vincolo di mandato.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#17 Gio 10 Dic, 2009 10:51 |
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 Re: Cosentino Connection (aggiornamenti)
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Giovedì, 10 Dicembre 2009 La Repubblica
POLITICA
Il sottosegretario all'Economia (Pdl) è accusato a Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa
L'assemblea di Montecitorio ha respinto la richiesta dei pm con 360 voti contro 226
Cosentino, no della Camera all'arresto
"Ne ero sicuro, ma se sfiduciato mi dimetto"
Nicola Cosentino
ROMA - L'Aula della Camera ha negato l'autorizzazione all'arresto del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl), accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa. L'assemblea ha confermato la decisione assunta nei giorni scorsi dalla Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio. Il documento contro l'arresto è stato approvato a scrutinio segreto con 360 sì contro 226 no.
Cosentino ha commentato dicendo di non poter essere contento perché "nessuno è contento di difendersi da accuse tanto infamanti". Ma si è detto soddisfatto: "Il voto è andato molto al di là della stretta maggioranza che governa il Paese. Ne ero sicuro".
Il prossimo scoglio per il sottosegretario sono le mozioni di sfiducia che Montecitorio esaminerà nel pomeriggio. "Se dovesse passare non esiterò un minuto soltanmto a dimettermi", ha assicurato Cosentino.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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Ultima modifica di Redazione il Gio 10 Dic, 2009 19:15, modificato 1 volta in totale
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#18 Gio 10 Dic, 2009 13:37 |
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voma
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 Re: Cosentino Connection (aggiornamenti)
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Giovedì, 10 Dicembre 2009 La Repubblica
POLITICA
Il sottosegretario all'Economia (Pdl) è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa
L'assemblea di Montecitorio ha negato la richiesta dei pm (360 sì contro 226 no), e la sfiducia
Cosentino, la Camera chiude il caso
Respinto arresto e dimissioni
Rutelli, Tabacci e i radicali hanno votato con la maggioranza compatta Pdl, Lega
I magistrati della Procura: "Non è una sconfitta. Le indagini vanno avanti comunque"
Nicola Cosentino
ROMA - La Camera nega l'autorizzazione all'arresto del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl), accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa. E respinge tutte le richieste che volevano sfiduciarlo e indurlo alle dimissioni. Per la Camera il caso è chiuso. Rifiutando la richiesta di arresto, l'assemblea ha confermato la decisione assunta nei giorni scorsi dalla Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio. Il documento contro l'arresto è stato approvato a scrutinio segreto con 360 sì contro 226 no.
Respinte anche le mozioni di sfiducia. Pdl e Lega
hanno votato compatti tranne il finiano Fabio Granata che si è sempre astenuto: la sua lucina bianca era l'unica accesa tra tutte quelle rosse dei colleghi del Pdl. Astenuti i deputati radicali e l'Udc.
Cosentino, che era presente in Aula, seduto nell'ultima fila. Dopo il voto che negava l'autorizzazione all'arresto, il sottosegretario ha ricevuto gli abbracci e i baci dei colleghi della maggioranza. "Sono soddisfatto - ha detto - ma non contento perché nessuno è contento di difendersi da accuse tanto infamanti". Era pronto a dimettersi se le mozioni di sfiducia dovessero passare. Ma anche quelle sono state respinte dalla Camera.
Ciò non toglie che i magistrati continueranno ad indagare. Da Napoli i magistrati hanno fatto sapere che le indagini proseguiranno. "Rispettiamo l'autonomiadella Camera - ha detto il procuratore Giovandomenico Lepore - ma le indagini continueranno". A chi gli chiedeva se questo duplice no alla richiesta d'arresto di Cosentino, non rappresenti una sconfitta, Lepore ha risposto: "Assolutamente no. Non c'è alcun antagonismo con la Camera. Ognuno fa il proprio lavoro, e noi continueremo a fare il nostro".
