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Don Pierangelo Bertagna: 8 anni di carcere, è reo confesso d
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 Don Pierangelo Bertagna: 8 anni di carcere, è reo confesso d
Venerdì, 13 Giugno : 2008
8 anni di carcere a don Pierangelo Bertagna,
è reo confesso di 38 casi di violenza
AREZZO - Reo confesso di 38 casi di violenza sessuale e processato per 16 episodi di molestie a minori. E' la vicenda di un prete toscano, ora condannato, con rito abbreviato, a otto anni di reclusione dal giudice per le indagini preliminari di Arezzo. Don Pierangelo Bertagna, 46 anni, ex parroco di Farneta, nel comune di Cortona, in provincia di Arezzo, fu incastrato dalla testimonianza di un ragazzino di 13 anni e che nel 2005 portò all'arresto del sacerdote. Successivamente, il vescovo di Arezzo Gualtiero Bassetti lo sospese 'a divinis'. Dopo l'arresto, decine di genitori andarono dai carabinieri per raccontare cosa era accaduto ai loro figli; a quel punto, il religioso ammise i casi segnalati dalle famiglie, confessando gli altri avvenuti in passato. (Agr)
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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#1 Ven 13 Giu, 2008 00:08 |
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steve
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 Re: Don Pierangelo Bertagna: 8 anni di carcere, è reo confes
In rete si trovano gravi accuse nei confronti di padre Gian Vittorio Cappelletto, superiore di don Bertagna, poiché a conoscenza da anni delle violenze:
http://www.cesap.net/index2.php?opt...do_pdf=1&id=709
Sono molte, infatti, le testimonianze, i dossier, i racconti raccolti di prima mano da Left fra le persone che hanno abbandonato il gruppo dei Ricostruttori nella preghiera. Alcuni chiedono di allargare il campo di indagine non solo al sacerdote reo confesso, ma a tutto il movimento dei Ricostruttori. Le accuse, rivolte principalmente a padre Cappelletto, sono pesantissime. Su tutte, quella di essere stato a conoscenza delle violenze sessuali di don Pierangelo. Racconta,Marco (nome d’invenzione) che dopo lunga frequentazione ha deciso di lasciare i Ricostruttori nella preghiera: «Circa dieci anni fa a Roma i genitori di un ragazzo, che come tutte le altre vittime frequentava il movimento dei Ricostruttori, comunicarono a padre Cappelletto in modo chiaro e circostanziato ciò che era avvenuto, delle attenzioni particolari ricevute dal loro figlio da parte di Bertagna. I genitori - continua l’uomo visibilmente scosso dall’esperienza - uscirono dal gruppo di preghiera, ma nulla trapelò. Don Pierangelo rimase al suo posto a fianco dei ragazzi, gli è stato permesso di terminare gli studi ed è anche stato ordinato sacerdote. Nessuno ha pensato di avvisare i genitori dei ragazzi che venivano affidati al sacerdote».
L’arresto di don Bertagna condotto da due carabinieri avrebbe fatto saltare tutto l’impianto, creando grossi imbarazzi tra gli stessi aderenti al gruppo gesuita. I genitori si sono così rivolti alla loro guida che, sempre secondo l’ex componente del gruppo, nel luglio scorso avrebbe confessato - durante un ritiro a Zagarolo, località alle porte di Roma - «di essere a conoscenza del terribile segreto e di aver commesso un errore a non rivelarlo». Questa versione è, però, smentita dallo stesso padre Cappelletto che dichiara a Left di «non essere mai stato messo al corrente delle attenzioni di don Bertagna verso i ragazzi se non dopo il suo arresto. Se lo avessi saputo prima sicuramente avrei preso dei provvedimenti. La sua vicenda - continua il fondatore dei Ricostruttori - è stata una schiaffo morale spaventoso, per me e per tutta la comunità. Non posso far altro che ammettere di non essere stato capace di selezionare. In don Pierangelo ritenevo di aver riconosciuto i doni per animare i gruppi giovanili. Aveva la mia piena fiducia».
