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Scuola & Istruzione :: Dal 9 Novembre arriva il Commissario al Ministero dell'Istru
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Dal 9 Novembre arriva il Commissario al Ministero dell'Istru
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Domenica, 8 Novembre 2009:

Dal 9 Novembre arriva il Commissario al Ministero dell'Istruzione!


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Un commissario speciale provvederà a dare esecuzione alle sentenze del Tar del Lazio, intervenuto dopo i ricorsi presentati contro i meccanismi incostituzionali che con un decreto del Ministero dell'Istruzione regolava gli inserimenti in coda alle graduatorie dei precari, ledendo così il principio di uguaglianza degli individui e dei loro titoli di studio.




Avvocato Gelmini, suvvia, abbia un pò di buonsenso!! Faccia un pò d'attenzione per favore!
Siamo alla seconda sentenza...
Noi, nella scuola, mica si lavora per Lei.
Alla terza saremo costretti a mandarle gli ispettori....


Scuola, Tar del Lazio alla Gelmini: inserire in graduatoria altri 7.000 precari
I giudici amministrativi: illegittimo l'inserimento in coda, rispettare punteggio ottenuto. Ministerò pagherà 65mila euro


ROMA (8 novembre) - Seconda sentenza di un tribunale amministrativo, nel giro di un mese, a favore dei precari della scuola. Il Tar del Lazio, dopo il pronunciamento dei primi di ottobre, ha dato disposizione che altri 7.000 docenti siano inseriti nelle graduatorie provinciali "a pettine", cioè sulla base del punteggio ottenuto, accogliendo così le richieste di ottemperanza delle ordinanze positive ottenute dai legali dell'Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione. Il Tar del Lazio ha anche condannato il ministero a pagare le spese di lite (65 mila euro). Trascorso un mese senza che sia realizzato quando stabilito, il Tar ha già nominato il dirigente generale della Funzione pubblica, Luciano Cannerozzi de Grazia, quale commissario delegato a dare esecuzione alla decisione.

Tutti gli insegnanti-supplenti contestavano il fatto di essere stati inseriti in coda, anziché rispettando il proprio punteggio, nell'aggiornamento delle graduatorie fatto dal ministero. Il Tar ha considerato che la richiesta per l'esecuzione delle precedenti ordinanze emesse appaia «fondata sotto il dedotto profilo dello sviamento di potere per elusione della misura cautelare accordata dalla Sezione con decisione cautelare n. 3121/2009». E tutto ciò, in quanto «in applicazione dei principi costituzionali di effettività della tutela giurisdizionale, l'amministrazione scolastica era (ed è) tenuta a dare tempestiva e puntuale esecuzione alla precitata decisione cautelare».

Per i giudici amministrativi «tutte le attività poste successivamente all'adozione della misura cautelare, in quanto poste in dichiarata violazione di quest'ultima, devono ritenersi tamquam non essent» (come se non esistessero, ndr), primo fra tutti «la nota del 7 luglio 2009 diretta agli Uffici Scolastici regionali e periferici, con la quale il Miur sostanzialmente invita questi ultimi a non ottemperare al provvedimento giudiziale» e in secondo luogo «le graduatorie predisposte dagli Uffici in base ai criteri elusivi rivenienti dall'anzidetta nota ministeriale».

«Dal 9 novembre i primi 300 ricorrenti saranno inseriti a pettine dal commissario ad acta nelle graduatorie di tutte le province - commenta Marcello Pacifico, presidente dell'Anief -
Speriamo che quest'ennesima pronuncia della giustizia amministrativa sia finalmente da stimolo per una corretta gestione delle graduatorie ad esaurimento, nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della nostra legislazione e della nostra Costituzione.
Bisogna stabilizzare tutti i precari per assicurare la continuità didattica.
È necessario garantire al personale precario gli stessi diritti del personale di ruolo come una direttiva del 1999 dell'Europa ci impone.
È doveroso assegnare un contratto a tempo indeterminato, nel rispetto della legge, per quei 67.000 docenti inserite nelle graduatorie viste le 100.000 cattedre date in supplenza ogni anno.
È opportuno sbloccare i 4.000 concorsi per ricercatore a tempo indeterminato promessi, senza precarizzarne la figura con l'istituzione dei contratti a tempo determinato.
È giusto favorire la mobilità di tutti i docenti come stabilito dai contratti collettivi vigenti. Soltanto così si possono dare le prime risposte all'enorme precariato che gravita intorno alla conoscenza e che dovrebbe costituire una risorsa e non un peso per il nostro Paese.

