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Debiti familiari, Brescia è decima
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15 Agosto 2009: Accadde Oggi    Eugenio Barboglio, Brescia Oggi


Debiti familiari,
Brescia è decima

L'INDAGINE. Una rilevazione della Cgia di Mestre colloca la Leonessa nella top ten nazionale. Decisivi i mutui, il credito al consumo e i prestiti per le ristrutturazioni
In media ogni nucleo esposto per 19.371 euro Il record assoluto spetta a Lodi (20.960 euro) In Sardegna quattro province a 3mila euro


Gli elettrodomestici,
prima voce nel credito al consumo

Image I bresciani per sostenere il loro tenore di vita si indebitano, e parecchio. Almeno secondo l'indagine dell'Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre (Cgia), che colloca la nostra provincia al decimo posto tra le province che più di altre ricorrono a prestiti che siano mutui per comprare la casa o debito al consumo per fare le vacanze o acquistare un elettrodomestico (che peraltro oggi non si compra più senza un finanziamento). Ogni famiglia bresciana nel 2008 ha chiesto soldi a banche e finanziarie per 19.371,35 euro. Un nettissimo aumento (superiore alle media nazionale) dal 2002 del 104 per cento.
Per inciso va segnalato che l'analisi del Cgia non è in sintonia perfetta con quella della Camera di commercio di Monza e Brianza, uscita qualche settimana fa. Dove Brescia appariva come la seconda provincia meno indebitata in ambito regionale.

SECONDO L'ANALISI della Cgia di Mestre l'indebitamento medio delle famiglie italiane - causato dall'accensione di mutui per l'acquisto della casa, dai prestiti per l'acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di immobili, etc. - ha toccato nel dicembre del 2008 i 15.000 (precisamente 15.067,6 ) euro. A livello provinciale le «sofferenze» maggiori sono a carico delle famiglie di Lodi (20.960,45 ), seguite da quelle di Roma (20.953,6) e da quelle di Milano (20.857,3). Al quarto posto troviamo Trento (20.750,8), di seguito Reggio Emilia (20.105,4), Prato (19.902,06) e via via tutte le altre.

«Innanzitutto - esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - le province più indebitate sono quelle dai redditi più elevati. E' chiaro comunque che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente.
Altra cosa è invece la variazione di crescita dell'indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2008. Sopra la media nazionale troviamo molte realtà provinciali della Puglia, della Campania e dell'Abruzzo, che sta a significare che si tratta di aumenti probabilmente legati all'aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari».

È QUINDI importante mettere l'accento sullo scarto tra il primo gennaio 2002 (data dell'introduzione dell'euro) e il 31 dicembre 2008. Qui il record dell'indebitamento lo detiene la provincia di Chieti che in questi 6 anni è cresciuta del +117,85 per cento. Segue Piacenza con un aumento del 117,01 per ceto, Reggio Emilia +115,76 per cento, Caserta +115,53 per cento e Napoli +110,78 per cento. Chiude la classifica Bolzano con +42,76 per cento e Potenza +39,37 per cento. Sempre in questo periodo la crescita media dell'indebitamento delle famiglie italiane è stata del + 81,28 per cento.

Quanto alla preoccupazione di onorare i debiti curioso che i meno preoccupati vivano nelle province sarde.

 





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