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CRONACA NAZIONALE E INTERNAZIONALE :: DOPO LO SCRAPIE, LA MUCCA PAZZA, L'AVIARIA ORA E' ARRIVATA L
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DOPO LO SCRAPIE, LA MUCCA PAZZA, L'AVIARIA ORA E' ARRIVATA L
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Domenica 3 Maggio : 2009

> Dossier "Febbre suina"

DOPO LO SCRAPIE, LA MUCCA PAZZA, L'AVIARIA
ORA E' ARRIVATA LA "MAIALA"!!!

Image
Eccoci di nuovo alle prese con un'esplosione pandemica di influenza. Questa volta, una vera porcata.
Emergenza, allarme, Panico!!!!!
Di nuovo bombardati da immagini di mascherine e controlli all'aeroporto, i morti aumentano ad ogni ora.
Ok. Questa è la televisione.
Questi sono dati ufficiali:
Dei 152 morti in Messico, solo 20 sono confermati vittime della "maiala" (fonte).
--Aggiornamento 29.4.2009: Le autorita' messicane hanno rivisto drasticamente il bilancio delle vittime del virus, le morti confermate sono 7 (s-e-t-t-e). (fonte)
Tutti gli altri casi, sono di contagio.

Non è ancora chiaro se e in che modalità questo nuovo ceppo di influenza si possa trasmettere da uomo a uomo (per il momento gli esperti sostengono sia avvenuto solo in un numero limitato di casi e con contatti fisici molto stretti).
Quel che appare certo, secondo i parametri diffusi dall’Organizzazione mondiale della Sanità, è che a fronte di un alto tasso di contagio il tasso di mortalità di questa nuova influenza è molto basso e varia dall’1% al 4%. (fonte)

Le poche cose che si sanno dell'infezione riguardano la sua variante diffusa tra i suini. Si sa che è un virus chiamato H1N1, che è stato isolato per la prima volta in un maiale nel 1930 (1930!!!!), che si diffonde molto rapidamente e che il tasso di mortalità tra animali è basso.
Dal centro per il controllo delle infezioni negli Usa dicono che, essendo i sintomi simili a quelli di una comune influenza. (fonte)

Fin qui, non ha niente da invidiare alle comuni influenze invernali.


Influenza suina: sapevate che ...

Tamiflu ci servivi proprio tu!!!

I mercati, già nel mare burrascoso della crisi, precipitano (questo dice Repubblica).
Non tutti precipitano. Oggi la Roche (Multinazionale che produce l'antivirale Oseltamivir (Tamiflu)) veleggia appena sotto il +18%. Anche la Glaxo (produttrice del Relenza) se la passa benone, (+5,67% in chiusura ieri).
L’azienda farmaceutica australiana Biota Holdings, che ha inventato il Relenza, la cui licenza è stata successivamente venduta alla Glaxo, ha visto ieri crescere le sue azioni sul mercato di ben l’82%.

Ricordate l'isteria planetaria per l'aviaria qualche anno fa?
La Roche ha venduto il proprio Tamiflu ai governi di tutto il pianeta, guadagnando, tra il 2006 e il 2007 oltre 3,5 miliardi di dollari.
È bene sottolineare che anche con l’aviaria, come oggi con la suina, l’Oms aveva parlato di rischio pandemia.Un rischio pandemia, quello dell’aviaria, che l’Oms conferma anche oggi, nonostante i casi verificati sono ormai pochissimi.
Un rischio che, è bene ricordare, è soprattutto teorico e scientifico, dal momento che dal 2003 ad oggi l’aviaria ha provocato, secondo i dati della stessa Organizzazione mondiale della Sanità, 421 contagi e 257 morti, ovvero meno di 43 morti all’anno in tutto il pianeta.

