[Icy Phoenix Debug] PHP Notice: in file /includes/db/mysql.php on line 817: fopen(./cache/users/sql_ban_4ec69cea17e67ca163d3842273c348d0.php): failed to open stream: Permission denied
Dossier Alfa Acciai (aggiornamenti)
Home    Forum    Cerca    FAQ    Iscriviti    Login


Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione 
Pagina 1 di 1
 
 
Dossier Alfa Acciai (aggiornamenti)
Autore Messaggio
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Dossier Alfa Acciai (aggiornamenti) 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - HOME PAGE




Mercoledì 24 Giugno : 2009 Massimo Lanzini, Nuri Fatolahzadeh, Francesca Sandrini, Emanuele Galesi   GdB

Massimo Lanzini ha scritto: 
Un anno fa i dati
Perché solo oggi se ne discute?  

ImageUna domanda inquieta noi e - crediamo - i bresciani. Se è vero che le prime rilevazioni attorno all’azienda di San Polo sono state effettuate alla fine di luglio dell’anno scorso, perché mai si è aspettato addirittura fino al 5 maggio di quest’anno perché quei dati venissero inviati dall’Arpa a tutti gli altri enti coinvolti? E perché solo il 22 giugno si è riunito un tavolo tecnico per affrontare il problema? E perché dovremo attendere ancora presumibilmente fino al luglio 2009 perché vengano effettuate nuove rilevazioni di verifica e controllo?
Insomma: i dati Arpa, così clamorosi, sono corretti o frutto di un errore tecnico?
L’ambiente e un’azienda che produce e dà lavoro sono per la città due valori irrinunciabili. Non possiamo permetterci che né l’uno né l’altro siano lasciati esposti al dubbio. Chi ha il dovere di farlo, ci dica - finalmente - quanta diossina c’è a San Polo.


LA GUERRA DEI DATI

Attorno alla vicenda della diossina a San Polo si sta svolgendo anche una vera e propria guerra dei dati. Da un lato l’azienda Alfa Acciai, che periodicamente esegue delle rilevazioni secondo un proprio protocollo certificato. Dall’altro l’Azienda regionale per l’ambiente che attraverso i suoi tecnici e i laboratori di via Cantore ha rilevato valori ben otto volte superiori ai limiti indicati dalla normativa.
Ora per verificare nuovamente la correttezza dei valori finora rilevati il tavolo tecnico riunitosi lunedì scorso ha stabilito che vengano effettuate nuove rilevazioni, entro il termine del mese di luglio


Le rilevazioni dell’Arpa:
diossina dall’Alfa Acciai  

Image
L’ente regionale parla di livelli otto volte superiori ai limiti di legge Lunedì un tavolo tecnico, entro luglio previsti nuovi controlli
Luglio 2008: inizia l’attività ispettiva dell’Arpa, l’azienda regionale per la protezione dell’ambiente, sullo stabilimento Alfa Acciai di via San Polo. L’indagine si snoda su tre giornate, dal 28 al 30 del mese. Maggio 2009: i risultati dei campionamenti eseguiti undici mesi prima raccontano come - a fronte di un limite massimo stabilito per 0,5 nanogrammi di diossine al metro cubo - il valore riscontrato dalle emissioni del camino E1bis dell’azienda raggiungeva quota 4. Un dato che si stacca nettamente da quelli emersi nel corso delle indagini periodiche condotte, per legge, dalla stessa azienda. Così, lo scorso lunedì - sulla scia di un quadro «alquanto disomogeneo» - Provincia, Comune, Arpa, Asl e Alfa Acciai si sono riunite per affrontare il caso durante un tavolo tecnico. Dopo un confronto a più voci e un raffronto diretto delle analisi svolte dai due interlocutori (Arpa da una parte, Alfa Acciai dall’altra), si è scelta la strada di un ulteriore test: la controverifica, come si legge nel verbale della riunione, «verrà avviata entro luglio 2009». A un anno esatto dalla prima ispezione.

Il tavolo di lavoro
Il «caso» nasce il 5 maggio scorso, quando l’Arpa invia la relazione definitiva all’ente competente: la Provincia. A questo punto, ricevuta la documentazione, inizia il tam tam tra le parti coinvolte. E i dati in discussione diventano due: i primi, prodotti dalla stessa Alfa Acciai, con valori che oscillano sempre tra gli 0,3 e gli 0,4 nanogrammi al metro cubo di diossine (Pcdd) e furani (Pcdf), nel pieno rispetto quindi dei parametri stabiliti dalla normativa regionale. I secondi, prodotti dall’Arpa, che non solo smentiscono i primi, ma che - con un valore registrato di 4 - superano di gran lunga i limiti imposti. «La ditta - si legge nel verbale - dichiara che, anche durante i campionamenti effettuati negli autocontrolli successivi al luglio 2008, il limite autorizzato non è mai stato superato».
Del resto, l’Arpa, non smentisce le dichiarazioni dell’azienda. Anzi, fa notare come la differenza tra i valori determinati dall’agenzia e quelli normalmente riscontrati dalla ditta possano essere ricondotti a «situazioni particolari durante il campionamento» o, ancora, a «sviluppi produttivi che andranno verificati». Una maggiore conoscenza di quelle che nel linguaggio specialistico sono chiamate «fluttuazioni delle emissioni» sta in carico al gestore.

A luglio la verifica decisiva
Rimandato a giudizio. Si può riassumere così, almeno per ora, il dossier «Alfa Acciai». Provincia, Comune, Asl, Arpa e i rappresentanti della ditta si sono insomma salutati con un arrivederci al prossimo mese, in attesa di un ulteriore approfondimento sulla vicenda. La richiesta espressa e concordata tra gli enti è comunque esplicita: il gestore dovrà attuare urgentemente il piano di ricontrollo delle emissioni del camino E1bis «con le stesse modalità previste dalla ditta nella nota del 27 maggio 2009», data a cui risale l’ultima analisi. Per contro, l’Arpa presenzierà al campionamento e alle analisi, «discutendo preliminarmente metodi e materiali delle fasi operative, onde validarne e condividerne gli esiti». Il tutto, recita il verbale stilato lo scorso 22 giugno, «dovrà in assoluto essere avviato entro luglio 2009, come richiesto dal Comune di Brescia, dalla Provincia e dall’Asl».


Francesca Sandrini ha scritto: 
L’azienda:
nelle nostre analisi tutto a posto
  
Intanto l’Asl sta esaminando campioni di alimenti. Il Comune: attenzione alta
Ci sono già stati altri tre rilievi da parte dell’azienda dopo quello dell’Arpa che ha evidenziato una presenza di diossina superiore al limite fissato dalla legge. E il risultato di tutti e tre è inferiore a 0,5 nanogrammi. Lo assicura Adriano Pesenti, responsabile dell’Ufficio tecnico Ambiente Ecologia di Alfa Acciai. Sottolineando al tempo stesso che in via San Polo l’attenzione per l’ambiente è una costante: «Siamo consapevoli della realtà nella quale viviamo e operiamo, non possiamo permetterci noncuranze né errori».

