[Icy Phoenix Debug] PHP Notice: in file /includes/db/mysql.php on line 817: fopen(./cache/users/sql_ban_4ec69cea17e67ca163d3842273c348d0.php): failed to open stream: Permission denied POLITICA NAZIONALE e INTERNAZIONALE :: Diario di viaggio del "Nuovo" Gov. Berlusconi: Agg
Si inizia qui un "diario di bordo" dove, giorno per giorno, si procederà a riportare (e confrontare con le promesse) il quanto fatto dal nuovo governo "salvatore della patria"
E' titolato:
Viaggio verso la salvezza
.. di chi e di cosa si vedrà poi a posteriori anche se .... una certa idea l'avrei di già
Stan
Ed allora si parte con l'annotazione di alcuni link con articoli che sarà utile NON perdere di vista:
Sette missioni, 12 pagine, poco più di 3.600 parole per descriverle: formule, soluzioni, progetti in gran parte noti e che comunque si collocano in continuità all'interno del percorso e della proposta di governo del centrodestra fin dagli anni del primo governo Berlusconi. I "magnifici 7" punti di programma sono: rilanciare lo sviluppo; sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro; più sicurezza, più giustizia; i servizi ai cittadini: sanità, scuola, università, ricerca, cultura e ambiente; il Sud; il federalismo; un piano straordinario di finanza pubblica. La leva fiscale viene richiamata in due "mission", quella dedicata al rilancio dello sviluppo e quella per il sostegno a famiglia e giovani.
SVILUPPO. Detassazione degli straordinari, premi e incentivi legati alla produttività, detassazione progressiva della tredicesima, un'azione sull'Iva (versamenti solo a fattura incassata, rimborsi entro 60-90 giorni, progressiva abolizione di quella sul turismo), nonché una progressiva abolizione dell'Irap. Del capitolo rilancio fanno parte anche le infrastrutture (si ripropongono la legge obiettivo e le grandi opere a partire da Ponte sullo Stretto e Tav) e capitoli sono dedicati al tema rifiuti (con la promozione di raccolta differenziata e la realizzazione di termovalorizzatori), al rilancio del trasporto aereo, e alla partecipazione ai progetti nucleari europei. Altri punti forti della 'mission-rilancio' sono legge Biagi e sicurezza sul lavoro, liberalizzazioni, sostegno al 'made in Italy', riorganizzazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione.
FAMIGLIA E GIOVANI. Il punto di forza è "meno tasse": eliminazione dell'Ici sulla prima casa, introduzione progressiva del quoziente famigliare, abolizione delle tasse di successione e sulle donazioni reintrodotte da Prodi, progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del pil, lotta all'evasione, progressiva tassazione separata dei redditi da locazione. All'emergenza abitativa, peraltro, viene dedicato un intero capitolo dal titolo "una casa per tutti" che, come già era emerso, prevede un "piano casa" per la costruzione di alloggi, riduzione dei mutui, piano di riscatto degli alloggi pubblici, una legge obiettivo per le zone urbane svantaggiate. Altri punti di forza: reintroduzione del 'bonus bebe', riduzione dell'Iva sui prodotti per l'infanzia, interventi per la scuola, aumento delle pensioni più basse, stabilizzazione del 5 per mille, no a leggi che favoriscano forme di eutanasia. Per i giovani, in particolare, si pensa a un periodo di 'no tax' per le nuove iniziative imprenditoriali giovanili, ma anche a garanzie pubbliche per il "prestito d'onore" e un "bonus locazioni".
SICUREZZA E GIUSTIZIA. Aumento delle risorse e maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio, no a sanatorie dei clandestini, apertura di nuovi Cpt, conferma della Bossi-Fini, lotta al terrorismo interno e internazionale, tutela dell'ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari "disobbedienti" e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell'ordine. Più giustizia: riforma dei codici, giusto processo; aumento delle risorse; certezza della pena; inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne; costruzione di nuove carceri; rafforzamento della distinzione delle funzioni nella magistratura; limitazione dell'uso delle intercettazioni al contrasto dei reati più gravi; divieto della diffusione e della pubblicazione delle intercettazioni, con pesanti sanzioni a carico di tutti coloro che concorrono alla diffusione e pubblicazione; riforma della responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati; completamento della riforma del Codice di Procedura Civile.
SERVIZI AI CITTADINI. Sanità: eliminazione delle liste d'attesa; rinnovo tecnologico e nuove strutture ospedaliere; trasparenza nella scelta dei manager; revisione della legge 180 per il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici; attuazione della legge contro le droghe. Scuola, ricerca e università: rilancio delle '3 I' (inglese, impresa, informatica); difesa della lingua e della cultura italiana; aiuto agli studi per i meritevoli; aumenti agli insegnanti più capaci; trasformazione in Fondazione delle Università, competizione tra atenei; detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione; legge quadro per lo spettacolo dal vivo; promozione delle "cittadelle della cultura e della ricerca". Ambiente: "5 per mille" per l'ambiente;legge obiettivo per il patrimonio culturale e il paesaggio; valorizzazione del territorio; strumenti di tutela del suolo e delle acque; aggiornamento della legge per la caccia.
SUD. Il programma prevede un piano decennale straordinario per le infrastrutture; "leggi obiettivo" speciali su turismo, beni culturali, agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica, poli di eccellenza per la ricerca e l'innovazione; riconversione dell'industria chimica pesante alle nuove tecnologie; pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali; realizzazione della Banca del Sud; federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di sviluppo; contrasto alla criminalità organizzata e piano sicurezza.
FEDERALISMO. Il Pdl propone l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione sul federalismo fiscale, con l'approvazione delle norme approvate dalla Lombardia; garanzia che la perequazione riduca ma non annulli le differenze di capacità fiscale, fermo il principio costituzionale di giusto equilibrio tra solidarietà ed efficienza, premiando i comportamenti finanziari virtuosi e le regioni con una minore evasione fiscale.
