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Martedì, 27 Gennaio : 2009
''Decisione presa con serenità''
Rimarrà responsabile editoriale del Gruppo L'Espresso e avrà i poteri di nomina dei direttori delle testate. L'ingegnere tra finanza e giornali. Un impero che spazia dai media alla sanità, all'energia
Milano (Adnkronos/Ign) - ''Lascio tutte le presidenze del gruppo''. Ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa a Milano, è Carlo De Benedetti, presidente del gruppo Cir.
Una decisione presa ''con serenità'', ''perché a fine anno compio 75 anni'' e 50 anni di vita lavorativa. ''La morte del principe Carlo Caracciolo non c'entra nulla'', ha precisato.
De Benedetti lascia le presidenze di Cofide, Cir, M&C e del Gruppo L'Espresso. Nel gruppo editoriale l'ingegnere continuerà ad avere la presidenza onoraria. Manterrà la presidenza dell'omonima fondazione e rimarrà nel consiglio di Rothschild.
'''Ho assicurato i ricambi del management dove occorreva e la continuità in altri casi. Per Cir e Cofide - ha spiegato De Benedetti - ci saranno presidenti istituzionali e non operativi, che non interferiranno con le attività delle aziende''. E saranno decisi dai rispettivi cda giovedì prossimo. L'ingegnere ha sottolineato di volere ''rimanere presidente delle società fino all'approvazione dei bilanci 2008, per prendermi tutte le responsabilità. Poi darò le mie dimissioni nel corso delle assemblee delle società''.
De Benedetti rimarrà responsabile editoriale del Gruppo L'Espresso e avrà i poteri di nomina dei direttori delle testate. "Anche se lascio la presidenza del Gruppo L'Espresso - ha spiegato - continuerò ad occuparmi di editoria che è la mia passione e la mia missione". Inoltre ''per L'Espresso ho concordato con mio figlio che la nomina del presidente sarà per una figura istituzionale da me prescelta''. Sempre parlando del gruppo editoriale, De Benedetti ha sottolineato che ''non ci sarà riassetto azionario. Il Gruppo rimarrà così com'è''. E non cederà la partecipazione "almeno fino a quando sono vivo".
Poi, ripercorrendo i principali eventi della sua vita nel mondo degli affari, l'ingegnere ha sottolineato: ''Ho avuto molti eventi che hanno danneggiato la mia carriera per ragioni politiche''. De Benedetti ha ricordato i casi del Banco Ambrosiano ''che mi ha molto amareggiato'', Sme e Mondadori. In particolare, ha spiegato, la Sme ''mi è stata tolta per ragioni politiche''.
Quanto alle sue posizioni politiche, ha spiegato: "Non sono mai stato iscritto a un partito, ma sono sempre stato repubblicano. Quando però il partito è scomparso, non ho avuto altre scelte e ho scelto il centrosinistra".
Ricordando alcuni momenti della sua cinquantennale attività nel mondo degli affari, De Benedetti ha detto: "L'avventura in Olivetti è stata uno straordinario successo" "Non c'è nessuna azienda che produceva macchine da scrivere e che sia sopravvissuta - ha sottolineato - tutti i concorrenti sono falliti. Era l'unica azienda che produceva macchine da scrivere e che si è trasformata in azienda informatica". Comunque, "in tanti anni da imprenditore, ho fatto tanti errori. Il più grosso, e anche il più penoso, è stato con Société Générale de Belgique", ha detto ricordando il tentativo di scalata alla holding belga nel 1988.
De Benedetti lascia: ''Danneggiato dalla politica''
Rimarrà responsabile editoriale del Gruppo L'Espresso e avrà i poteri di nomina dei direttori delle testate. L'ingegnere tra finanza e giornali. Un impero che spazia dai media alla sanità, all'energia
Una decisione presa ''con serenità'', ''perché a fine anno compio 75 anni'' e 50 anni di vita lavorativa. ''La morte del principe Carlo Caracciolo non c'entra nulla'', ha precisato.
De Benedetti lascia le presidenze di Cofide, Cir, M&C e del Gruppo L'Espresso. Nel gruppo editoriale l'ingegnere continuerà ad avere la presidenza onoraria. Manterrà la presidenza dell'omonima fondazione e rimarrà nel consiglio di Rothschild.
'''Ho assicurato i ricambi del management dove occorreva e la continuità in altri casi. Per Cir e Cofide - ha spiegato De Benedetti - ci saranno presidenti istituzionali e non operativi, che non interferiranno con le attività delle aziende''. E saranno decisi dai rispettivi cda giovedì prossimo. L'ingegnere ha sottolineato di volere ''rimanere presidente delle società fino all'approvazione dei bilanci 2008, per prendermi tutte le responsabilità. Poi darò le mie dimissioni nel corso delle assemblee delle società''.
De Benedetti rimarrà responsabile editoriale del Gruppo L'Espresso e avrà i poteri di nomina dei direttori delle testate. "Anche se lascio la presidenza del Gruppo L'Espresso - ha spiegato - continuerò ad occuparmi di editoria che è la mia passione e la mia missione". Inoltre ''per L'Espresso ho concordato con mio figlio che la nomina del presidente sarà per una figura istituzionale da me prescelta''. Sempre parlando del gruppo editoriale, De Benedetti ha sottolineato che ''non ci sarà riassetto azionario. Il Gruppo rimarrà così com'è''. E non cederà la partecipazione "almeno fino a quando sono vivo".
Poi, ripercorrendo i principali eventi della sua vita nel mondo degli affari, l'ingegnere ha sottolineato: ''Ho avuto molti eventi che hanno danneggiato la mia carriera per ragioni politiche''. De Benedetti ha ricordato i casi del Banco Ambrosiano ''che mi ha molto amareggiato'', Sme e Mondadori. In particolare, ha spiegato, la Sme ''mi è stata tolta per ragioni politiche''.
Quanto alle sue posizioni politiche, ha spiegato: "Non sono mai stato iscritto a un partito, ma sono sempre stato repubblicano. Quando però il partito è scomparso, non ho avuto altre scelte e ho scelto il centrosinistra".
Ricordando alcuni momenti della sua cinquantennale attività nel mondo degli affari, De Benedetti ha detto: "L'avventura in Olivetti è stata uno straordinario successo" "Non c'è nessuna azienda che produceva macchine da scrivere e che sia sopravvissuta - ha sottolineato - tutti i concorrenti sono falliti. Era l'unica azienda che produceva macchine da scrivere e che si è trasformata in azienda informatica". Comunque, "in tanti anni da imprenditore, ho fatto tanti errori. Il più grosso, e anche il più penoso, è stato con Société Générale de Belgique", ha detto ricordando il tentativo di scalata alla holding belga nel 1988.














