Così, per quanto riguarda la diossina - che peraltro l’azienda è tenuta a controllare periodicamente - «abbiamo sempre rispettato il limite». Ma allora come si spiega l’eclatante differenza con i quattro nanogrammi rilevati dall’Agenzia regionale per l’ambiente? Pesenti la definisce «un’anomalia che va oltre qualsiasi valutazione» e dichiara in prima battuta: «Non ce la spieghiamo». Poi, però, un’ipotesi prova a farla: «Posso dire che si tratta di analisi molto difficili, complesse e delicate. Parliamo di nanogrammi, e questo significa che basta un nonnulla, un errore minimo per cambiare i risultati anche di molto».

E adesso che cosa succederà? «Da quando sappiamo del dato dell’Arpa (ma una data precisa al riguardo non viene indicata, ndr), abbiamo già eseguito altri tre rilievi, i cui esiti sono conformi a quelli dei nostri rilievi periodici, ovvero rientrano nel limite fissato dalla legge; in più, nell’ambito del tavolo tecnico che si è riunito l’altro giorno, abbiamo chiesto ulteriori controlli». Sono quelli previsti entro il mese di luglio, che saranno svolti da «laboratori qualificati sotto il diretto controllo dell’Arpa». Il responsabile dell’Ufficio Ambiente di Alfa Acciai spiega che «stiamo cercando di fare prima possibile, ma l’organizzazione non è banale; per ora abbiamo contattato i laboratori e ne abbiamo ricevuto la disponibilità». Quanto alle analisi, per eseguirle ci vorranno circa 15 giorni.

Accanto alla volontà di procedere velocemente, però, Pesenti esprime la «totale tranquillità dell’azienda».

Rilievi in corso anche da parte dell’Asl
E i cittadini possono stare tranquilli? La loro salute è in pericolo? L’Asl di Brescia risponde facendo sapere di «essere presente sul problema sin dal 1993». Per quanto riguarda gli ultimi avvenimenti, anche l’Azienda sanitaria locale ha deciso di avviare «analisi che sono in corso su campioni di alimenti sia di origine animale, in particolare su latte, sia di origine vegetale, in particolare fieno. Tra qualche giorno si avranno i risultati».
Intanto, da Palazzo Loggia, grande attenzione nei confronti della questione viene manifestata da Paola Vilardi, che dice di esserne venuta a conoscenza soltanto in occasione della riunione del tavolo tecnico («il mio dirigente qualche giorno prima»). L’assessore all’Ambiente ribadisce inoltre la «necessità di integrare le indagini svolte fin qui. Una necessità - precisa - condivisa da tutti i soggetti presenti al tavolo tecnico». Da parte sua, il Comune porta avanti l’Osservatorio sull’Alfa Acciai voluto dalla passata Amministrazione, nella convinzione che sia «uno strumento importantissimo per monitorare l’attività dell’Alfa Acciai con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati: oltre al Comune, la circoscrizione con rappresentanti di maggioranza e opposizione, Consulta per l’ambiente, azienda stessa e sindacati».


Emanuele Galesi ha scritto: 
Il direttore dell’Arpa:
bisogna approfondire

Ci sono voluti due direttori perché l’iter delle analisi dell’Arpa sull’Alfa Acciai trovasse compimento. Nel luglio 2008 la procedura era stata avviata sotto la guida di Wanda Berna, passata alla fine dell’anno scorso alla direzione dell’Arpa di Lecco. Dopo di lei, al neodirettore Giulio Sesana è spettato il compito di chiudere la pratica e rendere noti i risultati all’azienda e agli Enti competenti. Comunicazione che è avvenuta in maggio. Anche se dei preoccupanti esuberi riscontrati all’Alfa Acciai in Arpa si era iniziato a parlare già nell’agosto 2008. Perché il percorso è stato così lungo? Sesana spiega che questo tipo di procedure è «molto complesso, soprattutto quando si parla di impianti come l’Alfa Acciai» e che per una valutazione complessiva serve del tempo.

C’è già una prima valutazione del pericolo? «Occorre approfondire la conoscenza dei dati e capire se questo superamento è accaduto solo in determinate occasioni. Bisogna avere grande serenità e la partecipazione degli Enti interessati, vale a dire Provincia, Comune, Asl e la stessa Arpa». I bresciani si devono preoc- cupare? «Sono valori da verificare ancora. Anche perché l’azienda presenta analisi che rientrano nei limiti. Inoltre, stiamo parlando di tossici cronici, non di tossici acuti». Che tradotto significa che la diossina non causa morte immediata, come ad esempio il cianuro, ma provoca patologie a lungo termine, come il cancro. Per giungere ad una risoluzione del problema, nel caso in cui fosse confermato, ci sarebbe ancora tempo. O no?


E l’Ori Martin prova a sistemare
 fumi e rumore  

Ieri sera l’assessore Vilardi ha presentato ai cittadini il progetto di riqualificazione dell’acciaieria

Un’immagine della Ori Martin,
in via Canovetti

ImageRisposte in arrivo per i cittadini che hanno sottoscritto una petizione puntando il dito contro l’Ori Martin con l’accusa di inquinamento atmosferico e acustico. Ieri sera, infatti, nella sede della circoscrizione Nord in via Monte Grappa, l’assessore all’Ambiente Paola Vilardi ha presentato il progetto di riqualificazione dell’acciaieria di via Canovetti, elaborato dalla stessa azienda e già licenziato dalla Commissione Paesistica. «Ero già andata in Consiglio di circoscrizione - spiega Paola Vilardi - e avevo promesso che sarei tornata con qualcosa di concreto». Un qualcosa che ora c’è, e «mi sembra un progetto tecnicamente molto valido», continua l’assessore.

