Blocco totale. Anzi, parziale
Domenica stop in tutto il Nord, ma fioccano dubbi e defezioni
Mimmo Varone, Brescia Oggi ha scritto:Le regioni padane vanno a grandi passi verso il «blocco del Nord» di domenica prossima. Ma si muovono in ordine sparso e senza regole comuni.
Il 7 febbraio Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano hanno firmato un accordo comune per ridurre i livelli di Pm10 nell’aria. Poi si sono aggiunte Friuli Venezia Giulia e Valle D’Aosta. Il fronte è ampio, ma non è compatto. Il Canton Ticino ha sottoscritto l’accordo, però non aderisce allo stop. All’ultimo momento si è defilata pure la Liguria, perché l’intesa sarebbe stato concepita dalle amministrazioni dell’area padana e in fondo la regione rivierasca non ha pesanti problemi di inquinamento.
Lo stop di domenica prossima, 25 febbraio, dovrebbe segnare una data storica nella lotta alle polveri fini, invece sta mettendo in mostra tante differenze di approccio difficili da portare a sintesi. Non c’è uniformità nemmeno negli orari. Qualche regione, come la Lombardia, si fermerà per 12 ore, altre per 10, altre ancora per 8, e in fasce orarie neanche tanto omogenee. Intanto, tra tutte le zone che si fermeranno la più virtuosa sembra proprio l’area critica bresciana, unica in tutto il Nord in cui saranno off limits pure le strade provinciali. Altrove si circolerà su tangenziali, statali, provinciali e persino alcune comunali. E ovviamente le autostrade saranno aperte dappertutto.
LOMBARDIA - Per quanto se ne sa finora, in Lombardia il fermo della circolazione è previsto in tutte le aree critiche (Milano, Como, Varese, Bergamo e Brescia) dalle 8 alle 20. Potranno circolare solo veicoli elettrici, ibridi e bimodali, a metano e Gpl, diesel Euro 4 con filtro antiparticolato e benzina Euro 4, oltre a tutte le categorie che normalmente sono incluse nelle deroghe. In ogni caso potranno aderire anche tutti gli altri comuni non inclusi nelle aree critiche. La Regione ha messo a disposizione 260 mila euro per favorire la partecipazione e potenziare i trasporti pubblici nella giornata di blocco. I comuni capoluogo che intendono aderire si divideranno 80 mila euro, gli altri 160 mila andranno alle Province che li gireranno ai municipi più piccoli che fermeranno le auto sul loro territorio. Tuttavia l’assessore provinciale ai Trasporti Valerio Prignachi nei giorni scorsi ha inviato un quesito scritto al Pirellone per conoscere le regole del blocco e per capire come verranno suddivisi i fondi- «E non abbiamo ancora avuto risposta», rivela. Perciò stamattina sarà a Milano per chiarire con l’assessore regionale Marco Pagnoncelli e con i dirigenti regionali i criteri per la distribuzione dei fondi e quant’altro.
Tra i comuni bresciani fuori dall’area critica, al momento solo Chiari avrebbe aderito. Altri - spiega Prignachi - hanno semplicemente chiesto al Broletto elementi di conoscenza in più, prima di decidere un’eventuale adesione. Li avranno a partire da oggi. Sicchè il mosaico delle adesioni si comporrà nel corso della settimana, e non è escluso che fino all’ultimo non sarà possibile avere la mappa completa delle aree coinvolte nel blocco.
PIEMONTE - Nelle altre regioni che hanno sottoscritto l’accordo non ci sono aeree critiche. In Piemonte andranno al blocco i comuni capoluogo e i più grandi che già fermano le non catalitiche per alcune ore al giorno. Entro oggi, poi, gli assessori provinciali incontreranno i comuni dei rispettivi territori per chiedere adesioni volontarie. Le auto piemontesi si fermeranno dalle 9.30 alle 19.30, salvo cambiamenti dell’ultima ora, e resteranno in garage pure le Euro 4 a benzina e diesel. Potranno circolare solo veicoli elettrici, ibridi e bimodali, a metano o Gpl anche bifuel. E siccome saranno le ordinanze dei sindaci a decretare lo stop, le limitazioni riguarderanno solo i centri abitati, con esclusione di strade statali, provinciali, e circonvallazioni comunali. Anche in Piemonte sono previste numerose deroghe.
