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Don Giorgio Carli: Condanna in appello (sviluppi)
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steve
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 Re: Don Giorgio Carli: Condanna in appello (sviluppi)
Giovedì 7 Maggio : 2009
Notificata richiesta di risarcimento a don Carli e alla Curia
Il giornale Alto Adige ci informa che i legali della vittima di don Giorgio Carli hanno notificato una richiesta di risarcimento a don Giorgio Carli e anche alla Curia di Bolzano, ritenuta civilmente responsabile ai sensi dell'art. 2049 del codice civile.
La notifica ha l'effetto di interrompere la prescrizione e di coinvolgere anche la Curia nella responsabilità patrimoniale.
Nell'immediateza della sentenza della Cassazione i legali di don Carli annunciarono che il prete condannato in Cassazione al risarcimento non avrebbbe pagato alcunché alla vittima e ai suoi genitori.
Si preannuncia un lungo contenzioso legale.
Il link alla notizia: http://ricerca.quotidianiespresso.i...Z4AZ_AZ401.html
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#16 Ven 05 Giu, 2009 09:30 |
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steve
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 Re: Don Giorgio Carli: Condanna in appello (sviluppi)
Mercoledì 8 Luglio : 2009
Ma che futuro assicuriamo ai nostri ragazzi se permettiamo che come insegnante in religione sia un prete pedofilo condannato in Cassazione?
Che lezioni darà ai suoi alunni? Che non si pagano nemmeno i danni alle vittime delle proprie violenze?
http://ricerca.repubblica.it/repubb...Z7AZ_AZ701.html
Don Giorgio non torna in città
Alto Adige — 07 luglio 2009 pagina 18 sezione: CRONACA
BOLZANO. Don Giorgio Carli, il sacerdote riconosciuto responsabile degli abusi sessuali in canonica su una parrocchiana all’epoca dei fatti bambina (e salvato dalla prescrizione del reato sotto il profilo della sanzione penale) non tornerà a fare il sacerdote a Bolzano. In un primo tempo avrebbe dovuto rientrare in una parrocchia del quartiere Europa Don Bosco, ma non sarà così. E’ stato lo stesso sacerdote ad esprimere il desiderio di restare lontano dalla città. Il prete, che si è sempre dichiarato innocente, ha probabilmente avvertito il peso di una vicenda che ha lasciato dubbi in troppi fedeli. La difesa di don Giorgio (con gli avvocati Alberto Valenti e Flavio Moccia) ha sempre sostenuto l’assoluta mancanza di prove reali a carico del sacerdote che, tra il resto, è sempre stato stimato da molti parrocchiani e dai frequentatori dei centri giovanili. Don Giorgio, però, deve aver avvertito il peso del dubbio che la sentenza della Cassazione ha finito per amplificare. Come si ricorderà, la Suprema Corte annullò senza rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’appello ma solo per intervenuta prescrizione del reato. Una formula che portò anche alla conferma della condanna del risarcimento a carico del sacerdote. Alle parti civili dovrebbero essere versati 760 mila euro, dimostrazione che la Cassazione ritenne valido l’impianto accusatorio che portò, in secondo grado, ad infliggere al prete bolzanino 7 anni e mezzo di reclusione (dopo l’assoluzione disposta in primo grado dal tribunale). In un primo momento la Curia aveva annunciato il reintegro di don Giorgio nella parrocchia di via Gutenberg, da dove si era allontanato proprio all’indomani della sentenza di condanna emessa dalla Corte d’appello. Ora sarebbe stato il sacerdote a chiedere di poter restare in alta val Pusteria ove sta operando da tempo lontano dai riflettori della cronaca e, forse, dai sospetti di qualche fedele. Non solo. Per don Giorgio sembra prospettarsi un futuro di fede e professione anche un po’ diverso. In città a Bolzano ha sempre operato molto nei centri giovanili e nel sociale. In alta val Pusteria potrebbe trovare nuovi sbocchi professionali in qualità di insegnante, ovviamente di religione, nel contesto scolastico locale. Nel frattempo resta ancora irrisolta la questione relativa al risarcimento da consegnare alla parte civile e cioè la ragazza che sarebbe stata violentata per quattro anni e mezzo ed i suoi genitori. Don Giorgio non ha ovviamente la forza economica per poter solo pensare di risolvere il problema con le proprie finanze. Ma nemmeno la Curia intende intervenire. Lo ha confermato anche ieri l’avvocato Alberto Valenti che si attende al limite un nuovlo contenzioso di carattere civilistico avviato dalla stessa ragazza abusata. La difesa del sacerdote sta confermando in pieno le proprie convinzioni sull’innocenza del sacerdote nonostante il pronunciamento in senso opposto della magistratura. Questo significa che anche la Curia sarebbe pronta ad intraprendere un nuovo braccio di ferro legale a livello civilistico rimettendo, tra il resto, in discussione alcune verità processuali emerse durante il lungo procedimento penale.