FINANZA PUBBLICA. Un un piano straordinario da completare nell'arco dell'intera legislatura. La realizzazione è sottoposta a 3 vincoli esterni essenziali: il vincolo costituito dalla crisi economica in atto nel mondo ed in Italia; il vincolo imposto dagli impegni di trattato europeo; il vincolo costituito dall'attuale instabile equilibrio dei conti pubblici italiani. "In questi termini - si legge nel documento - gli interventi attuativi del presente programma saranno comunque progressivamente e responsabilmente realizzati in funzione dell'andamento dell'economia e nel rispetto dei criteri di rigore nella gestione del bilancio pubblico. Non facciamo e non promettiamo miracoli. In ogni caso non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini. Non aumenteremo dunque la pressione fiscale. Anzi ci sforzeremo di ridurla. Fermo l'obiettivo di contrasto e di recupero dell'evasione fiscale. Il nostro impegno sarà all'opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A partire dal costo della politica e dell'apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili)".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Dom 06 Lug, 2008 12:44, modificato 5 volte in totale
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Mar 22 Apr, 2008 13:32, modificato 7 volte in totale
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Re: Diario di viaggio, Berlusconi 3: Aggiornamento continuo
Non so come andrà il viaggio con Berlusconi al volante, ma di due cose sono più che certo:
1°) peggio di come è andato con al volante Prodi non è possibile che vada;
2°) udremo tantissime parole, ma pochissimi fatti pro-Sud. Saranno presi quei provvedimenti che "transitando" dal Sud porteranno benessere al Nord (vedi la rottamazione delle auto, dei trattori, delle biciclette, dei monopattini, dei pattini, delle pantofole e via dicendo. Oppure la Cassa del Mezzogiorno e dopo la 488
Erano somme erogate pro Sud perchè ci si indebitasse allettati dallo zuccherino dell'aiuto ma le somme ... tornavano al nord ove sono i produttori di quella merce.
Oppure hanno consentito ad un nugolo di mosche nordiche di tuffarsi sulla torta, prendere il nettere e scappare subito dopo.
... ahi ahi ahi ... boccaccia mia statte zitta! (dal vangelo secondo Provolino)
Comunque trovo giusto che siano le genti del nord ad essere aiutate in omaggio al vecchio detto popolare "Mio Dio aiuta i ricchi, perchè i poveri sono ormai abituati ad avere fame" !
Fromor
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Re: Diario di viaggio, Berlusconi 3: Aggiornamento continuo
Parole sante caro amico.
Anch'io non so (esattamente) come andrà a finire ma, ripeto, un'idea ce l'ho se non altro perché sono di quelli che ne mantengono traccia e fanno tesoro del passato.
Come si dice: Tutto arriva per chi sa attendere! ...
... e noi attendiamo.
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
BERLUSCONI ACCETTA L'INCARICO
E PRESENTA I MINISTRI
ROMA - Silvio Berlusconi ha accettato l'incarico di formare un nuovo governo conferito dal Capo dello Stato. Sono 21 i ministri del nuovo governo, il quarto di Silvio Berlusconi, la cui costituzione è stata annunciata dal presidente del Consiglio al Quirinale. Si tratta di 12 ministri con portafoglio e 9 senza portafoglio. Gianni Letta è poi il sottosegretario alla presiden
Riforme Federalistiche: Umberto Bossi
Funzione Pubblica: Renato Brunetta
Rapporti con il Parlamento: Elio Vito
Semplificazione: Roberto Calderoli
Affari Regionali: Raffaele Fitto
Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi
Pari Opportunità: Mara Carfagna
Attuazione del Programma: Gianfranco Rotondi
Politiche Giovanili: Giorgia Meloni
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Gianni Letta.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Silvio Berlusconi è salito questa sera al Quirinale per accettare di guidare il nuovo governo e ha contestualmente -- un fatto inusuale nella prassi costituzionale -- presentato la lista dei ministri che lo comporranno.
L'esecutivo, il quarto guidato dal Cavaliere, è formato da 12 ministri con portafoglio e 9 senza -- 4 in meno rispetto al governo Prodi uscente.
Dei 21 membri, 17 sono del Pdl (in particolare, 12 provengono dalle fila di Forza Italia, 4 da An e 1 dalla Dc) e 4 della Lega. Quattro in tutto le donne, mentre l'eta media dei ministri è di 50 anni -- Berlusconi (71 anni) è il più vecchio, Giorgia Meloni (31 anni) la più giovane.
Tra le novità rispetto alle indiscrezioni circolate in questi giorni, il 38enne Angelino Alfano (Pdl) alla Giustizia e l'azzurro Maurizio Sacconi al Welfare e Sanità.
Soddisfatto Berlusconi: "Ci sono molti nomi nuovi, riprendiamo il lavoro interrotto due anni fa", ha detto parlando ai giornalisti uscendo da Palazzo Madama dove si è recato subito dopo esser stato al Colle .
Il giuramento nelle mani del capo dello Stato è previsto domani alle 17, alle 18 il primo Cdm -- che nominerà Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha detto il premier in pectore. Martedì la fiducia alla Camera, mercoledì al Senato, ha aggiunto, ricordando che il successivo Consiglio dei ministri si svolgerà "come promesso" a Napoli.
Seguono alcuni sintetici ritratti dei ministri (quello del ministro dell'Economia Giulio Tremonti è pubblicato a parte).
*MINISTRI CON PORTAFOGLIO:
ESTERI
FRANCO FRATTINI, Forza Italia, 50 anni, romano. Torna al governo dopo essere stato vice presidente della Commissione Ue con delega alla Giustizia e alla Sicurezza. Nel Berlusconi 2 firma come ministro della Funzione pubblica la proposta di legge sul conflitto di interessi. Tra il 2002 e il 2004 è agli Esteri, dove sostiene la politica di Berlusconi di avvicinamento ad Israele e di appoggio alla "guerra al terrore" di Bush. Favorevole, in campagna elettorale, a un giro di vite verso l'immigrazione clandestina.
INTERNO
ROBERTO MARONI, Lega Nord, 53 anni, varesino. Dirigente del Carroccio, torna al Viminale, dove fu nel '94 (Berlusconi 1). Nel 2001-2006 è stato ministro del Welfare, dove ha congegnato la riforma per l'innalzamento dell'età pensionabile. Suona il sax e ha uno stile verbale più soft del leader della Lega, Umberto Bossi.
DIFESA
IGNAZIO LA RUSSA, Alleanza Nazionale, 60 anni, catanese. È a Milano che ha svolto la professione di avvocato e il grosso della sua militanza politica prima nell'Msi, poi in An. Nel 1994 presiede il Congresso della svolta, che dà il via ad An, di cui dice di essere stato uno dei convinti ispiratori. E' alla sua prima esperienza di ministro. Inconfondibile la sua voce, imitata con successo da Fiorello.
GIUSTIZIA
ANGELINO ALFANO, Forza Italia, 38 anni, di Agrigento. Coordinatore degli azzurri in Sicilia, dove il partito fa il pieno di voti. Considerato uno dei giovani emergenti di Fi, siederà nella poltrona occupata da Clemente Mastella, che si è considerato vittima di un accanimento della magistratura per avere cercato di riformare il potere giudiziario. Berlusconi ha promesso che questa volta riuscirà a separare le carriere di pm e giudicanti. Alfano sarà in prima linea in questa battaglia.
SVILUPPO ECONOMICO
CLAUDIO SCAJOLA, Forza Italia, 60 anni, ligure. Politico Dc di lungo corso, aderisce a FI nel '95. Una carriera politica di primo piano segnata però da alcuni incidenti: guai giudiziari da sindaco di Imperia, la contestata gestione da ministro degli Interni al G8 di Genova, frasi irriguardose su Marco Biagi con dimissioni nel 2002. Nel 2005 ritorna, alle Attività produttive.
