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POLITICA NAZIONALE e INTERNAZIONALE :: DL SICUREZZA (di Berlusconi): STOP PROCESSI MINORI: Sviluppi
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DL SICUREZZA (di Berlusconi): STOP PROCESSI MINORI: Sviluppi
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Messaggio DL SICUREZZA (di Berlusconi): STOP PROCESSI MINORI: Sviluppi 
 

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Lunedi, 16 Giugno : 2008

DL SICUREZZA: STOP PROCESSI MINORI,
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ANCHE PER PREMIER


COLLEGATA: Giustizia: approvato l'emendamento salva-premier con la sospensione dei processi

"Un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti". Così Silvio Berlusconi definisce, in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani, l'emendamento dei senatori Berselli e Vizzini al decreto sicurezza, aggiungendo che per l'opposizione "non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto".

"I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Preso visione della situazione processuale e ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria". Così, nella lettera inviata al presidente del Senato Renato Schifani, Silvio Berlusconi affronta il tema dell'emendamento dei relatori al decreto sicurezza, con riferimento al processo di Milano che lo riguarda.

'RICUSERO' PRESIDENTE TRIBUNALE MILANO'  - "Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che tra l'altro oggi si troverebbe a poter disapplicare". Lo scrive il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella lettera al Presidente del Senato Renato Schifani, annunciando di voler ricusare il presidente del Tribunale di Milano nel processo Mills.

SERVE TUTELA ALTE CARICHE DELLO STATAO -"L'opposizione del centrosinistra all'emendamento Berselli- Vizzini al decreto sicurezza determina per Silvio Berlusconi "una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale". "Sono assolutamente convinto - dice il premier in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani - dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione per la loro durata in carica".

'CHIEDERO' APPROVAZIONE EMENDAMENTI IN CDM'
- "La informo quindi che proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull'emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato". Lo ha scritto il premier Silvio Berlusconi nella lettera al Presidente del Senato Renato Schifani, parlando del decreto sicurezza in esame al Senato.


ARRIVA NORMA BLOCCA-PROCESSI PER REATI FINO A GIUGNO 2002

di Anna Laura Bussa

ROMA - Tutti i processi per reati commessi fino al 30 giugno 2002 che si trovino in una fase che va dall'udienza preliminare alla chiusura del dibattimento di primo grado e che non riguardino reati gravissimi, come mafia, terrorismo o incidenti sul lavoro, saranno sospesi per un anno. E' quanto prevede uno degli emendamenti presentati dai relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini, rispettivamente presidente delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, al decreto sicurezza. La norma, tanto annunciata come 'apripista' al cosiddetto 'Lodo Schifani', alla fine trova una sua collocazione nel provvedimento che da domani sarà all'esame dell'Aula di Palazzo Madama. E fa insorgere l'opposizione che parla di "indulto mascherato" e di incongruenza visto che il decreto sicurezza così aumenterebbe le pene per gli stessi reati per i quali impedisce che si celebrino i processi. "Non è possibile - replica Berselli - che ogni volta che si presenta una proposta in materia di giustizia tutti pensino che possa servire a Berlusconi. Io non so nemmeno se questa misura potrà giovargli in qualche modo. So solo che si tratta di un'iniziativa che velocizzerà i processi e costituirà una corsia preferenziale per tutti i procedimenti penali per reati di grave allarme sociale. E' inutile continuare a intasare i tribunali con processi che intanto si concluderanno solo con prescrizione o indulto...".

Nelle due proposte di modifica presentate da Vizzini e Berselli si prevede, infatti, non solo la sospensione dei processi, ma anche l'indicazione ai magistrati su quali siano i procedimenti che dovranno essere affrontati prima degli altri. Si dice cioé che i Tribunali italiani dovranno occuparsi prima di tutto di reati punibili con l'ergastolo o con condanne superiori ai 10 anni, o che riguardino criminalità organizzata, la riduzione e il mantenimento in schiavitù, la tratta di persone, l'acquisto o la vendita di schiavi, il sequestro a scopo di estorsione, il terrorismo, le stragi, l'omicidio. E altri reati di grave allarme sociale, tra cui quelli relativi agli incidenti sul lavoro. In più, le toghe dovranno sempre dare la precedenza a tutti quei procedimenti con imputati detenuti o con rito direttissimo. Chi non vorrà avvalersi della sospensione, ovviamente lo potrà chiedere e continuare arrivando a sentenza. Ma, entro tre giorni dalla sospensione, si potrà anche arrivare a patteggiamento benché il processo sia già iniziato. Ed è questa una delle misure più discusse del testo. In questo modo, infatti, si introduce una sorta di patteggiamento 'allargato' che potrà essere chiesto e concesso anche se c'era già stato un rifiuto in questo senso da parte di Pm e giudice. Durante la sospensione, poi, anche la prescrizione subirà una battuta d'arresto, e riprenderà il suo corso "dal giorno in cui è cessata". Ma questo, commentano esponenti dell' opposizione, non avrebbe grossa importanza visto che, durante l'anno di 'sospensione', gli uffici giudiziari saranno costretti a trasformare completamente il proprio ruolo d'udienza per seguire le priorità indicate dal decreto, e così i "processi che la maggioranza considera minori" si potranno celebrare chissà quando: senz'altro dopo che la prescrizione li avrà cancellati. "I processi che riguardano la corruzione però - spiega il capogruppo dell'Udc Giampiero D'Alia - non mi sembra siano tanto 'minori'...". La parte civile del processo sospeso potrà, infine, "trasferire l'azione in sede civile".

SOSPENSIONE PROCESSI: I PROCESSI SOSPESI E CON PRECEDENZA

I processi che saranno sospesi per un anno, se l'emendamento presentato oggi diverrà legge, sono quelli per un'ampia gamma di reati tra cui, per fare degli esempi, l'omicidio colposo, il furto (compresi scippi e borseggi), le lesioni, la rissa, la truffa (anche a danno della pubblica amministrazione), l'usura, il sequestro di persona (ma non se è a fine di estorsione o rapina), la corruzione (compresa quella in atti giudiziari), i delitti contro l'inviolabilità dei segreti (dalle intercettazioni abusive alla rivelazione del contenuto di corrispondenza anche se da parte di personale delle poste e dei telefoni). I processi per i quali l'altro emendamento prevede invece una corsia preferenziale, indicati come "relativi ai delitti puniti con l'ergastolo o una pena superiore a dieci anni, ai delitti di cui agli articoli 51 comma 3 bis e 3 quater e 407 comma 2 lettera a del codice di procedura penale", sono tutti i più gravi, dai delitti di mafia a quelli di terrorismo, per i quali la competenza è assegnata alle direzioni distrettuali antimafia ed ai tribunali dei capoluoghi (ad esempio l'omicidio volontario, il sequestro di persona a scopo d'estorsione o di rapina, la rapina), ma anche, è espressamente indicato nel testo dell'emendamento, "i procedimenti con imputati detenuti anche per reati diversi".