Nel 1997 l’influenza dei polli, detta aviaria, partita da Hong Kong, doveva sterminare milioni di persone nel mondo e invece non fece nulla. Le immagini però che circolavano in tutti i media, rappresentavano un mondo in panico totale, dove le persone giravano con la mascherina bianca alla ricerca di un vaccino e/o antibiotico.
Nel 2001 le spore del carbonchio sono state fatte uscire direttamente dal laboratorio militare di Fort Detrick nel Maryland e inviate mediante posta ai rappresentati democratici. Il tutto per far passare delle leggi che violano i diritti sacrosanti dei cittadini e che non sarebbero passate altrimenti, come le Patriot Act I e II.
Nel 2002 è stata la volta della S.A.R.S. che doveva proseguire l’opera devastatrice dell’aviaria.

Dati alla mano, su 8.100 casi ci sono stati 774 morti, il che indica una mortalità molto bassa, inferiore all'influenza ordinaria. Ricordiamo che l'influenza classica colpisce da 3 a 5 milioni di persone nel mondo ogni anno e ne uccide circa 500.000.

"Quattro aziende farmaceutiche stanno lavorando al vaccino contro l'influenza suina: Novartis, Sanofi Aventis, Roche e Gsk" riferisce il presidente di Farmindustria, Sergio Dompe', secondo il quale le prime dosi potrebbero essere pronte in circa tre mesi.
?? pronte in circa tre mesi?? E i 40 milioni di dosi (30 di Tamiflu, 10 di Relenza) che erano pronte a disposizione degli italiani? (verrebbe da chiedersi, tra l'altro, se l'influenza è nuova, come mai abbiamo 40 milioni di vaccini?).
Inoltre, l'Italia NON importa carne di maiale dal Messico, e in minima parte dagli USA.

Ma c'è un'altro particolare che dona a tutta la questione un non so che di mistico...
La multinazionale francese Sanofi - Aventis risulta essere in Italia la prima azienda farmaceutica a livello nazionale, è risultata fra le multinazionali del farmaco che maggiormente hanno incrementato i propri profitti in conseguenza dell’epidemia d’influenza aviaria.
Basti pensare che nello scorso mese di aprile 2008 ha ricevuto dal governo USA un ordinativo di vaccino contro l’aviaria per il valore di 192,5 milioni di dollari.
Lo scorso 9 marzo 2009 ha annunciato, tramite un comunicato stampa, la decisione d’investire 100 milioni di euro nella costruzione di un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica, che verrà situato.. ironia della sorte.. proprio in Messico!!
Neppure un mese dopo, lo scorso 2 aprile 2009, la Sanofi - Aventis ha annunciato di avere acquistato il produttore di farmaci generici messicano Laboratorios Kendrik, con un giro d’affari annuo di 26 milioni di euro, al fine di migliorare la propria posizione nei paesi emergenti. Acquisizione che consente oggi a Sanofi - Aventis di controllare circa il 15% dell’intero mercato dei farmaci generici messicano.
Che curiosa coincidenza!

Ma c'è un'altra coincidenza, più che curiosa, angosciante:
L’esercito statunitense il 18 marzo 2009 ha pubblicamente dichiarato di aver estratto il genoma dell’influenza “spagnola” da una vittima, un uomo morto nel 1918 e rimasto congelato in Alaska (link).
Forse non tutti sanno che il virus dell’influenza chiamato “spagnola”, guarda caso H1N1 (ppt), agli inizi del secolo scorso ha causato una vera e propria pandemia, provocando 40 milioni di morti in giro per il mondo (fonte OMS).
Secondo la testimonianza di un sopravvissuto si poteva morire in un giorno, ma la cosa più interessante che ha detto è che tale pandemia “colpì solo le persone vaccinate; quelli che rifiutarono le vaccinazioni non si ammalarono”.

Un po' di articoli interessanti:

Internationalia
Marcello Pamio per Disinformazione
Marco Cedolin per LuogoComune
Enrico Moriconi per ComeDonChisciotte
InfluenzaMaiala
StampaLibera


Da biologo non posso far altro che concordare con quanto scritto nel video e nell'articolo!!! Come per l'aviaria anche questa è tutta una porcata fatta ai danni della collettività!!! Noi siamo miliardi al mondo e se in tutto il mondo muoiono per influenza un centinaio di persone non bisogna allarmarsi più di tanto!!! Ma sono purtroppo loro a tenere i fili del potere!!!
DICIAMO A TUTTI LORO UN GROSSO VAFFANCULO!!! SGRUNT!!!