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
ALTERO MATTEOLI, Alleanza Nazionale, 68 anni, toscano. Prima missino poi fra i fondatori di An. E' uno dei leader di Nuova alleanza (con Urso e Nania), corrente di An che ha sempre sostenuto Fini. Ministro dell'Ambiente dal 2001 nel 2° e 3° governo Berlusconi.
WELFARE
MAURIZIO SACCONI, Forza Italia, 58 anni, veneziano. Militante socialista (con esperienze di governo) di estrazione giuslavorista, dopo Tangentopoli ha aderito a Forza Italia. Nei Berlusconi 2 e 3 torna sottosegretario, al ministero del Lavoro. Collaborò con Biagi alla riforma del lavoro.
AGRICOLTURA
LUCA ZAIA, Lega Nord, 40 anni, trevigiano. Vicepresidente del Veneto con deleghe all'agricoltura. Esponente di spicco della seconda generazione leghista, è famoso per la corsa a 193 all'ora con ritiro patente. Programma: difendere gli agricoltori del Nord (vino, zucchero, latte, ortofrutta) in sede Ue.
ISTRUZIONE
MARIASTELLA GELMINI, Forza Italia, 35 anni, bresciana. Forzista della prima ora, non appartiene al genere velina. Conquista i galloni sul campo quando, a sorpresa, diventa nel 2005 coordinatrice del partito in Lombardia, diviso da lotte intestine. Mette ordine fra uomini potenti. E' la consacrazione.
AMBIENTE
STEFANIA PRESTIGIACOMO, Forza Italia, 42 anni, siracusana. Oltre a militare in Fi (come il marito notaio), è proprietaria con la famiglia del gruppo chimico Coemi. È stata ministro delle Pari opportunità nei Berlusconi 2 e 3. Volto di Fi in tanti talk show tv, grazie alla sua bellezza sfonda anche nelle cronache rosa. Si ricorda un suo pianto in Consiglio dei ministri quando non passò il provvedimento sulle quote rosa.
BENI CULTURALI
SANDRO BONDI, Forza Italia, 49 anni, toscano. Poeta, ex amministratore comunista di formazione cattolica a metà anni '90 viene folgorato da Berlusconi diventandone uno strettissimo collaboratore. Scrive il pamphlet 'Una storia italiana' nella vittoriosa campagna elettorale del 2001 e diventa coordinatore di Forza Italia.
*MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO:
RIFORMA FEDERALE
UMBERTO BOSSI, Lega Nord, 66 anni, di Cassano Magnago. Detto il Senatùr, fonda la Lega nel 1984 dopo una giovanile militanza comunista. Menomato da un ictus nel 2004 che fece temere per la sua vita, è noto per le sue intemperanze verbali nei comizi, ma è anche considerato un acuto politico; è stato ministro per le Riforme dal 2001 al 2004. Nel '94 costrinse Berlusconi alle dimissioni.
SEMPLIFICAZIONE LEGISLATIVA
ROBERTO CALDEROLI, Lega Nord, 52 anni, bergamasco. E' il prototipo del politico leghista: unisce a iperboli verbali (come definire "una porcata" la sua riforma elettorale) e sceniche (mostra maglietta anti islamica al Tg1) a doti politiche e amministrative (molto apprezzato alla vicepresidenza del Senato).
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO
ELIO VITO, Forza Italia, 48 anni, napoletano. Ha militato nel Partito radicale prima di aderire a FI. Dopo una serie di fortunate apparizioni in talk show televisivi, Berlusconi lo nomina portavoce del partito, poi capogruppo alla Camera dove fa valere la sua formazione tecnica di politico radicale.
PARI OPPORTUNITA'
MARA CARFAGNA, Forza Italia, 33 anni, salernitana. Nella scorsa legislatura fra i peones, ma molto stimata da Berlusconi. Prima di militare in Forza Italia (attualmente è responsabile del movimento delle donne del Pdl), un passato da modella e show girl.
POLITICHE GIOVANILI
GIORGIA MELONI, Alleanza Nazionale, 31 anni, romana. Inizia la sua attività politica come responsabile di Azione studentesca, movimento di An. Nel 2004 viene eletta presidente di Azione giovani e nella XV legislatura si impone subito come vice presidente della Camera.
POLITICHE COMUNITARIE
ANDREA RONCHI, Alleanza Nazionale, 52 anni, perugino. Giornalista d'assalto nelle tv locali romane, tradisce da subito un'innata passione per la politica a cavallo tra la Dc e la destra romana dove incrocia i cosiddetta "ragazzi di via Milano". A fine anni 90 entra nel gruppo dirigente e Fini lo nomina portavoce nel 2005. Da allora in ascesa inarrestabile.
RAPPORTI CON LE REGIONI
RAFFAELE FITTO, Forza Italia, 38 anni di Maglie. Figlio d'arte (suo padre fu presidente democristiano della Puglia), seguì le orme paterne giovanissimo, per passare a Forza Italia dopo la fine della Dc ed essere prima vicepresidente poi presidente della sua Regione. Sconfitto da Vendola è dal 2006 alla Camera.
FUNZIONE PUBBLICA
RENATO BRUNETTA, Forza Italia, 57 anni, veneto. Economista, professore universitario, vice coordinatore nazionale di Fi con delega per l'Europa, responsabile del programma del partito, europarlamentare entra nel governo nonostante la scarsa sintonia che negli anni passati ha mostrato con Tremonti.
ATTUAZIONE PROGRAMMA
GIANFRANCO ROTONDI, Dc per le Autonomie, avellinese, 48 anni. Segretario del suo partito che ha fondato dopo aver lasciato nel 2005 l'Udc di Pierferdinando Casini. È alla sua seconda legislatura in Senato.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
BERLUSCONI E I MINISTRI
HANNO GIURATO AL QUIRINALE
ROMA - Nel Salone delle Feste al Quirinale, nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il nuovo governo di Silvio Berlusconi ha giurato. Insieme al presidente del Consiglio, secondo la formula di rito, i 21 ministri, 12 con portafoglio e 9 senza portafoglio. Oggi si e' tenuto anche il primo Consiglio dei ministri per la nomina di Gianni Letta a sottosegretario e per conferimento delle deleghe ai ministri senza portafoglio. Il premier alla Camera martedì per chiedere la fiducia.