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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Messaggio Berlusconi premier, ci risiamo: «Stop ai processi contro di 
 

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Lunedi, 16 Giugno : 2008 L'Unità

Berlusconi premier, ci risiamo:
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«Stop ai processi contro di me»


Il Pd: «Dichiarazioni pesantissime»

È un fiume in piena. Silvio Berlusconi torna al vecchio stile, prende carta e penna e scrive al presidente del Senato Schifani una lettera destinata a segnare una svolta nella sua politica. E soprattutto nel dialogo con l’opposizione. Il presidente del Consiglio rispolvera i suoi cavalli di battaglia, quelli per cui l’abbiamo sempre conosciuto: le leggi ad personam, il complotto delle toghe rosse, la giustizia da rifare. Insomma, fa definitivamente suo quell’emendamento al decreto sicurezza che avevano presentato lunedì i senatori Vizzini e Berselli.

Per il premier, l’emendamento – che prevede la priorità dei processi per reati gravi con pene superiore ai dieci anni e sospende i processi per reati meno gravi compiuti entro il giugno 2002 – è «un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti». Niente di personale, insomma. E se la prende con l’opposizione contraria al codicillo che «non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto». Parla del processo Mills, quello in cui è accusato di aver corrotto il giudice inglese. Un reato, guarda caso, compiuto prima del giugno 2002.

Ma a Berlusconi l’emendamento non basta e annuncia che ha intenzione «di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato». Una riedizione in piena regola del Lodo Schifani, quello che nel 2004 la Consulta bocciò perché violava i principi costituzionali. Basterà, per usare le parole di Berlusconi «porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali».

Per questo il Lodo Schifani è ormai una norma «indispensabile». «Dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici – dice Berlusconi – sono assolutamente convinto che sia indispensabile introdurre anche nel nostro paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica».

La sua nuova battaglia contro i magistrati comincia da qui. Il premier ha infatti annunciato che ricuserà il presidente del Tribunale di Milano nel processo Mills: «Proprio oggi – spiega – mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che tra l'altro oggi si troverebbe a poter disapplicare». Quello per corruzione in atti giudiziari, per Berlusconi è solo uno dei «fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica».

Durissima la reazione dell’opposizione che già prima dlela lettera a Schifani aveva messo in dubbio il proseguimento del dialogo. Ora il Pd dice chiaramente che «le dichiarazioni pesantissime del presidente del Consiglio hanno confermato la linea scelta da Berlusconi e dalla maggioranza e aggravano quegli strappi già fatti». Anche Di Pietro va all’attacco: «Berlusconi non conosce lo Stato di diritto – dichiara – e non vuole che sia applicata a sé la legge che vale per tutti i cittadini. Berlusconi – prosegue Di Pietro - è allergico alla giustizia: non è certamente un'uscita estemporanea: infatti prima provoca per cercare la reazione e poi trova il pretesto per ricusare il giudice naturale. Non è la prima volta che in prossimità del processo usa questa tattica».

Secondo quanto riferito dall’avvocato di Belrusconi nel processo Mills, le dichiarazioni sconveniente della presidente del Tribunale di Milano nei confronti del premier, sarebbero state trovate su Internet.

 





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Messaggio BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI: SARA' UNA SEDUTA VIVACE 
 

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Martedi, 17 Giugno : 2008

BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI:
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SARA' UNA SEDUTA VIVACE


Collegata:
PROCESSO MILLS: BERLUSCONI HA RICUSATO IL GIUDICE GANDUS

ROMA - Il presidente del Senato Renato Schifani non esclude che quella odierna possa essere una seduta "vivace" in Aula. L'assemblea è infatti impegnata sul decreto sicurezza per il quale i relatori, Filippo Berselli e Carlo Vizzini, hanno preparato due emendamenti ribattezzati dall'opposizione "salva premier". "Certamente - ha spiegato rispondendo a una domanda dei giornalisti - darò lettura delal lettera indirizzata dal presidente del Consiglio a questa presidenza. E' prassi, anzi è obbligo darne lettura in Aula trattandosi di un atto ufficiale". La tentazione del senatore leghista Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture ed ex ministro della Giustizia, è invece di liquidare i due emendamenti cosiddetti "salva premier" con un "incostituzionali". Poi, conversando con un cronista che incrocia nel Transatlantico del Senato, si ferma e sorride: "No, preferisco leggere prima i testi. Non mi fido di quello che scrivono i giornali. Meglio prima documentarsi e poi commentare".

Il Senato ha tributato un minuto di silenzio in memoria degli immigrati clandestini morti o dispersi ieri in mare nel tentativo di raggiungere l'isola di Lampedusa. "Siamo di fronte ad un problema drammatico - osserva il presidente del Senato - che va valutato in modo concertato coinvolgendo i paesi europei e i paesi dell'altra sponda del Mediterraneo. E' un problema che non può essere affrontato come un caso isolato".

PREVISTO OGGI DEPOSITO ISTANZA RICUSAZIONE GANDUS

E' previsto per oggi il deposito dell'istanza di ricusazione del presidente della X sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, imputato nel processo, appunto davanti al collegio presieduto da Nicoletta Gandus, con il legale inglese David Mills. L'istanza di ricusazione è basata, fondamentalmente, su alcune prese di posizione del giudice su alcuni siti internet contro leggi varate dal precedente governo guidato da Berlusconi. La prossima udienza è prevista per venerdì prossimo.

BLOCCA-PROCESSI, BERLUSCONI: TUTELA PER TUTTI
"Un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti". Così Silvio Berlusconi definisce, in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani, l'emendamento dei senatori Berselli e Vizzini al decreto sicurezza, aggiungendo che per l'opposizione "non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto".

"I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Preso visione della situazione processuale e ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria". Così, nella lettera inviata al presidente del Senato Renato Schifani, Silvio Berlusconi affronta il tema dell'emendamento dei relatori al decreto sicurezza, con riferimento al processo di Milano che lo riguarda.


Anm: chi governa non puo' denigrare giudici

ROMA - "Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale". Così l'Associazione nazionale magistrati interviene sulle "accuswe gravissime" rivolte da Silvio Berlusconi ai magistrati del processo Mills. "Questi comportamenti - afferma il sindacato delle toghe - rischiano infatti di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto".