Per quanto riguarda i fumi, il progetto ipotizza l’inserimento di un nuovo filtro di aspirazione che s’inserirà nel contesto dello stabilimento con un impatto visivo minimo in quanto la costruzione è prevista a ridosso dell’attuale impianto di captazione dei fumi e verso i reparti produttivi. Il nuovo impianto sarà costituito da tre ventilatori prementi che convergeranno in un unico camino la cui mandata in atmosfera si troverà pressoché all’altezza di quello già esistente. Quanto al rumore, il progetto contempla uno schermo antirumore di altezza tale da ottenere un effetto barriera lungo il perimetro dell’attuale impianto di aspirazione dei fumi. Tale intervento sarà integrato con la schermatura delle attuali ciminiere attraverso un sistema di pannellatura disposto a forma ottagonale, con determinate caratteristiche di fonoisolamento.
Ieri sera l’assemblea pubblica. Intanto il progetto prosegue il suo iter: depositato in Sovrintendenza, dovrà attendere ancora 60 giorni di silenzio-assenso. Poi, conclude Paola Vilardi, si procederà.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
Ultima modifica di Redazione il Ven 09 Ott, 2009 06:35, modificato 1 volta in totale 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Diossina: la risposta nelle nuove analisi 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - HOME PAGE




Giovedì 25 Giugno : 2009  Emanuele Galesi, Cecilia Bertolazzi , nuri, GdB

Emanuele Galesi ha scritto: 
Diossina: la risposta nelle nuove analisi
  
Entro luglio gli approfondimenti da parte dell’Alfa Acciai Nella relazione dell’Arpa apprezzamenti e ulteriori criticità

Una veduta esterna dell’Alfa Acciai: l’acciaieria è stata
oggetto di controlli approfonditi da parte dell’Arpa

ImageLuglio 2009. Questa la scadenza entro cui l’Alfa Acciai deve procedere al ricontrollo delle emissioni del camino E1bis, come concordato durante la riunione tecnica del 22 giugno alla quale, oltre ai rappresentanti dell’acciaieria, erano presenti Comune e Provincia di Brescia, Arpa e Asl.
La nuova verifica viene richiesta sulla base dei contenuti del monitoraggio che l’Arpa, nell’ambito dell’attività ispettiva sull’Alfa Acciai, ha effettuato il 28, 29 e 30 luglio 2008. Da quelle rilevazioni, come abbiamo riportato ieri, erano emersi superamenti dei limiti di diossine e furani dal camino E1bis. Secondo il verbale del 22 giugno, «Arpa presenzierà al campionamento e alle analisi discutendo metodi e materiali delle fasi operative, onde validarne e condividerne gli esiti».
Cosa ci si aspetta da questo nuovo campionamento è presto detto: la conferma o la smentita dei livelli segnalati dall’Arpa nella sua relazione tecnica, che indicavano esuberi delle emissioni di diossine e furani fino a otto volte superiori al limite di legge.
Inquinanti nell’aria
Entro poco più di un mese si potrà sapere se i dati raccolti dall’Arpa sono frutto di situazioni estemporanee o se invece costituiscono una pericolosa costante nelle emissioni dell’acciaieria. Per ora, nella relazione completa dell’Agenzia per l’ambiente si legge: «I dati evidenziano la necessità di un miglior contenimento ed abbattimento delle diossine/furani all’emissione E1bis, nonché una maggiore attenzione nelle procedure di accettazione del rottame in ingresso, risultato difficilmente caratterizzabile dal punto di vista degli inquinanti presenti (materiali estranei, oli, plastiche ecc.)».
Il sistema di abbattimento dell’Alfa Acciai già minimizza la produzione di diossine, ma nella relazione dell’Arpa «si ritiene possa essere considerata l’ipotesi di attivazione di ricerca (...) di nuove strategie di contenimento».
Se per quanto riguarda polveri, metalli e mercurio non emergono problemi nelle analisi, la relazione evidenzia un altro fattore di criticità, costituito dagli Ipa, ovvero idrocarburi policiclici aromatici: sostanze classificate come cancerogene di categoria 1. Nel primo campionamento gli Ipa sono nei limiti, mentre nel secondo e nel terzo (29 e 30 luglio) si registrano esuberi fino a quattro volte superiori la norma.
Richieste di miglioramento
Nelle conclusioni della relazione Arpa si richiede una «migliore gestione delle emissioni atmosferiche puntuali e diffuse, del rottame di processo, delle scorie di risulta». Ci sarebbero problemi in ciò che esce dal camino E1bis, ma anche nell’aria presente nel sito dell’azienda, problemi causati da «eventi incidentali o non virtuosi del processo fusorio, dalla movimentazione all’esterno del rottame e delle scorie di fusione». Inoltre, rispetto ai rifiuti che vengono trasformati in materia prima nei forni si evidenzia «l’assenza di una procedura per l’accreditamento dei fornitori», mentre per le scorie, oltre ad una difformità tra volumi dichiarati ed effettivi, è segnalata «l’assenza (...) di un controllo radiometrico specifico», ovvero del campionamento delle radiazioni «se non quello connesso al monitoraggio delle aree forno».
Un altro tema su cui gli abitanti di San Polo sono molto sensibili, è il problema di rumori. L’Arpa lamenta una «presentazione incompleta della valutazione di impatto acustico» e ritiene «che la ditta debba svolgere una ulteriore campagna di misure che dimostri il rispetto del limite di emissione».
Infine, nella relazione c’è un paragrafo dedicato ai punti di forza dell’Alfa Acciai. «Costante impegno - si legge - ed attenzione alle tematiche di rispetto ambientale attivato durante tutto il corso della propria attività anche in ragione della localizzazione particolarmente sensibile all’interno del tessuto urbanistico cittadino».
Si aspettano dunque le nuove analisi dell’acciaieria per approfondire la natura e la qualità delle emissioni di inquinanti. L’Arpa propone di «prescrivere all’Azienda la presentazione di uno studio specifico di ricaduta delle polveri da camino al fine di poter monitorare gli eventuali impatti sul territorio». Nel frattempo, ricordiamo, l’Asl sta effettuando analisi su campioni di alimenti per verificare la presenza o meno di diossine.


Cecilia Bertolazzi ha scritto: 
Alfa Acciai:
«In questo modo si crea allarmismo ingiustificato»

Nuova precisazione dall’azienda di San Polo: «I livelli di diossina sono nella norma. Investiti per l’ambiente 40 milioni di euro dal 2004»
Allarmismo ingiustificato. È, secondo l’Alfa Acciai, quello provocato dalle notizie pubblicate ieri sul Giornale di Brescia.