DI PIETRO, GUARDASIGILLI DI FATTO E' BERLUSCONI
"E' un governo formato da elementi deboli che si propone di adottare soluzioni forti. Soluzioni che Berlusconi vuole adottare in perfetta solitudine, visto che non mi sembra cerchi il dialogo, come dimostra anche il fatto che il ministro della Giustizia, nella pratica, sia lo stesso Berlusconi". Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta così, conversando con i cronisti a Montecitorio, la formazione del nuovo governo di Centrodestra. "Noi vigileremo con molta attenzione sui provvedimenti che proporrà questo governo - sottolinea - e leggeremo tutte le varie proposte almeno due volte soprattutto in materia di giustizia, comunicazione ed economia". "Non vorrei - conclude - che Berlusconi con questa sua dittatura dolce cercasse di addormentare le coscienze degli italiani. Noi vigileremo perché questo non avvenga".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Sospensione secca di un anno per tutti i processi in corso che non riguardano criminalità organizzata e reati di grave allarme sociale. Ergo: sospensione di un anno - immediata e automatica - anche per il processo Mills di Milano, in cui Silvio Berlusconi è imputato di corruzione.
Uscita dalla porta, dunque, la sospensione rientra dalla finestra. E in una versione ben più radicale di quella tentata con il varo del decreto sicurezza. A proporla sono i presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, Carlo Vizzini e Filippo Berselli, con un emedamento a doppia firma - depositato oggi - al Ddl di conversione in legge del decreto sicurezza. La sospensione riguarderà tutti i procedimenti riguardanti fatti commessi fino al 30 giugno 2002, «che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado. E scatterà dalla data di entrta in vigore della nuova legge, per la durata di un anno, durante il quale resta sospesa anche la prescrizione.
La ragione di questo forzato stop sta nel fatto che «i Tribunali sono ingolfati da migliaiadi procedimenti e la maggioranza - spiega Berselli - vuole garantire una corsia preferenziale a quelli che riguardano reati gravi e gravissimi»: mafia, terrorismo e tutti quelli per i quali è previsto che si proceda con rito direttissimo e immediato, che il decreto sicurezza ha esteso a un'area più ampia di reati (ma che hanno la precedenza per il fatto stesso che sono direttissimi o immediati).
Tutto secondo aspettative:
1° legge ad personam (sua)
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
DUNQUE, possiamo ora cominciare a mettere i primi "punti" (anche alle ferite apportate alla nostra società) fermi che caratterizzano il cammino del nuovo governo.
Nessun commento quindi, (oltretutto non credo che servano). Solo "promemoria" di alcuni punti con invito a seguirne sviluppi tra le news correlate che troverete nel sito. Dopo di ché ... pensatela come vi pare e piace ma ... senza poter dire "NON ne sapevo niente"
Citazione:
» Vicenda Europa 7: Il testo diffuso dal Consiglio di Stato »
Sabato, 31 Maggio : 2008 Questo il testo del comunicato stampa diffuso dal Consiglio di Stato , relativo alle sentenze sulla vicenda Europa 7.
» VIA L'ICI MA TAGLI AI FONDI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE »
Domenica, 1 Giugno : 2008 Il nuovo governo di centro destra e l'ICI: la tanto promessa eliminazione della tassa sulla prima casa presenta agli italiani il suo risvolto della medaglia. A pagarne le spese, infatti, saranno i fondi statali istituiti dal governo Prodi per finanziare la lotta e la prevenzione alla violenza sulle donne.
» INTERCETTAZIONI: ACCORDO SU DDL, OK ANCHE A REATI CONTRO P.A »
Venerdì, 13 Giugno : 2008 Intesa di massima dopo l'incontro a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e i ministri della Lega. Tetto per i reati da 10 anni in su, che pero' comprende anche quelli contro la Pubblica amministrazione nel testo domani in Cdm. Veltroni: il paese si impoverisce, altre le emergenze
» Via libera alla blocca-processi. Ma Pd e Idv lasciano l'Aula del Senato »
Mercoledi, 18 Giugno : 2008 ROMA - Via libera di Palazzo Madama alla norma blocca-processi. Il Senato ha approvato infatti l'emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi per reati commessi fino al giugno 2002.
Mercoledi, 18 Giugno : 2008 "Altro che più sicurezza per le donne in città, gli emendamenti salva-Berlusconi sospenderanno anche i processi per stupro. Ormai è chiaro che la repressione della violenza sessuale e la sicurezza delle donne nelle città sono state solo la bandiera che il governo ha usato per emanare misure aventi tutt'altro scopo".
» IL GOVERNO APPROVA LA MANOVRA, 34 MLD IN TRE ANNI »
Mercoledi, 18 Giugno : 2008 Il Piano triennale di finanza pubblica prevede per il 2009 una manovra da 13 miliardi, nel 2010 e 2011 di 7,1 e 14,6. Nel 2008 deficit al 2,5%, crescita del Pil si attesta allo 0,5%. Sanita', ipotesi ticket. Stop ai tagli delle province e delle comunita' montane
... ed il "meraviglioso viaggio" promesso continua. Sedetevi comodi.
Non abbiamo ancora superato nemmeno i primi 90 giorni (siamo sui 60, circa)
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
L’italiano è scaltro e certe cose le fiuta in anticipo; troppo spesso però, curiosamente, l’irrazionale prevale sull’ovvio, e le cose prendono una brutta piega. E’ successo nel ’94, di nuovo nel 2001 e, siccome non vogliamo farci mancare nulla, siamo punto e a capo nel 2008. Sarà la “sindrome del balcone” come la chiama qualcuno o, più realisticamente, masochismo, ma sta di fatto che, anche questa volta, l’”uomo della provvidenza” non c’è. Il cavaliere ha messo giù la maschera e al solito c’è il caimano. Appena due mesi. Tanto è durata la “commedia dello statista appassionato”. La trama – sano populismo e tanta demagogia – è quella tipica del regista di Arcore. La sceneggiatura è molto carente, ma c’era da aspettarselo. Quanto a “bassezze”, Berlusconi non ha mai deluso. Aveva inaugurato la legislatura affossando definitivamente Alitalia e mandando in fumo la trattativa con Air France. Poi è arrivato il “miracolo” della spazzatura. Tre anni, l’esercito, qualche ditta fidata per la costruzione dei termovalorizzatori, un paio di manette a chi non è d’accordo ed il problema è risolto. Ma per “zio Silvio” – come lo chiamano gli amici di Napoli – è ancora poco. Serve qualcosa di più incisivo.
La soluzione? Il nucleare. Quello “alla Scajola” parte nel 2013, per il “come” si vedrà. “Santo subito!” urla qualcuno. Parte quindi la crociata anti-immigrati ed uno sbalorditivo pacchetto-sicurezza. E guai a chiamarlo razzismo, è la tolleranza zero. Per il resto, ICI, detassazione degli straordinari, sfoltimento delle province, tagli agli enti locali ed alla pubblica amministrazione, sono una ricetta che il cavaliere propone da una vita. La sola novità è la “Robin Hood Tax”. Una tassa “etica”, a detta di Tremonti, che vuole far rabbrividire banchieri e petrolieri, minacciandone i profitti congiunturali. Come se il governo potesse decidere quando i profitti sono eccessivi…
E’ inutile l’opposizione agguerrita dell’Italia dei Valori, Di Pietro non ha i numeri per impensierire il premier. Inutili anche i richiami dell’ex pm all’indirizzo di un più che pacato Veltroni. Va tutto a meraviglia per Berlusconi&co. La stampa di regime parla di un paese in rapida ripresa, lontano dalla litigiosità di un sistema eccessivamente frammentato e pronto ad ubriacarci con centinaia di pareri politico-ideologici. Una strada in discesa per il faccendiere di Arcore. Ma quel ruolo da buon samaritano inizia a stargli stretto. Il cavaliere è abituato ad operare diversamente e, sebbene gradisca la placidità del tandem Veltroni-Casini, non resiste alla tentazione di rimboccarsi le maniche per accomodare qualche questione personale.