Quelle di Berlusconi sono "invettive tanto veementi quanto ingiustificate" affermano il presidente Luca Palamara e il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, che esprimono al pm e al presidente del collegio giudicante del processo Mills, in cui il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari, "piena solidarietà e sostegno" "In uno Stato democratico ogni imputato può difendersi con tutti gli strumenti del diritto e con la critica pubblica; ma chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale- ammonisce l'Anm- Purtroppo è già accaduto in passato. Ma non è possibile assuefarsi". Nel sottolineare che questi comportamenti rischiano di minare la credibilità delle istituzioni e di compromettere l' equilibrio tra poteri dello Stato, il sindacato delle toghe chiede "alla politica ed al governo di non imboccare questa strada, di rispettare l'indipendente esercizio della giurisdizione nello spirito di un confronto sui temi della giustizia franco ed aperto e perciò capace di individuare proposte e soluzioni efficaci per il funzionamento della giustizia italiana".

Csm apre pratica a tutela magistrati di Milano
ROMA  - Il Csm ha aperto una pratica a tutela dei magistrati del processo Mills. Lo rende noto un comunicato di Palazzo dei marescialli.

La scelta di aprire la pratica è del Comitato di Presidenza, l'organo di vertice del Consiglio Superiore della Magistratura, guidato dal vice presidente Nciola Mancino. Il Comitato ha "deciso di aprire una pratica a tutela del 'sostituto procuratore milanese' accusato, nella lettera inviata dal Presidente del Consiglio al Presidente del Senato, 'di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici' e di magistrati del 'Tribunale di Milano anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulle tesi accusatorie", recita la nota. Una scelta compiuta "anche aderendo alla richiesta dei consiglieri Giuseppe Maria Berruti e Vincenza Maccora".
 

 





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Ultima modifica di Redazione il Mer 18 Giu, 2008 12:58, modificato 1 volta in totale 
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Messaggio SICUREZZA: SENATO, OPPOSIZIONE LASCIA L'AULA 
 

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Mercoledi, 18 Giugno : 2008


SICUREZZA: SENATO,
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OPPOSIZIONE LASCIA L'AULA


I senatori dell'opposizione hanno lasciato l'Aula prima che si votasse l'emendamento "sospendi processi" presentato dai relatori al decreto sicurezza. Gli esponenti del centrosinistra stanno lasciando l'aula subito dopo l'intervento del capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, che è stato di critica alla norma cosiddetta 'salva-premier'.

VELTRONI RICEVUTO DA NAPOLITANO

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale il segretario del Partito Democratico, on. Walter Veltroni. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

L'incontro all'indomani della rottura con l'opposizione del possibile dialogo sulle regole. E proprio sulle regole, cioe' laddove il Pd si riprometteva il confronto, e' avvenuto, secondo Veltroni lo strappo da parte di Silvio Berlusconi. "Io e il Pd in questi mesi - ha detto Veltroni in un'intervista al TG1 - abbiamo cercato di portare l'Italia fuori dal passato, e nessuno potrà dire che l'opposizione ha avuto un atteggiamento pregiudiziale o ideologico, anzi, abbiamo anche sopportato delle critiche, legittime". "Io sono convinto - ha proseguito Veltroni - che le regole del gioco si scrivano insieme, ma quando è proprio sulle regole del gioco che si producono gli strappi come quelli prodotti in queste ore, è evidente che si riprecipita il Paese verso il passato; e invece l'Italia avrebbe il diritto d avere un presente e un futuro diversi da quello che abbiamo conosciuto fino ad oggi".

BONAIUTI A VELTRONI, TELA DIALOGO L'HAI STRAPPATA TU  - "Ma Veltroni crede di essere Penelope? Dice di aver tessuto la tela del dialogo e invece è lui che l'ha strappata non appena è cresciuta l'opposizione di sinistra". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti risponde alle affermazioni del segretario del Pd Walter Veltroni sul dialogo interrotto tra maggioranza e Partito democratico.

RIESPLODE CONFLITTO PREMIER-MAGISTRATI MILANO
(di Stefano Rottigni)
MILANO - Gli anni delle battaglie furenti tra magistratura milanese e Silvio Berlusconi sembravano acqua passata, in un clima politico rasserenato e improntato al dialogo. La battaglia è invece riesplosa, in tutta la sua crudezza. Il premier ha ricusato il giudice Nicoletta Gandus davanti al quale è imputato, con l'avvocato inglese David Mills, per corruzione in atti giudiziari, e la Procura di Milano, con il suo capo, Manlio Minale, ha definito "illazioni" le parole di Berlusconi che, in una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani, per difendere l'emendamento sospendi-processi, bollava il dibattimento in corso come uno "stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici". Nell'istanza di ricusazione, sulla quale i giudici della quinta sezione della Corte d'Appello di Milano saranno chiamati a decidere entro cinque giorni, i legali del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, sostengono che la Gandus, con una serie di interventi su siti internet, ha dimostrato "grave inimicizia" nei confronti dell'imputato. In particolare per un appello sottoscritto, con altri, nel febbraio del 2006 in cui si auspicava che la nuova coalizione che sarebbe uscita qualche mese dopo dalle urne, abrogasse alcune leggi del governo Berlusconi, oggetto di pesanti critiche nel documento.

Altri argomenti del presidente del Consiglio: il fatto che sul sito di Magistratura Democratica il giudice avesse definito la legge sulla fecondazione assistita "un concentrato di barbarie giuridica" e che il magistrato avesse avuto in passato azioni Mediaset. Questo la metterebbe tra "i soggetti potenzialmente danneggiati" nel processo, collegato a quello Mills-Berlusconi, sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti tv e cinematografici da parte del gruppo televisivo, altro procedimento in cui il premier è imputato. "La personalizzazione dell'inimicizia - scrivono i due avvocati - non può essere negata solo con l'osservare che il giudice avrebbe contestato le leggi e non il Presidente del Consiglio che le avrebbe ispirate o volute, perché in questi anni tutta l'opinione pubblica e tutti gli avversari politici hanno di questa personalizzazione fatto bandiera costantemente garrente".

"E allora - proseguono i legali del premier - la dottoressa Gandus non poteva non sapere, anche se avesse potuto diversamente divisare, che i suoi strali sarebbero stati, oggettivamente, indirizzati in via diretta alla persona di Silvio Berlusconi, e che come tali sarebbero stati da tutti recepiti". Il premier, insomma, "avversario politico in tutti i campi". Alle parole di Berlusconi che invece riguardano i suoi pm, risponde, in uno dei rarissimi comunicati emessi da quando è a capo dell'ufficio, il procuratore di Milano, Manlio Minale: "illazionì quelle che ha letto nella lettera del premier a Schifani. Il procedimento, osserva, "é stato iscritto a seguito di precise dichiarazioni rese dallo stesso avvocato Mills in data 18 luglio 2004, alla presenza del difensore nel corso di un interrogatorio quale persona indagata in altro procedimento". "Le indagini - conclude secco Minale - sono state condotte nel più assoluto rispetto delle garanzie della difesa e nell'esclusiva ottica dell'accertamento della verità. All'esito delle indagini preliminari è stata esercitata l'azione penale e gli atti, superato positivamente il vaglio dell'udienza preliminare, sono pervenuti al Tribunale". Scontro, dunque. E, a completamento del quadro, il Csm, nel frattempo, ha aperto una pratica a tutela dei magistrati coinvolti nel processo Mills-Berlusconi.

