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Lettere e Comunicati :: Disabilità , handicap , riabilitazione tematica... Previte
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  Mercoledì, 23 Dicembre 2009   


Disabilità , handicap ,
riabilitazione tematica dei soggetti “svantaggiati.”

Il termine“disability”significa condizione di una persona privata di diritti legali,di qualificazione,di capacità,di forza fisica,morale,intellettiva: portatore cioè di una menomazione funzionale od un’infermità.
Il termine“handicap”si riferisce a persona che ha ricevuto uno svantaggio iniziale,una manifesta inferiorità,un ostacolo interno od esterno che impedisce di manifestare il massimo della sua potenzialità.
La riabilitazione è una successione di procedimenti,di fatti od operazioni di reintegrazione in un diritto od in una funzione.
Disabile o diversamente abile,quindi,è persona che presenta menomazioni di vario genere e gravità nella sfera motoria ed in quella intellettiva,ma in quel corpo sofferente è possibile riconoscere un segno che incarna il dolore, evoca la fragilità e denuncia il limite di condizione umana.
Ecco,abbiamo cercato,in breve,di interpretare queste tematiche che riguardano i “soggetti” ritenuti deboli e svantaggiati,fra i quali i malati psico-fisici.
Tornando alla realtà quotidiana le molte promesse delle Istituzioni, non hanno data una opportuna risposta alle necessità prioritarie del mondo della sofferenza psico-fisica.La politica deve tramutare in concreto quella solidarietà che spesso conclama con le parole. Le Istituzioni devono uscire “fuori dall’ombra”!
Bisogna combattere la cultura dell’assistenzialismo che ghettizza il disabile,introducendo la cultura del prevedere e del provvedere per ogni necessità, come deve essere buona regola dell’Amministratore Pubblico.
Quel quotidiano catastrofismo,quel rinnegare col silenzio ed il disinteresse ogni diritto ed aiuto morale,quel continuo diverbio politico allontanano le necessità della persona “malata” relegandola in un sordido egoismo in perfetta antitesi con il senso della solidarietà.
Ecco l’esigenza della ricerca scientifica sulle malattie mentali.
Era ed è ancora necessaria una legge-quadro nazionale adeguata,efficace,chiara e libera da ogni ipocrisia inerente questo grave disagio sociale che abbiamo ampiamente sostenuta,ma invano.
Ancora una volta ci domandiamo e domandiamo: ma per i malati psico-fisici dopo ben 31 anni di silenzi e disinteresse,perché nessun provvedimento legislativo è stato adottato per tutelare chi soffre di queste patologie psichiche e di chi le subisce?
Era forse il caso di verificare l’utilità ,per citarne alcuni,di certi finanziamenti per “terzi” o per l’emergenza “ bebè pannolini”,che certamente non sostengono né promuovono il compito sempre più impegnativo di chi assume le responsabilità in famiglie dove insistono questi “malati”.
Ma la famiglia, che tutte le parti politiche dicono di difendere, bene prezioso e risorsa insostituibile in un modello sociale che vogliamo vedere ancora con valori etici, è anche quella che continua a curare i membri disabili o svantaggiati,comunque quella che costituisce una barriera al dilagare di una cultura sterilmente individualistica,silenziosa, sorda e relativistica!
Con finalità pastorali-etico-sociali dai Vescovi,dalla Sede Apostolica con il S.Padre Giovanni Paolo II°° e Papa Raztingher,sono venute parole di richiamo ed all’incremento d’intervento verso questa grave ed urgente patologia.
Giovanni Paolo II° nella Enciclica “Evangelium vitae”scrisse che “i momenti più emblematici della vita umana sono il nascere ed il morire” : l’uomo che compare nel mondo dell’esistenza, col pericolo dell’aborto, quello sul declino, ora, con il “budget del ricoverato”,un’invenzione economica tesa ad abbandonare al loro destino persone anziane, disabili od in tarda età dimettendole,pare,innanzi tempo dalle corsie ospedaliere, senza una adeguata protezione alternativa.
Perché le Istituzioni non ci dicono quale è la verità e cosa fanno sul valorizzare la vita e la dignità umana, anche di “altri?
La vogliamo chiamare disabilità,handicap,riabilitazione,è tematica sottovalutata dal mondo politico,che poco garantisce coloro che possono difendersi di meno o che addirittura non possono affatto difendersi.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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