Siamo alla fine di maggio. L’occasione è la conversione in legge del decreto cd.“salva-infrazioni”. L’Italia rischia il deferimento alla corte di giustizia europea ed una multa di quasi 400 mila euro al giorno, “poiché il regime di assegnazione delle frequenze televisive, non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi”. Il problema in concreto è Rete4. Dal ’99, lo Stato italiano consente all’emittente del Presidente del Consiglio di trasmettere abusivamente ed a danno di Europa7, reale concessionaria di quella rete. Rete4 va oscurata o spedita sul satellite, le frequenze consegnate ad Europa7. Mediaset ha appena acquisito il 25% di Nessma Tv (un bacino di 7,5 milioni di famiglie), canale satellitare tunisino di proprietà del gruppo Karoui&Karoui World. Figurarsi dunque se, dopo il colpo messo a segno in trasferta, il caimano possa essere intenzionato ad abbandonare la partita in casa. Il provvedimento però, non solo indispettisce Veltroni, ma riesce a far bofonchiare persino Casini. “Sua Emittenza” è costretto ad arrendersi ed i suoi colonnelli ritirano l’emendamento. Il fuoco incrociato dell’opposizione ha funzionato. Il caso si chiude senza troppo rumore. Sembra, addirittura, che non vi siano pericoli per il dialogo maggioranza-opposizione, ormai assurto a “valore supremo” di tutta la legislatura.
Il cavaliere incassa. Fa buon viso a cattivo gioco. Rete4 è solo uno tra i suoi tanti crucci e neanche il più assillante, la partita più importante è quella con la giustizia. Lì non sono ammessi errori. Sul piatto c’è una condanna di primo grado a sei anni, per corruzione in atti giudiziari. Tra l’altro, l’accelerazione imposta proprio al processo Mills, in cui è imputato per via della falsa testimonianza dell’avvocato londinese, gli ha messo il sale sulla coda. La riapertura delle ostilità con i togati è stato, quindi, un passaggio obbligato. Il premier non scherza, non può permettersi che i processi di Milano arrivino a sentenza. Bisogna ridimensionare l’aggressività dei magistrati.
La prima mossa, il ddl Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, è solo un antipasto. Una “proposta indecente” con cui il cavaliere ha cercato di ovviare a quella che definisce una “drammatica emergenza del paese, dilaniato dai costi sia economici che morali delle registrazioni telefoniche”; in realtà, punta di mettere la museruola ad una certa stampa, troppo attenta alle beghe giudiziarie del palazzo. Ipotesi prelibata, quest’ultima, che all’interno come all’esterno delle aule parlamentari ha molto ingolosito i numerosi “giannizzeri della privacy”, pronti ad applaudire la stretta sui media.
Ma il piatto forte resta il processo Mills. Argomento che detta l’agenda del premier e del suo governo. L’accoppiata Ghedini-Alfano non sembra intenzionata a deludere il cavaliere, per questo le sta studiando tutte. Inizialmente si era pensato di approfittare del decreto legge sulla sicurezza, già in fase di conversione, per far viaggiare spedita una norma sul “patteggiamento allargato”. Ma figurarsi se Berlusconi poteva accettare un’offerta simile.
La seconda ipotesi invece, ha affascinato così tanto il cavaliere, da convincerlo ad inserire tutto e subito nel dl sicurezza, anche a costo di scontrarsi con Maroni. La Lega infatti, mal digerisce quei tentativi di legge prêt-à-porter che il premier cerca di cucirsi addosso. Provvedimenti che manderanno su di giri Berlusconi, ma non l’elettorato padano. Ciò nonostante lo scorso 16 giugno, Filippo Berselli e Carlo Vizzini presentano nell’aula di Palazzo Madama i due emendamenti al dl sicurezza che l’opposizione ha subito ribattezzato“salva premier”. Prevista la sospensione per un anno dei processi penali per fatti commessi fino al 2002 e riguardanti delitti di non rilevante gravità, con pene detentive inferiori ai 10 anni, in svolgimento e compresi tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado.
Il dibattito diviene rovente, quando Schifani legge in aula una lettera, in cui il premier esalta un “provvedimento di legge a favore di tutta la collettività” che “garantisce ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti”. “Contro di me – conclude Berlusconi – fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato per fini di lotta politica”. L’opposizione insorge compatta. “E’ una truffa!” A suonare la carica è la vice presidente del senato Emma Bonino. “Questo decreto – tuona la radicale – non è lo stesso di cui hanno discusso le commissioni e che è stato firmato dal Presidente della Repubblica, in esso surrettiziamente sono state introdotte norme che sono totalmente estranee alla materia della sicurezza.” “Le iniziative dissennate di queste ore – attacca Casini – fanno capire perchè l’Udc non fa parte della maggioranza”. Di Pietro parla di “strategia criminale”. Alla fine s’indigna persino Veltroni. “Per un mese il Parlamento è stato bloccato a discutere di questioni che riguardano gli interessi personali del presidente del Consiglio”. Alla fine “si sono presentati due emendamenti per evitargli un processo che lo vede sul banco degli imputati.” Analizza il segretario del PD. “A questo punto è chiaro che non può esserci dialogo, Berlusconi ha scelto lo scontro”.
Alle numerose critiche dell’opposizione si aggiungono quelle dell’Anm che interviene sulle accuse rivolte da Silvio Berlusconi ai magistrati del processo Mills. “Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l’istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale. Questi comportamenti – afferma l’associazione di categoria delle toghe – rischiano infatti di minare alla radice la credibilità delle istituzioni”.
Ma il cavaliere non presta troppa attenzione ai moniti dei magistrati ed anzi, intervenuto all'assemblea annuale della Confesercenti, ribadisce la sua innocenza e non perde l’occasione per un attacco a quei “magistrati politicizzati”, che sono “la metastasi della democrazia”.