 



 
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Lunedì 4 Maggio : 2009  di GennaroCarotenuto

Messico:
la recita che i media nascondono sul virus

mascarita
ImageIn Messico quella che noi chiamiamo “mascherina” si chiama anche “tappabocca”. E i messicani, che in 5.000 anni di rigogliosa storia ne hanno viste di carestie, guerre ed epidemie indotte, fin da quella dei conquistadores, non hanno perso né la capacità di riflettere né la lingua tagliente e non si fanno tappare la bocca neanche dalla presunta nuova pandemia. A Città del Messico, poco dopo la scossa di terremoto dell’altro giorno girava (ovviamente di bocca in bocca) una battuta fulminante: “Cos’ha detto il Messico all’influenza? Uuuhhh, guarda come tremo”.

Oramai sembra evidente che i numeri delle prime ore, complice l’effetto valanga del sistema mediatico mainstream locale (Azteca e Televisa, un duopolio privato che il nostro a confronto è zucchero) e internazionale, erano stati gonfiati e i morti, che per un breve momento erano saliti per bocca dello stesso presidente Felipe Calderón a 159, sono stranamente precipitati ad appena una ventina.

Una ventina concentrati un una megalopoli di venti milioni di abitanti, dove una dozzina di decessi vengono dai quartieri più poveri e in un contesto dove qualunque influenza che si rispetti fa un numero di vittime ben maggiore. Dopo l’antrace e l’aviaria anche la suina, ribattezzata influenza A o H1N1 per neutralizzarne il nome (si dice su ordine della multinazionale della carne suina Smithfield Food Inc.), sta retrocedendo dalla categoria di “pandemia” a quella di psicosi indotta dai media e dal governo.

Quello che è più preoccupante è che far paura ai cittadini oramai è considerato, non solo in Messico (vedi allarme immigrati e sicurezza in Italia o la guerra al terrorismo di Bush), una normalissima e accettabile pratica di governo. Per muovere l’opinione pubblica, spostare voti, far passare per accettabili politiche vergognose “l’allarme è necessario”. Lo ha ammesso con candore, davanti a centinaia di giornalisti, non un pubblicitario pentito ma il dottor Miguel Ángel Lezama, il massimo responsabile messicano per la vigilanza epidemiologica, quasi un Bertolaso messicano. Diffondere l’allarme mondiale, la vera pandemia è nelle teste, è stato “una manera de actuar” per impedire la diffusione del virus laddove in castigliano “actuar” può voler dire “agire” ma anche “recitare”.

Emerge così la sensazione di avere assistito ad una recita per la quale l’informazione ufficiale utilizza i media (che a seconda del contesto reagiscono in modo pavloviano amplificando ogni informazione allarmante e cancellando quella rassicurante, o viceversa) per diffondere un preciso messaggio. E’ una maniera corretta di agire quella di Lezama e Calderón? Loro lo dicono apertamente: “se non avessimo fatto così i morti non sarebbero 20 ma 3.000”. Non solo, come ricorda Julio Hernández López su “La Jornada”, all’entrata nel ministero della Salute non si trova nessuno che porti una mascherina e lo stesso Lezama non ha difficoltà ad ammettere alla stampa che il tappabocca sia del tutto inutile (poi la stampa dimentica di dirlo) ma che è stata distribuita a milioni di messicani per tranquillizzare (effetto placebo) quella stessa opinione pubblica che il governo ammette di aver voluto terrorizzare. E’ la stessa tecnica di chi in Italia ha inventato un allarme criminalità che nei dati non esiste per poi mandare l’esercito in strada davanti al Colosseo e ai monumenti o permettere le ronde dei cittadini per far credere che il governo agisce (o recita).