 





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Messaggio Via libera alla blocca-processi Ma Pd e Idv lasciano l'Aula 
 

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Mercoledi, 18 Giugno : 2008 Corriere della Sera

I DIPIETRISTI: «PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA».
BONINO: «scrivete una pagina buia, ma non esco»


Via libera alla blocca-processi
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Ma Pd e Idv lasciano l'Aula del Senato


Approvato l’emendamento che dà priorità ai processi per reati gravi e anche la «salva-premier»

L'opposizione lascia l'aula (LaPresse)
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ROMA - Via libera di Palazzo Madama alla norma blocca-processi. Il Senato ha approvato infatti l'emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi per reati commessi fino al giugno 2002. I senatori del Pd e dell'Idv hanno lasciato l'aula prima del voto, mentre sono rimasti nell'emiciclo gli esponenti dell'Udc e i radicali. Prima della protesta, i senatori aveva dato il via libera all'emendamento al decreto sicurezza che dà priorità ai processi per reati gravi.

FINOCCHIARO - Ad annunciare che il Pd non avrebbe partecipato al voto sulla cosiddetta «salva-premier» è stata Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Partito democratico. La senatrice siciliana ha criticato la norma perché, ha spiegato, creerà «un aggravamento di lavoro in tutti i tribunali italiani» e ha accusato Silvio Berlusconi «di aver perso un'occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo».

BONINO - Emma Bonino è rimasta in Aula pur contestando la blocca-processi presentata al decreto sicurezza. «Voi state per scrivere una pagina buia - afferma rivolgendosi agli esponenti della maggioranza - ma io non uscirò. Non lascerò i lavori parlamentari. Voglio ricordarmi bene questa foto dell'aula mentre approverete questo emendamento». I radicali, per anni, ricorda Emma Bonino, si sono battuti «per una giustizia giusta», senza «aver mai avuto atteggiamenti giustizialisti o forcaioli» ma ora Emma Bonino dice di essere «impressionata» dall'atteggiamento del centrodestra, che «solo ora si accorge» di quanto sia necessario fare riforme per la giustizia.

«PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA» - Come il Partito democratico di Walter Veltroni anche l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro non ha partecipato al voto sull'emendamento cosiddetto «salva-premier». E il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, in un'intervista, ha annunciato che «Sicuramente contro il salva-premier e contro il ddl sulle intercettazioni» i dipietristi raccoglieranno«le firme per un referendum abrogativo» senza escludere la possibilità «scendere in piazza»


Collegate / Approfondimento:
- BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI: SARA' UNA SEDUTA VIVACE
- PROCESSO MILLS: BERLUSCONI HA RICUSATO IL GIUDICE GANDUS
- BERLUSCONI RICUSA GIUDICE VELTRONI: STOP DIALOGO
- Le ricusazioni presentate negli anni dal premier
- Manovra: sanità, ritornano i ticket  
 





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Messaggio Sicurezza, Franco: "Governo blocca processi per stupro 
 

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Mercoledi, 18 Giugno : 2008 Red, da comunicato stampa

Sicurezza, Franco:
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"Governo blocca processi per stupro"


"Altro che più sicurezza per le donne in città, gli emendamenti salva-Berlusconi sospenderanno anche i processi per stupro. Ormai è chiaro che la repressione della violenza sessuale e la sicurezza delle donne nelle
città sono state solo la bandiera che il governo ha usato per emanare misure aventi tutt'altro scopo".

Lo dice Vittoria Franco, senatrice e ministro ombra delle Pari Opportunità del Pd.

"Dopo aver cancellato le risorse per il piano antiviolenza che prevedeva più prevenzione e più centri antiviolenza, dopo aver bocciato tutti i nostri emendamenti sullo stalking e contro la violenza sessuale, ora il governo Berlusconi compie l'ultimo passo contro le donne - sottolinea Vittoria Franco - I processi per i reati di stupro, aggressione, lesioni, cioè i processi che riguardano reati che colpiscono le donne, rientrano
clamorosamente tra quelli per cui è prevista la sospensione di un anno. Se non che, dal momento che la legge prevede che il dibattimento venga riavviato con lo stesso collegio altrimenti si ricomincia tutto daccapo, è
fortemente probabile che moltissimi dei processi per gli stupri commessi prima del 30 giugno 2002 finiranno con un nulla di fatto. I reati infatti cadranno in prescirizione nel frattempo. Ma non basta.

Tra i reati per cui è prevista la precedenza assoluta nei processi la violenza sessuale semplice non rientra. Questo significa una cosa molto chiara: la lotta contro la violenza sessuale è stata solo una bandiera per il governo
Berlusconi. Non è affatto vero che il pacchetto sicurezza è stato varato anche per dare più sicurezza alle donne, ma l'esatto contrario. Crediamo che quello che sta succedendo è di una gravità inaudita. Non ha niente da dire la ministra Carfagna? Noi continueremo a dare battaglia nel Parlamento e nel Paese".


Collegate / Approfondimento. Precedenti più:

- BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI: SARA' UNA SEDUTA VIVACE
- PROCESSO MILLS: BERLUSCONI HA RICUSATO IL GIUDICE GANDUS
- BERLUSCONI RICUSA GIUDICE VELTRONI: STOP DIALOGO
- Le ricusazioni presentate negli anni dal premier
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Messaggio Blocco processi, per Anm 100.000 a rischio paralisi 
 

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Mercoledi, 18 Giugno : 2008

Blocco processi,
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per Anm 100.000 a rischio paralisi


ROMA (Reuters) - Potrebbero essere più di 100.000 i procedimenti penali bloccati per effetto degli emendamenti sulla sospensione dei processi approvati stamattina in Senato.

Lo ha detto oggi il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara durante una conferenza stampa.

"Sono 100.000 i procedimenti che rischiano di essere paralizzati", ha detto, denunciando il rischio che il sistema giudiziario potrebbe essere messo "in ginocchio".