L'esame del voto. L'agenzia Apcom ha fatto i conti sui presenti in aula. Pd e Idv erano per l'arresto. Altri 10 voti potrebbero essere da un gruppetto dell'Udc (presente con 31 deputati). Contrari Pdl e Lega più cinquantuno voti che potrebbero essere arrivati da un'altra frangia dell'Udc, dalla pattuglia radicale, dai 25 presenti del Gruppo misto (di cui fa parte l'area dell'Alleanza per l'Italia di Rutelli e Tabacci contrari all'arresto), dal Movimento per l'autonomia presente con 7 deputati che ha dichiarato di sostenere il sottosegretario.
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#19 Gio 10 Dic, 2009 19:12 |
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Giuseppe Vollono
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Sabato, 19 Dicembre 2009 il mattino
Regionali, Cosentino: «Per candidatura
decideremo insieme ai livelli nazionali»
NAPOLI «Il candidato lo sceglieremo insieme ai coordinatori nazionali, all'ufficio di presidenza, allo stesso Berlusconi. Chiunque sarà, Cosentino o un altro, non sarà un uomo solo al comando, perchè è nostra intenzione costruire una squadra che sia la sintesi migliore tra la società civile e la politica». A parlare è lo stesso Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e coordinatore Pdl per la Campania, intervenuto alla presentazione del movimento Alleanza di Popolo, oggi a Napoli. Dunque la scelta del candidato alla presidenza della Campania sarà una decisione che sarà presa tutti insieme, «partendo da un dato che non è un'invenzione, ma è una consultazione che abbiamo fatto a più riprese e concretizzata in una proposta di candidatura». «Non vogliamo fare barricate - ha sottolineato - ma offrire al popolo campano una squadra. Indipendentemente dal fatto se sarò io o un altro, cambieremo il governo della Regione». «Ci candidiamo a cambiare - ha affermato - e la squadra che costruiremo sarà quella che presenteremo a tutti i cittadini campani chiedendo il loro consenso per governare la Regione».
Gli fa eco Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, che si è detto «intenzionato a portare avanti il progetto di cambiamento iniziato anni fa prima con Forza Italia e ora con il Pdl». «Io ho fatto un pò da apripista - ha precisato - rispetto al più importante obiettivo che è la Regione e che Cosentino ha portato avanti, lavorando con il territorio e sul territorio». E proprio lo stesso territorio, le persone, hanno indicato nel sottosegretario «il candidato naturale» per governare la Campania. «Il territorio ha espresso, non da oggi, ma da mesi, che il candidato naturale è lui per il riconoscimento del lavoro fatto». «Chiaramente - ha concluso Cesaro - ci confrontiamo con il livello nazionale e saranno loro a decidere cosa fare».
Una lunga lista di inefficienze come prova «di 15 anni di malgoverno della Regione Campania da parte della sinistra». Nicola Cosentino ha fatto il punto di quello che non va. Il sottosegretario ha elencato «gli sfasci» della Campania: abusivismo, rifiuti, malasanità, commissariamenti, qualità della vita nelle città. Dati che, per il sottosegretario, sono chiari segnali di una necessità di cambiamento. «Sembra un paradosso che oggi chi si appresta a governare venga quasi fermato sulla soglia del governo della regione mentre chi ha prodotto questi sfasci e continua a produrli si ritiene il migliore ed è in corsa per una ricandidatura - ha detto - Ma anche questo succede in Campania».
Alcuni organi di stampa, come egli stesso ha riferito, collocano «Napoli, la sua provincia e Caserta, come le ultime città per qualità della vita». «Se chi governa la Campania - ha affermato - continua a definirsi il migliore nonostante questo, allora l'anno prossimo dobbiamo attenderci una retrocessione delle aspirazioni dei cittadini». Il governo regionale di centrosinistra, ha continuato, «non ha prodotto politiche serie su nessun piano». «Basta pensare ai fondi europei - ha sottolineato - tra il 2000 e il 2006 hanno speso 15 mila miliardi delle vecchie lire di fondi europei e oltre alla metropolitana non è stata realizzata nessuna altra grande opera. Se guardiamo ad altre zone, come ad esempio Barcellona e Valencia, vediamo come nel giro di 5-10 anni le loro realtà si sono trasformate, mentre noi siamo rimasti fermi e non è stato fatto quel salto di qualità che invece andava fatto».