L’azienda che, già martedì aveva detto la sua sui risultati del rilevamento Arpa («le analisi condotte dall’azienda dimostrano che la quantità di diossina risulta entro i limiti stabiliti dalla legge») con un comunicato diffuso ieri si apre la strada per una nuova precisazione.
«Alfa Acciai lamenta l’allarmismo generato dal titolo dell’articolo comparso ieri sul Giornale («Le rilevazioni dell’Arpa: diossina dall’Alfa Acciai», ndr) - si legge sul documento - mentre all’interno dell’articolo stesso si spiega nei fatti la situazione, ovvero che nell’ambito di un controllo periodico fatto da parte dell’Arpa nel luglio 2008 è emerso un valore anomalo, più alto rispetto ai limiti. Valore però che si discosta dal monitoraggio che l’azienda conduce sistematicamente».
Se sulla questione diossina si potrà capire di più a luglio, quando si terrà la verifica predisposta dal tavolo tecnico di Provincia, Comune, Arpa, Asl e Alfa Acciai stessa, sul tema della salvaguardia ambientale che si mette in atto a San Polo, invece, l’azienda tiene a ribadire subito come stanno le cose.
«Il gruppo impiega tecnologie, sia a livello produttivo che ambientale, ritenute a livello nazionale e internazionale all’avanguardia e conformi all’attuale stato dell’arte» si legge ancora sulla nota diffusa ieri.
E, a dimostrazione di quanto sostenuto, l’azienda non fa mistero dei propri «titoli» in materia, né tanto meno degli investimenti che sono stati condotti per salvaguardare appunto l’ambiente e la salute, dei dipendenti come dei cittadini.
«Alfa Acciai ha ottenuto già due anni fa, prima azienda bresciana, il decreto autorizzativo regionale AIA (Autorizzazione ambientale integrata) che norma tutti gli aspetti ambientali e i relativi controlli».
Inoltre «il tema ambiente è sempre più al centro dell’attenzione del gruppo, dato che dal 2004, solo sul sito di Brescia, sono stati investiti, in miglioramento ambientale o in sicurezza, più di 40 milioni di euro.
Nel dettaglio, tra il 2006 e il 2007 è stato completamente rifatto l’impianto fumi con una spesa di 26 milioni di euro.
Un intervento, questo, che ha portato non solo ad adeguarsi alle normative sempre più stringenti in materia, ma a portare l’azienda ben al di sotto dei limiti in vigore».
Accanto agli interventi impiantistici, il gruppo di via San Polo «si è dotato di un articolato sistema di monitoraggio di tutte le emissioni e di aspetti ambientali con frequenze elevate e ben al di sopra dei parametri che vengono dettati dalle norme vigenti. Oltre a queste misure si è dotato anche di un sistema di Auditing (processo di verifica sistematico) sia interno che esterno per assicurarsi il costante allineamento di tutto il sistema.
Proprio per questo siamo tranquilli di fronte ad una verifica congiunta, cosa che auspichiamo da quando il fatto si è manifestato».


nuri ha scritto: 
Comitato difesa salute e ambiente:
«Ai controlli anche i nostri tecnici»

Dopo gli ultimi dati emersi sul «caso Alfa Acciai», il Codisa (Comitato difesa salute ambiente di San Polo), ricorda all’azienda il protocollo d’intesa siglato a inizio 2008, esito dell’iter giudiziario intrapreso nel 2003.
L’accordo implica cioè che «un tecnico esterno, scelto appunto dal Codisa - come spiega il presidente del comitato, Valerio Beccalossi - può prendere parte alle indagini condotte di volta in volta dall’azienda». Un’opportunità che nel corso delle prossime ispezioni, programmate per luglio, i membri dell’associazione intendono sfruttare: «Per quanto ci riguarda - prosegue Beccalossi - contatteremo quanto prima i vertici dell’Alfa Acciai, così da formalizzare tale richiesta verso la quale siamo certi di non trovare alcun ostacolo da parte dell’azienda». E ancora: «Come comitato chiediamo inoltre che i controlli da parte di enti terzi, e quindi super partes, vengano non solo effettuati più spesso, ma soprattutto che siano ben programmati durante l’intero anno». Non solo. Seppure Alfa Acciai e Arpa restino «i primi interlocutori con cui raffrontarsi», è importante ricordare che non si tratta degli unici enti coinvolti: «In una vicenda come questa - conclude il presidente, facendosi portavoce di tutti i rappresentati del Comitato che rappresenta - ci aspettiamo quanto prima una presa di posizione da parte del Settore ambiente del Comune e del sindaco della città, oltre che ovviamente della stessa Asl».

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Vicenda Alfa Acciai, a luglio i risultati della Asl 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - HOME PAGE




Venerdì 26 Giugno : 2009 Cecilia Bertolazzi , GdB

Vicenda Alfa Acciai, a luglio i risultati della Asl

L’Azienda sanitaria fornirà maggiori dettagli delle analisi in corso il mese prossimo. Le reazioni della Circoscrizione Est

Una veduta dell’azienda Alfa Acciai
 in via San Polo

Image«I risultati a luglio, al momento ci riserviamo di conoscere la conclusione dei lavori per non creare allarmismi». È la risposta che la Asl fornisce in merito alle analisi in corso «su campioni di alimenti sia di origine animale, in particolare su latte, sia di origine vegetale, in particolare su fieno».
Analisi dettate dalla necessità da parte dell’Azienda sanitaria locale di fare chiarezza, per ciò che le compete, sulla vicenda «Alfa Acciai». Vicenda che si incentra sulle rilevazioni condotte dall’Arpa nel luglio 2008 allo stabilimento di San Polo. Ebbene, da queste analisi spicca il dato relativo alla presenza di diossine, nei fumi di emissione del camino E1bis, otto volte superiore rispetto alla norma stabilita dalla legge (0,5 nanogrammi per metro cubo il limite).

Un dato che, però, non trova conferma nelle analisi periodiche condotte dall’Alfa Acciai. Proprio per sanare la discrepanza di informazione, il tavolo tecnico composto dai rappresentanti di Provincia, Comune, Arpa, Asl e Alfa Acciai ha predisposto una verifica, attraverso nuovi campionamenti, i cui esiti si avranno appunto entro il mese prossimo. Non resta che attendere, dunque. Intanto non mancano le reazioni, come quella che arriva da Enio Garzetti, presidente della Circoscrizione Est che chiede in una lettera all’assessore all’Ambiente Paola Vilardi «di convocare subito una seduta dell’osservatorio sull’Alfa Acciai alla presenza dell’Arpa, per esaminare i dati. Siamo preoccupati per la salute dei cittadini». Altre richieste arrivano da Rocco Vergani, capogruppo Pd in Circoscrizione Est.

«Perché la Provincia e l’Arpa per mesi non hanno dato notizia delle rilevazioni impedendo che da subito si attivasse un confronto tecnico-istituzionale? Da quando il Comune era a conoscenza dei risultati e perché non ha informato l’osservatorio sull’Alfa Acciai della Circoscrizione Est prima dell’incontro del 22 giugno con Provincia, Arpa, titolari dell’Alfa Acciai? Terzo, come si intende procedere adesso?». Il Partito democratico della Est, dunque, intende chiedere la convocazione di un consiglio di Circoscrizione straordinario invitando i responsabili dell’Arpa, l’assessore all’Ambiente, i membri dell’osservatorio sull’Alfa Acciai e presentare una mozione in Consiglio comunale per richiedere un monitoraggio della zona di San Polo.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Diossina, il Pd chiede risposte alla Loggia 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - HOME PAGE