Nel frattempo, dopo mille polemiche, mentre la maggioranza vacilla sulla blocca-processi, fortemente osteggiata persino dal Quirinale, c’è il via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge sulla “immunità delle più alte cariche istituzionali”, il cd. “lodo Alfano”. Il provvedimento, una sorta di “piano B per la salvezza definitiva del cavaliere”, esonera per tutta la durata del mandato le prime quattro cariche dello Stato (presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidenti del Senato e della Camera) da tutti i “reati extrafunzionali”, non commessi cioè nell’esercizio delle loro funzioni. D’altronde, ammette lo stesso Berlusconi “stiamo diventando un Paese normale. O faccio il presidente del Consiglio o dedico il mio tempo a preparare le udienze. Tutte e due le cose non si possono fare”.
Ma nonostante il lodo avanzi, il Quirinale continua a mostrarsi scettico, soprattutto sulla sospensione dei processi. La norma va modificata. Bisogna cercare un punto d’equilibrio attraverso un confronto realistico o la firma del capo dello Stato sotto il dl sicurezza potrebbe essere seguita da un messaggio alle Camere contro gli eccessi dei decreti e gli sconfinamenti nella materia. Ma su questo punto è Berlusconi ad essere categorico. “La norma si cambia solo se mi date la garanzia che i giudici di Milano non arrivano alla sentenza prima che il lodo venga approvato. Altrimenti io vado avanti. Ho i numeri per farlo. La sospensione passa com’è. E me ne avvalgo pure”. Impunità. Questo è l’imperativo categorico del cavaliere, sferzante, come lo schiocco di una frusta all’indirizzo dei destrieri.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Inserisco, in questo diario, una nuova pagina che - traendo spunto da vari articoli di varie testate (indi non "spiccatamente" di una parte) mi porta ad appuntare un'altra "bandierina" lungo il percorso di declino (sempre secondo me, ovviamente) sul quale procede, incoscientemente, canagliescamente, cabarettisticamente, furbamente e tutti i .... "mente" che vi parrà trovare, questa nostra
Da Silvio Berlusconi a Sabina Guzzanti, passando per Beppe Grillo: il percorso della democrazia italiana sembra essersi compiuto. Oltre la democrazia del pubblico e dell'opinione. Fino alla "mediocrazia".
La definiamo così non per evocare "mediocrità", che per noi è una virtù democratica, quando riassume passioni timide, distacco, moderazione. Intendiamo, in questo modo, echeggiare il potere dei "media". Che hanno imposto alla politica non solo il linguaggio, lo stile: anche le regole e i modelli di organizzazione. Infine, gli attori. Naturalmente, sappiamo che l'intreccio fra media, comunicazione e politica ha una storia lunga e globale, costellata di esempi illustri e per nulla "mediocri". Basti pensare a Ronald Reagan, modesto attore in età giovanile, ma presidente Usa fra i più importanti del dopoguerra. Oppure, a Terminator, al secolo Arnold Schwarzenegger, attuale governatore della California. Però in Italia l'intreccio risulta più stretto che altrove. Si è realizzato in modo tanto rapido che quasi non ce ne siamo resi conto. Era l'inizio dei burrascosi anni Novanta. Dai partiti di massa, ideologici, organizzati, radicati sul territorio si è passati a partiti senza società, organizzati al centro e fragili in periferia. Ma soprattutto: personalizzati, influenzati dalle logiche della comunicazione e del marketing. Una sorta di populismo mediatico, il cui inventore indiscusso e insuperato è Silvio Berlusconi. Creatore di un partito di successo, Forza Italia, ma, al tempo stesso, della seconda Repubblica. Di cui è divenuto il principale riferimento e discrimine ideologico: da accettare o rifiutare. Senza riserve. Padrone del principale gruppo televisivo privato. Ha imposto e "venduto" sul mercato politico se stesso e il proprio partito come un prodotto. La cocacola o il ferrero-rocher. Dopo di lui, la televisione è divenuta il principale luogo di partecipazione e di identità politica.
Ancora oggi, d'altronde, gli elettori di centrodestra preferiscono l'informazione di Mediaset, gli elettori di centrosinistra quella della Rai. Per tradizione e fedeltà. Anche se le differenze fra le reti sono ormai sottili e l'informazione di Mediaset, in alcuni casi, è più di "sinistra" di quella offerta dalla Rai. Non è detto - e, a nostro avviso, non è vero - che la tivù sia il luogo principale - se non l'unico - in cui si formano (peggio: si plasmano) le opinioni degli elettori. Però è una convinzione radicata e condivisa, soprattutto nel ceto politico. Senza distinzione di parte e di partito. Anche nel centrosinistra. Dove i partiti tradizionali, usurati dal punto di vista ideologico e organizzativo, hanno inseguito il modello inventato da Berlusconi, spostando il loro baricentro dal territorio al video, dall'organizzazione alla personalizzazione, dalle ideologie al marketing, dalle idee agli slogan. In pochi anni, diventa spettacolo dove si rappresenta lo spettacolo della politica.
Il centrosinistra, in questa scena, si è tuffato a capofitto. Sconta il problema iniziale dell'inesperienza. Ma si è abituato in fretta, affollando ogni rete e ogni programma. A ogni ora. Da "Uno Mattina" alle "Notti" di Vespa e Mentana. La competenza del sistema comunicativo è, quindi, divenuta un requisito importante per la carriera politica. Non a caso i consiglieri più influenti di Berlusconi sono due professionisti del sistema mediatico: Gianni Letta e Giuliano Ferrara. Anche il centrosinistra si è rivolto all'ambiente del giornalismo televisivo, da cui ha selezionato, con alterno successo, parlamentari italiani ed europei, ma anche sindaci e governatori.
L'immagine e la confidenza mediatica hanno pesato anche nella scelta del candidato premier. Anche per queste ragioni Rutelli nel 2001 e lo stesso Veltroni nel 2008 sono stati chiamati a sfidare Berlusconi. Certo, entrambi politici di (medio o) lungo corso, provenivano da un'esperienza amministrativa di successo, come sindaci di Roma. Veltroni, inoltre, è segretario del Pd, votato alle primarie da milioni di elettori. Tuttavia, in entrambi i casi, la capacità di comunicare ha contribuito in misura importante alla loro scelta.
La parabola della mediocrazia, a sinistra, è precipitata negli ultimi anni, con lo sconfinamento dei comici e degli attori satirici: dai teatri e dagli schermi alle piazze. Da attori di satira ad attori politici, tout-court. È il caso di Sabina Guzzanti, esploso in occasione della recente manifestazione dei girotondi, a Piazza Navona. Di cui è stata protagonista assoluta. Insieme a Beppe Grillo, leader di un movimento d'opinione, che ha assunto misure di massa e attraversa tutti i partiti. L'ascesa politica dei comici e dei satirici, a sinistra, ha diverse ragioni. Vi ha contribuito, per primo, Silvio Berlusconi, che li ha indicati - e legittimati - come "nemici". Decretandone, in alcuni casi, l'espulsione dai media. Ma gli attori satirici sono divenuti leader politici soprattutto perché trascinati dalla deriva mediatica del centrosinistra. D'altronde, sul piano della comunicazione, in tivù ma anche nelle manifestazione pubbliche, Pecoraro Scanio, Diliberto o Franceschini come possono competere con Sabina Guzzanti? O con protagonisti della scena teatrale come Moni Ovadia, il nobel Dario Fo o Franca Rame (peraltro, già parlamentare)? Per non parlare di Beppe Grillo. Non c'è partita. C'è, infine, la difficoltà di fare opposizione. Visto che la sinistra radicale è scomparsa e quella riformista appare fin troppo timida. Allora le piazze si trasformano in teatri dove si rappresenta lo spettacolo dell'opposizione "indignata". Perché questi sanno (e debbono) fare i comici e i protagonisti della satira. Scrutare e denunciare i vizi della politica. Del nemico e - a maggior ragione - dei presunti amici.
