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Mercoledì, 30 Dicembre 2009 Andrea Spitti, gdb
Del Bono:
«Paroli ha trasformato Brescia in città fuorilegge»
«Paroli ha trasformato Brescia in città fuorilegge»
Ieri il bilancio del capogruppo in Loggia del Pd che replica al sindaco: «Non accettiamo prediche da chi ha dimostrato incapacità di amministrare»
Il capogruppo del Pd in Loggia,
Emilio Del Bono
Partendo dal fatto che «non siamo una minoranza come le altre visto che siamo il primo partito della città», Del Bono ricorda come «con Paroli siamo diventati un Comune fuorilegge a causa di questioni come Bonus bebè, Patto di stabilità e Brixia Sviluppo. Nella classifica delle città italiane del Sole24ore in 2 anni siamo passati dal 21° al 54° posto, dal 49° al 67° per la tutela dell’ambiente, dall’83° al 88° per la sicurezza. Di cosa ci si può vantare»? si chiede il capogruppo del Pd.
Passando in rassegna i «no» più importanti che il Pd ha riservato alla Giunta, Emilio Del Bono mantiene i giudizi negativi espressi di volta in volta. Per esempio sulla nuova sede unica: «Non vogliamo buttare 50 milioni di euro in anni di crisi, tanto più che il Comune ha tanti edifici vuoti di cui non sa che farsene. Come si può poi rilanciare il centro storico portando fuori i servizi essenziali»?
Del Bono registra una certa confusione su stadio e cittadella dello sport: «Siamo per ristrutturare il Rigamonti a costi ragionevoli e per il palazzetto dello sport abbiamo a disposizione il ciambellone dell’Eib. Invece di valutare queste alternative, si pensa di costruire andando a consumare ulteriore territorio». Venti milioni di euro, la metà di quelli necessari, verranno spesi dal Comune per abbattere la torre Tintoretto: «Non ha senso perché la Cimabue resterà dov’è visto che poi non ci saranno i soldi. In più gli abitanti verranno ricollocati in un quartiere nuovo come Sanpolino che ha già problemi di integrazione». A ciò si aggiunge il fatto che «non contiamo niente a Roma: su tutte le cose importanti non abbiamo mai ottenuto nulla».
Quindi il giudizio che Emilio Del Bono riserva al 2009 della Giunta è tutt’altro che positivo: «Non vediamo l’utilità per la città nelle operazioni annunciate. Non accettiamo prediche da chi sta sperperando soldi pubblici. Restiamo disponibili al confronto, ma se si continua con il muro contro muro non si arriverà a nulla di buono».














