Sabato 27 Giugno : 2009 GdB

Diossina, il Pd chiede risposte alla Loggia

«Risposte esaustive» in merito ai «lati oscuri» della questione diossina a San Polo. E notizie su quali azioni saranno intraprese «per garantire la salute dei cittadini». A chiederle sono i consiglieri in Loggia del Partito democratico Valter Muchetti, Federico Manzoni, Alberto Martinuz e Giuseppe Ungari, che hanno presentato un’interpellanza al sindaco Adriano Paroli e alla presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali.
Preoccupati dopo aver appreso dai giornali «le notizie sul ritrovamento di diossina a San Polo, emessa in quantitativi notevolmente superiori ai livelli stabiliti dalla legge dai camini dell’Alfa Acciai», ma anche per il fatto che «il tavolo tecnico si è riunito solo il 22 giugno, cioè quasi due mesi dopo aver ricevuto i dati», i consiglieri si dicono «allibiti per il ritardo con il quale l’Arpa li ha comunicati alla Provincia (il 5 maggio 2009) rispetto alla data dei campionamenti (effettuati nel luglio 2008)». Muchetti, Manzoni, Martinuz e Ungari chiedono di conoscere «in quale data il Comune ha ricevuto la comunicazione della situazione, perché sono trascorsi così tanti giorni prima della riunione del Tavolo Tecnico, a chi spetta la competenza di riunirlo e se sia intenzione del sindaco prendere provvedimenti, anche legali, nei confronti dei responsabili del ritardo nella comunicazione delle analisi agli organi preposti». «Cosa intende fare il sindaco per garantire la salute dei cittadini bresciani, di San Polo in particolare, e quali azioni nel concreto intende intraprendere? - scrivono ancora i consiglieri del Pd -. Perché non è stato coinvolto, o perlomeno informato, l’Osservatorio permanente sull’Alfa Acciai e a questo punto qual è il suo ruolo? Perchè attendere fino a luglio ora per effettuare nuovi controlli?».

Il quartiere Carmine è stato invece oggetto ieri pomeriggio di un’altra iniziativa ambientale ideata e messa in pratica da un gruppo di Giovani Democratici. Indossata una pettorina gialla e armati di scopa, secchiello, sacchi e guanti, i ragazzi del Circolo cittadino si sono trovati alle 17 in via San Faustino e hanno dato il via a un’«azione di pulizia del Carmine, passando per corso Mameli, via delle Battaglie, contrada del Carmine, vicolo Borgondio e ritornando quindi su via San Faustino - spiega Tommaso Gaglia, segretario cittadino dei Giovani Democratici -. Vorremmo che l’attenzione del Comune non fosse dedicata solo a corso Zanardelli e via X Giornate ma che la Giunta prendesse maggiormente in considerazione anche il Carmine, perché i residenti denunciano un aumento della sporcizia e dell’insicurezza». I Giovani Democratici hanno raccolto tre sacchi di spazzatura. c. c.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Alfa Acciai, aria pesante sui fumi 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - HOME PAGE




Mercoledì 1 Luglio : 2009 Nuri Fatolahzadeh, GdB

Alfa Acciai,
aria pesante sui fumi  

Clima incandescente ieri sera alla riunione del Comitato difesa salute e ambiente Raccolte 130 firme per chiedere una centralina di monitoraggio della qualità dell’aria

ImageUna cosa è certa: la vicenda Alfa Acciai è seguita più da vicino di quanto possa sembrare. Soprattutto dai cittadini. Tanto che, ieri sera, voci e sguardi dei residenti del quartiere superavano di gran lunga i posti a sedere preparati dal Codisa (il Comitato difesa salute ambiente) in vista dell’assemblea pubblica organizzata nella sala civica di via Sabbioneta, a pochi metri dall’azienda al centro dei riflettori.
Ad introdurre, i dati e le nozioni tecniche. A chiudere, un grande malcontento: «Sono dieci anni che aspettiamo risposte concrete, ora non abbiamo più voglia di capire la politica». Questo il pensiero più ricorrente tra i presenti, lo stessa che, in una sola serata, ha unito, fatto alzare la voce, decretato il silenzio assoluto.

Oltre 100 firme in Consiglio
Centotrenta firme raccolte. L’obiettivo è presto detto: una petizione indirizzata al sindaco, Adriano Paroli, e alla presidente del Consiglio comunale, Simona Bordonali, per esplicitare nero su bianco le due richieste che Codisa e residenti intendono porre al centro dell’attenzione di Giunta e consiglieri. Innanzitutto la collocazione, per sei mesi, di una centralina di monitoraggio della qualità dell’aria e, in particolare, dei parametri relativi a polveri, Pm10, Pcb, Pcdd-f, Ipa (come dati giornalieri), monossido di carbonio, anidride solforosa, ossidi di azoto (come dati cosiddetti «in continuo»). «Si tratta di campagne che il Comune, a discrezione, può richiedere all’Arpa o a enti privati» spiegano Maurizio Frassi, Sandro Cosi e Tiziana Frassi. Poi, la presenza dei rilevatori di dati meteorologici (sensori di temperatura, di pressione atmosferica, di radiazione solare, di pioggia caduta). «Questa proposta - specificano gli organizzatori - è basata sul concetto che le fonti di diossina, una dopo l’altra, vanno scoperte e chiuse». Sotto accusa anche il lungo iter che ha caratterizzato la vicenda: «Un anno per le analisi è troppo, specie quando nella stessa Autorizzazione integrata ambientale (rilasciata dalla Regione all’Alfa Acciai nel 2007, ndr) è esplicitato che a fronte di un superamento del limite massimo di diossina l’azienda deve ridurre la produzione o chiudere per un periodo».

La rabbia e la sfiducia
Inatteso l’intervento del consigliere Roberto Toffoli che, senza mezzi termini, rispedisce le accuse al mittente. «Si sta facendo terrorismo ambientale anziché parlare della salute dei cittadini - incalza -: la Provincia sta già monitorando tutta la situazione e sta indagando; di certo l’Alfa Acciai verrà messa sotto mora qualora ce ne fossero gli estremi. In più - conclude - i camini dovranno essere o alzati o muniti di nuovi filtri». Tutti propositi che non convincono, però, i presenti, infastiditi da «chiacchiere sentite per anni, anni in cui nulla si è risolto».
E ancora: «Noi qui viviamo e siamo stufi di subire le decisioni di chi poi, puntualmente, se ne lava le mani». Ma, soprattutto, i volti seri, decisi ad urlare e ribadire che «ormai non ci si fida più di coloro che dovevano agire e non l’hanno fatto».
Ora, a fronte della discrepanza tra i dati raccolti dall’Arpa sulla quantità di diossina sprigionata dal camino E1bis e quelli che derivano dai periodici controlli condotti da Alfa Acciai, Provincia, Comune, Arpa, Asl e Alfa Acciai stessa hanno scelto la strada della controverifica. Intanto, tra una sfiducia palesata a più riprese e una soluzione che si attende con ansia, c’è anche chi, dal fondo della sala, conclude lanciando un nota-bene. «La zona industriale è stata creata alle Fornaci, isolata. Non a San Polo. E, soprattutto, non a caso».
 

