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Giovedì, 5 Novembre 2009: Accadde Oggi Massimo Lanzini, GdB
Del Bono: Giunta ingrippata
Il capogruppo Pd in Loggia parla di «difficoltà su A2A, bilancio, Pgt, bonus bebè...» L’invito: «Paroli non si arrocchi, abbia il coraggio di aprire una fase politica nuova»
Emilio Del Bono, capogruppo del Pd a Palazzo Loggia,
interviene in Consiglio comunale
«A2A, promessa mancata»
Tra i principali nodi che la Loggia trova di fronte a sé in queste settimane c’è A2A. «Su questo tema veniamo da un confronto lungo - sottolinea il capogruppo del Pd a Palazzo Loggia - e sarebbe ingiusto negare oggi che alcune critiche sulle modalità con cui venne attuata quella fusione fra Asm ed Aem sono condivisibili. Penso al meccanismo della fusione per incorporazione, alla scelta del duale, all’idea di lasciare in mano alla struttura milanese la leva gestionale e finanziaria. Credo però che a questo punto il problema non sia puntualizzare sul passato quanto capire che fare oggi. E allora non possiamo dimenticare che noi abbiamo assistito solo pochi mesi fa ad un cambio drammatico e inedito dei vertici dell’azienda, che il sindaco Paroli aveva motivato proprio con la promessa che il Comune avrebbe potuto finalmente incidere in maniera più efficace sulle scelte di A2A. I segnali che arrivano vanno in una direzione drammaticamente diversa. Insomma, promessa non mantenuta».
E se sul nodo della maximulta comminata dalla Commissione europea «chi confidava in una qualche forma di appoggio da parte del governo nazionale è rimasto deluso», secondo Emilio Del Bono è anche perché la nostra città «è costretta a registrare una evidente debolezza politica a Roma. E questo nonostante il sindaco sieda in Parlamento, nonostante il presidente della Provincia sia sottosegretario, nonostante centrodestra e lega bresciani esprimano un ministro e un lungo elenco di parlamentari».
«La debolezza politica di Brescia»
Una debolezza politica a Roma che secondo il capogruppo Pd in Consiglio comunale «è ancora più evidente nel caso del Patto di stabilità. Non dimentichiamoci mai che i termini fissati oggi dalla norma, e cioè quell’obbligo di rispetto del saldo 2007 che penalizza i conti della Loggia, è stata stabilita non da altri se non dal governo Berlusconi. E allora qualcuno dovrà spiegare ai bresciani come mai su questa norma città come Palermo, Roma e Catania sono riuscite ad ottenere deroghe. E Brescia, a cui decenni di buon governo hanno consegnato bilanci solidi e virtuosi, si trova invece nei guai».
Per aggirare le tenaglie del Patto la Giunta sta valutando l’ipotesi di costituire una holding finanziaria cui affidare partecipazioni e dividendi. «Una soluzione che non mi convince - sottolinea Del Bono -. Un conto è che il Comune dia vita a società di servizi, altro che allontani di fatto dal Consiglio comunale il controllo su un patrimonio vastissimo e prezioso che è di tutti i bresciani. Non di questa o quella maggioranza. E proprio per questo credo che disporre di quel patrimonio comune con strutture amministrative pensate solo come stratagemma tattico per superare questo o quel vincolo sia sbagliato e pericoloso. Il sindaco Paroli dovrebbe avere la forza di non incamminarsi, in debole solitudine, lungo quella strada».














































