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Domenica, 13 Dicembre 2009 GdB
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Ex Oviesse, gestore da Trento
Brixia Sviluppo accoglie la proposta del Gruppo Martini per la guida dell’immobile Il presidente Franceschi: «L’ultima parola al Cda, ma il progetto è eccellente»
Alla scadenza del bando proposto, negli uffici di Brixia Sviluppo ha fatto il suo ingresso una sola proposta. Poco male comunque. Visto cioè che il prospetto presentato dal Gruppo Martini di Rovereto «risponde perfettamente ai requisiti richiesti» - come precisato dal presidente della controllata, l’architetto Riccardo Franceschi - l’edificio affacciato su Largo Formentone ha il suo nuovo gestore unico, colui cioè che avrà il compito di trasformare l’immobile da anni abbandonato in un attrattivo polo della golosità bresciana. O, per utilizzare il «concept» elaborato dal Gruppo Martini, in un «arcipelago del gusto».
Dal punto di vista burocratico, quindi, il disegno e l’architettura proposti sono stati di fatto licenziati dalla Commissione giudicatrice, la quale aveva il compito di verificare il rispetto globale dei parametri imposti nel bando. Ora l’ultima parola spetta al Consiglio di amministrazione che dovrà ufficializzare la scelta e validare il percorso compiuto dalla Commissione. Dopodiché si passerà alla sottoscrizione del contratto che avrà decorrenza dal 1° gennaio 2010 e si snoderà sui nove anni successivi. «Chiederò ai consiglieri la disponibilità a riunirsi prima di Natale, così da accelerare i tempi e procedere con la consegna dei locali al Gruppo Martini, passaggio necessario per condurre gli approfondimenti tecnici e partire con i lavori pratici» annuncia Franceschi.
Benvenuti nell’Arcipelago del gusto
Ma come sarà questo nuovo centro tanto atteso dalla Loggia? «Il Gruppo - svela il presidente - ha disegnato un concept molto chiaro, tanto che il fabbricato è stato pensato con un utilizzo diversificato degli spazi», declinati a seconda dei contenuti. Ecco allora che il seminterrato si trasformerà in una sorta di zona after hours dedicata ai giovani, con il ripristino dell’ingresso di Largo Formentone. Al piano terra, invece, è previsto un grande mercato, a rievocare la tradizione secolare del luogo: una sorta di ortofrutta al chiuso, intervallato da motivi floreali, un luogo vivace e colorato, che sappia rispecchiare - anche visivamente - i ritmi frenetici e le esigenze più quotidiane. Più si sale e più l’offerta «si fa raffinata».
Sarà proprio il primo piano ad accogliere l’annunciato «Arcipelago del gusto», non a caso situato proprio al centro dell’immobile: a caratterizzarlo saranno delle isole incastonate nello spazio commerciale. «Si tratta di un’architettura molto originale e suggestiva - annuncia Riccardo Franceschi, che proprio ieri ha sfogliato il progetto - sviluppata su uno schema che tende a valorizzare ogni angolo in modo diverso, così da ottenere, all’interno di un unico spazio, più offerte. Un modo creativo per rispondere alle esigenze di un pubblico vasto e diversificato».
Del resto, l’esperienza della famiglia Martini nel settore alimentare ha inizio nell’immediato dopoguerra, con l’apertura di una piccola bottega alimentare nel cuore di Lizzanella, piccolo paesino a sud di Rovereto in Trentino. Con gli anni l’attività cresce: nei decenni si sviluppa un’azienda che «matura sempre maggiore esperienza» e istruisce le nuove generazioni. Nel 2004, quindi, l’apertura del negozio concept-store «Buonissimo» di Rovereto, punto di partenza di nuove avventure.
Attualmente il Gruppo Martini gestisce quattro punti vendita in Trentino, cui vanno ad aggiungersi altre attività nel settore dell’intrattenimento e della ristorazione.
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Intanto - nei disegni degli amministratori - la società dovrebbe essere il soggetto operativo chiamato ad intervenire ben oltre i confini della «operazione Oviesse». A ricordarlo, oltre al presidente Franceschi, anche gli assessori Mario Labolani (Centro storico) e Maurizio Margaroli (Commercio) nel giorno della pubblicazione ufficiale del bando per la gestione dell’immobile. La rivisitazione del «Condominio corsetto Sant’Agata» - questo il nome catastale del palazzo di corso Mameli - è infatti solo il punto di partenza di un progetto più ambizioso.
«La nascita di Brixia sviluppo - come ricordato da Labolani - è legata proprio alla struttura in questione. Da questa è cioè partito il ragionamento e la pianificazione della Giunta, concretizzati poi dall’assessore Fausto Di Mezza, per arrivare al recupero dei luoghi degradati della città. L’obiettivo ultimo è insomma il rilancio totale di corso Mameli e corso Garibaldi, così come pure di via San Faustino, tutti luoghi che per troppi anni sono rimasti sofferenti». Ma per far fronte a una riqualificazione così radicale e ampia, i fondi messi sinora a disposizione di Brixia sviluppo - il cui capitale sociale ammonta a 10 milioni di euro - non sono sufficienti. «Con i soldi a disposizione riusciamo a realizzare i progetti in corso - conferma Franceschi -, non certamente quelli futuri già pianificati con il Comune con cui, comunque, dobbiamo ancora definire le modalità di attuazione».
Di qui la delibera redatta dal Consiglio di amministrazione di Brixia Sviluppo con la quale la società chiede formalmente alla Loggia una ricapitalizzazione dei fondi, per un totale di 3,5 milioni di euro. La decisione, come anticipato, spetterà al Consiglio comunale, già in calendario per lunedì 21 dicembre. «I fondi richiesti - ribadisce il presidente della controllata - servono alla concretizzazione degli interventi previsti lungo via San Faustino, corso Mameli, corso Garibaldi e il Carmine, lavori, questi, a cui teniamo molto e per i quali sono già state elaborate delle stime approssimative dal punto di vista economico. Proprio da quelle siamo quindi partiti per tracciare il quadro della situazione e siamo giunti alla conclusione di avanzare la richiesta di un rifinanziamento al Consiglio comunale».
La volontà di un restyling così approfondito posa le basi pure nella situazione più ampia del commercio in centro storico: «Il nostro è un investimento sul futuro, siamo infatti convinti che quelli elaborati siano tutti progetti di qualità» conferma l’assessore Labolani, che aggiunge: «Da quest’operazione deriverà il rilancio delle attività commerciali circostanti». Un modo, questo, per lanciare anche un appello ai proprietari dei tanti negozi sfitti: «Che riflettano sui vantaggi di proporre un canone equo».














