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Le rilevazioni dell’Arpa:diossina dall’Alfa Acciai (svil 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - HOME PAGE




Martedì   14 Luglio : 2009 sam, GdB

Diossina: nella norma le prime analisi sugli alimenti.
Ora tocca all’aria

ImageNella norma. Se per un soffio o per molte lunghezze, non è ancora dato saperlo: comunque sono nella norma i primi dati che escono dalle analisi effettuate dall’Asl di Brescia sugli alimenti (fieno, verdura e latte) della zona di via San Polo, dove ha sede l’Alfa Acciai.

Le analisi erano volte a verificare che la presenza di diossina fosse all’interno dei livelli consentiti dalla legge. E lo sono: lo comunica proprio l’azienda sanitaria locale, che aggiunge che le analisi stanno continuando, e che la situazione continuerà ad essere monitorata.

Gli alimenti esaminati sono sia di origine vegetale (fieno e verdura) sia di origine animale (latte). I laboratori dell’Asl pongono dunque un primo elemento di rassicurazione a chi temeva o dava già per assodato un preoccupante livello di inquinamento della zona.

Ora tocca all’aria: tra giovedì 16 e sabato 18 luglio si svolgeranno le analisi sui fumi di un camino dell’acciaieria. O meglio: tra il 16 e il 18 si raccoglieranno i campioni di aria. Questi saranno mandati a Venezia, in un laboratorio che è stato scelto di comune accordo tra Asl, Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) e azienda (Alfa Acciai) come sede degli esami approfonditi.

La settimana prossima, alla luce dei risultati sugli alimenti e di quelli sull’aria, Asl e Arpa faranno il punto della situazione insieme alle altre istituzioni coinvolte (Comune e Provincia).

Sarà più chiaro, allora, se il valore del livello di diossina rilevato a luglio 2008 da un camino dell’Alfa Acciai (e superiore di otto volte ai livelli di legge) è stato effettivamente una «anomalia senza spiegazione» come l’azienda sostiene, anche a fronte dei cospicui investimenti sostenuti in campo ambientale. Sarà più chiaro allora se i bresciani che vivono accanto a quell’acciaieria possono rimuovere le loro preoccupazioni. Non resta che aspettare. sam

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Le rilevazioni dell’Arpa:diossina dall’Alfa Acciai (svil 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red - HOME PAGE




Venerdì   17 Luglio : 2009  Gianluca Gallinari - Emanuele Galesi , GdB

Alfa Acciai, la prova del nove

Ieri notte il primo dei tre prelievi che si concluderanno domani per accertare l’eventuale presenza di diossine oltre i livelli ammessi nelle emissioni di un camino
(foto: Pierre/Eden)
ImageOre 22.45. La prova del nove ha inizio. Ieri sera, mentre il lavoro nell’enorme stabilimento dell’Alfa Acciai di via San Polo procedeva regolarmente, sul camino «E1bis» le cui emissioni sono da alcune settimane «sorvegliate speciali», si potevano scorgere otto uomini in tuta bianca, imbragati come alpinisti. All’opera a 50 metri d’altezza, fino a otto per volta. Erano i tecnici di tre distinti laboratori - l’Ecoresearch di Bolzano, la Sias di Brescia e il Consorzio universitario Inca di Porto Marghera (Ve) - che assieme a personale dell’Arpa in veste di supervisore validante, procedevano al primo dei tre prelievi delle emissioni del camino.
Una campionatura di otto ore - cui ne seguiranno altre due stanotte e domani notte - che rappresenta un primo passaggio indispensabile per procedere alle analisi delle emissioni del camino. Per capire in altre parole chi aveva ragione: se l’Alfa Acciai, che nel corso dei ripetuti controlli dei fumi - in continuo quelli delle polveri disperse in atmosfera, quattro l’anno quelli sulle emissioni totali, due ogni dodici mesi specifici per le diossine - aveva registrato valori di diossine pari a 0,4 nanogrammi per nanometrocubo (il 12 maggio scorso, nell’ultima campionatura addirittura 0,3), o l’Arpa, che nel corso delle verifiche effettuate per conto dell’Ente Provincia - cui compete il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) alle imprese e la successiva sorveglianza - che in uno dei tre prelievi effettuati esattamente un anno fa aveva riscontrato un picco di 4 nanogrammi. Per questo ieri sono state poste sofisticate sonde che aspirano l’aria emessa dal camino in speciali ampolle, per consentirne l’invio in laboratorio.

Analisi al via il 20 e il 21 luglio
«Per questa verifica - ribadiva ieri sera il direttore generale tecnico di Alfa Acciai ing. Giuseppe Cavalli, che ha guidato giornalisti e rappresentanti dei cittadini (Maurizio Frassi del Comitato difesa salute ambiente di San Polo) e l’ing. Angelo Antonio Capretti del Settore Ambiente del Comune (che all’Alfa Acciai ha attivato un apposito osservatorio) in una lunga e dettagliata visita dell’intero impianto produttivo - abbiamo voluto il massimo della trasparenza, e il controllo in atto è tanto più eccezionale se si pensa che vi sono tre distinti laboratori che svolgeranno contemporaneamente i prelievi, e due che effettueranno le analisi separatamente». Da ultimo, come da legge, la validazione ulteriore dell’Arpa. Le analisi saranno effettuate il 20 e il 21 luglio. Poi si prevede serviranno una quindicina di giorni per i risultati.

«Gestione ambientale scrupolosa»
Una complessità quella delle verifiche in atto, che d’altro canto è speculare alla complessità e al dimensionamento di un’azienda che alcuni numeri possono solo contribuire a illustrare: 842 dipendenti, di cui oltre 450 tecnici, che ogni anno seguono corsi di formazione per oltre 5.000 ore. Quanto alle dimensioni degli impianti, mentre i tecnici lavoravano sulla cima del camino, sotto uno dei due forni riduceva in colate masse di oltre 80 tonnellate di rottami per volta, con lo sprigionamento di 65 Mw di corrente per mezzo di tre enormi elettrodi, in un tripudio di incandescenza. Il tutto mentre una cappa aspirava i fumi primari e una seconda recuperava quelli eventualmente dispersi dalle fasi di lavorazione a forno aperto. Fumi poi convogliati in speciali torri di raffreddamento, quindi in enormi filtri, composti da oltre 20 celle contenenti 6.000 manichette in speciale tessuto che depurano l’aria prima di inviarla nel camino, da cui questa viene dispersa in atmosfera, non senza che appositi sensori effettuino dei rilievi costanti sulle polveri. «Il nostro sistema di gestione ambientale è altrettanto articolato e meticoloso» è stato ribadito da direttore e funzionari di Alfa Acciai, che hanno mostrato nel dettaglio le modalità di pianificazione, controllo e riverifica di tutte le emissioni (fumi, polveri, acque), in qualche caso anche oltre le previsioni di legge. «Noi siamo tranquilli: le nostre rilevazioni parlavano di valori pari 0,3. Se fosse stato diversamente, saremmo stati i primi ad attivarci».