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#17 Mer 08 Lug, 2009 11:19 |
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steve
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 Re: Don Giorgio Carli: Condanna in appello (sviluppi)
Giovedì 09 Agosto : 2009 La Repubblica / Alto Adige — 04 agosto 2009 pagina 16 sezione: CRONACA
Don Carli torna dai giudici
BOLZANO. Dopo aver atteso invano anche solo un cenno sull’eventuale intenzione di procedere al risarcimento previsto dai giudici, i famigliari della ragazza denunciante hanno deciso di avviare causa civile nei confronti di don Giorgio Carli. La vicenda delle presunte violenze sessuali in canonica tornerà dunque davanti ai giudici. Lo ha confermato ieri l’avvocato Gianni Lanzinger, uno degli avvocati di parte civile. «Non ci resta che avviare il nuovo contenzioso - dice l’avvocato - da parte del sacerdote e della Curia non è arrivato neppure il minimo segnale di voler risarcire». Gli avvocati del sacerdote lo avevano annunciato già all’indomani della decisione della Corte di Cassazione di confermare gli obblighi risarcitori del prete. Alcuni mesi fa i legali della ragazza avevano inviato una prima richiesta ufficiale di pagamento. Un atto stragiudiziale per interrompere la prescrizione sotto il profilo civilistico. La richiesta era stata inoltrata anche alla Curia considerata responsabile in solido dopo che pure la Cassazione aveva confermato a carico del sacerdote l’aggravante di aver svolto l’attività come «ministro di culto». Ricordiamo che la sentenza della Cassazione ha riconosciuto don Giorgio responsabile delle violenze sessuali perpetrate per anni ai danni di una parrocchiana, salvandolo grazie alla prescrizione. Proprio per effetto di quella sentenza ora come detto la Curia ed il prete dovrebbero far fronte alla richiesta di pagamento effettivo del risarcimento dovuto, circa 700 mila euro. La richiesta di pagamento si basa sul disposto dell’articolo 2043 del codice civile che prevede che «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno». La Curia, invece, è stata chiamata in causa per effetto dell’articolo 2049 sempre del codice civile riguardante la responsabilità del datore di lavoro in merito ai danni provocati con fatti illeciti da dipendenti diretti. La Chiesa verrebbe considerata responsabile in solido in quanto gli abusi avvennero (secondo la sentenza penale ormai passata in giudicato) nell’espletamento del ruolo di educatore religioso del sacerdote. Ora della vicenda se ne occuperà il tribunale civile. (ma.be.)
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#18 Dom 09 Ago, 2009 22:39 |
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steve
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 Re: Don Giorgio Carli: Condanna in appello (sviluppi)
Giovedì 25 Settembre : 2009
http://ricerca.repubblica.it/repubb...Z6PO_AZ602.html
Don Giorgio, ora sarà citata la Curia
Alto Adige — 24 settembre 2009 pagina 19 sezione: CRONACA
BOLZANO. Don Giorgio Carli, il sacerdote finito sotto processo per presunte violenze sessuali nei confronti di una parrocchiana (al tempo dei fatti bambina) non ha ancora provveduto a pagare il risarcimento alla parte lesa previsto dalla sentenza penale passata in giudicato. Si tratta di 700 mila euro che il sacerdote (che si è sempre dichiarato innocente) non può e non intende pagare. A questo punto i legali di parte civile (Gianni Lanzinger e Arnaldo Loner) stanno preparando una nuova citazione in sede civile che coinvolgerà, così come più volte prospettato, anche la Curia dato che don Giorgio avrebbe commesso le violenze sessuali approfittando della sua posizione di religioso e di «ministro di culto». Ricordiamo che la sentenza della Cassazione ha riconosciuto, di fatto, don Giorgio responsabile delle violenze sessuali perpetrate per anni ai danni della bambina ma è stato graziato dalla prescrizione. Proprio per effetto di quella sentenza (che ha però confermato tutti gli obblighi del sacerdote sotto il profilo risarcitorio alla parte lesa) ora come detto la Curia ed il prete si trovano a dover affrontare la richiesta di pagamento effettivo del risarcimento dovuto, circa 700 mila euro. La nuova causa in sede civile per ottenere il pagamento della somma farò riferimento proprio alla sentenza penale confermata dalla Cassazione e agli effetti dell’articolo 2043 del codice civile che prevede che «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno». La Curia, invece, verrà chiamata in causa per effetto dell’articolo 2049 sempre del codice civile riguardante la responsabilità del datore di lavoro in merito ai danni provocati con fatti illeciti da dipendenti diretti. La Chiesa, dunque, verrebbe considerata responsabile in solido in quanto gli abusi avvennero (secondo la sentenza penale ormai passata in giudicato) nell’espletamento del ruolo di educatore religioso del sacerdote. «Da parte del sacerdote e della Curia non è arrivato neppure il minimo segnale di voler risarcire» hanno puntualizzato gli avvocati di parte civile. I legali di don Giorgio Carli (Alberto Valenti e Flavio Moccia) avevano più volte affermato che non sarebbe stato versato un centesimo. «Siamo pronti ad affrontare un nuovo processo in sede civile» ha detto ieri sera l’avvocato Alberto Valenti il quale, però, ha inviato la controparte a «smetterla di urlare al lupo, perchè - come nella favola - nessuno ci crederà più all’ipotesi che il lupo arrivi realmente». La difesa di don Giorgio, insomma, non sembra assolutamente preoccupata dell’ipotesi di dover affrontare un nuovo contenzioso in sede civile. Anzi, l’invito alla controparte e di agire realmente e non limitarsi a proclami sulla stampa. «Le cause non si fanno per proclami pubblici - ha commentato ieri sera l’avvocato Alberto Valenti - ma davanti ai tribunali. Solo in quella sede e non sulla stampa siamo pronti ad attendere il lupo che si dimosterà molto più mansueto di quanto si minacci». Secondo lo stesso avvocato Valenti un eventuale coinvolgimento della Curia non sarà facile perchè sarà «necessario dimostrare una sorta di consapevole responsabilità da parte delle strutture della Chiesa». I legali della parte civile sono convinti del contrario ed intendono procedere codice civile alla mano. Il contenzioso legale su don Giorgio è dunque destinato a proseguire ancora a lungo in altra sede. (ma.be.)
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#19 Ven 25 Set, 2009 10:38 |
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