La sospensione dei processi pendenti avviati in data precedente al 30 giugno 2002, e che prevedono pene inferiori ai 10 anni, è secondo Palamara "un problema serio, perché non riusciamo a risolvere il problema dei procedimenti penali inquanto graviamo le cancellierie di ulteriori compiti". Gli obiettivi che gli emendamenti si prefiggono, rischiano secondo l'Anm di non essere raggiunti, a meno che non si istituisca una "task-force" di emergenza che si affianchi al personale amministrativo attualmente disponibile.

"Per un anno il sistema sarà occupato a smistare i processi (da sostituirsi a quelli oggetto di sospensione)", ha detto Palamara, aggiungendo di che i provvedimenti portano conseguenze che "non sono funzionali al sistema" e contro l'interesse dei cittadini.

"I reati che maggiormente interessano i cittadini prevedono pene inferiori ai 10 anni, sono circa il 90-95% del totale", ha detto il segretario generale dell'Anm Giuseppe Cascini.

Sequestro di persona, estorsione, furto in appartamento, associazione per delinquere, stupro, violenza sessuale, aborto clandestino, sfruttamento della prostituzione, usura sono alcuni dei reati con pene inferiori ai 10 anni che l'Anm indica in una lista di quelli che saranno soggetti a sospensione.

GIUSTIZIA E POLITICA

Gli emendamenti approvati oggi sono stati ribattezzati dall'opposizione "salva-premier" perchè Berlusconi potrà beneficiarne nel processo milanese detto "Berlusconi-Mills" in cui è imputato per corruzione in atti giudiziari.

"Queste sono cose che noi abbiamo appreso dai giornali", hanno detto i rappresentanti dell'Anm durante la conferenza, spiegando che il ruolo del sindacato delle toghe è quello di partecipare al dibattito fornendo informazioni qualificate su provvedimanti scritti e sull'impatto che essi possono avere sulla vita dei cittadini e sul funzionamento dei processi.

Palamara ha tuttavia ribadito la sua "solidarietà e stima a colleghi e magistrati di Milano che sono stati oggetto di insulti e ingiustificati attacchi", riferendosi alle critiche rivolte dal premier al giudice che presiede il collegio del processo Berlusconi-Mills.

Berlusconi, tramite un suo legale, ha chiesto la ricusazione del giudice Nicoletta Gandus e oggi il sostituto procuratore generale di Milano ha espresso parere negativo.

"La denigrazione e la delegittimazione dei singoli magistrati diventa poi delegittimazione dell'intera istituzione", ha detto Palamara, precisando tuttavia di essere ancora disposto al dialogo con la politica e chiedendo a essa un momento di riflessione e confronto.

"Quest'oggi chiediamo un momento di riflessione e di confronto sul tema che interessa i cittadini, quello del funzionamento dei processi", ha detto Palamara a margine della conferenza. "Ci sono scelte che spettano alla politica, non poniamo veti, ma riteniamo di dover valutare quelli che sono gli impatti delle riforme sui processi".



Collegate / Approfondimento. Precedenti più:

- BLOCCA-PROCESSI, SCHIFANI: SARA' UNA SEDUTA VIVACE
- PROCESSO MILLS: BERLUSCONI HA RICUSATO IL GIUDICE GANDUS
- BERLUSCONI RICUSA GIUDICE VELTRONI: STOP DIALOGO
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Messaggio CSM: SOSPENSIONE PROCESSI E' INCOSTITUZIONALE 
 

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Sabato, 21 Giugno : 2008

CSM: SOSPENSIONE PROCESSI
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 E' INCOSTITUZIONALE


ROMA - Può essere incostituzionale la norma che sospende i processi puniti con la reclusione fino a dieci anni. A sostenerlo è il Csm nella bozza del parere che sta mettendo a punto la Sesta Commissione di Palazzo dei Marescialli.  Il testo, che sarà discusso lunedì dalla Commissione, sottolinea la "potenziale incompatibilità" della norma con l'art.111 della Costituzione, e cioé con la ragionevole durata del processo, e con l'art.3, e cioé con il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

Ma non è questo il solo problema di ordine costituzionale: una materia così importante - avvertono i relatori Fabio Roia e Livio Pepino - non può essere affrontata con lo strumento del decreto legge; e oltretutto è completamente estranea al tema del provvedimento, che è tutto dedicato alla sicurezza. Le critiche di Palazzo dei Marescialli non si fermano qui: il riferimento temporale scelto per la sospensione dei processi (relativi ai reati commessi fino a giugno del 2002) "non ha alcun appiglio logico". Avrebbe avuto invece un senso - suggeriscono i consiglieri - sospendere i processi coperti dall'indulto e perciò destinati ad essere inutilmente celebrati. Ma non è ancora tutto: l'Europa, che ha già messo sotto accusa la giustizia italiana per la sua lentezza, non capirebbe - sottolinea ancora Palazzo dei Marescialli - le ragioni di questa scelta, destinata ad allungare ancora i tempi dei processi.

 





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Messaggio Re: DL SICUREZZA (di Berlusconi): STOP PROCESSI MINORI: Svil 
 
Navigando in rete ho trovato il blog di un grande vignettista di nome "Bleek" ... eccone un assagio
 



 
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Messaggio Re: DL SICUREZZA (di Berlusconi): STOP PROCESSI MINORI: Svil 
 
Eccone un'altra  
 



 
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Messaggio MANCINO: POLITICA NON CERCHI DI ELUDERE LE LEGGI 
 

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Sabato, 21 Giugno : 2008

MANCINO:
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POLITICA NON CERCHI DI ELUDERE LE LEGGI


COLLEGATA:
Toghe politicizzate e pacchetto lavoro, bagarre su Sacconi

ROMA - "Fino a quando l'azione penale è obbligatoria alle toghe non si può chiedere di non fare i processi; ai politici si può, invece, chiedere di saper scegliere natura, limiti, tempi ed efficacia delle leggi, non espedienti per eluderle". Lo ha detto il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino.

"Il Paese non riesce a vivere senza polemiche? Vorrei non crederlo. Sono, semmai, -ha aggiunto Mancino parlando ad Avellino ad un convegno su etica e medicina- le polemiche occasionali comode per nascondere i problemi e per dividere il Paese. Chi le innesca deve tener conto che un ritorno di tutti alle responsabilità non può che far bene all' Italia".