Cosentino parla poi di abusivismo edilizio. «La regione non ha vigilato nè si è mai chiesta quanti Comuni abbiamo adottato il Puc - ha aggiunto - Avrebbe dovuto monitorare e non l'ha fatto e oggi ci troviamo con oltre 50mila ordinanze esecutive di abbattimento nell'hinterland partenopeo».E ancora il problema dei rifiuti di cui sottolinea una «mancanza di trasparenza nella gestione, cosa che avrebbe evitato che la camorra facesse affari con l'immondizia». «La Regione ha determinato il tracollo anche della sanità - ha concluso - è dovuto intervenire il Governo, commissariando questo come altri settori e anche gli Scavi di Pompei e il Teatro San Carlo, gioielli di famiglia della Campania che nè Comune nè regine hanno saputo tutelare e valorizzare».
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#20 Sab 19 Dic, 2009 20:20 |
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Giuseppe Vollono
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Martedì, 29 Dicembre 2009 di Leandro Del Gaudio, il mattino
Caso Cosentino, la Procura chiede
di usare 20 intercettazioni
NAPOLI (28 dicembre) - Linea morbida, basso profilo, difesa sui contenuti. Gip Raffaele Piccirillo, la partita a porte chiuse inizia questa mattina: si ragiona su una ventina di intercettazioni, che la Procura chiede di utilizzare nel corso del procedimento che vede coinvolto il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Una ventina di intercettazioni - dal 2002 al 2005 - su cui la difesa del deputato ha le idee chiare: niente barricate contro l’utilizzo di conversazioni che, a ben guardare, non aggiungerebbero elementi al teorema accusatorio.
Linea morbida, dunque, che vale per la difesa quanto una dimostrazione di forza: quelle telefonate - a voler uscire allo scoperto - sono irrilevanti, offrono contenuti sulla vita privata del coordinatore campano Pdl, tanto da rendere superflua un’opposizione serrata al loro inserimento nel fascicolo a carico di Cosentino. Ventunesima sezione gip, giudice Raffaele Piccirillo, udienza a porte chiuse. Difeso dai penalisti Agostino De Caro e Stefano Montone, il parlamentare è accusato di concorso esterno in associazione camorristica per aver favorito il cartello dei Casalesi in cambio di voti.
La vicenda è quella culminata in un ordine di arresto in carcere non eseguito (in virtù del voto sfavorevole della Camera), fondato quasi esclusivamente sul racconto di collaboratori di giustizia. Inchiesta ancora aperta, la Procura decide di giocare questa mattina una nuova mossa: i pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci chiedono al gip di esprimersi sull’utilizzazione di una ventina di telefonate raccolte nel corso delle indagini sulla Eco4, società mista nata dalle pieghe dell’emergenza rifiuti nel Casertano, in cui viene captata anche la voce di Cosentino.
Trattandosi di un parlamentare, la richiesta di utilizzare quelle intercettazioni va girata al Parlamento. Un tema su cui non si prevede battaglia: la difesa potrebbe non opporsi all’utilizzo, limitandosi semmai a girare al gip Piccirillo la questione della rilevanza, anche alla luce del contenuto delle conversazioni.
Da coordinatore di Fi, Cosentino riceve lamentele da un sindaco per la condotta di un consigliere o ragiona sulla nascita del superconsorzio Impregeco in campo ambientale. Conversazioni su cui ora la parola passa al gip, che dovrà adottare un provvedimento nei prossimi giorni.
Due gli indirizzi possibili: chiedere alla Camera di poter usufruire delle intercettazioni o un rigetto dell’istanza della Procura. Intanto, sarà fissata l’udienza in Cassazione per la revoca dell’arresto firmato dal gip Piccirillo a carico di Cosentino. Si ragionerà sulle esigenze cautelari, per la prima volta a distanza di un anno e mezzo, davanti a un giudice non napoletano.
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#21 Mar 29 Dic, 2009 06:44 |
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