Secondo FI i RESIDENTI dovrebbero usare i parcheggi in struttura (magari a costo agevolato, bontà loro) per LASCIARE liberi i parcheggi a RASO a chi vuol venire in Città.
Brescia Oggi, martedì 24 aprile 2007 cronaca pag. 12
Il centrodestra chiede all’amministrazione comunale di spegnere le telecamere nelle ore serali e notturne
«La ZTL va aperta di sera»
La proposta: vigile elettronico «a nanna» dalle 18 fino alle 7
Il centrodestra chiede lo spegnimento serale e notturno delle telecamere. L’assessore al Traffico Ettore Brunelli venerdì scorso ha fatto il primo bilancio delle ZTL a controllo elettronico davanti alla commissione Urbanistica del Comune. Ora, dati alla mano Adriano Paroli (Fi), Andrea Arcai (An) e Simona Bordonali (Lega Nord), tre consiglieri di opposizione che siedono in quella commissione dicono che si può fare, e «insistere nell’errore è insensato». Perciò chiedono «ragionevolezza» all’Amministrazione della Loggia e apertura del centro dalle 18 (o dalle 19) alle 7 - o alle 8 - del mattino.
«Dopo tanto tempo siamo riusciti ad avere una parte significativa dei dati relativi al vigile elettronico e all’uso dei parcheggi in struttura - dice Arcai -, dati che ci danno una situazione reale e ci permettono di proporre l’apertura serale di almeno una parte del centro storico». Per Paroli, poi, non servivano neanche i dati per capire che la città «non può essere chiusa 24 ore su 24».
Quasi a mettere le mani avanti, il consigliere Fi invita a pensare che non tutte le città sono uguali, e quelle che hanno scelto la chiusura totale «hanno un centro storico molto limitato». Chiudere Brescia, invece, «rischia di ledere le libertà personali ed è comunque un segnale sbagliato». Perciò, «le 18 sarebbero l’ideale per riaprire, magari le 19 ma non certo le 22, e l’Amministrazione deve farlo se non vuole che il centro muoia».
Per Paroli la città dentro le mura venete non si può rilanciare «impedendo a chi è fuori di visitare gli amici o ai figli di far visita ai genitori», insomma «impedendo che si crei socialità». Ammette che alcune vie e piazze da tutelare possano restare chiuse, tuttavia «dalle 18 la città deve essere di tutti per salvare la libertà di associazione e tutto il resto».
I dati di Brunelli dicono che dopo due mesi e mezzo di vigile elettronico, dal primo gennaio al 15 marzo, gli ingressi giornalieri in centro si sono ridotti mediamente da 16 mila a 12 mila, e in qualche varco si sono addirittura dimezzati. Quanto ai parcheggi in struttura, a parte l’autosilo di piazza Vittoria che nelle ore di punta è occupato al 90 per cento, gli altri sono tutti sottoutilizzati. In particolare San Domenico, Benedetto Croce, Randaccio, e Fossa Bagni raggiungono il 20 per cento o poco più.
E quei parcheggi così poco sfruttati sarebbero un motivo in più per aprire, secondo Arcai.
«L’Amministrazione dovrebbe abbassare di molto le tariffe per invogliare i residenti a parcheggiare in struttura, liberando parti della città che resterebbero a disposizione di chi vuole passare la serata in centro».
D’altronde, «i dati di Brunelli, sicuramente veri, ci dicono che con 4 mila posti auto e 15 mila residenti c’è spazio per aprire dalle 18 alle 7 o alle 8 del mattino». E quanto alle altre città italiane, pure il capogruppo di An invita a non guardare a quelle otto che hanno optato per la chiusura totale come Siena, che hanno tutte i centri piccoli». La stessa Roma amministrata da Veltroni «alle 18.30 spegne le telecamere», e la Bologna di Cofferati «le spegne di sabato pomeriggio e di domenica». E allora «perché Brescia no? - si chiede Arcai -, perché tanto odio verso l’automobilista, da penalizzare il trasporto privato prima di incentivare sul serio quello pubblico?».