CICCHITTO: CSM NON GIUDICHI LEGGI A ESAME PARLAMENTO

"Né Mancino, né il Csm nel suo complesso sono abilitati a dare giudizi di costituzionalità o incostituzionalità delle leggi in discussione in Parlamento". E' la replica del presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto ai giudizi espressi dal vicepresidente del Csm e al parere che Palazzo dei Marescialli darebbe della norma blocca-processi inserita nel decreto sicurezza. "Siamo sul terreno del tutto inaccettabile dei due pesi e due misure - attacca Cicchitto - Quando ci sono state le pubblicazioni delle intercettazioni telefoniche riguardanti D'Alema e Fassino e la successiva iniziativa giudiziaria della dottoressa Forleo, la sinistra ha sviluppato polemiche violente ed una serie di prese di posizioni contro quel magistrato, che é stato attaccato anche da altri magistrati, dal Csm e dall'Anm. Oggi, siccome nel mirino è nuovamente Berlusconi, contro il quale stanno avvenendo a Milano cose inaccettabili, vediamo che nei confronti delle sue legittime proteste c'é una inusitata mobilitazione del Csm, dell'Anm, dell'ineffabile Mancino e, infine, di Veltroni che, ormai al guinzaglio di Di Pietro, ripete con singolare automatismo ciò che disse il gruppo dirigente del Pds dal 1992 in poi". "Non ha certamente senso fondare il Pd - conclude il capogruppo del Pdl - e poi riproporre tutto il repertorio giustizialista. Non a caso, anche per questo, il Pd versa in una crisi profonda, come ha testimoniato la sua disfatta elettorale in Sicilia e la sua sconcertante assemblea nazionale"

 





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Messaggio SOSPENSIONE PROCESSI: OGGI COMMISSIONE CSM SU PARERE 
 

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Lunedì, 23 Giugno : 2008

SOSPENSIONE PROCESSI:
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OGGI COMMISSIONE CSM SU PARERE


ROMA - La sesta commissione del Consiglio superiore della magistratura e' chiamata oggi a mettere a punto la bozza di parere sull'emendamento blocca processi sulla quale, forse gia' giovedi', potrebbe esprimersi il plenum. Le anticipazioni sulla possibile incostituzionalita' del provvedimento su cui si incentrerebbe la bozza del documento hanno avuto ripercussioni pesanti nel mondo politico e tra gli stessi consiglieri di Palazzo dei Marescialli. La precisazione di ieri del Quirinale, dopo il colloquio tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il vice presidente del Csm Nicola Mancino, ha pero' ufficialmente escluso che nessun parere e' stato approvato e che i relatori non hanno concordato alcuna bozza.

Giustizia: e' scontro, Bossi: tessere il dialogo

Il dialogo tra maggioranza e opposizione si ferma davanti all'emendamento sulla sospensione dei processi e all'annuncio del presidente del Consiglio , Silvio Berlusconi di andare avanti con il cosiddetto 'lodo Schifani bis'. Ormai è polemica senza esclusione di colpi, anche se proprio dal leader della lega Umberto Bossi arriva un contributo alla riflessione per evitare di "spezzare il dialogo" con il Pd in vista delle nuove importanti scadenze sulle riforme istituzionali, a partire da quella federale. Il 'senatur', intervistato da 'La Repubblica' esprime una forte contrarietà per questa situazione e, pur riconoscendo tutte le ragioni di Berlusconi, rimarca che proprio il Cavaliere "esagera un tantino" con la sua "ossessione" per la giustizia.

Per il resto è scontro a tutto campo con il segretario del Pd che accusa il governo di aver precipitato l'Italia, nel giro di un mese, "nel suo passato", nonostante gli sforzi del Pd per portare il paese fuori "da questa situazione". Ma avverte: "Non ci faremo prendere dalla sindrome della spallata, la nostra strategia è di maggior respiro". Una presa di posizione che proprio non va giù al portavoce dell'Esecutivo, il sottosegretario Paolo Bonaiuti, che accusa Veltroni di predicare bene ma di razzolare male "facendo la morale" al governo "insieme ai peggiori giustizialisti". E se Antonio Di Pietro invoca "la piazza subito" e annuncia un "grappolo di referendum" per abrogare le norme "più inique" varate dall'attuale governo, l'ex ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni punta ancora sul dialogo spiegando che se Berlusconi "ha interesse alla rissa", una democrazia matura deve invece reggere il confronto ed il dialogo, "anche duro e aspro", per il bene dei cittadini. Per l'azzurra Isabella Bertolini è proprio il "fallimento" della politica del segretario del Pd a portare al "muro contro muro". Un concetto confermato dal capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri che chiede a Veltroni di "prendere atto" di questo fallimento, e dal vicecapogruppo alla Camera, Italo Bocchino secondo il quale è ormai difficile il dialogo con un partito democratico "balcanizzato".

 





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Messaggio PROCESSI: BERLUSCONI TIRA DRITTO, PDL ATTACCA CSM 
 

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Lunedì, 23 Giugno : 2008

PROCESSI: Berlusconi TIRA DRITTO,
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PDL ATTACCA CSM


ROMA - Non è nemmeno partita al Csm la discussione sul merito della bozza di parere al dl sicurezza e all'emendamento che sospende per un anno i processi sui reati puniti con la reclusione inferiore a dieci anni. Troppe le polemiche, provocate dalle anticipazioni di quel documento con dubbi sulla costituzionalità del provvedimento, che ieri avevano spinto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, su sollecitazione del capo dello Stato, a chiarire che un parere del Consiglio sulla norma contestata ancora non esiste. Così per contribuire a svelenire il clima, la Sesta Commissione ha rinviato a domani l'avvio del confronto; anche nel tentativo di non dare l'impressione di voler anticipare il Senato, che in mattinata darà il suo voto finale al provvedimento.

Il risultato di questa scelta sarà che difficilmente il plenum del Csm si pronuncerà sul dl in questa settimana. Uno slittamento, in una giornata in cui non sono mancati attacchi al Csm da parte della maggioranza di governo, dettato dunque da ragioni di "opportunità "; le stesse che hanno spinto un'altra Commissione di Palazzo dei marescialli, la Prima, a prendere tempo sulla pratica a tutela dei magistrati del processo Mills- Berlusconi, in cui il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari. Ma il rinvio non sarà "sine die" assicurano al Consiglio, dove comunque togati e laici del centro-sinistra continuano a rivendicare il diritto del Csm a esprimersi anche sulla costituzionalità dei provvedimenti che incidono sulla funzionalità degli uffici giudiziari.

"Qualsiasi giudice può sollevare questioni di legittimità costituzionale. Che il Csm non possa segnalare un'evidente violazione della Costituzione mi pare insostenibile - dice il presidente della Sesta Commissione, Mauro Volpi - Tanto più quando si tratta di un emendamento che è sfuggito al vaglio preventivo di costituzionalità". E' stato proprio Volpi a proporre il rinvio; una decisione condivisa dall'intera Commissione. E la base di partenza della discussione sarà ancora la bozza "in parte concordata" tra i due relatori Livio Pepino e Fabio Roia e che non è stata nemmeno distribuita alla Commissione per "evitare anticipazioni improprie", cioé altre fughe di notizie. "Cercheremo di arrivare all'unanimità - assicura Volpi - anche se non so se ci riusciremo". Tempi più lunghi anche in Prima Commissione per la pratica a tutela dei magistrati dei magistrati del processo Mills-Berlusconi, accusati dal premier di agire per finalità politiche nella lettera invita al presidente del Senato Schifani.