EMILIA ROMAGNA - Qui saranno interessati al blocco i comuni che hanno sottoscritto con la regione il relativo accordo di programma. La circolazione si fermerà dalle 8.30 alle 18.30. Hanno già firmato ordinanze in tal senso i comuni di Bologna, Cesena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Castelbolognese, Castelfranco Emilia, Faenza. Mancano ancora all’appello Forlì, Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia. E in ogni caso le regole non sono uguali per tutti. Al contrario di Bologna, ad esempio, Cesena fa circolare anche le auto con tre persone a bordo (car-poling) e quelle condivise (car-sharing) . Faenza lascia via libera pure a veicoli commerciali leggeri (fino a 35 quintali) e pesanti (oltre) Euro 3. E così via.
TRENTINO ALTO ADIGE - Nelle due province autonome parteciperanno decine di comuni. Al momento, 30 municipi trentini hanno aderito all’iniziativa e fermeranno le auto dalle 10 alle 18, anche le Euro 4 con o senza filtro antiparticolato. L’invito è stato rivolto anche ad altri comuni, ma ancora non si sa quanti aderiranno. In questi giorni ciascun sindaco emetterà la sua ordinanza, e potrà bloccare solo le strade comunali.
In provincia di Bolzano tutti i veicoli a motore senza eccezioni si fermeranno dalle 10 alle 16. Per ora hanno detto sì il capoluogo, Merano, Bressanone, Laives e Lana, ma tutti i 16 comuni del Coordinamento tecnico provinciale dovrebbero partecipare. Anche qui gli altri municipi sono invitati a fermare le auto ma la decisione starà alla loro libera scelta.
VENETO - Non c’è alcuna iniziativa della Regione in merito al blocco di domenica, ma tutto è affidato al Coordinamento dei capoluoghi, che ha già preso posizione a favore dello stop. Prese di posizione polemiche non sono mancate, e a quanto pare Padova si defilerà. In ogni caso il governo regionale, che ha delegato la materia ai comuni e non può intervenire con interventi impositivi, ha promesso fondi ai municipi più virtuosi, che non faranno orecchie da mercante al blocco del Nord.
FRIULI VENEZIA GIULIA - La Regione aderirà alle iniziative contro lo smog concertate tra le altre regioni del bacino padano, ma saranno i singoli comuni a decidere o meno le chiusure al traffico delle loro strade per il 25 febbraio. Anche il Friuli ha trasferito le competenze in materia alle amministrazioni comunali, e quindi dovrà limitarsi a dare consigli. Per ora non se ne sa molto di più, ma non dovrebbe esserci un’adesione compatta.
VALLE D’AOSTA - Nella Vallée la circolazione sarà garantita su tutte le principali arterie. Il blocco del traffico riguarderà solo il centro delle principali località, come Aosta, Saint vincent, Chatillon, Sarre, Pont-Saint-Martin e Verrès. Nei piccoli comuni e nelle località sciistiche lo stop alle auto potrà avvenire solo se non provocherà particolari disagi e se non impedirà l’accesso agli impianti di risalita. I dettagli, e gli orari di fermo delle auto, dovrebbero arrivare in questi giorni.
E per il momento è tutto. Quella che doveva essere una giornata di stop totale alla circolazione in tutto il «catino» padano sta semplicemente portando alla luce i diversi approcci delle singole regioni al problema dell’inquinamento atmosferico. E la cosa fa dire all’assessore all’ambiente in Loggia Ettore Brunelli che «questo blocco è solo roba di propaganda». A dirla tutta, «non si prendono misure serie per ridurre le Pm10 - aggiunge l’assessore - e si getta fumo negli occhi con una giornata di fermo in ordine sparso per tirare a campare e arrivare alla fine della stagione delle polveri senza risolvere granchè». E intanto i governi regionali «gettano altro fumo negli occhi accordandosi per mettere sotto tiro la legna, che ha un bilancio zero di Co2». Insomma, «una comparsata». Resta solo la speranza che siano i disguidi della prima volta.














































