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Martedì, 29 Dicembre 2009
> Cronaca
Di Pietro e Borrelli: cosi' si riabilita un latitante
Il segretario del PSI Bettino Craxi ritratto nel 1977
MILANO - A 10 anni dalla morte di Craxi, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, avrebbe deciso di intitolargli una via o un giardino ma e' polemica. La scelta dovrebbe avvenire subito prima o dopo il 19 gennaio, giorno della morte del leader socialista, avvenuta ad Hammamet, in Tunisia, nel 2000. ma sulla questione e' gia' polemica. A guidare la protesta e' il leader dell'Idv Antonio Di Pietro per il quale Craxi resta un 'latitante, condannato per corruzione e illecito finanziamento ai partiti'. Il sindaco di Milano ha comunque dato mandato all'ufficio toponomastica del Comune di individuare una via o un'area di Milano da intitolare a Bettino Craxi, confermano fonti di Palazzo Marino.
Il sindaco ha anche avvisato dell'iniziativa la famiglia dell'ex leader socialista. Per Paolo Pillitteri, ex sindaco di Milano e cognato di Bettino Craxi 'e' una riabilitazione, cosa buona e giusta che consente di uscire definitivamente da anni che definire squallidi e' riduttivo'. 'Io credo -controbatte invece Antonio Di Pietro- che ci sia una distorsione della realta', attraverso tentativi di riabilitazione di una persona condannata per corruzione e illecito finanziamento ai partiti, responsabile di tanti debiti nelle casse dello Stato nella prima repubblica e che anche oggi continua a essere scambiato per una persona in esilio, in realta' era un latitante'. Sulla stessa linea il suo ex collega nel pool di 'Mani pulite', Francesco Saverio Borrelli, che definisce 'indecoroso e offensivo intitolare una via e una piazza a un personaggio che e' morto da latitante'.
Craxi: Moratti gli dedica via a Milano
ma e' polemica
ma e' polemica
Di Pietro e Borrelli: cosi' si riabilita un latitante
Il segretario del PSI Bettino Craxi ritratto nel 1977
Il sindaco ha anche avvisato dell'iniziativa la famiglia dell'ex leader socialista. Per Paolo Pillitteri, ex sindaco di Milano e cognato di Bettino Craxi 'e' una riabilitazione, cosa buona e giusta che consente di uscire definitivamente da anni che definire squallidi e' riduttivo'. 'Io credo -controbatte invece Antonio Di Pietro- che ci sia una distorsione della realta', attraverso tentativi di riabilitazione di una persona condannata per corruzione e illecito finanziamento ai partiti, responsabile di tanti debiti nelle casse dello Stato nella prima repubblica e che anche oggi continua a essere scambiato per una persona in esilio, in realta' era un latitante'. Sulla stessa linea il suo ex collega nel pool di 'Mani pulite', Francesco Saverio Borrelli, che definisce 'indecoroso e offensivo intitolare una via e una piazza a un personaggio che e' morto da latitante'.














































