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Lunedì, 23 Novembre 2009 Angelo Bianchetti, GdB
GRUPPO RICERCA GERIATRICA
«La memoria»,
dipinto di René Magritte
È noto come alcune malattie cardiovascolari (in particolare ipertensione arteriosa, obesità, diabete mellito) costituiscono un fattore di rischio non solo per le patologie cerebrovascolari, ma anche per le demenze e l’Alzheimer. È stato osservato, ad esempio, come i soggetti con diabete mellito non adeguatamente controllato hanno un rischio circa doppio di sviluppare demenza nell’età senile. Allo stesso modo le persone adulte con obesità hanno un rischio tre volte superiore di sviluppare successivamente demenza.
Uno studio condotto recentemente su 2500 anziani seguiti per 8 anni ha dimostrato che un esercizio fisico moderato, associato alla sospensione del fumo di sigaretta, è in grado di rallentare il declino cognitivo in modo significativo (circa 9 volte meno dei soggetti sedentari e fumatori). Da alcuni anni è noto come i soggetti ipertesi hanno un rischio aumentato di circa il 40% di sviluppare demenza rispetto ai non ipertesi. Uno studio recente ha dimostrato che in trattamento adeguato dell'ipertensione arteriosa è in grado di ridurre significativamente lo sviluppo di malattia di Alzheimer; in particolare è stato calcolato che il trattamento è in grado di diminuire l'incidenza della malattia di Alzheimer dell’8% all'anno nella popolazione con età fra 65 e 75 anni. Un altro studio ha esplorato un aspetto di grande interesse; cioè l’effetto del trattamento dei fattori di rischio vascolare nelle persone con malattia di Alzheimer. In particolare sono stati presi in considerazione l'ipertensione arteriosa, la dislipidemia, il diabete e il fumo di sigaretta. Lo studio ha osservato i pazienti per 3 anni ed ha valutato la velocità di progressione della malattia in tre gruppi di pazienti: quelli che ricevevano un trattamento ottimale dei fattori di rischio, quelli che ricevevano un trattamento di solo alcuni dei fattori e coloro che non ricevevano nessun trattamento. I pazienti che ricevevano un trattamento ottimale presentavano una velocità di declino cognitivo minore, così da presentare al termine dell'osservazione di 3 anni un declino paragonabile a quanto osservato al primo anno nel gruppo dei non trattati.
Il controllo dei fattori di rischio vascolare si ottiene sia con cure appropriate che con stili di vita adeguati. Questi comportamenti dovrebbero essere iniziati fin da giovani, ma non è mai troppo tardi: anche negli adulti e negli anziani hanno un significato preventivo.
abc della medicina
SALUTE Si soffre di meno se si è accanto a chi si ama
L’amore lenisce il dolore fisico, e sottoporsi a pratiche mediche dolorose potrebbe essere più semplice e meno fastidioso se nel frattempo stringiamo la mano del partner o guardiamo una sua foto. Una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science mostra che stringere la mano del partner o, ancora meglio, guardarlo in foto, aumenta la soglia individuale di sopportazione del dolore. A fare effetto contro il dolore, hanno rilevato i ricercatori, è soprattutto la fotografia del partner; forse perché, dicono gli esperti, la foto stimola l’immaginazione e fa pensare a situazioni piacevoli, mentre avere il partner vicino fa temere che lui si preoccupi e ciò di fatto potrebbe sminuire il potere lenitivo dell’amore.
ANZIANI Qualche chilo in più allunga la vita
Qualche chilo in più, ma non troppi, è un passe-partout per la terza età: gli ultrasettantacinquenni, infatti, hanno un minor rischio di morire se hanno un peso normale o poco superiore il peso forma.
Lo rivela uno studio diretto da Jennifer Kuk della York University di Toronto, e pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society.
Nel corso dei nove anni di studio si sono registrati 1466 decessi tra i partecipanti. Come atteso la mortalità più bassa si è registrata (4% tra i maschi, 3,5% tra le donne) tra 18 e 64 anni. E in questa fascia d’età il rischio era maggiore per soggetti obesi e in sovrappeso.
Invece gli ultra-75enni sono risultati protetti da qualche chilo in più, infatti coloro che arrivano a questa età un pò sottopeso hanno un rischio di morire per qualunque causa più alto di 1,6 volte (gli uomini) o addirittura di 3 volte (le donne) rispetto a quelli che hanno un peso normale o leggermente sopra il peso forma.