Non c’è la controprova che con la paura il governo messicano abbia davvero evitato migliaia di morti ma resta il dubbio che se in questi anni avesse investito in un sistema sanitario migliore e in uno educativo capace di produrre cittadini più consapevoli avrebbe ottenuto risultati migliori. Ma soprattutto la domanda è: mentire, allarmare, terrorizzare, Shock and awe, è una maniera democratica di governare? Giovanna Botteri, corrispondente da New York della RAI, inviata in questi giorni in Messico (che fa infotainment registrando i servizi per il TG con la mascherina appena un po’ calata) si preoccupa in ogni singolo servizio di spiegarci che il turismo messicano è fottuto per anni. Non è così, in fondo la gente continua ad andare in Egitto nonostante il rischio attentati e sta già tornando a Napoli nonostante la vergogna dei rifiuti sia stata messa in piazza in tutto il mondo per motivi politici per poi far credere che fosse stata risolta magicamente dal governo Berlusconi. Le Piramidi, gli scavi di Pompei, Tenochtitlán o i murales di Diego Rivera non possono essere incatenati a lungo da una quarantena mediatica.

Di sicuro però il turismo in Messico, fondamentale risorsa di un paese in crisi strutturale da un quarto di secolo con 12 milioni di emigrati e 40 milioni di poveri, subirà un gravissimo contraccolpo. Possibile che il governo Calderón sia così pazzo da giocare col turismo con tre milioni di immigrati che stanno tornando dagli Stati Uniti espulsi dalla crisi prima che da leggi migratorie inumane e ai quali proprio non si sa cosa far fare tanto che il Cardinale primate Norberto Rivera invita a pregare per loro?

Riavvolgiamo il nastro. Il 16 aprile 2009, sembra un secolo ma sono passate appena due settimane, Barack Obama viaggiava per la prima volta in vita sua in Messico e in America latina. Come abbiamo dato conto in Giornalismo partecipativo e Latinoamerica, l’incontro con il neopresidente statunitense per Felipe Calderón andò malissimo. Laddove il presidente messicano si aspettava di poter coinvolgere Obama in un contesto nel quale i problemi principali del Messico, il narcotraffico, la crisi economica, l’emigrazione (che hanno come detonante il trattato di libero commercio in vigore dal 1994) fossero cogestiti come questioni bilaterali, Obama rispondeva assumendosi alcune responsabilità ma rimanendo fermo nel mantenere il pieno controllo su temi che considera fatti interni statunitensi (in primo luogo la gestione dell’immigrazione) disinteressandosi di altri problemi drammatici a Sud della frontiera. Il governo messicano, soprattutto un governo di destra come quello del PAN guidato da Calderón, ha le mani legate. Non può e non vuole modificare il modello economico che sta affondando il paese, non sa combattere il narcotraffico (col suo corollario di corruzione dilagante) se non mostrando una militarizzazione del territorio senza speranza, non riesce a cogestire con gli Stati Uniti la questione migratoria per ottenere condizioni più umane per quei milioni di messicani usa e getta che lavorano oltre frontiera.

A un mese dalle elezioni parlamentari non si sa chi avrà voglia di partecipare, sfilare, assistere a comizi in mascherina. Di sicuro nessuno da giorni parla più del narcotraffico. Le migliaia di morti veri, quella della guerra civile dei narcos, i cadaveri decapitati, i regolamenti di conti, sono completamente oscurati dall’epidemia. E i problemi sociali? La povertà, l’esclusione che si è solo appesantita con il PAN al potere? I soldati in giro a migliaia servono solo a regalare mascherine o sono l’unica maniera per regolare la febbre messicana che non è il virus ma il conflitto sociale sempre sul punto di esplodere? Perfino i problemi migratori possono essere accettati. Chi criticherebbe oggi Obama se chiudesse le frontiere rimandando sine die qualsiasi misura che alleviasse la condizione di milioni di disperati? Perfino quelle imprese chiuse per decreto, quegli imprenditori che non sanno più bene perché non stanno lavorando, quella vita paralizzata, quella mazzata sul turismo servirà a drogare in peggio e mescolare le carte dei dati economici dell’unico paese latinoamericano già in recessione. E alla fine il governo che “actúa” (che agisca o reciti poco importa), che fa (e i media si incaricano di offrire spazi infiniti come per il nostro presidente operaio) contro un’epidemia quasi fantasma tranquillizzando i cittadini con mascherine placebo, dalla presunta pandemia non ha che da guadagnarci.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
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