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Venerdì, 18 Dicembre 2009 metropolis
CRONACA
Dalle grandi vertenze nazionali, come quella della Merloni o della Fiat, alla crisi di interi settori o filiere, ma anche del tessuto produttivo fatto di piccole e medie aziende dell´indotto, la crisi sta lasciando dietro di sé centinaia di migliaia di posti di lavoro, creando allarme sociale e, soprattutto, la protesta dei lavoratori. Ecco una piccola mappa di alcune delle vertenze in corso.
ANTONIO MERLONI. Il corteo dei lavoratori del gruppo elettrodomestico Antonio Merloni che sfila oggi sotto una fitta nevicata è l´immagine di quella che il sindacato definisce una delle più gravi crisi industriali del Paese. A più di un anno dalla messa in amministrazione straordinaria del gruppo di elettrodomestici mancano infatti ancora reali manifestazioni di interesse per l´acquisizione del gruppo che conta 3.000 dipendenti in Italia, quasi tutti concentrati fra Marche e Umbria, più 6-7 mila dell´indotto.
FIAT. Problemi industriali e occupazionali non mancano anche al gruppo automobilistico in cui, dopo le proteste per il previsto stop produttivo a Termini Imerese, la mobilitazione si é spostata a Pomigliano d´Arco, dove una ventina di operai i cui contratti sono tra un centinaio in scadenza sono ieri prima saliti sul tetto di un capannone e poi hanno occupato per la notte la sala consiliare del Comune. Oggi lo stabilimento è chiuso per sciopero. Proteste anche all´Alfa di Arese.
FINCANTIERI DA´ VOCE A CRISI SETTORE. Al centro c´é la clamorosa protesta dei dipendenti di Fincantieri che hanno anche bloccato la partenza dal porto di Ancona della nave extralusso Silver Spirit. I lavoratori di Sestri Ponente a Genova, di Muggiano a La Spezia e di Ancona, da giorni mobilitati dormendo in cantiere e bloccando la circolazione stradale, protestano per il taglio dei 750 euro di premio di efficienza mentre sono sempre a rischio le prospettive per i cantieri di Castellammare di Stabia. La cantieristica e le attività portuali sono tra i settori in difficoltà tanto che proprio ieri, a Taranto, il sindacato ha firmato un accordo con Evergeen per la Cigs a zero ore di un anno alla Taranto terminal contanier, mentre proteste dei lavoratori delle Fs si sono svolte anche a Civitavecchia. Nel settore, con oltre 100 mila addetti, sono migliaia in Cig e il numero è destinato a salire con il ridursi delle commesse.
DOPO ALCOA ANCHE VINYLS. Grave la situazione provocata dal blocco della produzione chimica negli impianti italiani della Vinyls, a Porto Torres e a Marghera, dove verrà avviata una Cigs a rotazione a fronte di una richiesta da parte dell´azienda di 12 mesi di Cigs per 323 addetti su un totale di 433 de gruppo e quindi anche a Ravenna. Ieri la protesta e l´occupazione della palazzina Eni al petrolchimico di Marghera. Vinyls arriva a ridosso della crisi di Alcoa, che ha avuto un effetto devastante sugli impianti di Portovesme in Sardegna e Fusina in Veneto, aprendo il fronte dell´industria dell´alluminio in Italia.
PROTESTE SUL TETTO YAMAHA. Lavoratori in lotta da oltre un mese contro la chiusura dello stabilimento di Lesmo (Monza) dell´azienda motociclistica: ieri 4 operai esasperati sono saliti per protesta sul tetto dello stabilimento. I sindacati sono stati convocati domani al ministero del Lavoro.
ANCORA TETTI. La mobilitazione sul tetto è stata scelta in questi giorni anche dai dipendenti della Gros Market e da due operai, ex dipendenti della Hydrogest, saliti per disperazione a 30 metri su una torretta dell´impianto di depurazione.
CALL CENTER. La crisi di Eutelia ha sollevato il coperchio sulla situazione dei call center a partire da quello monzese di Phonemedia, sempre del Gruppo Omega, nel quale lavorano circa 250 dei 10 mila dipendenti del gruppo da 3 mesi senza stipendio. Stipendio sospeso da un mese anche per i 100 dipendenti della Omnia Network di Torino, da due mesi per quelli del Call center di Trapani. Irrisolta anche la vertenza Answers, 500 dipendenti, dove a settembre un gruppo di lavoratori si era incatenato con la carta igienica per richiedere lo stipendio.