TECNICI «IN QUOTA», SONDE AL LAVORO PER 8 ORE
ImageLa vetta del camino E1bis, uno dei due che smaltiscono i fumi trattati e depurati dei due altiforni presenti all’Alfa Acciai, ieri sera era affollata di tecnici e complicati macchinari, giunti fin dalle 14.30. Per salire gli addetti ai lavori erano vincolati come alpinisti. Sotto, il direttore Cavalli mostra una fase di lavorazione dalla sala comandi di un forno (foto: Pierre/Eden)

L’AZIENDA, I CITTADINI

AMBIENTE AL PRIMO POSTO

ImageAlfa Acciai è stata la prima azienda ad ottenere l’autorizzazione Aia nel Bresciano. Per l’acquisto dell’impianto di abbattimento dei fumi nel 2007 ha investito svariati milioni di euro. Un articolato sistema di gestione ambientale prevede ripetuti controlli ogni anno


«CHIAREZZA IN TEMPI RAPIDI»
ImageI cittadini ora chiedono chiarezza. A dirlo per tutti è Gabriele Avalli dell’Associazione Civica Brescia: «Completa fiducia nelle istituzioni preposte ai controlli, ma i risultati stavolta arrivino in fretta. Alla Est, presente Rolfi, abbiamo chiesto un consiglio aperto sui problemi ambientali»
 



Emanuele Galesi
L’Arpa: «C’è la massima trasparenza»

I tecnici dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente seguiranno passo passo le analisi

Un tecnico di laboratorio dell’Arpa
ImageUn anno dopo le prime rilevazioni svolte, i tecnici dell’Arpa tornano sul sito dell’Alfa Acciai in veste di «vigili» per controllare la correttezza delle operazioni svolte dall’azienda nelle nuove analisi dei fumi.

Perché quei tre superamenti consecutivi dei limiti di diossina evidenziati dai dati raccolti nel 2008 possono essere sì un caso, una semplice coincidenza che non trova riscontro nelle normali emissioni dell’acciaieria, ma restano comunque tre esuberi di otto volte la soglia consentita.
Quindi, ecco che la stessa Alfa Acciai effettua delle controanalisi per smentire o confermare il problema diossina, seguita passo passo dall’Arpa in modo da convalidare la loro regolarità.

«Questa notte sono iniziati i nuovi campionamenti, si prosegue venerdì notte e sabato in giornata - spiega il direttore del dipartimento bresciano dell’Arpa, Giulio Sesana -. Il nostro ruolo non consisterà più nell’analisi in senso stretto, ma nella supervisione delle operazioni perché tutto venga svolto secondo il protocollo. Sottolineo che tutti i soggetti interessati stanno svolgendo al meglio i loro compiti».
Dal punto di vista pratico, l’esame dei fumi all’Alfa Acciai «si può dividere in due parti - prosegue Sesana - una tecnico-analitica che per certi versi è meno complessa perché più standardizzata, l’altra invece è più critica perché riguarda direttamente i campionamenti. Si tratta di una procedura delicata».

Sono due gli uomini dell’Arpa a seguire passo passo i lavori. Uno dei quali accompagnerà al camino i tecnici dell’Alfa Acciai per garantire il rispetto delle norme scientifiche. L’altro invece osserverà le operazioni a livello del forno: in questo modo il cerchio si chiude.
Dopo questa prima fase, i campioni verranno inviati al laboratorio di analisi dell’università Ca’ Foscari, a Venezia. Anche qui l’Arpa presenzierà all’esame dei componenti raccolti. Poi si passerà ad una fase decisiva: la lettura e l’interpretazione dei dati rilevati.
«Abbiamo la certezza che tutto verrà svolto secondo le procedure corrette di accertamento - conclude il direttore -. La nostra agenzia sta lavorando al massimo delle sue possibilità per garantire la più completa trasparenza e la massima tranquillità rispetto a ciò che emergerà dalle analisi».
 


 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Le rilevazioni dell’Arpa:diossina dall’Alfa Acciai (svil 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red - HOME PAGE




Sabato   18 Luglio : 2009 GdB

Alfa Acciai,
interrogazione del Pd in Broletto

I consiglieri d’opposizione chiedono chiarimenti sul ritardo dei dati: «La Provincia aveva avuto segnalazioni?»

La sede dell’Alfa Acciai a San Polo.
Ieri le ultime campionature

ImageProseguono all’Alfa Acciai le campionature relative alle emissioni del camino «E1bis» necessarie alle nuove analisi che faranno chiarezza sull’effettivo livello di diossine contenute nei fumi di uno dei due forni dell’acciaieria di San Polo. Iniziate l’altra notte, sono proseguite ieri sera, mentre il terzo e ultimo prelievo sarà effettuato stanotte.

Intanto si registrano i contraccolpi della vicenda anche in Broletto. I consiglieri provinciali del Partito Democratico hanno inoltrato al presidente dell’amministrazione provinciale Daniele Molgora un’interrogazione urgente sulla «presenza di diossina a San Polo».
Nell’interrogazione i consiglieri Billante, Peli, Cammarata, Ferraglio, Maltempi, Montini, Mottinelli e Parenza si dicono «allibiti» per il ritardo con cui l’Arpa avrebbe comunicato agli Enti e in particolare alla Provincia i dati rilevati e chiedono a Molgora: in quale data la Provincia ha ricevuto la comunicazione dei dati da parte dell’Arpa e se da parte dell’Arpa vi è stato qualche messaggio di allerta; perché sono trascorsi tanti giorni prima della riunione del Tavolo tecnico, quali valutazioni sono emerse, cosa intende fare la Provincia in merito e quando intende informare il Consiglio. Ancora, i consiglieri del Pd chiedono se è stato concordato con Arpa in programma 2009 dei controlli pubblici negli stabilimenti siderurgici bresciani.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Le rilevazioni dell’Arpa:diossina dall’Alfa Acciai (svil 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red - HOME PAGE




Martedì   21 Luglio : 2009   Emanuele Galesi, GdB

Alfa Acciai, analisi giunte alla fase-due  
Nei laboratori i campioni d’aria

Si è chiusa la prima parte dei controlli all’Alfa Acciai
Image Si è conclusa in modo positivo la prima fase dei controlli in corso all’Alfa Acciai per verificare la qualità delle emissioni in aria. I campionamenti effettuati nelle nottate di giovedì e venerdì e nella giornata di sabato scorsi si sono svolti senza intoppi attraverso le sonde che hanno raccolto l’aria in uscita dal camino E1bis convogliandole in speciali ampolle. I tecnici di Alfa Acciai hanno svolto le operazioni sotto la supervisione dell’Arpa di Brescia, che un anno fa aveva riscontrato attraverso apposite analisi emissioni di diossina fino a otto volte superiori il limite consentito.
Ora, dunque, all’acciaieria viene data una seconda chance per dimostrare che quegli esuberi non sono la norma, ma sono al contrario una casualità dettata da condizioni particolari che la stessa Arpa, nella relazione prodotta in merito alle ricerche effettuate nella ditta, aveva ricollegato ad un problema nel processo di «accettazione del rottame in ingresso, risultato difficilmente caratterizzabile dal punto di vista degli inquinanti presenti».