Accogliendo la richiesta del laico di An Gianfranco Anedda, la Commissione presieduta da Antonio Patrono (Magistratura Indipendente) ha deciso di acquisire, oltre alla lettera, l'istanza con cui Berlusconi ha ricusato il presidente del collegio Nicoletta Gandus e il parere negativo già espresso dalla procura generale di Milano; come pure le dichiarazioni fatte alla stampa dal premier da Bruxelles e l'appello sottoscritto da Gandus nel febbraio del 2006 in cui si auspicava che la nuova coalizione che sarebbe uscita qualche mese dopo dalle urne abrogasse alcune leggi del governo Berlusconi, oggetto di pesanti critiche nel documento. Un appello che allora fu firmato anche da diversi consiglieri del Csm, tre dei quali- Roia, Pepino e Mario Fresa - sono componenti della Prima Commissione. Nessuno di loro pensa di astenersi - è stato chiarito - perché firmare un appello fa parte della libertà di espressione garantita a tutti i cittadini.

BERLUSCONI VA AVANTI, SI ALLARGA LO SCONTRO
di Federico Garimberti - Non si ferma lo scontro sulla giustizia, con l'opposizione che boccia gli emendamenti al decreto sulla sicurezza, definiti non a caso "salva-premier', e la maggioranza che si scaglia contro alcuni magistrati del Consiglio superiore della Magistratura, accusati di aver espresso parere contrario a quei provvedimenti prima che il plenum si sia pronunciato. A surriscaldare un clima già bollente ci pensa 'Famiglia Cristiana' che in un editoriale molto duro con il governo analizza quella che definisce "l'ossessione" di Silvio Berlusconi per la giustizia.

E mentre dietro le quinte prosegue l'opera di mediazione del Quirinale che tenta di evitare ulteriori tensioni istituzionali, il premier attende gli sviluppi prima di decidere se convocare l'annunciata conferenza stampa contro i giudici "sovversivi" o soprassedere, favorendo così un rasserenamento del clima, ma non sembra intenzionato ad invertire la rotta. Anzi, tutt'altro. Tanto che, secondo molti, il cosiddetto 'lodo-bis', il ddl sull'immunità per le più alte cariche istituzionali, potrebbe approdare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri o al più tardi di quello successivo. La posizione del Pdl è sintetizzata da Gaetano Quagliariello.

"E' la terza volta che il centrodestra vince ed é la terza volta che contro Berlusconi parte una iniziativa giudiziaria", sottolinea il vice capogruppo dei senatori. Del resto, come sostiene proprio Quagliariello invitando l'opposizione a non "riprendere il dialogo interrotto", la convinzione del Cavaliere è che su questo tema la "la gente sia dalla nostra parte". Parole che dimostrano come Berlusconi intenda andare fino in fondo alla partita, risolvendo una volta per tutte il nodo giustizia. Non a caso il decreto sicurezza procede spedito e sarà approvato dal Senato.

Intanto, però, si aprono altri fronti di scontro. Il centrodestra punta l'indice contro quei magistrati che hanno fatto trapelare un orientamento sfavorevole del Csm. "Il Csm dovrebbe aprire un'indagine su questo falso parere" che ha rappresentato "un attacco al governo", attacca il leghista Roberto Maroni, ministro dell'Interno. Parole giudicate "ineccepibili" dal forzista Fabrizio Cicchitto. Parole che scatenano la reazione del centrosinistra, già sul piede di guerra conto gli emendamenti al decreto sicurezza. "Il centrodestra e in malafede e cerca di imbavagliare il Csm", attacca Lanfranco Tenaglia, ministro ombra della giustizia del Pd.

I Democratici, conferma Luigi Zanda, voteranno contro il decreto proprio a causa dei due emendamenti sulla giustizia che sono "incostituzionali". Antonio Di Pietro, nel frattempo, preannuncia battaglia in aula e si propone come relatore unico di minoranza. L'altro fronte lo apre 'Famiglia Cristiana'. Berlusconi, scrive il settimanale paolino, ha "un'ossessione personale" che "ha il sopravvento sui problemi del Paese" e che lo ha portato a nominare il suo "segretario personale" ministro della Giustizia. Editoriale criticato anche dai cattolici del Pdl: il ministro Gianfranco Rotondi lo reputa "ingeneroso", mentre il forzista Maurizio Lupi parla di "attacco più adatto a 'Liberazione'". La maggioranza appare comunque compatta nel difendere il premier. Roberto Castelli (Lega) si dice pronto ad appoggiare un nuovo 'lodo Schifani', mentre Altero Matteoli e Italo Bocchino (An), parlano di attacchi "strumentali" e di "accanimento" giudiziario contro il Cavaliere.

L'Udc, infine, cerca ancora di mediare. Pier Ferdinando Casini invita Berlusconi a ritirare gli emendamenti 'blocca-processi' in cambio della disponibilità a discutere del ddl sull'immunità dei vertici istituzionali. Ma un simile compromesso, secondo quanto si apprende, non sembra tentare il Cavaliere che anzi intende approvare il prima possibile sia gli uni che l'altro (per il ddl chiederebbe una corsia preferenziale). Unica concessione al dialogo aperto con il Quirinale l'ipotesi, al momento molto probabile, di evitare la conferenza stampa annunciata a Bruxelles. Ma anche su questo, molto dipenderà da quello che succederà nei prossimi giorni, a cominciare dalle decisioni del Csm.

 





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Messaggio SICUREZZA: SI' SENATO A DL CON NORMA 'BLOCCA PROCESSI' 
 

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Martedì, 24 Giugno : 2008

SICUREZZA: SI' SENATO A DL
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CON NORMA 'BLOCCA PROCESSI'
Ora passa alla Camera


ROMA - Via libera del Senato al decreto sulla sicurezza che contiene al suo interno la norma blocca processi contestata dall'opposizione. Il decreto passa ora all'esame della Camera. A favore ha votato il Pdl, contro il Pd, l'Idv e l'Udc. Il decreto sulla sicurezza è passato al Senato con 166 voti a favore, 123 contro e un astenuto.