Crisi: emergenza occupazione,
dilaga la protesta in Italia
dilaga la protesta in Italia
Dalle grandi vertenze nazionali, come quella della Merloni o della Fiat, alla crisi di interi settori o filiere, ma anche del tessuto produttivo fatto di piccole e medie aziende dell´indotto, la crisi sta lasciando dietro di sé centinaia di migliaia di posti di lavoro, creando allarme sociale e, soprattutto, la protesta dei lavoratori. Ecco una piccola mappa di alcune delle vertenze in corso.
ANTONIO MERLONI. Il corteo dei lavoratori del gruppo elettrodomestico Antonio Merloni che sfila oggi sotto una fitta nevicata è l´immagine di quella che il sindacato definisce una delle più gravi crisi industriali del Paese. A più di un anno dalla messa in amministrazione straordinaria del gruppo di elettrodomestici mancano infatti ancora reali manifestazioni di interesse per l´acquisizione del gruppo che conta 3.000 dipendenti in Italia, quasi tutti concentrati fra Marche e Umbria, più 6-7 mila dell´indotto.
FIAT. Problemi industriali e occupazionali non mancano anche al gruppo automobilistico in cui, dopo le proteste per il previsto stop produttivo a Termini Imerese, la mobilitazione si é spostata a Pomigliano d´Arco, dove una ventina di operai i cui contratti sono tra un centinaio in scadenza sono ieri prima saliti sul tetto di un capannone e poi hanno occupato per la notte la sala consiliare del Comune. Oggi lo stabilimento è chiuso per sciopero. Proteste anche all´Alfa di Arese.
FINCANTIERI DA´ VOCE A CRISI SETTORE. Al centro c´é la clamorosa protesta dei dipendenti di Fincantieri che hanno anche bloccato la partenza dal porto di Ancona della nave extralusso Silver Spirit. I lavoratori di Sestri Ponente a Genova, di Muggiano a La Spezia e di Ancona, da giorni mobilitati dormendo in cantiere e bloccando la circolazione stradale, protestano per il taglio dei 750 euro di premio di efficienza mentre sono sempre a rischio le prospettive per i cantieri di Castellammare di Stabia. La cantieristica e le attività portuali sono tra i settori in difficoltà tanto che proprio ieri, a Taranto, il sindacato ha firmato un accordo con Evergeen per la Cigs a zero ore di un anno alla Taranto terminal contanier, mentre proteste dei lavoratori delle Fs si sono svolte anche a Civitavecchia. Nel settore, con oltre 100 mila addetti, sono migliaia in Cig e il numero è destinato a salire con il ridursi delle commesse.
DOPO ALCOA ANCHE VINYLS. Grave la situazione provocata dal blocco della produzione chimica negli impianti italiani della Vinyls, a Porto Torres e a Marghera, dove verrà avviata una Cigs a rotazione a fronte di una richiesta da parte dell´azienda di 12 mesi di Cigs per 323 addetti su un totale di 433 de gruppo e quindi anche a Ravenna. Ieri la protesta e l´occupazione della palazzina Eni al petrolchimico di Marghera. Vinyls arriva a ridosso della crisi di Alcoa, che ha avuto un effetto devastante sugli impianti di Portovesme in Sardegna e Fusina in Veneto, aprendo il fronte dell´industria dell´alluminio in Italia.
PROTESTE SUL TETTO YAMAHA. Lavoratori in lotta da oltre un mese contro la chiusura dello stabilimento di Lesmo (Monza) dell´azienda motociclistica: ieri 4 operai esasperati sono saliti per protesta sul tetto dello stabilimento. I sindacati sono stati convocati domani al ministero del Lavoro.
ANCORA TETTI. La mobilitazione sul tetto è stata scelta in questi giorni anche dai dipendenti della Gros Market e da due operai, ex dipendenti della Hydrogest, saliti per disperazione a 30 metri su una torretta dell´impianto di depurazione.
CALL CENTER. La crisi di Eutelia ha sollevato il coperchio sulla situazione dei call center a partire da quello monzese di Phonemedia, sempre del Gruppo Omega, nel quale lavorano circa 250 dei 10 mila dipendenti del gruppo da 3 mesi senza stipendio. Stipendio sospeso da un mese anche per i 100 dipendenti della Omnia Network di Torino, da due mesi per quelli del Call center di Trapani. Irrisolta anche la vertenza Answers, 500 dipendenti, dove a settembre un gruppo di lavoratori si era incatenato con la carta igienica per richiedere lo stipendio.














