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#2 Ven 13 Giu, 2008 00:47 |
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steve
Moderatore


Registrato: Dicembre 2007
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Utente #: 164
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 Re: Don Pierangelo Bertagna: 8 anni di carcere, è reo confes
Venerdì 13 Marzo : 2009 Da La Nazione del 12/03/2009, cronaca di Arezzo, pag. 9
Appello per l'abate pedofilo
«Riducete gli 8 anni di pena»
Ma andrà comunque in carcere: niente affido in prova
di SALVATORE MANNINO
DON BERTAGNA, l'abate pedofilo di Farneta poi ridotto allo stato laicale, chiede lo sconto. O meglio: lo chiedono per lui i suoi avvocati, Annelise Anania e Francesca Mafucci che hanno presentato ieri il ricorso in appello contro la sentenza di primo grado, quella che condanna l'ex sacerdote, ora volontario in una comunità terapeutica per tossicodipendenti, a otto anni di carcere. Singolare caso quello di un prete che ha confessato ben trentotto casi di violenza su minori (uno dei più grandi scandali sessuali nella storia della Chiesa italiana) e che si trova a essere difeso da due donne, ma anche di queste ironie della sorte è fatta la macchina della giustizia, che garantisce una tutela legale a tutti, anche ai colpevoli e anche con l'assistenza di due giovani avvocatesse assai sensibili agli abusi sui più deboli. Il ricorso non contesta i fatti. E' stato lo stesso Pierangelo Bertagna, che i titoli di Don e di abate li ha persi al termine di un percorso concordato con il Vescovo Gualtiero Bassetti e il Vaticano, a dettare la linea: le violenze ci sono state e nessuno le nega, tantomeno l'autore che le ammise tutte in un interminabile racconto al Pm Ersilia Spena, dopo la crisi di coscienza maturata nell'eremo di Cerbaiolo in cui era stato rinchiuso agli arresti domiciliari. I carabinieri lo avevano portato via dall'abbazia di Farneta in una caldissima giornata di luglio, in seguito alla telefonata con una madre della zona nella quale aveva chiesto scusa per le molestie al figlio.
LE ARGOMENTAZIONI delle due avvocatesse sono dunque tutte concentrate sul quantum di pena, che secondo il ricorso è eccessivo rispetto alle colpe. E' troppo alta la pena base dalla quale è partito il Gip Simone Salcerini, spiega il ricorso, è troppo alto il calcolo che è stato fatto della continuazione (il meccanismo in base alla quale si sconta condanna piena solo per il primo episodio di una medesima serie criminosa, mentre per gli altri si aggiunge un tot prefissato), è sbagliata l'equivalenza che il giudice ha stabilito tra aggravanti e attenuanti. Queste ultime, dicono Anania e Mafucci, dovrebbero essere prevalenti, il che farebbe automaticamente scattare la riduzione di un terzo della pena. ECCO, LA PENA. A quanto scenderebbe se la corte d'appello accogliesse il ricorso? Le due avvocatesse fissano nelle loro dodici pagine d'appello anche un termine di confronto: i cinque anni del patteggiamento che era stato concordato con il Pm Spena e che fu poi respinto dal Gip Umberto Rana come non adeguatamente rappresentativo della gravità dei fatti. In ogni caso, persino se la condanna finale fosse quella auspicata dalla difesa, Bertagna non eviterebbe il carcere. Non ha diritto all'indulto (da cui sono esclusi i reati sessuali) e non può neppure essere affidato in prova ai servizi sociali. Lo vieta la legge per i casi di violenza. Se l'abate rinunciasse al ricorso in cassazione, le porte del penitenziario si aprirebbero per lui già dopo la sentenza d'appello. Fra un anno o giù di lì.
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#3 Ven 13 Mar, 2009 13:13 |
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