Secondo gli esperti, essere leggermente in sovrappeso dona agli anziani una riserva di energia contro le malattie.
Fattori di rischio vascolare
importanti anche per l’Alzheimer
importanti anche per l’Alzheimer
«La memoria»,
dipinto di René Magritte
Uno studio condotto recentemente su 2500 anziani seguiti per 8 anni ha dimostrato che un esercizio fisico moderato, associato alla sospensione del fumo di sigaretta, è in grado di rallentare il declino cognitivo in modo significativo (circa 9 volte meno dei soggetti sedentari e fumatori). Da alcuni anni è noto come i soggetti ipertesi hanno un rischio aumentato di circa il 40% di sviluppare demenza rispetto ai non ipertesi. Uno studio recente ha dimostrato che in trattamento adeguato dell'ipertensione arteriosa è in grado di ridurre significativamente lo sviluppo di malattia di Alzheimer; in particolare è stato calcolato che il trattamento è in grado di diminuire l'incidenza della malattia di Alzheimer dell’8% all'anno nella popolazione con età fra 65 e 75 anni. Un altro studio ha esplorato un aspetto di grande interesse; cioè l’effetto del trattamento dei fattori di rischio vascolare nelle persone con malattia di Alzheimer. In particolare sono stati presi in considerazione l'ipertensione arteriosa, la dislipidemia, il diabete e il fumo di sigaretta. Lo studio ha osservato i pazienti per 3 anni ed ha valutato la velocità di progressione della malattia in tre gruppi di pazienti: quelli che ricevevano un trattamento ottimale dei fattori di rischio, quelli che ricevevano un trattamento di solo alcuni dei fattori e coloro che non ricevevano nessun trattamento. I pazienti che ricevevano un trattamento ottimale presentavano una velocità di declino cognitivo minore, così da presentare al termine dell'osservazione di 3 anni un declino paragonabile a quanto osservato al primo anno nel gruppo dei non trattati.
Il controllo dei fattori di rischio vascolare si ottiene sia con cure appropriate che con stili di vita adeguati. Questi comportamenti dovrebbero essere iniziati fin da giovani, ma non è mai troppo tardi: anche negli adulti e negli anziani hanno un significato preventivo.
abc della medicina
SALUTE Si soffre di meno se si è accanto a chi si ama
L’amore lenisce il dolore fisico, e sottoporsi a pratiche mediche dolorose potrebbe essere più semplice e meno fastidioso se nel frattempo stringiamo la mano del partner o guardiamo una sua foto. Una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science mostra che stringere la mano del partner o, ancora meglio, guardarlo in foto, aumenta la soglia individuale di sopportazione del dolore. A fare effetto contro il dolore, hanno rilevato i ricercatori, è soprattutto la fotografia del partner; forse perché, dicono gli esperti, la foto stimola l’immaginazione e fa pensare a situazioni piacevoli, mentre avere il partner vicino fa temere che lui si preoccupi e ciò di fatto potrebbe sminuire il potere lenitivo dell’amore.
ANZIANI Qualche chilo in più allunga la vita
Qualche chilo in più, ma non troppi, è un passe-partout per la terza età: gli ultrasettantacinquenni, infatti, hanno un minor rischio di morire se hanno un peso normale o poco superiore il peso forma.
Lo rivela uno studio diretto da Jennifer Kuk della York University di Toronto, e pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society.
Nel corso dei nove anni di studio si sono registrati 1466 decessi tra i partecipanti. Come atteso la mortalità più bassa si è registrata (4% tra i maschi, 3,5% tra le donne) tra 18 e 64 anni. E in questa fascia d’età il rischio era maggiore per soggetti obesi e in sovrappeso.
Invece gli ultra-75enni sono risultati protetti da qualche chilo in più, infatti coloro che arrivano a questa età un pò sottopeso hanno un rischio di morire per qualunque causa più alto di 1,6 volte (gli uomini) o addirittura di 3 volte (le donne) rispetto a quelli che hanno un peso normale o leggermente sopra il peso forma.
Secondo gli esperti, essere leggermente in sovrappeso dona agli anziani una riserva di energia contro le malattie.














