Per questo l’aria raccolta è già stata inviata ai laboratori competenti di Venezia e Bolzano. Il Coinca, situato a Marghera, e il sudtirolose Ecoresearch stanno esaminando i campioni per «leggerne» il contenuto e valutare le concentrazioni di inquinanti al loro interno.
È iniziata dunque la fase due delle controverifiche, quella da cui ci si attende la risposta agli interrogativi sollevati dopo la pubblicazione sul nostro giornale dei dati evidenziati dall’Arpa. Anche in questo processo, i tecnici dell’Agenzia regionale stanno seguendo il lavoro nei due laboratori perché tutto venga svolto a rigor di legge.

Soddisfatto del lavoro svolto finora Lorenzo Pedersini, responsabile della Sias, la ditta che per conto dell’Alfa Acciai si è occupata dell’organizzazione e del coordinamento delle analisi. «Tutto è andato secondo programma in maniera regolare. Non ci sono stati problemi e le operazione analitiche sono già state avviate nei laboratori di Venezia e Bolzano». Resta solo da vedere quando si concluderà la parte di elaborazione dei dati perché sia pronta una relazione complessiva sui tre campionamenti. «Si tratta di procedure certamente delicate che anche noi stiamo seguendo a Marghera - prosegue Pedersini -. Aspettiamo di ricevere i dati tra 15-20 giorni, c’è bisogno di tempo per non incorrere in errori».

L’attesa per i nuovi dati è alta. I tempi dovrebbero limitarsi a circa un mese: molto meno rispetto all’anno intercorso tra le analisi del luglio 2008 e la pubblicazione dei risultati di allora.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Rispondi Citando Download Messaggio 
Messaggio Re: Dossier Alfa Acciai (aggiornamenti) 
 
Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.


e, per un aggiornamento rapido:

Image = News con documentazione video Image - [*] News con commento di Red  
(M) Articoli con più fonti
- HOME PAGE




Venerdì, 9 Ottobre 2009: Accadde Oggi    Emanuele Galesi, Giornale di Brescia


Alfa Acciai,
l’osservatorio ancora in cerca di identità

Dopo l’incontro di mercoledì si aprono interrogativi sull’ambito di intervento nel quale dovrà operare l’organismo del Comune

L’Alfa Acciai sotto osservazione
ImageDi cosa deve occuparsi esattamente l’Osservatorio Alfa Acciai? Di un monitoraggio puntuale dell’evolversi della situazione dell’azienda rispetto alle tematiche ambientali, o deve rivolgere l’attenzione anche all’esterno dell’acciaieria, allargando la visuale a tutta la zona di San Polo? In definitiva, che cosa osserva l’Osservatorio? A leggere il comunicato emesso dalla riunione svoltasi mercoledì proprio nella sede dell’Alfa Acciai, sembra essere questo uno dei nodi che l’organismo comunale dovrà sciogliere. Nel documento si legge: «Si è effettuata una cronistoria di quanto è successo negli ultimi mesi ponendo l’attenzione ai controlli effettuati nel luglio 2009 presso il camino E1bis al fine di verificare il rispetto del limite della diossina (...). Come noto gli esiti del campionamento hanno evidenziato valori al camino inferiori, per il parametro diossina, al limite stabilito dalla normativa pari a 0,5 nanogrammi al metro cubo». Dunque, l’incontro è servito anche per ripercorrere gli ultimi sviluppi del «caso» Alfa Acciai. Ma l’ultima parte del comunicato dice: «Vista la complessità dei diversi temi che riguardano l’impatto dello stabilimento verso l’ambiente circostante si è deciso di aggiornare l’Osservatorio alla prima settimana di novembre per approfondire il tema legato alle emissioni in atmosfera e a quelle sonore».
Per leggere meglio quest’ultima frase bisogna riprendere il documento approvato dalla commissione Ambiente lo scorso martedì. Il testo pone tra gli obiettivi «l’individuazione, se ce ne siano, di responsabilità di inquinamento ambientale dell’acciaieria Alfa Acciai e quelle dovute ad altri fattori». Si chiede che l’Osservatorio raccolga anche «i dati sanitari», magari con accertamenti sulla popolazione che vive nelle vicinanze dell’acciaieria.
Il fatto che l’organismo comunale veda la partecipazione anche dell’Alfa Acciai, però, pone almeno due scogli: esiste un principio secondo cui un’azienda debba concorrere ad individuare l’impatto che essa stessa ha sull’ambiente? Se l’indagine si allarga a tutte le eventuali cause di inquinamento della zona di San Polo, con quale ruolo l’acciaieria dovrebbe parteciparvi? Il problema sta nei poteri effettivi dell’Osservatorio e nella confusione che si può creare in un’assemblea dove siedono il controllato, l’Alfa Acciai, e uno dei controllori, il Comune, il quale ha tutto l’interesse ad approfondire le indagini in quanto venuto a conoscenza di un evento potenzialmente inquinante, come lo sono gli esuberi di diossina del 2008.

 





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
 
ProfiloInvia Messaggio PrivatoHomePageGalleria Personale 
Torna in cimaVai a fondo pagina
Mostra prima i messaggi di:   
 
NascondiQuesto argomento è stato utile?
Condividi Argomento
blinkslist.com blogmarks.net co.mments.com del.icio.us digg.com newsvine.com facebook.com fark.com feedmelinks.com furl.net google.com linkagogo.com ma.gnolia.com meneame.net netscape.com reddit.com shadows.com simpy.com slashdot.org smarking.com spurl.net stumbleupon.com technorati.com favorites.live.com yahoo.com DIGG ITA Fai Informazione KiPapa Ok Notizie Segnalo Bookmark IT
Inserisci un link per questo argomento
URL
BBCode
HTML
 

Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Pagina 1 di 1
 




 
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti
Non puoi rispondere ai Messaggi
Non puoi modificare i tuoi Messaggi
Non puoi cancellare i tuoi Messaggi
Non puoi votare nei Sondaggi
Non puoi allegare files
Non puoi scaricare gli allegati
Non puoi inserire eventi calendario



  

 

cron