Bordonali, per parte sua, aggiunge gli altri errori commessi dalla Giunta Corsini in fatto di ZTL, dal «Gratta e sosta» che «è stato un fallimento», al parcheggio meccanizzato San Domenico dai costi «troppo elevati rispetto al reale utilizzo». Ciò detto, però, tende la mano e promette «disponibilità al confronto, a sederci intorno al tavolo per decidere qualcosa di utile per i cittadini». Ma soprattutto per «rivedere gli orari delle telecamere».
«Dopo tanto tempo siamo riusciti ad avere una parte significativa dei dati relativi al vigile elettronico e all’uso dei parcheggi in struttura - dice Arcai -, dati che ci danno una situazione reale e ci permettono di proporre l’apertura serale di almeno una parte del centro storico». Per Paroli, poi, non servivano neanche i dati per capire che la città «non può essere chiusa 24 ore su 24».
Quasi a mettere le mani avanti, il consigliere Fi invita a pensare che non tutte le città sono uguali, e quelle che hanno scelto la chiusura totale «hanno un centro storico molto limitato». Chiudere Brescia, invece, «rischia di ledere le libertà personali ed è comunque un segnale sbagliato». Perciò, «le 18 sarebbero l’ideale per riaprire, magari le 19 ma non certo le 22, e l’Amministrazione deve farlo se non vuole che il centro muoia».
Per Paroli la città dentro le mura venete non si può rilanciare «impedendo a chi è fuori di visitare gli amici o ai figli di far visita ai genitori», insomma «impedendo che si crei socialità». Ammette che alcune vie e piazze da tutelare possano restare chiuse, tuttavia «dalle 18 la città deve essere di tutti per salvare la libertà di associazione e tutto il resto».
I dati di Brunelli dicono che dopo due mesi e mezzo di vigile elettronico, dal primo gennaio al 15 marzo, gli ingressi giornalieri in centro si sono ridotti mediamente da 16 mila a 12 mila, e in qualche varco si sono addirittura dimezzati. Quanto ai parcheggi in struttura, a parte l’autosilo di piazza Vittoria che nelle ore di punta è occupato al 90 per cento, gli altri sono tutti sottoutilizzati. In particolare San Domenico, Benedetto Croce, Randaccio, e Fossa Bagni raggiungono il 20 per cento o poco più.
E quei parcheggi così poco sfruttati sarebbero un motivo in più per aprire, secondo Arcai.
«L’Amministrazione dovrebbe abbassare di molto le tariffe per invogliare i residenti a parcheggiare in struttura, liberando parti della città che resterebbero a disposizione di chi vuole passare la serata in centro».
D’altronde, «i dati di Brunelli, sicuramente veri, ci dicono che con 4 mila posti auto e 15 mila residenti c’è spazio per aprire dalle 18 alle 7 o alle 8 del mattino». E quanto alle altre città italiane, pure il capogruppo di An invita a non guardare a quelle otto che hanno optato per la chiusura totale come Siena, che hanno tutte i centri piccoli». La stessa Roma amministrata da Veltroni «alle 18.30 spegne le telecamere», e la Bologna di Cofferati «le spegne di sabato pomeriggio e di domenica». E allora «perché Brescia no? - si chiede Arcai -, perché tanto odio verso l’automobilista, da penalizzare il trasporto privato prima di incentivare sul serio quello pubblico?».
Bordonali, per parte sua, aggiunge gli altri errori commessi dalla Giunta Corsini in fatto di ZTL, dal «Gratta e sosta» che «è stato un fallimento», al parcheggio meccanizzato San Domenico dai costi «troppo elevati rispetto al reale utilizzo». Ciò detto, però, tende la mano e promette «disponibilità al confronto, a sederci intorno al tavolo per decidere qualcosa di utile per i cittadini». Ma soprattutto per «rivedere gli orari delle telecamere».
Mimmo Varone














