Per questo a Piazza Navona, martedì scorso, non poteva andare diversamente. Sabina Guzzanti e Beppe Grillo sanno suonare le corde del sentimento e del risentimento popolare. Sanno fare scandalo e notizia. Interpretare al meglio lo spettacolo dell'indignazione. Altro che Di Pietro e Furio Colombo. Tuttavia non si tratta solo e semplicemente di satira, come pretenderebbero alcuni fra gli organizzatori e fra i leader (sedicenti) politici (veri) presenti alla manifestazione. Troppo semplice. Troppo facile. Lo ha chiarito bene Sabina Guzzanti, nella lettera inviata al Corriere della Sera: "Chiunque parli a un pubblico fa politica". Non solo, ma "il discorso di un comico può essere molto più politico di quello di un politico". Ha ragione. È il suo intervento ad aver impresso il segno politico alla manifestazione di Piazza Navona. È lei la protagonista di quell'avvenimento.
Nella mediocrazia, d'altronde, il centro della scena è, inevitabilmente, occupato dai "mediocrati". Con effetti spiacevoli e sfavorevoli per le componenti riformiste del centrosinistra. 1) Perché la buona satira non è riformista, ma rivoluzionaria. Non accetta la mediazione: è intransigente e, oggi, antipolitica. Ma l'antipolitica scoraggia e delude soprattutto gli elettori di sinistra. 2) Perché fra Berlusconi, Grillo e la Guzzanti; fra Berlusconi, Veltroni e Rutelli: in un regime mediocratico, non c'è partita. Il primo è il padrone, l'impresario. Gli altri: attori o apprendisti. D'altronde, nell'era della "democrazia del pubblico", l'unico a battere Berlusconi, per due volte - o meglio: una volta e mezza - è stato Romano Prodi. Anticomunicativo e antitelevisivo. Perché i media, l'immagine, la tivù, in politica, contano, ma non sono tutto. C'è bisogno d'altro. Presenza nella società, organizzazione. Identità. Speranza. Ma questa sinistra, divisa fra coraggiosi e indignati, fra dialogo senza opposizione e opposizione senza dialogo: rischia di rimanere solo senza speranza.
Giuliano Galletta su Il Secolo XIX ha scritto:
Villaggio:
«L’Italia un Paese finito»
Giuliano Galletta
I manifestanti di piazza Navona? «Qualunquisti». La classe politica? «È il ritratto di noi italiani». Il Paese? «In declino, temo irreversibile». Paolo Villaggio tornato ieri a Boccadasse per presentare il suo libro “Storia della libertà di pensiero” (Feltrinelli) commenta così, all’insegna di un radicale pessimismo, la situazione politica italiana che ha visto alcuni colleghi attori come Grillo e Sabina Guzzanti protagonisti della manifestazione anti-Berlusconi di Piazza Navona ma anche al centro delle critiche di buona parte del mondo politico ma anche di alcuni compagni di strada come il regista Nanni Moretti. «La manifestazione non mi sembra sia stata un successo, qualcuno ha parlato di dilettanti della politica, non per niente Moretti ha detto ai nuovi girotondini “avete rovinato tutto”».
E a proposito della presenza di Grillo e Guzzanti?
«Credo che in qualsiasi situazione la gente di spettacolo cerchi soprattutto di fare spettacolo per promozionare la propria immagine. Alla base di tutto credo ci sia la vanità, una malattia molto diffusa ma che negli attori assume contorni di assoluta gravità. Viene il sospetto che la principale ragione per salire su un palco con un megafono in mano sia il narcisismo».
C’è chi lo chiama anche qualunquismo?
«Dire che tutti i politici sono ladri è un luogo comune, una banalità. Lo faceva appunto già sessant’anni fa Giannini con il suo giornale “L’uomo qualunque”, non aveva a disposizione la tv ma la sostanza era la stessa. La classe politica non viene da Marte, è il ritratto dell’Italia, i politici siamo noi. Il caso della spazzatura di Napoli è emblematico, non siamo di fronte a un’emergenza contingente, a un incidente di percorso è la cultura italiana e napoletana che viene fuori».
Non c’è speranza quindi?
«Mi pare che ci sia la tendenza a non accettare la realtà di un Paese in decadenza, culturalmente, economicamente, socialmente. Dobbiamo cominciare ad accettare con rassegnazione l’idea di essere un Paese morente. Quale altro Paese al mondo convive con la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, la monnezza e ci convive quasi che fosse un evento naturale come un temporale o l’arrivo della primavera? Ma quello che fa più spavento è la sporcizia interiore, morale, la mancanza di cultura. Dove i politici ci danno fastidio perché vediamo che inseguono sempre e soltanto il loro potere e senza alcun interesse per la cosa pubblica».
Ma queste sono le stesse critiche al centro della manifestazione.
«Se l’interesse comune fosse veramente quello di risanare questo paese bisognerebbe mettersi tutti a lavorare ma non con i governi ombra o attaccando con violenza tutto quello che arriva anche dal nuovo governo. Ora Berlusconi ha vinto le elezioni, lo ha fatto con promesse probabilmente irrealizzabili - in primo luogo la sicurezza - ma le ha vinte. Non è possibile andare avanti in questo clima di rissa permanente».
L’Italia, secondo lei, deve quindi rassegnarsi anche a Berlusconi?
«Lei pensa forse che Veltroni sarebbe stato meglio? Come ho detto prima, la nostra classe politica è priva del senso della res publica esattamente come lo sono gli italiani. Basta vedere il degrado in ci versano le nostre città, il Belpaese, tranne alcune città d’arte costruite nel Rinascimento, è stato distrutto dal cemento. La periferia di Roma è un luogo ripugnante, invivibile. Dove vanno a finire i vecchi? Non ci sono neanche più le panchine. Ripeto il Paese sta marcendo, questo è il ciclo storico che stiamo vivendo. Il problema non è il lodo Alfano ma l’economia in crisi, il Sud che dà un’immagine al mondo che ci farà perdere ancora più turismo»
Mi sembra pessimista.
