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Sabato 18 Aprile : 2009
Diario di una ninfomane: è polemica
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«No al manifesto, l'immagine è oscena»
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«No al manifesto, l'immagine è oscena»
ROMA - Quel manifesto è osceno e non si deve vedere specie perché c'è quella parola: ninfomane.
È la denuncia del distributore italiano del film «Valerie - Diario di una ninfomane», nelle sale dal 30 aprile e ancora in attesa del visto censura, che si è visto negare gli spazi per le affissioni del manifesto, in cui è ritratto un busto femminile con una mano infilata in un paio di slip di pizzo.
Le concessionarie di pubblicità hanno subito storto il naso quando hanno visto titolo e immagine. All'obiezione che Tommaso Tabarelli, direttore marketing di Mediafilm Cinema, ha mosso a proposito di campagne pubblicitarie di biancheria intima che da anni mostrano lombi e fondoschiena con estrema disinvoltura, la risposta è stata: «Ma le immagini non vengono mai associate alla parola ninfomane. Inoltre, quella foto invita esplicitamente al peccato».
Anche nella Spagna di Zapatero il manifesto venne affisso nelle strade per poi essere ritirato dal Comune di Madrid a causa di un preteso errore: sui cartelloni non era specificato, come previsto dalla legge, «pellicola non raccomandata ai minori di 13 anni».
Le concessionarie di pubblicità hanno subito storto il naso quando hanno visto titolo e immagine. All'obiezione che Tommaso Tabarelli, direttore marketing di Mediafilm Cinema, ha mosso a proposito di campagne pubblicitarie di biancheria intima che da anni mostrano lombi e fondoschiena con estrema disinvoltura, la risposta è stata: «Ma le immagini non vengono mai associate alla parola ninfomane. Inoltre, quella foto invita esplicitamente al peccato».
Anche nella Spagna di Zapatero il manifesto venne affisso nelle strade per poi essere ritirato dal Comune di Madrid a causa di un preteso errore: sui cartelloni non era specificato, come previsto dalla legge, «pellicola non raccomandata ai minori di 13 anni».














