ANM OFFRE TREGUA A GOVERNO

La proposta per un "nuovo inizio" di dialogo, via la sospensione dei processi e avanti con l'immunità per le alte cariche dello Stato, la fa il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, in una intervista a 'La Repubblica'. Fermo restando che per l'Anm "le norme che sospendono i processi devono essere espunte dal decreto" perché "si creerebbe un caos senza precedenti", Cascini spiega che sono tre le questioni sul tavolo e devono restare separate. Da un lato c'é "la riforma della giustizia" che richiede "dialogo, ponderazione, analisi prudenti, qualche convergenza". Poi bisogna smettere di "aggredire singoli magistrati" per tornare a una "leale collaborazione tra le istituzioni". Infine c'é la proposta di fermare i processi per le più alte cariche dello Stato, scelta che "spetta all'autonomia della politica", che non va confusa con "con i meccanismi che fanno funzionare i processi né può essere accompagnata da una campagna di aggressione contro alcuni magistrati". Per Cascini uno dei problemi che "ha avuto il Paese negli ultimi anni è stata la "confusione tra singoli affari penali e interventi legislativi".

CASTELLI: PER TREGUA SI PUO' RINUNCIARE A BLOCCA-PROCESSI

Rinunciare all'emendamento blocca-processi per avere "una tregua subito". Lo dice Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia, preoccpato per lo stop al dialogo tra maggioranza e opposizione a causa degli scontri sulla giustizia. "La situazione è patologica - spiega Castelli - e nessuno nel Paese vuole più la lotta, ne va del futuro dell'Italia e della sua immagine internazionale". Perché tutti "abbassino i toni e cerchino una soluzione politica condivisa", la strada potrebbe allora essere quella di andare avanti sul lodo Schifani, "corretto in base alle osservazioni della Consulta", spiegando che 'nessuno vuole l'immunità della 'casta' ma una soluzione che permetta a chi è stato eletto di governare" e di essere sottoposto a giudizio dopo. Ma è chiaro, aggiunge l'esponente leghista, "he quando uno vuole mettersi d'accordo con una altro deve essere disposto a un compromesso, uno scambio. L'importante è che sio condivida il principio: la tregua ci dev'essere subito Dopodiché le strade tecniche in Parlamento si trovano sempre...".

 





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Messaggio Sicurezza, via libera dal Senato. Ora passa alla Camera 
 

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Martedì, 24 Giugno : 2008 Corriere della Sera

Opposizioni compatte, il provvedimento votato solo dal Pdl

Sicurezza, via libera dal Senato
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Ora passa alla Camera


Passa il decreto del governo che contiene l'aggravante di clandestinità e le norme blocca-processi[b]

COLLEGATA: » In Italia è finita la giustizia per i bambini »

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ROMA - Il Senato ha votato a favore del decreto sicurezza. L'aula di Palazzo Madama ha licenziato il provvedimento con i voti del solo Pdl (e degli alleati Lega e Mpa). Il testo è stato licenziato con 166 voti a favore, 123 contrari e un astenuto (il senatore a vita, Francesco Cossiga).

LA NORMA BLOCCA-PROCESSI - Il punto più contestato dell'intero decreto è quello riguardante la sospensione dei processi. Saranno infatti sospesi per un anno tutti i processi per reati punibili con meno di dieci anni di reclusione che si trovano in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado. Sono esclusi dal rinvio i processi in cui gli imputati sono detenuti, quelli per terrorismo, contro minori, quelli della criminalità organizzata e tutti quelli commessi in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, le cosiddette morti bianche. L'imputato può rinunciare alla sospensione e nel caso la prescrizione resta sospesa. Si amplia anche il numero dei reati per i quali non è concessa la sospensione della pena. Non sarà quindi più possibile sospendere la pena detentiva per atti osceni, violenza sessuale, singola e di gruppo, furto, e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità nonchè produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Per gli incensurati non scatteranno più automaticamente le attenuanti generiche ma sarà il magistrato a valutare caso per caso. Per accelerare i processi vi è l'obbligo e non più la facoltà per il pm di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per tutti quei reati per i quali sono previsti riti speciali.

IL PD VOTA CONTRO - Come largamente annunciato, il Partito democratico ha votato contro le nuove misure che l'esecutivo intende adottare per intensificare la lotta alla piccola e grande criminalità. Due in particolare i punti di disaccordo: l'aggravante della clandestinità, che comporta pene maggiori nel caso di reati commessi da stranieri non in regola con il permesso di soggiorno, e, appunto, la norma che sospende i processi. «Ritiratela da questo decreto - aveva chiesto la presidente del gruppo del Pd, Anna Finocchiaro -. Non è questione di antiberlusconismo, il dialogo deve avere principi e regole condivisi».

«STOPPA-PROCESSI NEL MIRINO» - La Finocchiaro ha fatto notare che il testo «ha in sè parti che condividiamo», come ad esempio quelle sul gratuito patrocinio e sui testimoni di giustizia. «Ma questo testo - ha sottolineato - ha in sè due norme che consideriamo sbagliate, pericolose, violative della Costituzione e dell'ordinamento comunitario». Quanto alla disposizione che sospende i processi, il Pd la considera un qualcosa che «viola il principio del diritto di difesa, quello di pari trattamento, quello della ragionevole durata del processo e che colpirà innanzitutto gli imputati innocenti, che hanno tutto l'interesse a una rapida definizione del processo, le parti civili, specie quelle più deboli economicamente». Inoltre, sottolinea l'esponente del Pd, «lascerà senza giustizia migliaia di parti offese, congestionerà i tribunali e le cancellerie, non determinerà affatto un'accelerazione dei processi per i fatti più gravi e recenti, comporterà un alto numero di prescrizioni, poichè è noto che la sospensione di un processo non è come il sonno della Bella Addormentata». Contro il decreto hanno votato anche l'Italia dei valori e l'Udc. I dipietristi, al omento del voto, hanno inalzato cartelli con le scritte «Vergogna» e «Il caimano è tornato».

«QUELLA NORMA RESTA» - «Ritirare le norme del "blocca-processi" vorrebbe dire ritirare l'intero decreto - ha poi detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento a caldo dopo il voto -. Non vedo perchè dovremmo farlo, la maggioranza ha votato compatta e non darà ascolto alle polemiche pretestuose e inutili dell'opposizione». Riguardo alla possibilità di uno «scambio» tra lodo-Schifani e ritiro delle norme sul «blocca-processi», Maroni ha sottolineato che «se il governo deciderà di presentare un provedimento come il Lodo-Schifani o Lodo Maccanico può farlo senz'altro, ma le due cose sono distinte e separate. Il decreto che abbiamo approvato oggi contiene norme durissime contro la mafia e la criminalità organizzata, le stesse norme che Giovanni Falcone ha voluto per lungo tempo».

 





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Ultima modifica di Redazione il Mer 25 Giu, 2008 06:18, modificato 2 volte in totale 
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