«Io ho vissuto epoche di grande felicità, di speranza per il futuro, gli anni Cinquanta e Sessanta sono stati periodi di crescita, di ottimismo. Mi spiace per i quasi giovani come lei ma oggi mi sembra davvero difficile dire che siamo in un bel periodo».
In effetti.
«Se poi ci viene a mancare anche la Nazionale...».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
ROMA - Compie un anno, il governo Berlusconi. Dopo una campagna elettorale all'insegna dell'austerity, nella quale non promette ''miracoli'', ma ''concretezza'', Silvio Berlusconi vince le elezioni e il suo governo prende vita l'8 maggio 2008. La crisi economica e' alle porte e l'azione di governo viene improntata da subito su provvedimenti di stampo economico. Tra le riforme, vanno in porto quelle di scuola e federalismo fiscale; molti i decreti, a volte modificati in corso d'opera, scelta che causa all'esecutivo piu' di qualche frizione con il Quirinale. Diverse le iniziative di politica estera, nell'anno della presidenza italiana del G8: tra le altre il trattato di Bengasi o l'impegno per la crisi in Georgia. Altro fronte di azione della maggioranza e' quello della sicurezza, che viaggia insieme a norme legate a situazioni di emergenza come il terremoto abruzzese o la questione rifiuti in Campania. Ecco, in pillole, alcuni dei passaggi piu' significativi di questo primo anno di governo.
LE EMERGENZE - Il primo provvedimento preso dal nuovo esecutivo e' sull'emergenza rifiuti a Napoli. Si tratta di una iniziativa alla quale Berlusconi attribuisce anche un valore simbolico e lo dimostra convocando subito un Consiglio dei ministri nel capoluogo campano. Lo stesso fara' anche per il terremoto all'Aquila. Il decreto che stanzia 8 miliardi di euro per la ricostruzione dell'Abruzzo vede la luce il 23 aprile scorso. Tra le questioni emergenziali affrontate dal governo c'e' anche la crisi Alitalia. Il decreto per il salvataggio della compagnia di bandiera diventa legge il 24 ottobre 2008.
LA CRISI ECONOMICA - L'emergenza numero uno, pero', e' quella economica. Per far fronte alla complicata congiuntura internazionale il governo anticipa la manovra finanziaria a giugno. E vara inoltre 2 decreti anti-crisi.
LA SICUREZZA - Tra i temi dell'iniziativa governativa c'e' senza dubbio quello della sicurezza. Il governo a un mese e mezzo dal suo insediamento da' vita a un consistente 'pacchetto sicurezza', che viene poi diviso in un decreto e un disegno di legge. Il secondo, che prevede, tra l'altro, la possibilita' di 'ronde' di cittadini, ma soprattutto il reato di immigrazione clandestina, dovrebbe avere a breve il via libera della Camera anche grazie alla fiducia posta dal governo.
I DECRETI E IL RAPPORTO CON OPPOSIZIONI E ISTITUZIONI - I decreti hanno finora rappresentato la 'cifra' dell'azione di governo. Testi a volte modificati in corso d'opera e sui quali diverse volte e' intervenuto il Colle. La scelta di ricorrere molto spesso a questo strumento ha anche inasprito il rapporto con l'opposizione che ha fatto appello ai presidenti delle Camere. Gli interventi di Gianfranco Fini in questo senso hanno piu' volte provocato frizioni con il premier.
IL CONSENSO - Berlusconi, anche a un anno dall'insediamento, non manca di sottolineare che la sua luna di miele con l'elettorato non subisce battute d'arresto. Nei giorni scorsi ha fatto sapere di avere oltre il 75% del consenso degli italiani. Dall'inizio del governo, due consultazioni elettorali su tre gli hanno dato ragione. Il centrodestra ha infatti perso le provinciali a Trento, ma ha conquistato la regione Abruzzo e soprattutto la Sardegna. Una sconfitta, quella nell'isola, che nel Pd ha portato alle dimissioni di Walter Veltroni.
LA POLITICA INTERNAZIONALE - Da gennaio l'Italia ha assunto la presidenza del G8 e il Summit dei grandi del mondo si terra' nel nostro Paese. Il governo, dopo il terremoto in Abruzzo ne ha spostato la sede dall'isola della Maddalena all'Aquila. Tra le iniziative del governo in campo internazionale va citato il trattato di Bengasi che chiude i contenziosi riguardanti l'avventura coloniale italiana in Libia e l'impegno per la risoluzione della crisi in Ossezia. Dopo l'elezione di Barack Obama alla Casa Bianca Berlusconi ha fatto sapere che il rapporto del nostro Paese con gli Usa non cambiera'.
I TEMI ETICI - Tra i momenti piu' travagliati del governo Berlusconi c'e' quello riguardante la vicenda di Eluana Englaro, la donna lombarda in coma irreversibile, per la quale il padre, Beppino, ha chiesto e ottenuto lo stop di alimentazione e idratazione. Mentre la maggioranza sta per approvare un ddl che obbliga i medici a riprendere quei trattamenti, Eluana muore. Maggioranza e opposizione si impegnano comunque ad approvare nel piu' breve tempo possibile una norma sul testamento biologico. Ma il provvedimento, dopo l'ok del Senato, e' ancora all'esame della Camera.
LE RIFORME - Il governo ha finora varato tre riforme strutturali. La prima riguardante la scuola, fonte di una pesante protesta di studenti e professori contro il ministro Gelmini; la seconda sulla pubblica amministrazione. La terza e' il federalismo fiscale, che vede la luce, con un voto bipartisan dopo sei mesi di discussione in Parlamento. L'annunciata riforma della giustizia, invece, tarda ad arrivare. Su questo fronte si registra, pero', l'approvazione del disegno di legge Alfano che prevede uno 'scudo' per le piu' alte cariche dello Stato.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Ultima modifica di Redazione il Sab 16 Mag, 2009 19:46, modificato 1 volta in totale
Come già abbiamo fatto per l'esecutivo guidato da Prodi, tracciamo un bilancio di quanto ha fatto o non ha fatto il Governo Berlusconi nel suo primo anno di vita. Una prima serie di schede, ciascuna dedicata a un tema, cercando di mettere in luce, in forma sintetica, i provvedimenti, i loro effetti nel tempo e le occasioni mancate. Nei prossimi giorni nuove schede per fornire un panorama quanto più completo su tutte le materie dell'azione di governo.
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Ultima modifica di Redazione il Mer 13 Mag, 2009 05:45, modificato 1 volta in totale
Proseguiamo il bilancio dei 12 mesi del governo in carica con una seconda serie di schede, ciascuna delle quali dedicata a una materia. Quali sono stati i provvedimenti dell'esecutivo? Quali i loro effetti nel tempo? E le occasioni mancate?
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La data di oggi è Gio 24 Mag, 2012 20:18 • Tutti i fusi orari sono UTC + 1 Hour [Ora Legale]
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