Per tutte queste ragioni abbiamo proclamato uno sciopero del personale docente delle scuole per l'intera giornata del 9 novembre 2009».

 



 
Ultima modifica di white_sharck71 il Lun 23 Nov, 2009 00:05, modificato 1 volta in totale 
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  Domenica, 8 Novembre 2009: Accadde Oggi    di SALVO INTRAVAIA, La Repubblica


  SCUOLA & GIOVANI
    
     Primi effetti della sentenza del Tar contro il decreto Gelmini sulle graduatorie in attesa dell'approvazione della legge che metterebbe fine alla questione

Precari, il commissario al lavoro
i primi 300 nelle liste "a pettine"

Precari, il commissario al lavoro i primi 300 nelle liste "a pettine"

Un insegnante
durante la lezione

Image ROMA - Parte il commissariamento del ministero dell'Istruzione sulle graduatorie dei precari. "Dal 9 novembre, i primi 300 ricorrenti saranno inseriti 'a pettine' nelle graduatorie di tutte le province italiane - annuncia il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico - speriamo che quest'ennesima pronuncia sia finalmente da stimolo per una corretta gestione delle graduatorie, nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della legislazione e della Costituzione". Ma a bloccare il Tar potrebbe pensarci il Parlamento, dove è in discussione una proposta di legge che annulla i provvedimenti della giustizia amministrativa.

Per comprendere la vicenda, occorre fare un passo indietro. Tutto ha inizio lo scorso mese di aprile, quando il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini firma il decreto per l'aggiornamento delle graduatorie dei precari. Ma con una novità: per chi è già in graduatoria, niente passaggio da una provincia all'altra. L'unica possibilità è di essere inseriti, oltre che nella lista della propria provincia, anche in altre tre province italiane. Ma "in coda".

Questa decisione del ministro a gran parte dei supplenti meridionali sembra l'ennesima prova che nessuno li vuole al Nord, dove i posti disponibili sono in abbondanza. E, col patrocinio dell'Anief (Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione) si rivolgono al Tar che dà loro ragione: l'inserimento "in coda" è incostituzionale e si deve provvedere all'inserimento a "pettine". Ma il ministero nicchia e, i primi di ottobre, una nuova sentenza del Tar Lazio intima al ministro Gelmini di applicare la sentenza, condannandolo al pagamento di 5 mila euro. E nomina Luciano Cannerozzi De Grazia, uno dei consiglieri più ascoltati dal ministro Renato Brunetta, commissario ad acta.

Nel frattempo, per evitare l'onta del commissariamento, l'esecutivo corre ai ripari e nel progetto di legge di conversione del decreto salva-precari inserisce un emendamento che ripristina la coda per il biennio 2009/2011, ma aprendo "al pettine" dal biennio successivo. A questo punto cominciano i mal di pancia della Lega, che vorrebbero opporsi al provvedimento. Ma è lo stesso ministro Gelmini che spiega ai colleghi della maggioranza che il provvedimento non può subire variazioni al Senato. Il decreto deve essere trasformato in legge entro il 24 novembre prossimo e non ci sono, infatti, i tempi per una seconda lettura. Questa volta, Bossi&co. Devono fare buon viso e cattivo gioco e approvare un provvedimento "blindato".

Intanto, il Tar Lazio emette altre 13 sentenze fotocopia della prima, per altri 7 mila precari che chiedono di essere inseriti "a pettine", condannando il ministero al pagamento di 65 mila euro. E il commissario ad acta? "Il commissario - spiega Cannerozzi De Grazia - non può tenere in alcun conto i procedimenti in corso". Parole che hanno il sinistro significato di chi si sta mettendo al lavoro. "Penso - continua - che fra qualche giorno, attorno al 12 novembre, avvierò la procedura. Scrivero al ministero chiedendo se hanno ottemperato e controllerò se l'eventuale azione è conforme con la sentenza del Tar". Intanto, spera la maggioranza, il Parlamento dovrebbe varare la legge salva-precari che dovrebbe mettere la parola fine alla questione. Ma di questo Marcello Pacifico non è convinto. "Ci rivolgeremo - dice - alla Corte costituzionale".

 



 
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