
La lettera del signor Fusari pubblicata sul suo Giornale
(ndr: GdB) nell’edizione di giovedì 2 novembre u.s. sul tema della revisione dei confini circoscrizionali mi sollecita alcune riflessioni a riguardo.
- Il lettore esprime una serie di argomentazioni che credo non possano non essere condivisibili per la logicità dei ragionamenti che egli compie nella sua lettera.
- Queste riflessioni sono le stesse che ha compiuto il Consiglio della Sesta circoscrizione nell’esprimere il parere alla proposta di revisione dei confini avanzata dall’Assessorato al decentramento che prevede lo spostamento del quartiere Don Bosco in Quinta circoscrizione e contestualmente lo spostamento del q.re Porta Cremona - Volta in Sesta.
Interpretando il pensiero espresso dal Consiglio della Sesta circoscrizione, sottolineo come la riorganizzazione dei confini circoscrizionali sia un tema allo stesso tempo secondario e complesso; secondario perché tutti, a cominciare dai cittadini, si interrogano soprattutto sul ruolo delle Circoscrizioni, sulle loro competenze che devono essere aggiornate per meglio rispondere alle esigenze dei nostri quartieri, piuttosto che sulle dimensioni delle stesse. Una Circoscrizione può essere grande o piccola; dipende da cosa deve fare, da quali compiti deve svolgere e quali risorse può avere a disposizione.
- Complesso perché l’articolazione amministrativa di una città non si può costruire a tavolino, prescindendo dalle dinamiche sociali, dalla storia dei singoli quartieri, dall’articolazione dei servizi pubblici e privati, in sostanza prescindendo dall’articolazione sociale della città stessa. E soprattutto non si può fare questo lavoro guardando all’orologio con la fretta della scadenza elettorale del maggio 2008.
- La riflessione che il buon senso consiglia di fare, (e che il Consiglio della Sesta ha fatto), è che sia più sensato prima ragionare sul futuro delle Circoscrizioni e sulla necessità di dare più sostanza e meno forma alle medesime, e quindi più decentramento di servizi e funzioni e minor assemblearismo partecipativo fine a se stesso, e solo successivamente riflettere su come articolare le Circoscrizioni e rivedere i confini e le dimensioni in funzione al nuovo ruolo assegnato alle stesse.
- Sia ben chiaro, ben venga la partecipazione dei cittadini e la condivisione con i medesimi delle iniziative e dei progetti che interessano i quartieri di residenza, ma questa non deve essere finalizzata ad una consultazione ex post dei progetti già confezionati a livello centrale o semplicemente alla formulazione di pareri che spesso non trovano seguito nell’operato dei singoli assessorati (vale sia per le Circoscrizioni di centro destra che di centro sinistra) ma deve essere una partecipazione che consenta, tramite il riconoscimento alle Circoscrizioni di reali competenze amministrative sulle questioni di rilevanza locale, di incidere realmente sulle problematiche dei quartieri. Solo così, dando realmente competenze chiare e concrete alla realtà istituzionale che fonda la sua stessa esistenza sul contatto quotidiano con i cittadini (la Circoscrizione appunto), si favorisce e si motiva la partecipazione costruttiva e propositiva dei cittadini, dando sostanza e concretezza alla stessa.
- È condivisibile, ancora, l’osservazione che un’operazione così importante non possa esaurire la necessaria fase di consultazione dei cittadini con una semplice assemblea pubblica. I nostri quartieri sono caratterizzati dalla presenza di associazioni, realtà che operano nel sociale, gruppi anziani, associazioni sportive, scuole, oratori, parrocchie, gruppi giovanili etc..; questa vivacità sociale, istituzionale ed associativa dei quartieri cittadini non può essere esclusa dal processo di consultazione che è inverosimile pensare possa esaurirsi con un’assemblea serale di 2 ore. Occorre pensare a forme di consultazione dei cittadini, delle associazioni, delle realtà istituzionali dei quartieri etc..., passaggi che non è immaginabile realizzare in poche settimane, vista e considerata la necessità già annunciata dai vertici comunali di chiudere la partita dei confini entro la primavera del 2007 per ovvie ragioni organizzative dettate dall’avvicinarsi dell’appuntamento delle elezioni comunali della primavera 2008.
- Quanto agli impegni richiesti dal sig. Fusari, (che, a scanso di equivoci, non ho il piacere di conoscere), credo che anche questi siano condivisibili, pertanto non ho nessun problema a sottoscriverli sin da subito sia per quanto riguarda l’impegno a considerare una priorità programmatica per la prossima consiliatura la revisione dei confini circoscrizionali (chiaramente subordinata e coerente con la revisione delle competenze delle medesime che a mio avviso dovrebbero essere maggiori sia di quelle attuali che di quelle timidamente riconosciute della prima bozza di nuovo regolamento se vogliamo realmente parlare, come ha fatto l’assessore dalle colonne dei giornali, di «federalismo infra-municipale»), sia per quanto attiene le iniziative da adottare in via temporanea per adeguare le risorse a disposizione della Settima alla sua eccessiva dimensione territoriale.
- FABIO ROLFI - Presidente - Sesta circoscrizione - Comune di
Brescia -